Archivi. 9



 

==================================

ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

==================================

Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

Numero 9 del 9 gennaio 2011

 

In questo numero:

1. Nel tempo in cui si resero assassini

2. Luciano Bonfrate: La banda armata

3. Tutte le vittime

4. Luciano Bonfrate: Ballata delle bare, dei salici e di altre cose ancora che e' doloroso e necessario dire

5. Giobbe Santabarbara: Quelli che...

6. Un'epistola a Lidia in forma di sonetto

7. Omero Dellistorti: Per Franca Ongaro Basaglia

8. Capriole

9. L'argomento dell'arreso

10. Benito D'Ippolito: La gaia guerra contro il terrorismo

11. Benito D'Ippolito: Messe alla prova

12. La guerra e' il terrorismo

13. La guerra di sinistra

14. Quando, quando, quando, quando

15. Benito D'Ippolito: Di buon cuore gli assassini

16. Osvaldo Caffianchi: Orsu' gioiscano gli assassinati afgani

17. Tutti i fuochi, il fuoco

18. In epigrafe a "Gli assassini al lavoro"

19. Benito D'Ippolito: Nozze di sangue a Cana

20. Luciano Bonfrate: A chi si e' arreso

21. Luciano Bonfrate: Ai vecchi compagni

22. Osvaldo Caffianchi: Dal barbiere

23. Luciano Bonfrate: Domande

24. Il no e il si'

25. Padri, figlie

26. Omero Cajami: Una quartina a Marienbad

27. Benito D'Ippolito: Alle persone che s'incontreranno ad Assisi il 26 agosto

 

1. EDITORIALE. NEL TEMPO IN CUI SI RESERO ASSASSINI

[Riproponiamo i seguenti testi gia' raccolti in "Voci e volti della nonviolenza" n. 331 dell'8 maggio 2009]

 

Riproduciamo qui alcuni altri versi apparsi sul nostro notiziario nel periodo tra giugno e agosto 2006, includendo anche un testo precedente in quel periodo ripubblicato (in ricordo di Franca Ongaro Basaglia) e non includendo invece i testi riportati nel numero 80 del 2 luglio 2006 de "La domenica della nonviolenza" (che reca "Ventuno articoli di Benito D'Ippolito"), fascicolo che riproporremo integralmente nei prossimi giorni.

 

2. LUCIANO BONFRATE: LA BANDA ARMATA

 

"Quando la banda passo'..."

(Chico Buarque de Hollanda)

 

La corte dei pasciuti ama ammirare

la pompa degli armigeri in parata,

ama le armi e ama anche ammantare

di pie parole la violenza armata.

 

Che vale poi versar lacrime amare

sulle persone uccise, se causata

la loro morte e' dal continuare

delle armi e degli armati la dannata

 

mortifera teoria. Quale demenza

rompe del senno gli ultimi confini,

accieca gli occhi e ottunde la coscienza?

 

Perche' si accettano i piu' truci fini:

la morte ed alla morte l'obbedienza?

Tutti gli eserciti sono assassini.

 

3. TUTTE LE VITTIME

 

Tutte le vittime la stessa vittima.

Tutte le guerre sono assassine.

Tutte le armi sono assassine.

Tutte le vittime la stessa umanita'.

 

4. LUCIANO BONFRATE: BALLATA DELLE BARE, DEI SALICI E DI ALTRE COSE ANCORA CHE E' DOLOROSO E NECESSARIO DIRE

 

Noi siam le bare degli asassinati

e quelli che li trassero al patibolo

compunti agitan oggi il turibolo

e dicon che si son sacrificati.

No, non si son da se' sacrificati:

loro, i signori, li han sacrificati

e or ne brindano nei lieti calici.

 

E noi qui siamo i salici piangenti

i soli ormai che piangere sappiamo

e fruscia lieve e triste in ogni ramo

la voce delle uccise e degli uccisi.

Dagli uccisori usati e poi uccisi

e poi derisi e nuovamente uccisi

offendendone ancora la memoria.

 

E tu che canti questa storia abietta

non lacrime, ne' gemiti o lamenti

solo queste parole e questi intenti

enuncia: basta morti e basta guerre.

E basta eserciti e basta guerre

e basta armi e ancora basta guerre.

Possa venire il tempo della pace.

 

Possa venir quel tempo, e tu lo affretta.

