R: Votare



Ho 84 anni, Sono stato balilla, avanguardista, giovane fascista, Gufino, ho
fatto qualche mese da soldato, senza grandi rischi, ho fatto 10 mesi di
partigiano (e sono contento di averlo fatto) e poi ho sempre votato e
continuerò a votare e mi rattrista constatare che molti giovani lavorano
passivamente per ricostruire le condizioni in cui ho vissuto da giovane, e
probabilmente mi sfotteranno.
Ma le parole di Peyretti di Pasquino e di molti altri alimentano la speranza
che anche questa volta ce la caveremo nonostante nichilismo e berlusconismo
(picolo piccolo ma insidioso).
Giulio De la Pierre


-----Messaggio originale-----
Da: pace-request at peacelink.it [mailto:pace-request at peacelink.it]Per
conto di Enrico Peyretti
Inviato: lunedì 20 marzo 2006 18.41
A: pace at peacelink.it; -- --; -- --; -- --; -- --; -- --; -- --; -- --
Oggetto: Re: Votare


Deciderai, e la tua decisione sarà da capire. Ma, mentre fai una bella
teoria sul voto e sul sistema, chi vota e chi fa il sistema decide per te.
Non votare è votare alla cieca per chi vince, che userà anche il tuo non
voto, e potrà essere - Dio ce ne scampi! - il peggiore (anche grazie a te).
Non votare è lasciarsi decidere da altri. Io sono d'accordo con Pasquino.
Buona salute, buon coraggio, buona resistenza, buona speranza!
Enrico Peyretti

----- Original Message -----
From: "bruno.leopoldo at libero.it" <Bruno.Leopoldo at libero.it>
To: "-- --" <baz at ecn.org>; "-- --" <forum at liste.bologna.social-forum.org>;
"-- --" <imolasocialforum at yahoogroups.com>; "-- --" <stampa at infostampa.com>;
"-- --" <pace at peacelink.it>; "-- --" <mlreteuniversitari.bo at inventati.org>;
"-- --" <assemblea at liste.vag61.info>; "-- --" <vogliamotutto at inventati.org>
Sent: Monday, March 20, 2006 2:11 PM
Subject: Votare


