R: Carlo e Loredana, testimoni di pace



Vorrei esprimere, per quello che vale, tutta la mia solidarietà a Loredana,
anche se io, dopo tanti anni (dal 1982) di obiezione alle spese militari,
preferisco ora la forma (che sostenevo da molto tempo) di OBLAZIONE, o
contribuzione, in positivo, anziché obiezione tramite il fisco, a fondi per
le azioni nonviolente di pace.

     Enrico Peyretti
     peyretti at tiscalinet.it
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----- Original Message -----
From: Alessandro Marescotti <a.marescotti at peacelink.it>
To: <pck-pcknews at peacelink.it>
Cc: <pck-pace at peacelink.it>; <pck-obiezione at peacelink.it>
Sent: Tuesday, May 23, 2000 4:10 PM
Subject: Carlo e Loredana, testimoni di pace


Due tarantini testimoni della pace


Abbiamo ricevuto per posta elettronica, dall'Inguscezia (una regione dove
confluiscono i profughi ceceni), questo messaggio di Carlo Gubitosa,
tarantino, segretario di PeaceLink in missione di pace come obiettore di
coscienza. Sul sito di PeaceLink http://www.peacelink.it si trovano tutte
le informazioni relative a questa missione verso la Cecenia ("Operazione
Colomba") organizzata dall'Associazione Papa Giovanni XXIII.
In coda riportiamo infine la testimonianza di Loredana Flore, obiettrice di
coscienza tarantina alle spese militari, che oggi ha ricevuto la visita
degli ufficiali giudiziari.

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Carissimi,

sto scrivendo da Nazran, una citta' dell'Inguscezia dove trascorreremo i
prossimi giorni. Abbiamo appena visitato un "campo profughi" che e'
solamente un treno di parecchi vagoni pieno zeppo di persone scappate dalla
Cecenia.

Nei giorni scorsi siamo stati a Mosca, dove abbiamo incontrato parecchie
persone che ci hanno fatto capire meglio la situazione attuale della
Cecenia e della Russia in generale. Abbiamo incontrato un giornalista
portoghese, un dirigente di Medecins Sans Frontieres, e in questi incontri
siamo stati accompagnati da Antonio, un ex prete-operaio di Milano che
lavora qui ormai da molti anni.
La prima cosa che ci ha detto e' che tutte le informazioni che ci arrivano
in Italia a proposito della Russia e della Cecenia non sono molto
attendibili, in quanto falsate da grandi interessi.

Sul mio taccuino sto registrando tutto quello che vedo e che ascolto, e al
mio rientro conto di fare un resoconto molto piu' dettagliato, mentre
questo messaggio ha il semplice scopo di farvi sapere che finora va tutto
bene.

Comunicazione di servizio: NON POSSO LEGGERE LA POSTA ELETTRONICA, MA SOLO
SCRIVERE.

Nei prossimi giorni cercheremo di girare in Inguscezia accompagnati da un
ragazzo dell'Associazione Memorial, e se possibile cercheremo di vedere
anche quello che succede in Cecenia.

Purtroppo stasera non ho potuto telefonare: dall'albergo non si possono
fare chiamate internazionali e il telefonino GSM non funziona. Inoltre
uscire la sera da soli non accompagnati da nessuno del posto non e' molto
consigliabile, quindi non ho potuto telefonare. Non preoccupatevi, stiamo
tutti bene. Domani mando un'altra e-mail.

In un messaggio precedente ho detto che potevo ricevere degli SMS (brevi
messaggi dal telefonino), invece NON POSSO RICEVERE SMS. Qui c'e' un solo
operatore GSM (Rus 10)
che "non parla" con le carte sim che abbiamo noi (Omnitel).

Questo messaggio arriva anche a Enrico Marcandalli e Alessandro Marescotti,
cosi' anche loro si risparmiano la fatica di mandarmi SMS a vuoto.

Il messaggio arriva anche all'operazione Colomba, cosi' possono
tranquillizzare per telefono le famiglie dei miei compagni di avventura,
dal momento che nemmeno loro possono telefonare.


Un grande abbraccio a tutti.

Carlo


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Oggi 23 maggio gli ufficiali giudiziari addetti al pignoramento si sono
presentanti a casa della professoressa Loredana Flore. Perche'? Loredana
Flore e' obiettrice fiscale alle spese militari. Ha versato su un fondo di
pace, indirizzato al presidente della Repubblica, quanto il fisco le chiede
per armamenti. Per questo ha subito il pignoramento.

Sono stati raccolti fondi per riscattare quanto le era stato pignorato; ma
la solidarieta' e' stata tale che si e' potuto raccogliere un fondo ben
maggiore e con il quale verranno curate e guarite due persone malate di
lebbra. L'azione di Loredana Flore e' orientata a denunciare lo spreco di
denaro volto alla costruzione di una nuova portaerei italiana: "Con quei
4.000 miliardi potrebbero essere curati tutti i lebbrosi del mondo e si
salverebbero cosi' dodici milioni di uomini, donne e bambini".
Infatti la cura completa di un malato di lebbra costa 250 mila lire.

"Per dare l'esempio abbiamo cominciato da noi, e attualmente contiamo che
il nostro gesto possa salvare due vite umane. Lo Stato potrebbe salvarne 12
milioni".

I fondi raccolti saranno affidati all'AIFO (Associazione Italiana Amici
Raoul Follereau) che ha due progetti operativi per la cura dei malati di
lebbra: uno in India e uno in Brasile.

Hanno manifestato solidarieta' e interesse verso il gesto di pace di
Loredana Flore - con varie motivazioni - molte persone fra cui Angela
Mignogna (Cobas scuola), l'on.Ciccio Voccoli (Rifondazione Comunista), il
sen.Gianni Battafarano (DS), padre Pierluigi Felotti (Missionari
Saveriani), don Mimino Damasi (parroco Regina Pacis), Salvatore De Rosa,
Francesco Carri (pastore della Chiesa Valdese), Andrea Summa, Etta Ragusa,
Giancarlo Magno, Milvia Grifoni, Gisa Villani, Italo Pesiri, Clara Alessio,
Pio Castagna (Pax Christi), Stefano Palmisano, Vanna Pozzessere, Pino
Bongiovanni (Osservatorio Antimafia), Tito Anzolin (Assessore alla
comunita' montana della Murgia Tarantina), Leo Corvace (Legaambiente),
Gianni Liviano (Taranto Solidale), Cinzia Carducci, Isa Mancino, Nora
Spataro, Lina Angarola, Irene Semerano, Maria Teresa Tarallo, Francesca
Poretti, Adolfo Mele, Gianfranco Esposito e altri insegnanti e amici.
In piu' vari messaggi sono giunti per posta elettronica dall'Italia e per
posta convenzionale all'ufficio tributi della SOGET.

"La mia scelta di obiezione fiscale non e' evasione: non pago per la guerra
ma pago per la pace. Chiedo che il parlamento approvi una legge che dia al
cittadino la possibilita' di compiere legalmente una simile opzione.
Sarebbe interessante se ad esempio i fondi degli obiettori fiscali
potessero essere versati su un capitolo di bilancio destinato a sostenere
missioni di pace come quella attuale in Cecenia realizzata da Carlo
Gubitosa, obiettore di coscienza al servizio militare".