Sanala tu la piaga edace, netta

tu i volti e i cuori, spezza tu l'artiglio.

Dell'umanita' intera figlia, figlio.

 

5. GIOBBE SANTABARBARA: QUELLI CHE...

 

"ceux qui donnent a' boire aux chevaux

ceux qui regardent leur chien mourir"

(Jacques Prevert, Tentative etc., 1931)

 

Quelli che ti schiacciano sotto lo scarpone chiodato e quando urli dal dolore

dicono che sei troppo ribelle per meritare di vivere.

Quelli che sono per la pace e votano i crediti di guerra.

Quelli che non e' successo niente, non e' mai successo niente,

e nel frattempo Auschwitz e Hiroshima.

 

6. UN'EPISTOLA A LIDIA IN FORMA DI SONETTO

 

Lidia amatissima, la mia opinione

diverge dalla tua;  cosi', se posso,

vorrei tentar di dirne la ragione

andando subito, e' mestieri, all'osso.

 

Sia benedetta la Costituzione

che ad ogni guerra, e non per paradosso,

la nostra vieta partecipazione:

veto che non puo' essere rimosso.

 

In terra afgana oggi c'e' la guerra

la guerra che consiste di omicidi

la guerra che ogni civilta' sotterra

 

la guerra che devasta tutti i nidi

la guerra che travolge cio' che afferra:

ad essa di votare no decidi.

 

7. OMERO DELLISTORTI: PER FRANCA ONGARO BASAGLIA

 

Sempre sentii che era Franca Ongaro

la mente filosofica piu' viva

degli anni e le rotture che in quel tempo

compiere fu mestieri. E sempre seppi

che con sguardo e con voce di donna

si sarebbe visto e detto l'essenziale.

 

Sempre seppi che la lotta contro il male

deve salvare tutti, deve infrangere

le intime catene e le esteriori

e che la lotta contro le totali

istituzioni questo ci insegnava:

a contrastare a un tempo la miseria

e dittatura, guerra e patriarcato

e l'apartheid che ancora impera e opprime

e la paura e la violenza sempre.

 

Lo seppi sempre, Franca Ongaro Basaglia

di tutti i miei maestri la maestra

fu piu' segreta, e l'ultima e la prima.

 

8. CAPRIOLE

 

Ripristiniamo, per favore, la logica.

Il problema non sono otto parlamentari che votano contro la guerra.

Il problema sono mille parlamentari che votano a favore della guerra.

Il problema non sono otto parlamentari fedeli alla Costituzione.

Il problema sono mille parlamentari che violano la Costituzione.

 

9. L'ARGOMENTO DELL'ARRESO

 

"Tanto, se non voto a favore della guerra io, vota a favore della guerra qualcun altro".

Cosi' dicono anche tutti i membri di tutti i plotoni di esecuzione.

 

10. BENITO D'IPPOLITO: LA GAIA GUERRA CONTRO IL TERRORISMO

 

"Insomma, lei voleva esserci perche' l'Italia non finisse ancora una volta in serie B rispetto ai paesi che contano"

(Federico Rampini, in Massimo D'Alema, Kosovo. Gli italiani e la guerra. Intervista di Federico Rampini, Mondadori, Milano 1999, p. 22)

 

Mentre gli offrono mazzi di microfoni

gli addetti alla propaganda del Reich

l'obliquo ministro della macelleria

dismesso il grembiale

sorride ironico sotto i baffi da guappo

nei guanti fremono riposano gli artigli

in pantofole

comanda i plotoni d'esecuzione

lievemente del capo con un cenno

rassicurante.

 

E quando rigidi come stoccafissi

vestiti di legno i nostri ragazzi

a casa torneranno dal gran gioco

non manchera' di certo di commuoversi

del grave pondo che e' saper governare

e di come lui sappia sostenerlo splendido.

 

Annuncia querulo il portavoce del governo:

"Chiunque mangera' un brano di carne

umana, un sottosegretariato in premio

ricevera', ed un telecomando.

Vogliamo che tutti siano felici".

Batton le mani gli addetti alla security,

i valletti da camera, i gentiluomini tutti.

 

11. BENITO D'IPPOLITO: MESSE ALLA PROVA

 

Messe alla prova

molte persone cedono

ma voi dovete rimanere saldi.

