2008: passiamo dalla Denuncia alla Politica



Cari Amici,

rinnovandovi i nostri migliori auguri per un felice 2008, Vi inviamo
il messaggio "Dalla denuncia alla politica" di Flavio Lotti,
Coordinatore nazionale della Tavola della pace .

La crisi della politica è troppo seria per essere lasciata ancora
nelle sole mani dei politici. Serve un nuovo coraggio civico e una
più ampia assunzione di responsabilità della società civile. Flavio
Lotti invita i costruttori di pace a ripensare il loro ruolo
nell'anno che viene.

Vi rinnoviamo inoltre l'invito ad aderire all'Anno dei Diritti Umani.
Per farlo andate sul sito www.perlapace.it

Cari saluti

Tavola della pace

Perugia, 3 gennaio 2008
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DALLA DENUNCIA ALLA POLITICA

Dalla denuncia alla politica. Lo slogan non è nuovo e neanche
originale. Ma a me sembra particolarmente adatto a definire il lavoro
che ci attende nel 2008. Nessuno si può più permettere di restare
alla finestra. La crisi della politica, che tanto sta condizionando
la nostra vita e la vita nel mondo, è troppo seria per essere
lasciata ancora nelle sole mani dei politici. "Serve un nuovo
coraggio civico e politico" abbiamo detto lo scorso 7 ottobre
marciando da Perugia ad Assisi. E serve una nuova e più ampia
assunzione di responsabilità. La transizione dai vecchi ai nuovi
partiti non basterà a risolvere la crisi se non crescerà anche un
più forte impegno della società civile. Non basta più (se mai fosse
stato sufficiente) chiedere o auspicare una politica nuova. Se la si
vuole davvero occorre impegnarsi per costruirla. Rabbia e
frustrazione sono sentimenti più che legittimi anche a fronte
dell'autoreferenzialismo, della sordità e della chiusura imperante
nel mondo politico. Ma a nulla vale lamentarci se poi prevale la
rassegnazione. Né serve protestare se la protesta non è accompagnata
da un atteggiamento costruttivo.

La politica è, certamente, solo una parte del problema che dobbiamo
affrontare. Ma una parte importante, decisiva. Chi lavora per la pace
non può non rendersene conto. Se non si avanza sul terreno della
politica non si avanza sulla via della pace. E non penso al grande
"sogno della pace" ma ai grandi drammi del nostro tempo e alle grandi
minacce che incombono sull'intera umanità. Dalla politica, in fin dei
conti, dipende la verifica sull'utilità storica del pacifismo. La
politica (questa politica, per la precisione) ci può fare schifo, ma
di essa non possiamo fare senza. Per questo si fa sempre più urgente
il bisogno di crearne una davvero nuova.

Il 2008 ci offre una nuova bella opportunità. La celebrazione del
60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,
unita alla celebrazione del 60° della nostra Costituzione e dell'Anno
Europeo del Dialogo Interculturale ci consentono di riproporre con
forza la centralità della persona, di ogni persona, della sua
dignità e dei suoi fondamentali diritti. Non si tratterà solo di
indicare, ancora una volta, una diversa scala di valori. Si tratta di
contribuire alla costruzione di una politica di pace tesa a
promuovere, tanto sul piano interno che su quello internazionale, il
riconoscimento e il rispetto di tutti i diritti umani per tutti. La
ricerca delle soluzioni deve trovare più spazio della politica degli
allarmi. Il lavoro d'informazione, formazione ed educazione che
dovremo continuare a fare nella società, nelle scuole e nelle nostre
comunità locali si deve saldare con la costruzione dell'agenda
politica dei diritti umani. Un grande compito spetta alle "città
della pace", alle donne e agli uomini che le amministrano, perché
nello spazio più ristretto di queste comunità possano crescere i
germogli di una nuova primavera politica e sociale. La nostra azione
capillare sul territorio deve necessariamente includere un più maturo
impegno per costringere la Rai a svolgere sino in fondo il suo dovere
di servizio pubblico aprendo le porte al mondo e ai costruttori di
pace. Investire più energie per promuovere un diverso atteggiamento
del complesso mondo dell'informazione pubblica e privata è parte
fondamentale del cambio di marcia che dobbiamo innestare. Dobbiamo
sviluppare la nostra capacità di guardare avanti, di progettare, di
costruire e di agire insieme oltre le appartenenze. Se vogliamo fare
qualcosa di incisivo nel nuovo anno non abbiamo alternative.

Flavio Lotti
Coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 31 dicembre 2007

Tavola della pace
via della Viola, 1
06122 Perugia
Tel. +39 075 5736890
Fax +39 075 5739337
tavola at perlapace.it
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