Telegrammi. 1249



 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1249 del 19 aprile 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com

 

Sommario di questo numero:

1. Rodota'

2. Da Primo Levi a Nelson Mandela

3. La poesia d'amore della scuola siciliana. A Viterbo un incontro di studio

4. Segnalazioni librarie

5. Alcuni testi del mese di marzo 2003 (parte seconda)

6. Senza girarci intorno

7. Sei utilissime raccomandazioni al movimento pacifista (ovvero breve corso di masochismo collettivo ad uso di brillanti carriere individuali)

8. Epigrafe per il resistente Josef Mayr-Nusser

9. Rachele

10. Ripudia la guerra

11. La questione fondamentale

12. Dalla parte delle persone uccise

13. Nel chiasso

14. Contro la guerra con la forza della verita'

15. Ancora una possibile breve risposta alla domanda: cosa e' la nonviolenza?

16. Fermare la guerra, far cessare le stragi

17. Ripudia la guerra

18. Sul sagrato del duomo di Narni

19. Cio' che penso sia necessario fare

20. una lettera ai Sindaci nel territorio dei cui Comuni si trovano basi militari statunitensi e Nato

21. La "Carta" del Movimento Nonviolento

22. Per saperne di piu'

 

1. EDITORIALE. RODOTA'

 

Nessuna persona decente ignora che Stefano Rodota' e' hic et nunc il miglior Presidente della Repubblica possibile.

*

Nessuna forza politica democratica ignora che Stefano Rodota' e' hic et nunc il miglior Presidente della Repubblica possibile.

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Nessun parlamentare che voglia esser fedele alla Costituzione ignora che Stefano Rodota' e' hic et nunc il miglior Presidente della Repubblica possibile.

 

2. INIZIATIVE. DA PRIMO LEVI A NELSON MANDELA

 

Si e' svolto giovedi' 18 aprile 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di studio sul tema: "Per una cultura e una prassi dell'antifascismo vivente e operante: da Primo Levi a Nelson Mandela".

Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni scritti e discorsi dei due grandi testimoni della dignita' umana.

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Primo Levi e' nato a Torino nel 1919, e qui e' tragicamente scomparso nel 1987. Chimico, partigiano, deportato nel lager di Auschwitz, sopravvissuto, fu per il resto della sua vita uno dei piu' grandi testimoni della dignita' umana ed un costante ammonitore a non dimenticare l'orrore dei campi di sterminio. Le sue opere e la sua lezione costituiscono uno dei punti piu' alti dell'impegno civile in difesa dell'umanita'. Opere di Primo Levi: fondamentali sono Se questo e' un uomo, La tregua, Il sistema periodico, La ricerca delle radici, L'altrui mestiere, I sommersi e i salvati, tutti presso Einaudi; presso Garzanti sono state pubblicate le poesie di Ad ora incerta; sempre presso Einaudi nel 1997 e' apparso un volume di Conversazioni e interviste. Altri libri: Storie naturali, Vizio di forma, La chiave a stella, Lilit, Se non ora, quando?, tutti presso Einaudi; ed Il fabbricante di specchi, edito da "La Stampa". Ora l'intera opera di Primo Levi (e una vastissima selezione di pagine sparse) e' raccolta nei due volumi delle Opere, Einaudi, Torino 1997, a cura di Marco Belpoliti. Opere su Primo Levi: AA. VV., Primo Levi: il presente del passato, Angeli, Milano 1991; AA. VV., Primo Levi: la dignita' dell'uomo, Cittadella, Assisi 1994; Marco Belpoliti, Primo Levi, Bruno Mondadori, Milano 1998; Massimo Dini, Stefano Jesurum, Primo Levi: le opere e i giorni, Rizzoli, Milano 1992; Ernesto Ferrero (a cura di), Primo Levi: un'antologia della critica, Einaudi, Torino 1997; Ernesto Ferrero, Primo Levi. La vita, le opere, Einaudi, Torino 2007; Giuseppe Grassano, Primo Levi, La Nuova Italia, Firenze 1981; Gabriella Poli, Giorgio Calcagno, Echi di una voce perduta, Mursia, Milano 1992; Claudio Toscani, Come leggere "Se questo e' un uomo" di Primo Levi, Mursia, Milano 1990; Fiora Vincenti, Invito alla lettura di Primo Levi, Mursia, Milano 1976.