> Votare
>
> Per quanto possa interessare, forse non andrò a votare oppure forse ci
andrò.
>
> Votare per qualcosa o per qualcuno è donare; affidare parte di se stessi.
Ne consegue, in genere, una particolare attenzione verso il comportamento di
chi - ricevendo il proprio voto - viene eletto. Ad ognuno di noi può in
seguito capitare che, a causa del proprio voto, ci si mangi le mani o si
stia male.
>
> Il voto è di per sé un atto completo. Nasce dal privato, dall'intimo, fino
a trasformarsi in una delle massime espressioni di volontà pubblica. Tale
percorso lo rende paragonabile all'opera d'arte. Essa prende vita
dall'interno del suo creatore e diviene poi arte. Entrambi hanno un momento
particolare, senza il quale non acquistano valenza riconosciuta. Per l'opera
d'arte, tale momento è "il battesimo". Quel rito di passaggio, quell'attimo
in cui si attribuisce il complemento di specificazione all'opera; che si
differenzia così dalla manodopera del lavoratore dipendente o dall'opera
dell'artigiano. Il battesimo può essere consacrato dal pubblico, dallo
stesso artista (quando è già accreditato), dalla critica specializzata
oppure ancora dalle esposizioni di musei, mostre e fiere d'arte.
> Il voto - invece - il suo momento di trasformazione lo ha nell'atto
simbolico della scheda; quando viene destinata con le proprie mani
nell'urna. Da allora diviene pubblico. Quasi ci si libera di> >
Iresponsabilità, dichiarando poi apertamente il proprio voto, le motivazioni
determinanti e le speranze. Cominciano allora le interpretazioni e la festa
nazionale della vittoria di tutti.
>
> Nel proprio piccolo, che piaccia o no, la legittimità al sistema la diamo
in primo luogo recandoci a votare.
>
> In questa campagna elettorale ci sono alcune particolarità. Tra le altre,
ad esempio, nel centrosinistra fra le posizioni di Fausto Bertinotti e
quelle di Clemente Mastella non si registrano differenze di rilievo; mentre
sappiamo che continua ad esserci differenza fra i simpatizzanti, i militanti
e anche fra i singoli deputati. Con queste elezioni, inoltre, il candidato
ha bisogno sì di soldi, ma soprattutto di buoni legami con la ristretta
cerchia di tenutari-decisori del proprio partito. Il proprio nome e cognome
deve essere stato ben predisposto; contano soltanto il territorio dove si
viene candidati e la disposizione nella lista.
>
> Umberto Eco nel suo "Appello agli indecisi" conclude così l'esortazione:
"Ora la nave potrebbe affondare. Ciascuno deve prendere il proprio posto".
Peccato che Eco - facendo torto alle sue indiscusse capacità - non si sia
soffermato a riflettere su come è ridotta la nave. Bastava ad esempio
accennare allo scempio compiuto durante questi 60 anni dai politici italiani
che - nel loro lento susseguirsi - hanno trasformato la Costituzione in
carta da parato.
> Lo studioso Gianfranco Pasquino rispondendogli scrive: "...anche se
sicuramente voterò per il centro-sinistra...continuerò, però, fino al giorno
del voto e immediatamente dopo la comunicazione dei risultati elettorali,
nella mia critica severa dei centrosinistri." E qui emerge un punto
centrale.
> Del centrodestra, senza dilungarmi o andare troppo indietro, basta
ricordare i fatti dell'11/3/6 a Milano; Ministri della Repubblica che
difendono il "diritto" a manifestare di un gruppo organizzato di fascisti.
In due parole: in occasione di un'iniziativa vietata dalla Costituzione, ci
sono stati dei rappresentanti del potere esecutivo che hanno difeso
pubblicamente tale evento; al momento, impunemente.
> Dall'altro lato, sappiamo cosa ha fatto il centrosinistra in cinque anni
di governo. Quando non ha creato danni, ha gestito l'esistente. Ad esempio,
ha precarizzato il mercato del lavoro, non ha sviluppato l'istruzione come
invece aveva promesso durante la campagna elettorale del 1996 e ha preso
parte alla guerra umanitaria, bombardando le città della ex Jugoslavia.
> Per quanto riguarda il domani, leggendo il Programma dell'Unione si sa
cosa ci aspetta.
>
> Fa un accenno Andrea Colombo: "La vittoria di Berlusconi...metterebbe in
dirittura d'uscita i gruppi dirigenti del centrosinistra e decreterebbe una
trasformazione radicale di tutti i suoi attuali assetti". Per intenderci,
cesserebbe l'era in cui ai programmi ci lavorano persone con idee come
quelle di Giuliano Amato.
>
> Signor Eco, signor Pasquino, signori tutti-e, il punto centrale è: vale la
pena destinare energie al salvataggio della nave? Conoscendo cosa è accaduto
prima e cosa riserva il dopo, che senso ha dare il nostro voto? Dall'esito
della risposta ne discende il relativo percorso.
>
> Ricordiamo che anche Indro Montanelli qualche decennio fa esortava ad
andare a votare; per la Democrazia Cristiana "turandosi il naso". E infatti,
negli anni, per molti il voto è diventato "l'ultimo voto" così come quando
ci si assolve: "facciamo l'ultima guerra" oppure "ho detto l'ultima bugia".
Fermandosi a riflettere, si ha l'idea che per l'uomo ci sia sempre un valido
motivo per l'ultima autogiustificazione.
>
> Il paradosso è che (come esclamano tutti): il sistema è fallito!
> Eppure pochissimi, poi, nel prenderne atto agiscono di conseguenza. C'è
chi, come ad esempio i sindacati, si ostina a dedicare la propria attività
per eliminare qualche distorsione (sic!) del sistema; chi lenisce
funzionalmente.
>
> Che il sistema sia fallito lo dimostra il fatto stesso che non è in grado
di mettersi in gioco. Da un lato, sommerge con i suoi mezzi le forme di
libera conoscenza e organizzazione o le reprime come e quando vuole.
Dall'altro, il sistema si dichiara legittimato grazie al voto. Dando la mera
libertà a tutti noi occidentali di esprimerci su un "duello" fra Bush e
Kerry, fra Berlusconi e Prodi, oppure fra non so chi e Blair (che
rappresenta la sinistra). Il capitalismo, con il suo attuale modello
neoliberista, non si fa mettere in discussione a ogni elezione politica.
Anzi, è un sistema economico e di vita che nessuno deve seriamente mettere
in dubbio e punto. Ma ci ricorda Elias Canetti: "Come ogni altra cosa, il
potere porta in sé la propria fine".
>
> Dentro o fuori. Votare o non votare. E se sì, volendo incentivare la fine
del sistema possono essere più convenienti per il Movimento affrontare altri
cinque anni con Berlusconi oppure invece un nuovo periodo di gestione Prodi?
Spesso si ha l'idea che in campagna elettorale, per il centrosinistra, quei
milioni di italiani scesi in piazza contro la guerra rappresentano
semplicemente i destinatari del sottile ricatto della scelta del meno
peggio. Insomma, o si vota quel che c'è oppure gli si lascia il cerino in
mano con tutte le responsabilità di una possibile vittoria del centrodestra.
> Di fatto si confrontano due coalizioni che sembrano spostarsi - contigue e
parallele l'una all'altra - sempre più verso centrodestra. L'alternativa che
si prospetta è fra Fini o D'Alema come ministro degli esteri.
> Se si fa visita al sito www.romanoprodi.it si scopre che della pace non
c'è traccia.
>
> Così Eduardo Galeano inquadra l'attuale situazione: "Il mondo sta
soffrendo un allarmante discredito della dignità. Gli indegni, che sono
coloro che comandano nel mondo, dicono che noi arrabbiati siamo preistorici,
nostalgici, romantici, e che neghiamo la verità. Tutti i giorni, ovunque,
ascoltiamo l'elogio dell'opportunismo e l'identificazione del realismo con
il cinismo, il realismo che obbliga a sgomitare e proibisce l'abbraccio, il
realismo del tutto fa brodo e del si salvi chi può e se non puoi crepa."
>
> Se il lettore convenisse con quanto ho scritto, la risposta al punto
centrale sembrerebbe bella e fatta. E invece no. Non è così.
> Raymond Boudon, ad esempio, chiama in gioco "il posto del caso". Quindi si
potrebbe riflettere approfonditamente sull'argomento se sia più "utile" una
forte repressione da cui scaturisca una spallata liberatoria di massa oppure
se sia auspicabile un governo "amico" dal quale - dopo aver fatto assaporare
un minimo di agibilità politico sociale - si produca inarrestabile un
effettivo movimento di massa, di liberazione postimperiale.
>
> Con mia figlia maggiorenne - nel mio piccolo - al momento sarebbe più
comodo se il 9 aprile 2006 mi recassi alle urne. Infatti non me la caverei
più così facilmente come avvenne il 13 maggio 2001, quando giustificai il
mio non voto spiegandole di un candidato premier con le idee di Francesco
Rutelli.
>
> Forse non andrò a votare oppure forse ci andrò. Calpestando la mia propria
bile.
>
> 20/3/6 - Leopoldo BRUNO
>
> Materiale di riferimento:
> Boudon Raymond, Il posto del disordine, il Mulino, 1997, pag. 224, trad.
di Pina Lalli;
> Canetti Elias, Massa e potere, Tascabili Bompiani, ed. 1990, pag. 280,
trad. di Furio Jesi;
> Colombo Andrea, il manifesto, 10 marzo 2006, pag. 4;
> Eco Umberto, l'Unità, 8 marzo 2006, pag. 1;
> Galeano Eduardo, il manifesto, 17 marzo 2006, pag. 20, trad. di Marcella
Trambaioli;
> Pasquino Gianfranco, l'Unità, 10 marzo 2006, pag. 1.
>
>
>
> --
> Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/pace/maillist.html
> Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html
>
>
>
> --
> No virus found in this incoming message.
> Checked by AVG Free Edition.
> Version: 7.1.385 / Virus Database: 268.2.5/284 - Release Date: 17/03/2006
>

