Re: [pace] Fwd: CATANIA CONTRO CATANIA



Purtroppo questi mafiosi e fascisti di Catania, coperti nel loro agire, come sempre avviene purtroppo tante volte e le società li conoscono, hanno causato la morte di un poliziotto. Questi "sbirri" che menano quando non devono menare e poi si trovano di fronte delinquenti che del calcio non gliene frega niente, altrimenti tutto ciò non avverrebbe. Quando succedono queste cose, sono sempre preparate e coperte; tanto è che il custode nel controllo dello stadio non ha aperto i locali alla polizia che controllava e lì si sono trovati mazze, bastoni e altro; inoltre questo "sbirro" aveva riconosciuto pochi giorni or sono, in un processo a carico di questi delinquenti, alcuni che avevano già fatto gazzarra con la partita contro il Messina. Mi dite cosa hanno a che fare questi delinquenti, mafiosi e fascisti con le curve, su cui ricade sempre tutto ed il contrario di tutto. Dietro il calcio poi si muovono troppi soldi e questi fatti, gravissimi e che non dovrebbero mai succedere, assieme ad altri meno gravi o banali, ma sempre evidenziati e messi in risalto, hanno solo lo scopo forse di fare stare a casa la gente, sul divano, con un abbonamento skay: sono i famigerati diritti televisivi? Solo le curve e gli ultras, e la possibilità di spalmare i debiti, che ha aiutato in primo luogo Berlusconi, ma è sato comodo a tanti?
Non voglio quindi giustificare niente, anzi! Voglio solo dire che a cinquant'anni si può andare allo stadio e tifare la tua squadra, magari anche con qualche sfottò verso gli altri, perchè ci sta, come quando si discute, ma mai arrivare a ciò. Appunto, cosa c'entrano le curve e gli ultras, anche se a volte esagerano e sbagliano? Fascisti, mafiosi e camorristi, tornate nelle fogne si diceva una volta. Ma fanno troppo comodo e per di più ci hanno anche governato.....
Giovanni







> Su questo episodio bisogna aggiungere alcune
> considerazioni per non cadere nel banale:
> = Il decreto Pisanu non è stato VOLUTAMENTE applicato
> o modificato da chi governava ieri e governa oggi!
> = Il businnes del calcio vale diecine e diecine di
> miliardi di euro oltre ai ritorni di controllo
> sociale: quindi è perfettamente e costantemente
> monitorato e non esistono "fatti" non pianificati,
> come ha ben dimostrato calciopoli!
> = In questa pianificazione rientra l'attività di
> questi "gruppi di teppisti", ben noti e lasciati
> vivere perchè "necessari" ed "utili" al momento
> giusto!
> = Nel momento in cui il governo è sotto pressione per
> la rinnovata militarizzazione dell'Italia e l'inaudita
> rapina dei soldi dei lavoratori con lo scippo del TFR
> una bella distrazione di tenore calcistico è una
> manna!
> = Quanto alla festa della Patrona di Catania: questa
> festa era ed è stato giusto mantenerla perchè
> appartiene al popolo! E' stato un tentativo di
> scippare la vita autonoma popolare e piegarla ai
> diktat mass-mediatici e del potere costituito che
> vuole scandire i suoi ritmi ed imporre il suo pensiero
> unico! La vittima di questo complotto è nel cuore dei
> catanesi e deve essere sottratta agli sciacalli
> governativi!
> = L'attacco del "miracolato da sempre" Baudo conferma
> la concertazione degli eventi!
> 
> 
> --- mario bonica <ibacon at libero.it> ha scritto:
> 
> > 
> > 
> > Inizio del messaggio inoltrato:
> > 
> > > Da: mario bonica <ibacon at libero.it>
> > > Data: 03 febbraio 2007 18:37:49 CET
> > > Oggetto: CATANIA CONTRO CATANIA
> > >
> > > 2 febbraio 2007: Catania contro Catania.
> > >
> > > Perché stupirsi di quanto accaduto davanti allo
> > stadio? Questa è 
> > > Catania. E’ la città che meglio esprime tutti i
> > mali e tutto il 
> > > degrado culturale e civile della società italiana.