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Nelson Mandela e' il piu' grande rappresentante vivente della lotta contro il razzismo, per la dignita' di ogni essere umano; nato nel 1918, tra i leader principali dell'African National Congress, nel 1964 e' condannato all'ergastolo dal regime razzista sudafricano; non accetta nessun compromesso, nel corso dei decenni la sua figura diventa una leggenda in tutto il mondo; uscira' dal carcere l'11 febbraio 1990 come un eroe vittorioso; premio Nobel per la pace nel 1993, primo presidente del Sudafrica finalmente democratico. Opere di Nelson Mandela: fondamentale e' l'autobiografia Lungo cammino verso la liberta', Feltrinelli, Milano 1995; tra le raccolte di scritti ed interventi pubblicate prima della liberazione cfr. La lotta e' la mia vita, Comune di Reggio Emilia, 1985; La non facile strada della liberta', Edizioni Lavoro, Roma 1986; tra le raccolte pubblicate successivamente alla liberazione: Tre discorsi, Centro di ricerca per la pace, Viterbo 1991; Contro ogni razzismo, Mondadori, Milano 1996; Mai piu' schiavi, Mondadori, Milano 1996 (il volume contiene un intervento di Nelson Mandela ed uno di Fidel Castro). Opere su Nelson Mandela: Mary Benson, Nelson Mandela: biografia, Agalev, Bologna 1988; Francois Soudan, Mandela l'indomabile, Edizioni Associate, Roma 1988; Jean Guiloineau, Nelson Mandela, Mondadori, Milano 1990; John Vail, I Mandela, Targa Italiana, Milano 1990; Fatima Meer, Il cielo della speranza, Sugarco, Milano 1990. Si vedano anche Winnie Mandela, Finche' il mio popolo non sara' libero, Sugarco, Milano 1986; Nancy Harrison, Winnie Mandela, Jaca Book, Milano 1987.

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L'incontro era parte di un ciclo di incontri di studio in preparazione del 25 aprile, incontri nel corso dei quali si vengono leggendo e commentando alcuni testi classici dell'antifascismo e della cultura democratica.

 

3. INCONTRI. LA POESIA D'AMORE DELLA SCUOLA SICILIANA. A VITERBO UN INCONTRO DI STUDIO

 

Si e' svolto nella serata di giovedi' 18 aprile 2013 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro di lettura e commento di testi poetici degli autori della "scuola siciliana" fiorita alla corte di Federico II nel Duecento.

 

4. SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

Riletture

- J. D. Salinger, Nove racconti, Einaudi, Torino 1948, 2010, pp. IV + 234.

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Riedizioni

- Ugo Mattei, Beni comuni. Un manifesto, Laterza, Roma-Bari 2011, 2012, pp. XX + 116, euro 8,50.

 

5. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI MARZO 2003 (PARTE SECONDA)

 

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di marzo 2003.

 

6. SENZA GIRARCI INTORNO

 

La tragedia avvenuta giorni fa su un treno in Toscana brutalmente ci interpella.

Interpella il movimento che si oppone alla guerra, e che per credibilmente, onestamente, limpidamente opporsi alla guerra deve opporsi anche al terrorismo, come alle dittature e ai poteri criminali, come a tutte le uccisioni; deve opporsi all'uso (e dunque anche alla produzione e al commercio) delle armi, deve opporsi agli armigeri e agli eserciti tutti; deve opporsi ad ogni logica ed organizzazione criminale, militare, assassina. Deve opporsi all'uccidere e a tutto cio' che a tale fine e' inteso ed atto.

Le solite, rituali, meccaniche espressioni di cordoglio non bastano. Anche se sincere, sanno di ipocrisia, di retorica, e quindi - implicitamente e al di la' delle migliori intenzioni e delle percezioni soggettive - di resa (e per essere chiari fino in fondo: e' di resa e di complicita' l'impressione che fanno le seriali dichiarazioni di governanti e legislatori che ad ogni nuovo omicidio riciclano il solito repertorio di querimonie, di furbizie, di tentativi di usare i cadaveri come gradini per progredire nelle loro carriere e combutte: a questa gente che non esita a calpestare le spoglie degli uccisi e' bene che chi vuole impegnarsi per la pace si sforzi di non assomigliare ne' poco ne' punto). Occorre invece e dunque trarre delle conseguenze. Occorre passare dal dire al fare.

