Voci e volti della nonviolenza. 272



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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento settimanale del martedi' de "La nonviolenza e' in cammino"
Numero 272 del 9 dicembre 2008

In questo numero:
1. Dieci domande ad Antonella Litta
2. Et coetera

1. DIECI DOMANDE AD ANTONELLA LITTA

1. Impedire la realizzazione del nocivo e distruttivo mega-aeroporto per
difendere ambiente e salute, legalita' e diritti. Cosa significa in
concreto?
- Antonella Litta: Prima di tutto significa informare le persone
dell'immenso danno che Viterbo e la sua provincia subirebbero dalla
realizzazione di questa grande infrastruttura e poi far valere e far
rispettare tutte le leggi e le normative italiane ed europee in materia di
rispetto dell'ambiente e tutela della salute.
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2. Tu sei impegnata nel movimento che si oppone al mega-aeroporto e
s'impegna per la riduzione del trasporto aereo anche come medico e come
rappresentante dell'Associazione italiana medici per l'ambiente
(Isde-Italia). Quali sono i motivi specifici di questo impegno?
- Antonella Litta: L'impegno nasce soprattutto  proprio dalla
responsabilita' che mi deriva dall'essere un medico.
I medici, come affermato anche dall'articolo 5 del nuovo codice di
deontologia medica, sono chiamati ad occuparsi dell'ambiente, a vigilare
perche' questo sia e rimanga sano. L'ambiente non e' altro da noi ma e' lo
spazio nel quale ci muoviamo, l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, il
cibo che mangiamo, la bellezza della flora e della fauna che ancora ci
allietano le giornate, la fonte di materie prime necessarie alla nostra
attivita', il luogo e la fonte della nostra vita. Se l'ambiente e'
inquinato, se l'ambiente e' malato, inevitabilmente - come purtroppo
succede - ci ammaleremo anche noi.
Il traffico aereo, come ormai riconosciuto dalla comunita' scientifica
internazionale, e' un fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute.
Esso contribuisce notevolmente all'effetto serra ed e' responsabile di
inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico. Nell'ultimo decennio
il trasporto aereo ha registrato una costante crescita, soprattutto per
quanto riguarda il settore del trasporto delle merci e quello dei voli low
cost, solitamente legato al turismo definito anche "mordi e fuggi".
Solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo mentre le
drammatiche conseguenze del surriscaldamento climatico, derivanti anche dal
trasporto aereo, sono pagate dall'intera umanita' in termini di
desertificazione, alluvioni, cicloni, sconvolgimenti climatici cosi' gravi
che determinano distruzioni e carestie in aree sempre piu' estese del
pianeta.
Il trasporto aereo contribuisce in ingente misura alle emissioni di anidride
carbonica - le stime internazionali piu' accreditate vanno da un minimo dal
3% al 10% - contribuendo cosi' in misura decisiva all'effetto serra e
all'inquinamento dell'aria. Le persone che vivono in prossimita' di scali
aeroportuali sono costrette a subire oltre all'inquinamento dell'aria
derivante dall'emissioni di gas tossici e polveri prodotti dai motori degli
aerei anche quello acustico ed elettromagnetico. Se venisse realizzato
l'aeroporto a Viterbo ci sarebbero tutte queste conseguenze negative per la
salute delle persone e le aree delle terme, del Bulicame e dell'Orto
Botanico, preziosissime per le loro caratteristiche storiche, terapeutiche e
naturalistiche e di ricerca scientifica: subirebbero un danno enorme ed
irreversibile, cosi' come il settore dell'agricoltura - che nell'area che
verrebbe investita dall'opera e' oggi agricoltura di qualita' e biologica.
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3. Un'altra gravissima minaccia ad ambiente e salute nell'Alto Lazio: la
centrale a carbone di Tor Valdaliga Nord che l'Enel vorrebbe mettere in
funzione tra pochi mesi. Con quali conseguenze? E quali sono le alternative
necessarie in campo energetico?
