Re: Una giornata contro le guerre



 

Assopace nazionale wrote:
 

Roma, 10/05/2000

Ai soggetti del mondo pacifista e della cooperazione internazionale

Il tanto decantato nuovo millennio si apre con un mondo sempre più
devastato da guerre …………

Per quanto ci riguarda, come movimento pacifista italiano ed europeo, ci
stiamo accorgendo, dopo la drammatica esperienza del Kosovo, che la nostra
azione appare del tutto inadeguata rispetto alle esigenze attuali.

Crediamo sia giunto il momento di riprendere una riflessione collettiva e
trovare sempre più, pur nel rispetto di culture ed esperienze diverse, temi
ed iniziative unitarie, in particolare contro le guerre e per il disarmo.
Per questo vorremmo proporre l'avvio di un comune percorso di riflessione ed azione pacifista.


Dopo queste righe fate anche una proposta concreta, quella di mobilitarsi per il 2 giugno.
Oltre a lanciare una buona idea come avete fatto voi e come si fa generalmente per altre iniziative, dobbiamo sentirci dentro di noi l'importanza primaria per quel gesto su tutte le altre cose che già stiamo facendo. Dato che di impegni ne abbiamo anche fin troppi e tutti urgenti, diventa difficile poi riuscire a trovare un intento comune. Ma la necessità di trovarlo, come voi scrivete in questa lettera sta diventando sempre più impellente. Di esperimenti unitari se ne stanno già facendo e anche con un discreto successo (lilliput, le varie campagne, la tavola della pace, ecc), ma il ns cammino di vita può essere paragonato ad un neonato e dobbiamo ancora crescere (non intendo come numero ma come maturazione) tanto per riuscire ad avere una grande strategia comune.

Un appuntamento che va in questa direzione unitaria (sembrerà un paradosso per qualcuno) é la marcia della nonviolenza Perugia-Assisi promossa dal Movimento Nonviolento e dal Mir.
A qualcuno può essere sembrato che la proposta di una marcia straordinaria per il settembre 2000 fatta un po' fuori dal contesto della tavola della pace, sia un modo per contestare e rompere il lavoro unitario tanto prezioso della tavola della pace.
C'é il dubbio pure che sia stata pensata in contrapposizione al fatto che alla marcia del Sett. '99  aveva partecipato D'Alema. Chi sente questo pericolo di minaccia verso un lavoro tanto faticoso di unità ha tutte le ragioni di crederlo, ma dobbiamo anche pensare che non possiamo non fare una iniziativa simbolicamente forte nell'anno 2000. L'anno in cui i premi Nobel hanno ottenuto che fosse dedicato alla nonviolenza e che chiedono che il mondo si impegni per una educazione alla nv per i prossimi 10 anni. Un anno pieno di significati in cui sentiamo l'esigenza di riuscire ad essere più efficaci con la nv nei confronti delle strategie di violenze economiche-politiche-militari.

Non sono del Mir o del Mnv, sono aderente a Px e all'interno del movimento non ho alcuna responsabilità particolare. Parlo quindi da semplice partecipante del variegato ambiente degli (come diceva Capitini) "Amici della nonviolenza".

Io (per questo desiderio di avere un strategia nazionale comune verso le guerre e il disarmo) sento il bisogno di ribadire e crescere con una coscienza e una consapevolezza collettiva più matura verso la scelta della nonviolenza, anche appunto attraverso una marcia (di passaggio tra un millennio e l'altro) della nonviolenza.

Secondo me la ns coscienza nv é ancora un po' ingenua e si fa un po' fatica ad elaborare dei veri piani efficaci che vadano al di là della classica manifestazione. Qualche cosa si sta muovendo, ma sono i primi passi e per questo anno simbolico (che i premi Nobel hanno scelto) dobbiamo dare risalto ad una scelta che il mondo e quindi anche l'Italia deve fare con più convinzione.
Questa ns specie di "giubileo" laico, dove deve essere fatto se non nel percorso che Capitini ha iniziato?

Sarebbe bello poi (e qui probabilmente sogno troppo…) che da questa ns marcia scaturisse una analisi comune che ricerchi la ns "campagna del sale" per risvegliare e rilanciare l'azione diretta nonviolenta.

Ciao, paolo…

…nerozzi
bologna
 

Il primo passo potrebbe essere una giornata di mobilitazione contro le
guerre da tenersi in tutte le città italiane, nelle forme che ognuno
riterrà opportune, per il giorno 2 giugno, una data simbolo nella storia
repubblicana. Nel passato il suo significato di costruzione della pace e
della democrazia dopo la catastrofe del fascismo e della guerra mondiale è
stato inquinato da una simbologia militaresca, sino a cadere nel
dimenticatoio. Oggi potrebbe diventare l'occasione per incontrare migliaia
e migliaia di cittadini e raccontare il dramma delle guerre nascoste e dei
milioni di morti nel corso di questi anni. Guerre lontane dalla
spettacolarità ideologica e menzognera impostaci dalla nato durante la
guerra "umanitaria" contro la Yugoslavia e che continua ancora oggi a
seminare devastazione in quell'area.

Altre occasioni di dibattito ed iniziativa comune potranno scaturire dal
confronto di questi giorni.

Associazione per la Pace