*

Occorre che tutto il movimento per la pace faccia senza piu' alcuna esitazione la scelta della nonviolenza.

Occorre che tutto il movimento per la pace faccia luce in se stesso - che ogni singola persona che si sente impegnata per la pace interroghi se stessa - ed assuma una posizione netta e non ambigua di opposizione non solo ad ogni forma di terrorismo, ma anche ad ogni forma di uso della violenza.

Sciagurate idiozie commesse in passato da molti, come certi deliranti slogan e certe ignobili azioni e certi atteggiamenti irresponsabili e fascisti, non sono ammissibili.

Sciagurate idiozie tollerate in passato da troppi, come le "dichiarazioni di guerra" ai potenti del G8, non sono ammissibili.

Sciagurate idiozie come le farneticazioni sulla "guerra giusta" e la "violenza sacrosanta" a seconda del colore delle divise dei plotoni d'esecuzione; sciagurate idiozie come la complicita' e addirittura l'ossequio agli sprangatori e ai provocatori; sciagurate idiozie come l'organizzare iniziative pubbliche senza prendersi cura di fare tutto tutto tutto il possibile perche' nessuno sia esposto alle percosse e alla morte; ebbene, tutto cio' non e' ammissibile.

Proprio perche' sempre piu' dovremo agire contro la guerra con l'azione diretta nonviolenta; proprio perche' e' ragionevole ritenere che saremo nuovamente chiamati nei giorni che ci attendono ad assumere in prima persona la responsabilita' di fermare la macchina bellica con l'azione diretta nonviolenta in difesa della legalita' costituzionale e del diritto internazionale per salvare le vite umane che la guerra minaccia; e quindi proprio perche' dovremo anche ancora violare norme pagandone il prezzo (da amici della nonviolenza che per dovere morale e misericordia, in nome di una legalita' superiore e cogente, talvolta si trovano nella necessita' di dover violano leggi per contrastare ingiustizia e violenza, sapendo quel che fanno e accettando la pena che ne consegue); e dovremo esporci a rischi essendone consapevoli; e dovremo chiamare alla lotta nonviolenta tante e tanti; ebbene, proprio per tutto questo dobbiamo tutti illimpidire e rigorizzare le nostre riflessioni, le nostre parole, i nostro atteggiamenti, i nostri gesti: contro ogni ambiguita', contro ogni confusione, contro ogni vilta': contro tutte le violenze.

La scelta della nonviolenza e' qui e adesso il passo indispensabile da fare per chiunque voglia impegnarsi contro la guerra. Chi non fa questa scelta non puo' dare alcun utile contributo a contrastare la guerra.

*

Lo diciamo da anni, lo ripetiamo una volta ancora.

Chi non sceglie la nonviolenza non e' un nostro compagno di lotta; chi non sceglie la nonviolenza e' complice della guerra poiche' di essa condivide la logica e le radici, l'ideologia e le dinamiche.

Per questo non ci basta ripetere una volta di piu' la nostra condanna del terrorismo, di tutti i terrorismi: quello individuale, quello di gruppi economici e politici, quello dei poteri criminali e delle organizzazioni militari, quello degli stati.

Alla condanna del terrorismo vogliamo, dobbiamo anche aggiungere una richiesta, un appello, ai tanti che che vogliono impegnarsi per la pace ma ancora sono subalterni a ideologie, linguaggi, rituali, pratiche, azioni ed atteggiamenti autoritari, militaristi, viriloidi, irresponsabili, necrofili: che escano dalla subalternita' alla cultura della sopraffazione, della guerra, della morte: che guardino dentro di se' e scelgano di rendere coerenti finalita' e metodi, mezzi e fini del proprio agire: che scelgano la nonviolenza, unica via per la liberazione dell'umanita', unica via per salvare il mondo in pericolo.