- Antonella Litta: La messa in funzione di questa centrale sarebbe un
ulteriore danno a tutto il nostro territorio e alla salute dei suoi
cittadini. Questa centrale, una volta posta in funzione, brucera' - come si
legge dai dati estratti dalla relazione Ctu del Collegio peritale di
Civitavecchia - quasi 4 milioni di tonnellate di carbone l'anno, emettera'
ogni anno oltre 10 milioni di tonnellate di CO2 (anidride carbonica),
migliaia di tonnellate di gas pericolosi, in particolare ossidi di zolfo e
ossidi di azoto, e oltre 700 tonnellate tra polveri fini, ultrafini e
metalli pesanti, in particolare mercurio, arsenico, cadmio, nichel e
radionuclidi generati dalla presenza di radon nel carbone. Questi gas,
metalli pesanti e polveri fini e ultrafini del diametro del micron ovvero di
un millesimodi millimetro (PM10, PM5, PM 2.5) sono dannosissimi per
l'ambiente e la salute. Essi infatti si accumulano nel terreno, nell'aria,
nelle acque, nel mare, nella flora, nella fauna; entrano a far parte della
catena alimentare e una volta penetrati nel corpo umano danno inizio a
fenomeni infiammatori e alterazione genetica che sono alla base di malattie
respiratorie, cronico-degenerative, endocrine e tumorali.
L'area di Civitavecchia inoltre presenta gia' numerose criticita' dal punto
di vista sanitario ed ambientale, infatti oltre alle centrali elettriche,
questa citta' e' sede di uno dei porti crocieristici piu' importanti del
Mediterraneo, il che significa un presenza continua di grandi navi
alimentate a gasolio; vi sono inoltre diverse attivita' industriali, la
presenza di elettrodotti che sviluppano intensi campi elettromagnetici e un
intenso traffico veicolare su gomma.
Proprio perche' in questa area ristretta gravano da decenni molteplici
fattori d'inquinamento, sono stati avviati gia' dagli anni '80 numerosi
studi sullo stato della salute dei residenti.
Nel 1996 un'analisi dell'Osservatorio Epidemiologico Regionale metteva in
evidenza come nel  triennio 1990/1992 l'area di Civitavecchia (comprensiva
anche dei comuni di Tolfa, Allumiere e Santa Marinella) detenesse il primato
per la piu' alta mortalita' per tumore polmonare ed occupasse il secondo
posto per mortalita' neoplastica in generale nella regione Lazio. Ulteriori
studi hanno confermato queste osservazioni. Uno studio pubblicato sulla
rivista "Epidemiologia e prevenzione" nell'ottobre del 2006 evidenzia
l'eccesso di casi di tumore polmonare e pleurico, asma bronchiale, insieme
ad un incremento dei casi di insufficienza cronica renale.
E' quindi evidente, e gli studi e i dati scientifici lo confermano, che la
popolazione dell'Alto Lazio, che da piu' di 40 anni gia' subisce la servitu'
energetica dovuta all'essere il polo energetico piu' grande d'Europa, ha
gia' pagato e paga un enorme tributo in termini di malattie e morte.
Mettere in attivita' la centrale di Tor Valdaliga Nord significa non tener
conto di questa situazione ed aggiungere ulteriori fattori di rischio e
danno alla salute delle persone e in particolare a quella dei bambini. La
scelta piu' opportuna sarebbe invece un esame attento e dettagliato dello
stato di salute dell'ambiente e dei residenti insieme all'avvio di pratiche
di risanamento ed eventuale decontaminazione.
La messa in funzione di questa centrale va contrastata senza tentennamenti
anche perche' in  controtendenza con le indicazioni del protocollo di Kyoto
che impongono la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Purtroppo
l'Italia insiste ancora sull'impiego del carbone nella produzione di energia
elettrica e su un sistema di produzione basato su pochi grandi poli
energetici di cui quello Civitavecchia-Montalto e' il piu' grande in Europa.
