Fw: Nicaragua: presentato libro sul Nemagón




----- Original Message ----- From: Giorgio Trucchi
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Sent: Thursday, November 01, 2007 9:06 AM
Subject: Presentato libro sul Nemagón


Nicaragua
Genesi di un incubo
 Presentato libro fotografico sul Nemagón



Il dramma dei bananeros colpiti dai mortali effetti del pesticida Nemagón, prodotto, commercializzato ed utilizzato dalle multinazionali nordamericane, è stato nuovamente portato a luce pubblica grazie al minuzioso lavoro del fotografo Manuel Esquivel e del giornalista José Adán Silva, i quali da molti anni accompagnano con fotografie e cronache giornalistiche la lotta e le rivendicazioni di questo importante settore. Questo lungo lavoro è sfociato nella realizzazione del libro "Il Nemagón in Nicaragua: Cronaca di un incubo", con un importante prologo dello scrittore nicaraguense Sergio Ramírez.

Attualmente, i bananeros della Asociación de Trabajadores y ex Trabajadores Afectados por el Nemagón (ASOTRAEXDAN) si trovano già da cinque mesi a Managua, chiedendo il rispetto degli accordi firmati nel 2005 con il passato governo, ma fino ad ora non hanno ricevuto nessuna risposta. Migliaia di persone continuano a permanere accampate in quella che ormai è conosciuta come la "Ciudadela del Nemagón", nei pressi della Asamblea Nacional.

Durante l'attività di presentazione del libro¹, il presidente della ASOTRAEXDAN, Victorino Espinales, ha dichiarato che "sono 14 anni che stiamo lottando permanentemente ed abbiamo cercato di arrivare al cuore del Nicaragua e del mondo intero, per dimostrare la grande problematica ed il dramma che stiamo vivendo. La situazione dell'occidente del paese è terribile e le foto pubblicate su questo libro sono un riflesso della nostra realtà, non sono invenzioni. Ad oggi - ha continuato Espinales - sono morti 1.902 compagni ex lavoratori delle bananeras e più di 2 mila ex lavoratori della canna da zucchero a causa dell'Insufficienza Renale Cronica (IRC)".

Espinales ha anche ricordato gli accordi firmati con il governo Bolaños e che non sono stati rispettati dall'attuale amministrazione Ortega.

"Il nostro caso ha bisogno oggi di una politica di Stato, in quanto abbiamo il diritto di vivere e che si faccia giustizia per quello che ci è accaduto. Siamo in queste condizioni semplicemente perché a qualcuno è venuta la idea di produrre, commercializzare ed applicare veleno, senza pensare che si dovesse proteggere la vita umana. È anche per questo motivo che non possiamo tralasciare di menzionare l'elemento politico contenuto in questa storia. Nel 2005 - ha continuato Espinales - abbiamo firmato accordi con il governo dell'epoca ed ora il nuovo presidente non li vuole riconoscere ed è per questo che dopo cinque mesi siamo ancora qui a Managua. Sta aspettando che ce ne andiamo per sfinimento o con la forza. Due compagni sono già stati vittime di attentati con arma da fuoco e la Polizia non ci ha ancora dato i risultati delle indagini. Non ce ne andremo da Managua fino a che non avremo una risposta e con altri 14 compagni abbiamo già preso la decisione di iniziare una sciopero della fame indefinito, senza ingerire né cibo, né liquidi. Vedremo se questa misura estrema scuoterà la coscienza dei governanti", ha concluso il presidente della ASOTRAEXDAN.

Da rilevare anche l'intervento di Manuel Aráuz, Decano della Facoltà di Scienze Giuridiche dell'Università Centroamericana (UCA), il quale ha ampliato il tema del Nemagón ricordando che ci troviamo di fronte ad una vera tragedia.

Secondo il docente universitario, "la tragedia del Nemagón costituisce la violazione ad un diritto umano che è il diritto al lavoro in condizioni dignitose. L'articolo 82 della Costituzione del Nicaragua dice che i lavoratori hanno diritto a condizioni di lavoro che assicurino loro l'integrità fisica, la salute, l'igiene e la diminuzione dei rischi professionali, per rendere in questo modo effettiva la sicurezza sul lavoro. È per questo motivo che ci troviamo di fronte ad un palese caso di violazione di uno dei diritti costituzionali. Il caso del Nemagón - ha continuato Aráuz - è anche un caso di responsabilità per il prodotto, che si evidenzia in due modi: responsabilità extra contrattuale per la violazione alla norma costituzionale che si traduce come responsabilità civile e contemporaneamente, anche di responsabilità penale. A partire da questo momento possiamo parlare di responsabilità penale per delinquenza imprenditoriale, per l'introduzione del pesticida in Nicaragua e per averlo fatto fino all'anno 1992, malgrado fosse già stato proibito in vari paesi. In questo caso non si tratta del fatto che se le imprese, al momento di utilizzarlo, abbiano avuto o meno il proposito di causare un danno alla vita, alla salute e all'integrità fisica delle persone, bensì che la motivazione principale della delinquenza imprenditoriale deriva dal fine di lucro attraverso lo sfruttamento lavorativo e dal risparmio perseguito attraverso la non acquisizione degli indumenti di protezioni per i lavoratori. Questo fine di lucro - ha concluso il docente della UCA - ha anche provocato effetti colaterali, come quelli che ben documenta il libro e danni immateriali, cioè l'insicurezza che produce l'effetto criminale. La tragedia del Nemagón è una tragedia umana ed è una nostra tragedia e dobbiamo lottare affinché non succeda mai più in Nicaragua".

L'Istituto di Storia dell'Università Centroamericana (UCA), uno dei promotori dell'evento, ha ricordato attraverso la dichiarazione della sua direttrice, Margarita Vannini, che per mezzo del libro e dell'impatto delle sue immagini, l'università ha orientano gli studenti di tutte le facoltà a svolgere lavori di ricerca relazionati con questo tema ed in base alle caratteristiche delle singole facoltà.

¹ Il libro è stato prodotto dall'Istituto di Storia dell'Universidad Centroamericana (UCA), il quotidiano La Prensa, la Fondazione Heinrich Boll e HIVO

© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - gtrucchi at itanica.org - www.itanica.org )

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