 

Continuare ad avere pieta'

scegliere ancora la parte delle vitime

chiamare omicidio l'omicidio.

 

Non riconoscerete piu' vecchi compagni

che avranno fatto tristo il compromesso

e antichi gabbamondo finalmente

avranno gettato per sempre la maschera.

V'inviteranno a unirvi al laido coro

all'empia teoria di ferro e zanne

ebbri sul tirso straziate recando carni.

 

Ma voi dovete rimanere forti

in cio' che e' vero e che sempre resta giusto:

che uccidere e' un crimine

che la guerra di tutti i crimini e' il supremo

che chi cede alla guerra cede al fascismo.

 

Sara' tristissimo veder cadere

ed arruolarsi amici molto cari

sara' tristissimo non essere riusciti

a trattenerli dal gettarsi nell'abisso.

 

Ma voi dovete rimanere onesti:

fare il male non e' cosa buona

se pur tanti votano la strage

quella strage resta disumano un crimine.

 

Le fanfare cercheranno di stordirvi

di distogliervi lo sguardo dalle carni

lacerate degli uccisi dalle truppe.

Cercheranno di convincervi che e' giusto

l'assassinio quando giova a chi e' al governo

e deve essere la sete degli dei

soddisfatta a tempo debito. Diranno

che le vittime che fa la nostra parte

non avevano diritto di scampare.

Vi offriranno ricche vesti e unguenti rari

per un vostro lieve cenno di consenso.

 

Messe alla prova

molte persone cedono

ma voi dovete rimanere integri

compassionevoli dovete rimanere

voi non siete tigri.

 

12. LA GUERRA E' IL TERRORISMO

 

Non puo' darsi una "guerra contro il terrorismo".

La guerra e' il terrorismo.

 

13. LA GUERRA DI SINISTRA

 

La guerra di sinistra uccide ma delicatamente

la guerra di sinistra usa la tortura ma prima chiude la porta

la guerra di sinistra fa le stragi compassionevoli

la guerra di sinistra e' umanitaria e multilaterale

la guerra di sinistra non e' neppure proprio guerra: per questo Berlusconi la vota.

 

14. QUANDO, QUANDO, QUANDO, QUANDO

 

Quando la guerra la fanno i palestinesi, sono terroristi.

Quando la guerra la fa lo stato di Israele, e' terrorista.

Quando la guerra la fanno i ceceni, sono terroristi.

Quando la guerra la fa la Russia, e' terrorista.

Quando la fanno gli Usa, la Nato e l'Italia, allora e' civilta' e democrazia.

 

15. BENITO D'IPPOLITO: DI BUON CUORE GLI ASSASSINI

 

Di buon cuore gli assassini

fanno guerre umanitarie

per salvare i piu' meschini

dalle idee totalitarie.

 

I governi piu' sapienti

sanno quel che occorre e vale:

romper ossa, spezzar denti

all'indigeno permale.

 

E per fare meglio e prima

bombe e mine fanno all'uopo:

con i morti si concima

e il raccolto verra' dopo.

 

Se lo stolido innocente

va a ficcarsi sotto il fuoco

sua e' la colpa, l'insipiente

non capisce il grande gioco.

 

Ah, la guerra sola igiene

per un mondo stanco e lercio

a cui inietta nelle vene

morte e libero commercio.

 

Di buon grado gli assassini

fan le stragi umanitarie:

sterminando anche i bambini

aboliscon la barbarie.

 

16. OSVALDO CAFFIANCHI: ORSU' GIOISCANO GLI ASSASSINATI AFGANI

 

Orsu' gioiscano gli assassinati afgani

che non e' vano il loro sacrificio

giacche' in Italia consolida il governo.

 

Non piangano le madri i figli uccisi

inorgogliscano anzi, che l'italico

governo gode di salda fiducia

a cosi' poco prezzo.

 

Plaudano anzi, plaudano i superstiti

e siano grati: questa e' civilta',

questa e' democrazia.

E abbiamo pure vinto i mondiali.

 

17. TUTTI I FUOCHI, IL FUOCO

 

Tutti i fuochi, il fuoco.

Tutte le stragi, una stessa strage.

Tutte le guerra, contro l'umanita' intera.

Cessate il fuoco.