La persistenza in questa scelta e' oltre che arretrata e dannosa anche molto
vulnerabile ed e' poco efficiente in quanto un qualsiasi inconveniente che
possa determinare il cattivo funzionamento in un polo produttivo della rete
puo' ripercuotersi con l'interruzione dell'energia elettrica in vaste aree
del paese. Invece sarebbe opportuno cominciare a pensare ad un sistema di
produzione piu' diffuso e costituito da impianti di piccole e medie
dimensioni (tra 10 e 100 KW e qualche MW) posti in connessione tra loro che
consenta di alimentare utenze elettriche vicine a questi piccoli centri di
produzione e sfruttare le fonti energetiche rinnovabili (solare termico,
fotovoltaico, eolico) diffuse sul territorio e non utilizzabili se invece si
continua ad investire sui grandi poli di produzione energetica.
E' necessario avviare subito un risparmio dell'energia elettrica a livello
nazionale incentivando l'acquisto di elettrodomestici e lampade a basso
consumo, favorendo la costruzione e la ristrutturazione edilizia degli
edifici secondo criteri di architettura bioclimatica, incentivando il
risparmio energetico nelle attivita' industriali. Questo tipo di scelte
permetterebbe di avere energia pulita a costi bassi e senza il danno alla
salute che le centrali a carbone, gas e gasolio (tutti combustibili fossili)
provocano. L'Italia non ha bisogno di centrali a carbone come non ha bisogno
di quelle nucleari: basterebbe una seria ed onesta politica energetica di
risparmio e d'incremento dell'energia da fonti rinnovabili.
*
4. Come Isde ti stai occupando anche della questione dei rifiuti e in
particolare anche delle discariche abusive. Quale e' la situazione, quali
iniziative sono in corso, e quali le scelte giuste da fare per una corretta,
adeguata e sostenibile gestione dei rifiuti?
- Antonella Litta: Siamo convinti che una seria gestione del problema
rifiuti debba essere incentrata  su una politica semplice. quella delle
cosiddette "R": Riduzione della produzione, Raccolta differenziata "porta a
porta", Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero e Responsabilizzazione dei
cittadini e delle Istituzioni, in particolare dei Comuni, delle Province e
delle Regioni che devono predisporre centri piccoli e diffusi sul
territorio, a gestione comunale, per lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti
solidi urbani (in sigla: Rsu) con aeree per il trattamento della frazione
umida che dara' vita al compost da utilizzare come fertilizzante naturale.
In parole semplici una filiera corta del ciclo dei rifiuti che possa cosi'
essere controllato e gestito in relazione alle peculiarita' ambientali,
sociali ed economiche del territorio.
Se fosse attuata questa modalita' di gestione, e' ovvio che il quantitativo
di rifiuti che necessitano di un trattamento finale si ridurrebbe in maniera
drastica e sarebbe possibile trattare le piccola parte residua con
tecnologie cosiddette a freddo, efficienti ed operanti gia' in Italia come
il centro riciclo di Vedelago in  provincia di Treviso. Queste metodiche
sono un risparmio per le comunita' e garantiscono ambiente e salute mentre
sono da rifiutare soluzioni che prevedono, per la chiusura del ciclo dei
rifiuti, le discariche, i dissociatori molecolari e i termovalorizzatori che
meglio sarebbe chiamare con il loro vero nome cioe': inceneritori.
L'incenerimento dei rifiuti solidi urbani (Rsu) e' infatti una tra le
tecniche piu' dannose per l'ambiente e la salute. I rifiuti non scompaiono
bruciandoli ma vengono trasformati in altro: polveri, scorie, gas.
Per ogni tonnellata di Rsu bruciati in un inceneritore si producono circa
330 chilogrammi di ceneri e fanghi, scorie tossiche che devono essere
trattate e poi conferite in discariche speciali ad un prezzo che e' sempre a
carico dei contribuenti. Durante le fasi del processo di combustione dei
rifiuti vengono immessi nell'aria milioni di metri cubi di gas dannosi, la
cui composizione dipende dal tipo di rifiuto bruciato e che contribuiscono
all'aumento dei gas serra, al fenomeno delle piogge acide e di
eutrofizzazione di mari e laghi. Le polveri emesse,  meglio note come
particolato sottile ed ultrasottile, sono costituite da nanoparticelle
formate da sostanze chimiche (metalli pesanti in particolare: arsenico,
berillio, cadmio, cromo, nichel, piombo, idrocarburi policiclici,
policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente
pericolose, perche' persistono nell'ambiente e possono accumularsi negli
organismi viventi provocando gravi e mortali malattie.
