Il 2 ottobre Giornata mondiale della nonviolenza



Intervento di Mao Valpiana (Movimento Nonviolento)


L'Assemblea generale dell'Onu ha indetto per il 2 ottobre (anniversario della nascita di Mohandas K. Gandhi) la Giornata  Internazionale della Nonviolenza. In una risoluzione approvata dagli Stati membri, l'Assemblea invita tutti i paesi, organizzazioni e individui a commemorare questo giorno "per promuovere una cultura della pace, della tolleranza, della comprensione e della nonviolenza".
In moltissime citta' d'Italia, e in tanti altri paesi, il 2 ottobre si celebrano eventi - promossi da gruppi di base o da istituzioni - per ricordare la figura del Mahatma e far crescere la nonviolenza nel mondo.
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Il 2 ottobre celebriamo la nonviolenza, che e' legge dell'umanita', forza della verita', potere dell'amore. Con Gandhi, infatti, e' nata la nonviolenza politica, rivoluzionaria, leva di cambiamento sociale. La nonviolenza e' sempre esistita, e' scritta nella coscienza di ogni persona, e' il messaggio profondo della spiritualita' di ogni popolo, e' "antica come le montagne", ma prima di Gandhi veniva intesa come via personale di salvezza, come un cammino intimo, come stile di vita; dopo l'esperienza di Gandhi e' divenuta un fatto collettivo, applicata su larga scala, forma di lotta popolare, e ne e' nato un metodo scientifico e ripetibile. La nonviolenza e' stata la vera, grande, unica rivoluzione del XX secolo. Gandhi ha sperimentato la nonviolenza come alternativa alla guerra. Questa e' la straordinaria novita' storica. Le ideologie del Novecento si sono frantumate alla prova della storia, sono state sepolte nelle tragedie dei campi di sterminio e nei gulag, sono morte nei massacri della prima e della seconda guerra mondiale. La nonviolenza e' il pensiero che indica la strada che l'umanita' deve intraprendere per la salvezza di se stessa e del pianeta. Crisi ecologica e crisi belliche rendono il futuro incerto.
Gandhi ha rovesciato il motto "se vuoi la pace prepara la guerra" nel suo giusto verso "se vuoi la pace prepara la pace". Decisiva, nel pensiero di Gandhi, e' la riflessione su "mezzi e fini": non e' il fine che conta, ma il metodo che scelgo per raggiungerlo, perche' in esso gia' prefiguro il fine. "Si dice: i mezzi in fin dei conti sono mezzi. Io dico: i mezzi in fin dei conti sono tutto". Questa e' la rivoluzione nonviolenta. Dunque, ancor piu' importante della pace di domani, e' la scelta del disarmo di oggi, a partire dal ripudio della guerra e degli strumenti che la rendono possibile: eserciti e armi.
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Dopo la marcia della pace e della fratellanza dei popoli del 25 settembre, svolta all'insegna del pensiero e della figura di Aldo Capitini, la data del 2 ottobre, all'insegna del pensiero e della figura di Gandhi, ne e' il naturale proseguimento.
E' importante che tutti coloro che si sono ritrovati a camminare insieme da Perugia ad Assisi, singoli o gruppi, il 2 ottobre si attivino nel proprio territorio con un banchetto, l'esposizione della bandiera della pace o della nonviolenza, una conferenza, una fiaccolata, la distribuzione di un volantino, una semplice presenza pubblica, anche silenziosa. Il 2 ottobre e' il compleanno della nonviolenza, "la piu' grande forza di cui disponga l'umanita'". Celebriamolo nell'unico modo possibile per non essere ipocriti e retorici: con iniziative pubbliche che indichino l'urgente necessita' per il nostro paese di rispettare l'articolo 11 della Costituzione: ripudiare la guerra, uscire dalle avventure senza ritorno della guerra in Afghanistan e in Libia, tagliare drasticamente le spese militari, rinunciare all'acquisto di nuove armi a cominciare dai cacciabombardieri F35.
La nonviolenza e' in cammino.
Il mondo e' solo all'inizio dell'esplorazione delle potenzialita' della nonviolenza.
 
Mao Valpiana
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