*

Io che scrivo queste righe ricordo gli anni in cui l'Italia era ogni giorno insanguinata dagli eccidi: dalle stragi di stato della strategia della tensione, dai massacri dei gruppi terroristi, dal dilagare della guerra mafiosa. E ricordo come molti, troppi, oscenamente cavillavano invece di condannare tutte le stragi; come molti, troppi, stavano a storicisticamente discettare sulle ragioni degli assassini; come molti, troppi, si lasciavano affascinare dalla potenza delle armi, e dimenticavano che quei grumi di carni sanguinolente per le strade erano stati ancora un attimo prima donne e uomini come te, come me, palpitanti di brama e fatica di vita, e che anch'essi avevano diritto a qualche sorso ancora del lume dei giorni; e a nessuno deve essere dato di esercitare il piu' atroce, esecrando e abominevole di tutti i mestieri che l'infamia umana abbia ideato lungo questa preistoria, il mestiere del boia, dell'uccisore - figura che dopo Auschwitz ed Hiroshima deve cessare di esistere per sempre se vogliamo che l'umanita' sopravviva.

Io che scrivo queste righe ricordo ancora la barbarie di allora, e vedo come oggi troppi, anche nel movimento per la pace, ne riproducano alcuni dei tratti (l'uso della menzogna, la negazione della dignita' altrui, la pretesa di essere detentori di verita', il giustificare in chi si ritiene alleato o vicino cio' che si troverebbe intollerabile negli avversari, modalita' di pensiero e di azione gia' palesemente totalitarie). E ne ho disgusto, orrore, paura. E a tutti voglio ancora e ancora dirlo, chiaro e forte: cessi ogni collusione, cessi ogni ambiguita': chi vuole impegnarsi per la pace deve fare la scelta della nonviolenza, e deve separarsi da chi e' ambiguo su cio' su cui ambigui non si puo' essere: occorre affermare il diritto alla vita di ogni essere umano, il ripudio assoluto dell'uccidere, la piu' intransigente opposizione alla violenza.

*

Se ci si persuade di questo si sciolgono molti equivoci. E, ad esempio, diventa chiaro quanto segue:

- non si da' opposizione alla guerra senza opposizione alla produzione, al commercio, all'uso delle armi;

- non si da' opposizione alla guerra senza opposizione agli eserciti;

- non si da' opposizione alla guerra senza azioni dirette nonviolente che quella opposizione inverino;

- non si da' opposizione alla guerra se essa non e' intransigente: intransigente opposizione a tutte le guerre, a tutti i terrorismi, a tutte le dittature.

*

Noi pensiamo che occorra prendere sul serio l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che e' inequivocabile nel suo comando: "L'Italia ripudia la guerra". E quindi sancisce che chi guerra vuole, esegue, sostiene, promuove o favoreggia e' un criminale stragista e golpista; ovvero sancisce che e' compito primo e ineludibile delle istituzioni e dei cittadini italiani tutti opporsi alla guerra, impedire la guerra: cioe' che e' nostro dovere non solo non fare la guerra, ma anche impedire che altri la faccia.

*

Questo dovevamo pur dire. E adesso piango chi e' stato ucciso.

 

7. SEI UTILISSIME RACCOMANDAZIONI AL MOVIMENTO PACIFISTA (OVVERO BREVE CORSO DI MASOCHISMO COLLETTIVO AD USO DI BRILLANTI CARRIERE INDIVIDUALI)

 

La prima: farsi rappresentare da persone che resistono piu' sott'acqua che lontano dalla televisione.

La seconda: farsi rappresentare da persone che campano dell'assalto alla diligenza dei soldi pubblici.

La terza: farsi rappresentare da persone che sono contro la guerra quando stanno all'opposizione e diventano a favore quando stanno al governo.

La quarta: farsi rappresentare da persone che sono ambigue sulla violenza e fanno sistematico uso della menzogna.

La quinta: farsi rappresentare da persone autoritarie, militariste e maschiliste.

La sesta: farsi rappresentare.

*

Senza neppure uno svolazzo finale? Chiede il narratore alla morte in un libro di Hemingway. Senza neppure uno svolazzo finale.

 

8. EPIGRAFE PER IL RESISTENTE JOSEF MAYR-NUSSER

 

Almeno io ti voglio ricordare, e ringraziare ancora,

Josef Mayr-Nusser che fosti arruolato

a forza nelle SS e che dicesti no.