Per quanto riguarda la situazione nel nostro territorio abbiamo tre
discariche abusive dove sono stati sversati illegalmente rifiuti tossici.
Queste discariche, scoperte nel 2005 nei comuni di Capranica, Castel
Sant'Elia e Vetralla sono tuttora sottoposte a sequestro e in attesa di
bonifica. Come Associazione medici per l'ambiente seguiamo con notevole
preoccupazione questa situazione, infatti la presenza di discariche abusive
e' fonte di rischio sanitario ed ambientale come e' gia' stato rilevato in
studi condotti sulle popolazioni che vivono in prossimita' di discariche
abusive. Abbiamo percio' chiesto di conoscere quali indagini siano state
eseguite finora per rilevare il tipo, la composizione e il quantitativo di
rifiuti tossici sversati nelle discariche e l'eventuale contaminazione delle
falde acquifere, dell'aria e del suolo, e abbiamo chiesto di conoscere i
provvedimenti fin ora adottati per la messa in sicurezza delle suddette
discariche ed avviare la loro bonifica, e se sono stati effettuati studi per
il monitoraggio della salute dei cittadini residenti nelle aree limitrofe,
della flora e della fauna.
*
5. Un argomento sul quale come Isde di Viterbo vi state particolarmente
impegnando in questi mesi e' la situazione delle acque del Lago di Vico.
Come stanno le cose, e cosa state facendo come Isde?
- Antonella Litta: Il lago di Vico, uno dei piu' belli del Lazio, rifornisce
con le sue acque gli acquedotti dei comuni di Ronciglione e Caprarola.
Nell'aprile del 2007 e' stata rilevata nelle sue acque la presenza dell'alga
Plankthotrix rubescens. Questa alga la cui vitalita' e capacita' di sviluppo
e' legata essenzialmente alla temperatura dell'acqua, alla luce e alla
presenza di composti fosfati e azotati, che in questo caso provengono
soprattutto dai fertilizzanti utilizzati nei noccioleti prossimi al lago, e'
capace di produrre una tossina (microcistina) in grado di determinare
gravissime patologie per la salute umana, soprattutto per quella dei
bambini, e danno alla flora e fauna lacustre. Questa alga va incontro ad
intense fioriture soprattutto nel periodo autunnale ed invernale con una
conseguente maggiore produzione della sua tossina. Questa situazione, fonte
di grande preoccupazione per i suoi risvolti sanitari, ci ha spinto a
richiedere ai sindaci dei comuni di Ronciglione e Caprarola le
documentazioni relative sia alla potabilita' e salubrita' delle acque del
lago di Vico destinate a consumo umano, sia ai controlli, alla gestione e al
tipo d'impiantistica in uso nei due potabilizzatori comunali per verificare
tutte le misure e i provvedimenti attuati per la tutela della salute.
Purtroppo dobbiamo segnalare un atteggiamento di chiusura delle due
amministrazioni che ancora oggi non hanno provveduto a rispondere alle
nostre richieste, e pertanto siamo stati costretti ad informare di questa
situazione il Prefetto di Viterbo al quale abbiamo anche chiesto di
acquisire tutte le informazioni riguardanti il monitoraggio delle condizioni
del lago, della concentrazione della tossina nelle sue acque e in quelle
distribuite dagli acquedotti; un monitoraggio che in questo particolare
periodo dell'anno dovrebbe essere attuato con maggiore frequenza. Abbiamo
anche chiesto al Prefetto di farsi promotore della richiesta di un nuovo
parere sulle condizioni dell'ecosistema del lago di Vico presso l'Istituto
Superiore di Sanita' e l'Universita' della Tuscia poiche' sappiamo che sono
stati effettuati ulteriori e piu' recenti studi relativi all'alga
Plankthotrix rubescens e alla sua tossicita'.
*
6. Tu sei impegnata anche, come presidente del comitato "Nepi per la pace",
sui temi della pace, dei diritti umani, della solidarieta' e della
legalita'. Quali sono le principali iniziative che avete realizzato negli
ultimi mesi?
