Re: [pace] Piccolo contributo per l’assemblea di domani a Palazzo Giusso




Francesco Santoianni <francescosantoianni at gmail.com> ha scritto:

>Piccolo contributo per l’assemblea di domani a Palazzo Giusso
>
>
>
>In preparazione dell’assemblea di domani a Palazzo Giusso, con Marinella
>Correggia, un mio piccolo contributo per cercare di capire il principale
>motivo per cui tanti compagni di quello che fu il movimento pacifista non
>ritengono importante mobilitarsi contro l’attuale aggressione alla Siria e
>la imminente guerra.
>
>La loro posizione, sostanzialmente è: “Assad è un dittatore ed è un bene
>che cada; e l’”aiuto” dell’Occidente (propaganda, sanzioni, azioni
>militari...) pur non apprezzato, passa in secondo piano rispetto ai crimini
>del regime siriano e alla prospettiva di una “rivoluzione” nella quale,
>come è stata per quella egiziana e tunisina, noi ci riconosciamo.”
>
>Ora che Assad che, sia un dittatore, non ci piove. Lo era anche Geddafi,
>Saddam, Milosevic, Ceasescu... (sulla Romania e sulla dinamica di quella
>“rivoluzione” che fu la prima costruita a tavolino dall’Occidente varrebbe
>la pena di approfondire la questione, ma certamente non qui). Ma oggi, il
>suo consenso di massa è inferiore a quello di un anno fa? Purtroppo, no.
>Chiunque abbia visto (ogni tanto passano pure in TV) le oceaniche
>manifestazioni a Damasco e in altre città della Siria e abbia un minimo di
>onestà intellettuale non può certo addebitarle a una qualche sapiente regia
>di regime; ma ammetterà che oggi più che mai la stragrande maggioranza del
>popolo siriano sta con Assad. Ancora peggio, oggi in Siria ogni dissidente
>è additato, dalla popolazione tutta, come un traditore, come la testa di
>ponte di una invasione che, certamente riproporrà gli orrori della Libia.
>
>Questa è la situazione oggi in Siria, che piaccia o no.
>
>E chi si ostina a parlare di “rivoluzioni in atto” oggi in Siria dovrebbe
>avere l’accortezza di mostrare un filmato (almeno uno!) che mostri un
>corteo con più di dieci persone manifestare oggi contro Assad.
>
>Una “rivoluzione” è fatta prima di tutto da gente in piazza. Manifestazioni
>di massa contro il regime non ce ne erano a Bengasi (che pure era
>presentata come la “roccaforte della rivoluzione”) prima dell’attacco NATO,
>non ce ne sono oggi in Siria. Certo, nessuno sottovaluta la repressione e
>la censura del regime ma (scusate se insisto) un video, almeno uno,
>prodotto pure con un videofonino avrebbero pure potuto mostrarcelo chi oggi
>parla di “rivoluzione siriana”.
>
> Questo non significa certo che in Siria non ci siano state proteste e
>rivolte. Ce ne sono state anche in Libia. Ma queste sono state stroncate,
>più che dalla repressione, dall’irrompere in queste di “ribelli”, cioè di
>banditi, al soldo dell’Occidente (Francia, Quatar, Turchia..) che hanno
>inasprito la repressione e fatto scappare la gente. Dissolte le proteste
>sono rimasti i “ribelli”, come quelli che per settimane hanno occupato
>alcuni quartieri di  Homs e che, con missili forniti dall’occidente, hanno
>bombardato caserme e abitazioni civili. Altro che “rivoluzione” come
>vaneggiano alcuni settori del pacifismo.
>
>Cosa dovrebbe fare il movimento pacifista in Occidente per interrompere
>questa spaventosa situazione? Prima di tutto (lo ripeto, prima di tutto)
>fermare l’aggressione contro la Siria. E cioè, chiedere la rimozione delle
>sanzioni, la ripresa dei rapporti diplomatici con Damasco, la revoca del
>CNS quale “unico rappresentante del popolo siriano” al Consiglio d’Europa e
>alla Farnesina, la fine di ogni aiuto militare e politico al sedicente
>“Esercito Siriano di Liberazione”...
>
>Ma questo, dirà qualcuno, significherebbe abbandonare i “rivoluzionari
>siriani”, le persone che pure si sono opposte al regime di Assad alla più
>atroce delle rappresaglie. Secondo me, è vero il contrario. Perché? Ne
>parleremo alla assemblea domani a Palazzo Giusso. Non mancate.
>
>Francesco Santoianni