R: Comunicato stampa - esito incontro con ditta Angelini



La grossa differenza tra una campagna di pressione come quelle viste fino a
oggi e questa è che fino a ora eravamo tutti felici e sentivamo di aver
tratto beneficio per noi e per gli altri dalla più o meno parziale riuscita
della stessa.
Adesso che è arrivata questa ci sarà sicuramente qualcuno che potrebbe non
solo non gioire ma sentirsi danneggiato da un eventuale esito positivo della
stessa. I motivi possono essere vari, e credo che negli anni siano stati
ampiamente valutati e discussi.
Queste stesse persone, anche loro "non legate a una particolare confessione"
potrebbero organizzarsi per lanciare una "campagna di sostegno" invece che
di pressione alla Angelini, e sempre per ragioni che loro tenderebbero a
definire "etiche" , di "difesa della vita", come sostenete voi.
Con tutti i risvolti: incontri con "i vertici", pubblicazione della lista
dei prodotti della multinazionale al fine di poter sceglierli
preferenzialmente agli altri, etc etc...
E' solo un esempio semiserio che negli intenti non voleva offendere ma
stimolare...
E' vero, la lista è aperta a qualsivoglia principio etico o morale ma come
fare quando questi termini possono avere significati tanto opposti? Come
tutelare chi la pensa diversamente permettendo nel contempo a tutti di
esprimersi pienamente e raccogliere consenso?

Personalmente gradirei che si usasse una terminologia più relativistica
(quando non si è a casa propria ma si viene ospitati in casa d'altri!)
evitando frasi del tipo "difesa della vita", "diritto umano fondamentale"
"bambine e bambini appena concepiti" quando è palese la presenza
nell'"uditorio" di persone che a queste espressioni darebbero un significato
in totale opposizione.
E tenderei a definire in questo caso semplicemente "maleducato" chi
mostrasse di non avere questa capacità di convivenza con gli altri.

Con irritazione,
gabriele