I: rassegna stampa: INFLUENZA POLLI, FAO LANCIA "RETE" PER LOTTA AL VIRUS




Dopo i casi registrati nel sud est asiatico di passaggio dell'influenza dei
Polli (virus H5N1) ai maiali non è affatto allarmistico pensare un prossimo
futuro caratterizzato da una catastrofica pandemia. Se non ci sarà la
capacità di mutare il sistema di produzione industriale degli alimenti che
si fonda sulle elevate densità di allevamento, sull'uso di antibiotici e
promotori della crescita per accorciare contro natura i tempi di
maturazione del pollame, sulla massimizzazione dei profitti sfruttando
manodopera e materie prime al minimo costo, sulla movimentazione da una
parte all'altra della terra delle merci senza qualità ed al minor prezzo, a
poco serviranno i segnali di allarme e le reti di sorveglianza lanciate da
volonterosi scienziati ed agenzie umanitarie. Il virus H5N1 non si fermerà
certo con le parole o con il vaccino di turno ma solo impedendogli di
trovare l'ambiente congeniale per riprodursi, svilupparsi e trasmettersi da
un capo all'altro del pianeta.
a cura di AltrAgricoltura Nord Est
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tratto da Green Planet - agosto 04
Adnkronos, 02 agosto 2004

INFLUENZA POLLI, FAO LANCIA "RETE" PER LOTTA AL VIRUS

La rete avrà il compito di sorvegliare la situazione nelle aree a rischio e
formare esperti veterinari in grado di individuare i primi segnali della
malattia. Ma tenterà anche di migliorare il coordinamento e la
comunicazione tra i vari istituti di ricerca dei differenti Paesi, per
consentire lo scambio di informazioni sulla base di dati scientifici
raccolti. L'influenza dei polli è diventata un problema sanitario tanto
rilevante per i Paesi del sud-est asiatico che la Fao, l'Agenzia delle
Nazioni Unite per l'agricoltura e l'alimentazione, ha deciso di lanciare un
network contro la 'bird-flu'. "Le fontiere non arrestano la diffusione
della malattia", ha infatti sottolineato Joseph Domenech, direttore del
servizio di salute animale della Fao, al termine di una 'tre giorni'
sull'emergenza che si è tenuta a Bangkok in Thailandia. "Solo la
cooperazione nella regione del sud-est asiatico potrà far ottenere un
successo sul virus mortale H5N1", ha aggiunto Domenech. Per gli esperti
l'allarme resta "alto", soprattutto dopo il ritorno del virus in diversi
Paesi tra cui Cina, Indonesia, Vietnam e Thailandia. La paura è sempre la
stessa: che l'H5N1 "muti e riesca a trasmettersi da uomo a uomo,
concretizzando il pericolo di una pandemia mondiale di un virus mortale".
Nel frattempo le Nazioni Unite stanno rivedendo le linee guida sulla
malattia, che potrebbero prevedere una campagna di vaccinazione di massa
negli allevamenti di polli. Un'ipotesi che sarebbe sicuramente 'mal
digerita' da Thailandia e Vietnam, tra i principali Paesi esportatori di
pollame in Europa.
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