 

Sul treno per Dachau, nel vagone bestiame

moristi da resistente, non da carnefice.

 

Avessero molti fatto la tua scelta

non avrebbero inondato il mondo

quanto dolore, quante lacrime, quanto sangue.

 

Almeno io qui ti ringrazio ancora

Josef Mayr-Nusser che dicesti no.

 

9. RACHELE

[... queste righe per la fanciulla americana assassinata in Palestina mentre nonviolenta difendeva l'umanita']

 

Quelli di noi che hanno passato notti

al freddo e al gelo sanno che vuol dire

non avere una casa.

 

E quelli di noi che hanno avuto paura

subendo minacce e percosse, di essere uccisi

sanno cos'e' la paura.

 

E quelli di noi che ai padri hanno chiuso

sul letto di morte gli occhi, sanno sanno

sanno la morte che orrendo nemico e' di tutti.

 

E quelli di noi che hanno avuto lo strazio

di vedere morire gli amici e di vedere

eserciti muovere alla caccia

di carne umana, come possono, come possiamo

tacere, restare nelle tiepide case

col cibo caldo tra i visi amici.

 

Cosi' Rachele mosse di lontano

verso quel cuore del mondo che ha nome Palestina.

 

Cosi' Rachele mise l'anima sua e il suo corpo

tra l'esercito e le vittime

tra le ruspe che demoliscono

e le case in cui poter vivere ancora.

 

Cosi' Rachele la molto amata

torno' in Palestina.

Lo dico a te Labano, lo dico a te Giacobbe.

 

Cosi' Rachele fu uccisa e questa morte

e' la morte di tutte le donne che portano vita

lungo i tornanti di questa preistoria

di Margarete dai capelli d'oro

di Sulamith dai capelli di cenere.

 

Non ho parole, ho solo greve un pianto

e molte amare memorie e una speranza sola:

che resusciti Rachele

nella pace tra i popoli, nel ricordo

dell'orrore, nell'alleanza nuova

che a tutte e tutti riconosca vita,

che a tutte e tutti riconosca dignita'.

 

E' questa resurrezione

questa compresenza dei morti e dei viventi

nella comune lotta per l'umano

cio' che qui chiamo ancora nonviolenza.

 

E' la lotta di Rachele

la nonviolenza in cammino.

 

10. RIPUDIA LA GUERRA

 

"L'Italia ripudia la guerra" e' scritto nella legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico; "tu non uccidere" e' scritto nelle tavole delle piu' importanti tradizioni di pensiero della cultura umana; "la guerra e' sempre omicidio di massa", ha scritto una volta per sempre Mohandas Gandhi.

Alla guerra occorre opporsi sempre, poiche' di tutti i delitti essa e' il piu' grande, il piu' atroce. Massime nell'epoca in cui esistono armi efficienti ad annientare l'umanita' intera.

Alla guerra occorre opporci tutti: dunque non aspettare che altri faccia qualcosa contro la guerra, sei anche tu che devi farlo.

Con i tanti gesti di opposizione all'uccidere e di solidarieta' coi viventi, con le necessarie azioni che contrastino il terrore e le stragi, e costruiscano umana convivenza, umana dignita'.

Con lo sciopero generale contro la guerra, con le azioni dirette nonviolente contro la macchina bellica, con la disobbedienza civile di massa ai poteri terroristi e stragisti, con la denuncia penale dei terroristi e stragisti.

Con la scelta della nonviolenza.

 

11. LA QUESTIONE FONDAMENTALE

 

La questione fondamentale e' la seguente: se la vita umana valga qualcosa o no, se l'umanita' abbia diritto a esistere oppure no.

Se la vita umana vale qualcosa, uccidere non e' lecito mai. E la guerra che consiste nell'uccidere tanti esseri umani e' il crimine piu' abominevole.

Se l'umanita' ha il diritto di esistere, nulla mai puo' giustificare la guerra, che nell'epoca di Auschwitz e di Hiroshima minaccia di distruzione l'intera umanita'.

Alla guerra, ai suoi strumenti, ai suoi apparati, tu opponiti sempre. Alle uccisioni, a  tutte le uccisioni, tu opponiti sempre.