 

18. IN EPIGRAFE A "GLI ASSASSINI AL LAVORO"

 

"Intento al sordido lavoro suo

pretende l'assassino gentilezza"

(Misone, frag. apocr., 1)

 

19. BENITO D'IPPOLITO: NOZZE DI SANGUE A CANA

 

Non c'era piu' vino. Le brocche

vuote. Non c'era piu' acqua, ne' luce.

 

La sete, immensa.

 

Scendevano lampi dall'alto dei cieli

come nei vecchi film di fantascienza.

 

Gracchiavano radio comandi stranieri.

 

Un'immensa platea assisteva

dalle televisioni satellitari

al grande spettacolo del mondo

spazzolato a colpi di grattugia.

 

Di cosa potremo riempire le coppe

perplesso chiedevasi il maestro

di cerimonie.

Di cosa gli otri afflosciati, di cosa

colmare l'arsura, l'ebbrezza

come spandere ancora

in questa festa?

 

Occupate le linee del telefono

nessuna pizzeria a portata di mano,

nessun minimarket a un tiro

di schioppo, solo

crateri lunari, e polvere e polvere.

 

Com'e' difficile oggi la vita

non e' come pare in televisione.

 

20. LUCIANO BONFRATE: A CHI SI E' ARRESO

 

La cosa la piu' triste e la piu' buffa

sono quelli che votano per la guerra

sostenendo di farlo per opporsi alla guerra.

 

No, la cosa piu' buffa e piu' triste

sono quelli che neppure votano eppure

tanto si sono sbracciati perche'

proseguisse la partecipazione alla guerra.

 

No, no, la cosa piu' sordida e demente

sono quelli che dicono che quelli

che si oppongono alla guerra sono quelli

i veri guerrafondai, gli autentici stragisti:

perche' alla guerra opponendosi aiutano

non si sa bene cosa ma certo qualcosa

di immondo e di contrario al mondo libero,

al libero mercato, all'impero del bene.

 

E' prevista la mancia competente

in incarichi, in biglietti, in comparsate.

Chi vuole verra' iscritto nel corteo

dei caudatari dei maggiori dignitari.

Per tutti un bel viaggio-premio a Disneyland

o a Saigon, a scelta.

 

21. LUCIANO BONFRATE: AI VECCHI COMPAGNI

 

E dico a voi, compagni di un tempo

quando tutto ci pareva da cambiare

e nessuna ingiustizia tollerabile.

Cosa siete diventati nel frattempo?

 

E' davvero bastato che vi dessero

qualche stelletta, qualche prebenda

qualche incarico, cattedra, bastone

perche' vi tramutaste in quel sistema

che dicevate essere oppressivo?

 

Bastava davvero cosi' poco

per convertirvi alla guerra e al fascismo?

 

Guardo stanotte la pioggia che cade

da un cielo nero come di pece

e mi dico felice di essere restato

povero, e che i miei pochi amici

son quasi tutti dal vostro mondo esclusi,

gente che campa di magri espedienti

e tutte le conosce le ferite.

 

Ma ancora posso parlare, la mia

parola ha ancora un valore:

non ho fatto morire nessuno

a nessuno ho sottratto un boccone

con gli stragisti non ho combinato affari

degli schiavisti al desco non mi sono accomodato

agli affamatori non ho retto il sacco

non ho mai detto la parola disonesta

sono ancora un compagno. Voi no.

 

22. OSVALDO CAFFIANCHI: DAL BARBIERE

 

Mi ha detto stamani il barbiere che a Londra

sarebbe stata sventata una serie

di attentati terroristici.

Se e' vero ne sono felice:

di ogni vita salvata sono lieto.

 

Ho chiesto chi fossero le brave persone

che avevano salvato tante vite:

saputo che si trattava nientemeno

che della celebre polizia di Scotland Yard

subito ho avuto la buona ispirazione:

mandiamoli presto in Iraq, in Afghanistan,

salvino anche li' le molte persone

che il terrorismo angloamericano

e quello fondamentalista (a lungo

dagli angloamericani allevato)

uccidono giorno dopo giorno.

 

E ne arrestino a Washington e a Londra

i mandanti che tutti conosciamo.

 

23. LUCIANO BONFRATE: DOMANDE

 

Chi ha ucciso il ragazzo italiano a Gerusalemme?

Chi ha ucciso i condomini di Cana?