> > E’ la città ascesa 
> > > ai primi posti nella classifica delle città più
> > invivibili d’Italia, 
> > > col maggior tasso di criminalità minorile, una
> > delle città più 
> > > violente, più lassiste, dove l’illegalità diffusa,
> > l’assenza di regole 
> > > e dei più elementari criteri di convivenza civile
> > sono stati elevati a 
> > > sistema. Questa è la Catania roccaforte del più
> > squallido 
> > > berlusconimo, amministrata da più di sei anni da
> > un sindaco che “non 
> > > vuole rotti i coglioni” da chi si permette di
> > denunciare la realtà 
> > > catanese sulla base di dati inequivocabili ed
> > elogia in più occasioni 
> > > la sottocultura pseudo-popolare dei quartieri
> > degradati dove il 
> > > malaffare “non vuole rotti i coglioni” dalla legge
> > e da ogni forma sia 
> > > pur minima di legalità. Questa è Catania, una
> > città che si sveglia la 
> > > mattina del 3 febbraio come se la tragedia della
> > sera prima la 
> > > riguardasse solo in parte, anche perché qualsiasi
> > porcheria, si sa, 
> > > non deve intaccare il quieto vivere di una massa
> > che vede nell’assenza 
> > > di regole l’unica possibilità di sopravvivere e,
> > in qualche caso, di 
> > > arricchirsi. Questa è Catania, la Catania ascesa
> > alla serie A del 
> > > calcio nazionale, proprio quando il calcio
> > nazionale non è più uno 
> > > sport ma una delle massime espressioni del
> > teppismo affaristico 
> > > nazionale. Un’ulteriore conferma di quella verità
> > che il sindaco 
> > > Scapagnini rigetta con le espressioni proprie
> > della parte peggiore 
> > > della città, la Catania “spacchiusa” e
> > strafottente che lo identifica 
> > > giustamente come l’incarnazione dei propri
> > “ideali” di illegalità 
> > > diffusa, quegli ideali che le amministrazioni di
> > centro-destra hanno 
> > > riportato in auge in tutti i settori della società
> > catanese con una 
> > > gestione assolutamente clientelare e affaristica
> > della cosa pubblica. 
> > > In fondo, anche gli ultras e i teppisti del derby
> > Catania-Palermo non 
> > > volevano rotti i coglioni da chicchessia, volevano
> > essere lasciati 
> > > liberi (casino delle libertà) di divertirsi
> > nell’unico modo 
> > > “spacchiusu” di fare sport.
> > > Oggi il sindaco Scapagnini sul quotidiano locale
> > chiede unità contro i 
> > > delinquenti e dichiara ovviamente il lutto
> > cittadino. Ma chi dovrebbe 
> > > unirsi a chi, se la maggioranza assoluta di questa
> > città ignora ormai 
> > > cosa voglia dire cittadinanza attiva, se Catania
> > non è nemmeno una 
> > > città ma una sommatoria di individui impegnati
> > unicamente a farsi i 
> > > propri affari e tirare comunque a campare? La
> > mattina del 3 febbraio 
> > > bastava girare una mezzora per le strade del
> > centro o alla pescheria o 
> > > fra le bancarelle di Piazza Carlo Alberto per
> > verificare l’assenza 
> > > totale di anticorpi della Catania scapagniniana.
> > Lutto cittadino? 
> > > Proprio ora che c’è la festa, la grande festa
> > religiosa della patrona, 
> > > con quintali di carne “arrusti e mangia” in tutti
> > gli angoli delle 
> > > strade e le candelore e i devoti col sacco bianco
> > (anche qualcuno di 
> > > quelli che hanno fatto festa a modo loro
> > all’ingresso dello stadio)... 
> > > proprio ora doveva morire questo poveraccio? C’è
> > poco da fare, le 
> > > vittime sono dei veri guastafeste. I catanesi
> > “spacchiusi” lo hanno 
> > > sempre pensato: la rovina della città sono sempre
> > loro, le vittime 
> > > della mafia, i paladini della giustizia che
> > “rompono i coglioni” e non 
> > > lasciano andare le cose per il loro verso. Questa
> > è Catania, non si 
> > > smentisce. Una città che sa anche “indignarsi” nel
> > vedere la sorella 
> > > di una vittima della mafia scendere in politica
> > invece di piangere 
> > > sulla tomba del fratello (citazione fedele da
> > bocche catanesi doc), 
> > > mentre trova perfettamente normale che un politico
> > sia in odore di 
> > > mafia o corrotto. Una città sempre pronta a
> > inchinarsi al più furbo e 
> > > al più potente, ad ammirare chi sa rubare senza
> > farsi incastrare dalla 
> > > giustizia, ad isolare e deridere cinicamente chi
> > crede in qualcosa e 
> > > agisce in coerenza. No, questa Catania non è
> > capace di provare lutto o 
> > > vergogna per niente e i politici che l’hanno
> > amministrata in questi 
> > > anni dovrebbero vergognarsi loro per primi ed
> > evitare dichiarazioni 
> > > ipocrite (almeno la dignità del silenzio!), perché
> > loro stessi sono 
> > > espressione e complici del degrado etico e civile
> > che ha portato la 
> > > città di Catania nella serie A del disastro
> > nazionale.
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