- Antonella Litta: Il comitato si e' costituito piu' di sei anni fa quando
nel mondo si annunciava quella che poi sarebbe stata la guerra in Iraq. Da
allora il nostro comitato, che fonda il suo statuto sull'articolo 11 della
nostra Costituzione, ha cominciato un'azione costante d'informazione su
quelle che sono le vere cause che scatenano le guerre nel mondo e di
educazione alla pace, alla solidarieta' e alla legalita'. Abbiamo realizzato
questi intenti con alcuni semplici strumenti: incontri nelle scuole,
volantinaggi, manifestazioni e feste di piazza, concerti, rassegne di film,
conferenze di approfondimento su tanti temi legati alla pace a cominciare
dal rispetto per l'ambiente e per le sue risorse. Abbiamo sostenuto progetti
di solidarieta' in particolare per l'Africa e la Palestina. Queste
iniziative sono state realizzate sempre grazie allo slancio, alla
generosita' e al sostegno dei tanti soci del nostro comitato e dei cittadini
di Nepi. Nell'ultimo anno abbiamo organizzato una fiaccolata a sostegno del
popolo tibetano e per ricordare tutte le vittime di ogni conflitto a
cominciare da quello in Afghanistan dove una propaganda mistificatoria ed
ipocrita fa passare per missione di pace un autentico intervento di guerra
del nostro Paese in aperta violazione dell'articolo 11 della Costituzione.
Insieme agli insegnanti della scuola media di Nepi abbiamo realizzato una
serie di proiezioni di film  su temi di attualita' che sono stati strumento
di riflessione e discussione. Nel mese di luglio abbiamo realizzato la
nostra quinta rassegna di "Cinema per la Pace", sette film proiettati sulla
piazza di Nepi, ad ingresso gratuito, per informare, conoscere, discutere di
argomenti che incontrano il tema della pace e dell'educazione alla pace. In
particolare il comitato ha proposto film che hanno posto l'attenzione sul
tema dell'integrazione multietnica, della difficile situazione lavorativa
del mondo giovanile, dei genocidi nascosti e dimenticati di tanti popoli,
della tragedia della prima guerra mondiale, del rapporto con la natura e
della necessita' sempre piu' urgente della salvaguardia dell'ambiente e
della salute.
Il 14 ottobre 2008 abbiamo promosso, insieme alla sezione "Emilio Sugoni"
dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e all'associazione
"Liberagora'" un incontro con il magistrato Ferdinando Imposimato, una tra
le piu' belle e limpide figure di magistrato ed uomo delle istituzioni che
l'Italia possa vantare nella lotta al crimine, al terrorismo e alla mafia,
sul tema: "le nuove frontiere dei diritti inviolabili dell'uomo".
In questi giorni stiamo preparando la sesta edizione del concerto "Natale
festa di Pace" che si svolgera' domenica 21 dicembre 2008. Sara' un concerto
al quale prenderanno parte giovani talenti della musica lirica tra cui
Roberto Cresca, giovane tenore nepesino. Durante l'intervallo del concerto
avremo ancora la gioia e l'onore di avere come ospite mons. Dante Bernini,
presidente emerito di Pax Christi International, che interverra' con una
riflessione sul tema della pace.
*
7. Qualche libro utile che consiglieresti di leggere a chi volesse
impegnarsi sui temi di cui abbiamo parlato in questa conversazione?
- Antonella Litta: Intanto consiglierei a tutti, a cominciare da me stessa,
la rilettura della Costituzione Italiana ed in particolare dei suoi primi 11
articoli; poi il libro di Marinella Correggia, La rivoluzione dei dettagli.
Feltrinelli, Milano 2007; il testo scientifico di Antonietta Gatti e Stefano
Montanari, Nanopathology, Pan Stanford, Singapore 2007; le riflessioni di
Guido Viale, Azzerare i rifiuti, Bollati Boringhieri, Torino 2008; e la
testimonianza sulla situazione dei rifiuti in Campagna di Bernardo Iovene,
Campania infelix, Bur, Milano 2008.