Chi ha ucciso la gente di Falluja?

Chi ha ucciso Marianella Garcia?

Chi ha ucciso Steve Biko?

Chi ha ucciso gli insorti di Budapest?

Chi ha ucciso quelli del primo maggio a Portella?

Chi ha ucciso in un lampo la gente di Hiroshima?

Chi ha ucciso i milioni di donne e di uomini deportati nei lager?

Chi ha ucciso la Rosa Rossa?

Chi disse Dio riconoscera' i suoi?

Chi disse al fratello andiamo nei campi?

 

Quante domande,

la stessa risposta.

 

Esseri umani uccisero esseri umani.

Possa venire il tempo della pace.

E tu l'affretta il tempo della pace,

a tutti gli omicidi tu contrasta.

 

24. IL NO E IL SI'

 

"Dov'era il no faremo il si'"

(Franco Fortini, Sull'aria dell'Internazionale)

 

E' buona cosa il cessate il fuoco. Ma non basta, occorre il disarmo.

E' buona cosa l'interposizione. Ma non basta, occorre che sia nonviolenta.

E' buona cosa che cessi la guerra. Ma non basta, occorre costruire la pace.

E' buona cosa la diplomazia. Ma non basta, occorre la giustizia.

E' buona cosa non uccidere. Ma non basta, occorre salvare le vite.

 

25. PADRI, FIGLIE

 

Padri che uccidono figlie.

Mariti che uccidono mogli.

Fidanzati che fidanzate uccidono.

Il professionista pedofilo. E il prete.

Il proletario razzista a caccia di schiave nere.

Il branco.

Il magistrato comprensivo.

Il branco.

*

Bianchi, neri, europei, asiatici, consumisti e rigoristi,

cattolici e musulmani, del Milan e della Juve, discotecari e filarmonici,

austeri padri di famiglia e yuppies senza inibizioni.

*

Il patriarcato e' gia' la guerra.

Il maschilismo e' gia' il fascismo.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

La nonviolenza: femminile, plurale.

 

26. OMERO CAJAMI: UNA QUARTINA A MARIENBAD

[Ringraziamo il nostro amico Omero Cajami per averci messo a disposizione questa quartina scritta - ci informa - l'anno scorso, se la memoria non lo inganna]

 

Senza opposizione alla guerra non c'e' nonviolenza.

Senza opposizione agli eserciti non c'e' nonviolenza.

Senza opposizione alle armi non c'e' nonviolenza.

Essa e' la lotta contro tutte le guerre, gli eserciti, le armi.

 

27. BENITO D'IPPOLITO: ALLE PERSONE CHE S'INCONTRERANNO AD ASSISI IL 26 AGOSTO

 

Sara' detto chiaro e  tondo che la guerra

e' un crimine, che essa consiste

nel far morire esseri umani?

 

Sara' detto che gli eserciti sono

della guerra lo strumento, dell'uccidere?

 

Sara' detto che le armi sono sempre

dell'umanita' il nemico, e chi le porta

dell'uccidere si fa servo e strumento?

 

Sara' detto che il governo che la guerra

vuole e muove, che il governo

che l'esercito mantiene e privilegia, che le armi

non proibisce, quel governo

non e' il nostro governo, e' il governo

degli assassini ancora?

 

Sara' detto che occorre la scelta

nonviolenta, l'azione nonviolenta,

che la lotta occorre

contro ogni violenza, la lotta

che abolisce le guerre, gli eserciti, le armi?

 

==================================

ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

==================================

Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Numero 9 del 9 gennaio 2011

 

Per ricevere questo foglio e' sufficiente cliccare su:

nonviolenza-request at peacelink.it?subject=subscribe

 

Per non riceverlo piu':

nonviolenza-request at peacelink.it?subject=unsubscribe

In alternativa e' possibile andare sulla pagina web

http://web.peacelink.it/mailing_admin.html

quindi scegliere la lista "nonviolenza" nel menu' a tendina e cliccare su "subscribe" (ed ovviamente "unsubscribe" per la disiscrizione).

 

L'informativa ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 ("Codice in materia di protezione dei dati personali") relativa alla mailing list che diffonde questo notiziario e' disponibile nella rete telematica alla pagina web:

http://italy.peacelink.org/peacelink/indices/index_2074.html

 

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la redazione e': nbawac at tin.it