Sei tu (questo singolo "tu" di cui "tutti" e' il plurale, come diceva Capitini) che devi salvare l'umanita'. Con la tua responsabilita' personale, con la tua azione diretta nonviolenta.

 

12. DALLA PARTE DELLE PERSONE UCCISE

 

La guerra che e' sempre omicidio di massa.

La guerra che e' la piu' feroce delle dittature.

La guerra che e' il terrorismo su piu' vasta scala.

E' adesso che comincia la resistenza alla guerra.

E' adesso che occorre protestare per sopravvivere.

E' adesso che occorre lottare per fermare la guerra: con lo sciopero generale; con l'azione diretta nonviolenta contro la macchina bellica; con la disobbedienza civile di massa ai poteri stragisti; con la denuncia penale dei poteri golpisti e terroristi; con scelte di giustizia e di solidarieta'.

Con la forza della nonviolenza. Contro tutte le uccisioni.

Innumerevoli sono le forme per opporsi alla guerra. Ciascuno faccia qualcosa.

 

13. NEL CHIASSO

 

Nel chiasso in cui tutti hanno ragione

resto in silenzio e il mio silenzio dica

la colpa che io sento e che non sentono

tutti coloro che di ciancia colmano

il vuoto nel mondo lasciato dagli uccisi.

 

14. CONTRO LA GUERRA CON LA FORZA DELLA VERITA'

 

Provo a scriverlo nel modo piu' semplice.

La guerra consiste nell'uccidere molti esseri umani. Essa e' cumulo di omicidi.

E nell'epoca aperta da Hiroshima ogni guerra mette in pericolo l'intera civilta' umana: ogni guerra da orgia di massacri puo' divenire onnicidio, uccisione di tutti, annientamento dell'umanita'.

La guerra e' quindi la peggiore delle dittature, il peggiore dei terrorismi, il crimine piu' atroce che esseri umani possano commettere contro altri esseri umani, contro l'umanita' intera, quindi anche contro se stessi.

La scelta che all'umanita' si pone e' secca e senza scappatoie: o la guerra o l'umanita': o la difesa della vita degli esseri umani, cioe' la pace; oppure l'annientamento degli esseri umani, cioe' la guerra. O la pace o l'annientamento di tutti. Occorre scegliere, ognuno di noi deve scegliere, e deve agire la sua scelta.

Io voglio che l'umanita' viva.

Ritengo quindi un diritto e un dovere assoluto oppormi alla guerra.

*

Mi si pone la domanda: come agire per fermare la guerra? Cosa possiamo fare noi qui in Italia? Rispondo: possiamo effettualmente opporci alla guerra, innanzitutto nei modi seguenti.

Primo: contrastando la macchina bellica con l'azione diretta nonviolenta: le basi militari americane e Nato in territorio italiano dobbiamo tutte paralizzarle, bloccarne del tutto ogni operativita'. Possiamo farlo: con l'azione diretta nonviolenta.

Secondo: presentando alle autorita' giudiziarie e di pubblica sicurezza denunce penali con cui chiedere l'arresto, il processo e la condanna dei terroristi, stragisti e golpisti che la guerra hanno promosso e avallato, che la guerra sostengono: tra costoro vi sono il governo, la maggioranza del parlamento, il presidente della Repubblica Italiana, che infrangendo il giuramento di fedelta' alla Costituzione della Repubblica Italiana hanno violato la legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico in uno dei suoi principi fondamentali: quell'articolo 11 che lapidario recita: "L'Italia ripudia la guerra". Devono essere arrestati, processati, puniti secondo la legge. Devono essere arrestati dalle forze dell'ordine, devono essere processati dalle competenti magistrature, devono essere puniti secondo legge, la legge che in uno stato di diritto, in una democrazia, "e' uguale per tutti".

Terzo: con lo sciopero generale: a oltranza fino alla caduta del governo golpista e stragista che appoggia la guerra dittatoriale e terroristica, criminale e criminogena, la guerra in corso.

Quarto: continuando a manifestare, in modo limpido e intransigente, pacifico e democratico, in modo rigorosamente nonviolento, contro la guerra, i suoi strumenti e i suoi apparati; contro i poteri criminali, i loro affari, i loro interessi; contro tutte le violenze; in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Con una sola discriminante, ma secca, ma ineludibile: la scelta della nonviolenza.