*
8. E qualche sito internet che ti sembra particolarmente utile?
- Antonella Litta: Ce ne sono molti a cominciare da quello del nostro
comitato che si oppone  all'aeroporto di Viterbo e s'impegna per la
riduzione del trasporto aereo: www.coipiediperterra.org; il sito
dell'Associazione italiana medici per l'ambiente: www.isde.it; il sito
d'informazione sui conflitti bellici nel mondo: www.peacereport.net; il sito
per la ricerca degli articoli medici pubblicati sulle piu' importanti e
prestigiose riviste scientifiche, "Pubmed": www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed; il
sito della rivista "Ambiente e diritto": www.ambientediritto.it; i siti che
studiano i cambiamenti climatici: il Tyndall Centre for Climate Research:
www.tyndall.ac.uk e il sito dell'Ipcc - Intergovernmental panel on Climate
Change: www.ipcc.ch; il sito della Royal Commission on Environmental
Pollution: www.rcep.org.uk, il sito del professor Stefano Montanari studioso
di nanopatologie e nanoparticelle: www.nanodiagnostics.it; i siti dei
comitati dei cittadini che si oppongono alla realizzazione e all'ampliameno
di nuovi aeroporti e s'impegnano per la riduzione del trasporto aereo:
www.airportwatch.org.uk, www.comitatoaeroportociampino.it,
ospiti.comune.siena.it/filoerba/aeroporto/index02.html, www.noaereibz.it,
www.no-fly.info, www.planestupid.com, e il sito del comitato "No coke" di
Tarquinia che si batte contro la riconversione a carbone della centrale di
Torre Valdaliga Nord: www.nocoketarquinia.splinder.com
*
9. Nel corso dell'esperienza del comitato che si oppone al mega-aeroporto
quale e' stata la cosa piu' bella, piu' piacevole o piu' commovente?
- Antonella Litta: Di sicuro le belle passeggiate al Bulicame e alla terme
guidate dal professor Paolo Giannini e dal professor Antonello Ricci insieme
a tanti cittadini di Viterbo, e la passeggiata sempre in questa area con la
scrittrice Marinella Correggia. E poi il concerto nella notte di plenilunio
alle terme Carletti il 18 luglio scorso. Passeggiando in questi luoghi che
sarebbero persi per sempre se l'aeroporto fosse realizzato si capisce in
pieno tutta la follia, la stupidita' e la brama di denaro che muove i
fautori dell'aeroporto a Viterbo. Sicuramente molto commovente e' stato
l'incontro con i cittadini dei due comitati di Ciampino: sentire il racconto
dei problemi e delle sofferenze psicologiche e fisiche di chi vive con un
aeroporto da oltre 5 milioni di passeggeri l'anno dentro la propria citta'
ci ha dato ancora piu' forza per opporci alla costruzione dell'aeroporto di
Viterbo ma soprattutto per mettere in campo ogni possibile iniziativa
perche' i voli su Ciampino siano ridotti immediatamente.
*
10. E quale e' stata la piu' brutta, spiacevole o triste?
- Antonella Litta: In verita' non ci sono state cose che ci hanno fatto male
piu' di tanto. E' quasi normale purtroppo, anche se non dovrebbe essere
cosi', subire attacchi ed accuse inconsistenti da chi pur di realizzare un
progetto per il proprio tornaconto personale non  esita ad arrecare danno
alla citta', all'ambiente e alla salute delle persone.
Una cosa triste pero' la voglio ricordare: l'illusione, l'ennesima, che e'
stata data a tanti giovani viterbesi: quella di avere un lavoro solo se si
fara' l'aeroporto.

2. ET COETERA

Antonella Litta e' la portavoce del Comitato che si oppone alla
realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attivita' di medico di
medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in
Reumatologia ed ha condotto una intensa attivita' di ricerca scientifica
presso l'Universita' di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione
di uno tra i primi e piu' importanti studi scientifici italiani
sull'interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato
sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11,
pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per
l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia).
Gia' responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale
ricerca e salute) e' stata organizzatrice di numerosi convegni
medico-scientifici. Presta attivita' di medico volontario nei paesi
africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di
programmi di solidarieta' locali ed internazionali. Presidente del Comitato
"Nepi per la pace", e' impegnata in progetti di educazione alla pace, alla
legalita', alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente.

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
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Numero 272 del 9 dicembre 2008

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