Fwd: I dipendenti del Gruppo San Paolo: "diciamo anche noi addio alle armi!"



I dipendenti del Gruppo San Paolo: "diciamo anche noi addio alle armi!"

di Benedetta Verrini (b.verrini at vita.it)
http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=42173

01/04/2004		
	
Con un comunicato e una lettera all'Amministratore Delegato del San Paolo 
Banco di Napoli, i quadri sindacali della UILCA dell'Area Campania chiedono 
che la banca esca dal settore	

Il Gruppo San Paolo abbandoni il settore degli armamenti . A chiederlo, in un 
comunicato indirizzato all'Amministratore Delegato del San Paolo Banco di 
Napoli, sono i quadri sindacali della UILCA dell'Area Campania.

Dopo l'addio alle armi di Banca Intesa, insomma, altre realtà bancarie 
italiane si stanno ponendo la questione etica legata all'appoggio di 
operazioni di compravendita di armi.

Nel caso del San Paolo, questo avviene dall'interno, dagli stessi impiegati: 
"Auspichiamo che tale esigenza , sollevata non solo qui in Campania, ma anche 
in altre regioni d'Italia , giunga sino a Torino persuadendo gli 
amministratori del Gruppo San Paolo della necessità etica di lasciare 
definitivamente il settore degli armamenti senza se e senza ma" scrivono i 
sindacati.

Il nove Marzo scorso a Bologna Fisac-Fiba e Uilca hanno promosso una 
manifestazione proprio sul problema del finanziamento delle banche 
all'import/export di armi. In occasione dell'incontro alcuni gruppi hanno 
anche inscenato una manifestazione davanti alla sede San Paolo per denunziare 
il Pool di Banche che gestirà il credito in Iraq.

"Sono maturi i tempi per scelte che vanno nella direzione di uno sviluppo 
etico , responsabile e sostenibile , così come ribadito dall'impianto della 
piattaforma per il rinnovo del CCNL dei Bancari le cui trattative inizieranno 
a Roma il prossimo 6 Aprile" prosegue il comunicato, ricordando che quatto 
importanti gruppi italiani hanno già operato un cambio di rotta in materia di 
sostegno creditizio e/o transazionale all'export di armi.

"Auspichiamo che ben presto tale esigenza venga avvertita ed accolta anche dai 
vertici del nostro gruppo" conclude il comunicato.

A dare il via a tale disimpegno è stato nel 2001 l'Unicredito Italiano, la 
scelta dell'allora presidente del gruppo, Francesco Casarini, venne 
confermata dal consiglio di amministrazione che escluse dalle attività del 
gruppo ogni tipo di transazione concernente la produzione o il commercio 
delle armi .

Il 22 Novembre del 2001 è la volta di tutte le aziende del gruppo Monte Paschi 
di Siena che, ad onor del vero, come singolo Istituto di Credito aveva 
cessato sin dal 2000 l'impegno in tale settore.

Nell'Autunno del 2002 si allinea anche il Gruppo Banca Popolare di Bergamo - 
Credito Varesino che decide per il blocco di ogni forma di servizio e di 
suopporto all'industria bellica : import, export e transito, finanziamento e 
bonifici esteri, crediti documentari all'import - export, fidejussioni ed 
invio di documenti all'incasso .

Il 18 Marzo di quest'anno un altro grande annuncio, anche Banca Intesa , con 
un ordine del giorno a firma dell' Amministratore Delegato, annuncia 
definitivamente la propria uscita dal settore degli armamenti, pur 
riservandosi la Banca di valutare , previa comunicazione pubblica, singole 
operazioni di " peacekeeping".