governo "amico" dal quale - dopo aver fatto
> > assaporare un minimo di agibilità politico sociale -
> > si produca inarrestabile un effettivo movimento di
> > massa, di liberazione postimperiale.
> >
> > Con mia figlia maggiorenne - nel mio piccolo - al
> > momento sarebbe più comodo se il 9 aprile 2006 mi
> > recassi alle urne. Infatti non me la caverei più
> > così facilmente come avvenne il 13 maggio 2001,
> > quando giustificai il mio non voto spiegandole di un
> > candidato premier con le idee di Francesco Rutelli.
> >
> > Forse non andrò a votare oppure forse ci andrò.
> > Calpestando la mia propria bile.
> >
> > 20/3/6 - Leopoldo BRUNO
> >
> > Materiale di riferimento:
> > Boudon Raymond, Il posto del disordine, il Mulino,
> > 1997, pag. 224, trad. di Pina Lalli;
> > Canetti Elias, Massa e potere, Tascabili Bompiani,
> > ed. 1990, pag. 280, trad. di Furio Jesi;
> > Colombo Andrea, il manifesto, 10 marzo 2006, pag. 4;
> > Eco Umberto, l'Unità, 8 marzo 2006, pag. 1;
> > Galeano Eduardo, il manifesto, 17 marzo 2006, pag.
> > 20, trad. di Marcella Trambaioli;
> > Pasquino Gianfranco, l'Unità, 10 marzo 2006, pag. 1.
> >
> >
> >
> > --
> > Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.
> > Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI:
> > http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> > Archivio messaggi:
> > http://www.peacelink.it/webgate/pace/maillist.html
> > Area tematica collegata:
> > http://italy.peacelink.org/pace
> > Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> >
> http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html
> >
> >
>
>
>
>
> ___________________________________
> Yahoo! Messenger with Voice: chiama da PC a telefono a tariffe esclusive
> http://it.messenger.yahoo.com
>
> --
> Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.
> Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
> Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/pace/maillist.html
> Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace
> Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
> http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html
>
>
>
> --
> No virus found in this incoming message.
> Checked by AVG Free Edition.
> Version: 7.1.385 / Virus Database: 268.2.5/284 - Release Date: 17/03/2006
>

--
Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.
Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
Archivio messaggi: http://www.peacelink.it/webgate/pace/maillist.html
Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace
Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
http://www.peacelink.it/associazione/html/policy_generale.html