Re: urgentissimo ed importantissimo. forza antonello





Francesco Costa ha scritto:
Mi dispiace, ma non mi hai risposto.
Riformulo la domanda: sarebbe stato giusto o non giusto dichiarare guerra ad Hitler prima che invadesse la Polonia (quando si era già macchiato di crimini immondi ma non aveva ancora sterminato milioni di persone e dato inizio alla guerra più sanguinosa di sempre)?

Se col riferimento a Gandhi intendevi dire che sarebbe stato ingiusto dichiarare guerra ad Hitler prima che invadesse la Polonia, mi permetto di farti notare come una tale posizione sarebbe stata piuttosto fallimentare, vista l'evoluzione dei fatti di allora.

Francesco

Ti rispondo io. La nonviolenza non è una polverina magica che si spruzza sulle guerre e queste spariscono. Anche Gandhi diceva che è meglio la lotta armata contro l'ingiustizia che nulla. E comunque nonviolenza è lotta, con metodi non convenzionali, ma lotta. In Danimarca la resistenza al nazismo fu soprattutto nonviolenta, fu anche un calcolo intelligente vista l'impossibilità di resistere alle armate tedesche. Comunque non è solo rifiuto delle armi: è corrispondenza tra fini e mezzi. E' prevenzione dei conflitti. La nonviolenza non va spolverata dalla naftalina solo quando scoppiano le bombe e in mezzo alla battaglia si chiede come fermare i proiettili. Il metodi nonviolento è quello che non fa nascere l'esigenza di avere duci, capi, furer. Nonviolenza è potere dal basso, è potere che non si concentra nelle mani di pochi. Nonviolenza oggi è lottare contro una finanziaria che aumenta vergognosamente le spese militari, che danneggia le classi più povere (la reintroduzione delle aliquote per i milionari è fumo negli occhi). Nonviolenza è lotta contro un potere che distrugge la democrazia e aumenta il divario tra chi può molto e chi non può nulla. Nonviolenza è rifiuto dei metodi che hanno portato e portano la violenza nella società. Per tornare all'esempio della seconda guerra mondiale, la sconfitta di Hitler non ha significato la sconfitta della guerra, della morte , dell'ingiustizia. Anzi le tecniche di guerra elaborati da nazi e fasci è divenuta la prassi per gli altri eserciti. Consiglio la lettura di un racconto di Borges: Deutsche Requiem. Bello e illuminante: tra l'altro comincia citando l'idea di Spengler delle società come organismi autonomi in lotta tra loro: esattamente le castronerie che vivono rigogliose nelle bugie neocon e nei media disinformanti.
Un saluto nonviolento