Chi dice di opporsi alla guerra e non fa la scelta della nonviolenza e' un ipocrita: e gli ipocriti sono complici della guerra, del terrorismo, delle dittature; sono complici della violenza; sono complici degli assassini.

*

Puo' la nonviolenza sconfiggere la guerra? Si'.

Puo' la nonviolenza sconfiggere il terrorismo? Si'.

Puo' la nonviolenza sconfiggere le dittature? Si'.

E' gia' piu' volte accaduto nel corso della storia che regimi oppressivi e criminali siano crollati sotto l'azione di movimenti nonviolenti di massa.

E' gia' piu' volte accaduto nel corso della storia che poteri criminali stragisti siano stati sconfitti dalla forza di movimenti nonviolenti di massa.

E' gia' piu' volte accaduto nel corso della storia che a guerre sanguinose sia stata posta fine da movimenti nonviolenti di massa.

Che accada una volta ancora: e' il nostro compito, qui e adesso. Prima sconfiggeremo la guerra, piu' vite umane salveremo. Piu' tardi sconfiggeremo la guerra, piu' esseri umani saranno stati uccisi.

*

Chi non si oppone alla guerra ne e' complice. Nel gran tribunale della coscienza, cui nessuno sfugge, tutti saremo giudicati.

 

15. ANCORA UNA POSSIBILE BREVE RISPOSTA ALLA DOMANDA: COSA E' LA NONVIOLENZA?

[Questo breve testo del 1999 abbiamo poi incluso in La nonviolenza contro la guerra, Viterbo 2000. Lo riproponiamo qui come una delle infinite possibili definizioni del campo delle nostre ricerche, e scelte, ed esperienze]

 

La noviolenza e' la scelta intellettuale, morale e politica di compiere solo quelle azioni su cui si possa fondare una societa' giusta in cui sia riconosciuta la dignita' di ogni essere umano.

Questo implica il ripudio della menzogna: poiche' sulla menzogna, che e' scelta di confondere ed indurre gli altri all'errore, e' impossibile fondare una societa' giusta e degna.

Implica il ripudio della violenza: poiche' sulla violenza, che e' l'atto di negare dignita' e pienezza di umanita' a chi la subisce, e' impossibile fondare una societa' giusta e degna.

Implica il ripudio del privilegio: poiche' il privilegio, scaturiente dal fatto che ad altri qualcosa e' stato sottratto affinche' potesse darsi una gerarchia di poteri e condizioni, e' incompatibile col riconoscimento della comune fondamentale dignita' di ogni essere umano.

*

La nonviolenza e' quindi l'uscita dallo stato di irresponsabilita'.

E' l'uscita dalla solitudine, dal solipsismo, dall'egoismo: il riconoscimento che comune e' il dolore, e quindi occorre un impegno comune contro il dolore. Ed in primo luogo contro quel dolore che essendo prodotto dagli uomini e' compito degli uomini abolire: la violenza, l'oppressione dell'uomo sull'uomo.

E' rispondere al muto appello del volto dell'altro che ci si disvela nella sua radicale sofferenza e nella sua irriducibile alterita'.

E' sentirsi ognuno responsabile di tutto.

*

Pertanto la nonviolenza non e' quieto vivere o compiacenza: al contrario, la nonviolenza denuncia l'ingiustizia, suscita il conflitto, combatte senza requie la violenza e la menzogna, e' lotta intransigente e inesauribile.

Inoltre la nonviolenza non e' affatto masochismo, piacere di soffrire, gratificazione nell'essere vittima: al contrario, la nonviolenza e' il rifiuto di essere vittima. La nonviolenza e' lotta contro gli oppressori e contro la vilta'; e' lotta perche' le vittime cessino di essere tali. E' lotta come amore, e' volonta' di felicita' condivisa.

La nonviolenza non e' una fede: essa non chiede giuramenti, non ha dogmi, non vuole ne' riti ne' vittime. Essa e' eminentemente ragione, comunicazione, umanita'; quindi apertura, critica, ricerca.

*

Riassumendo, la nonviolenza e' quella condotta che istituisce la civile convivenza: contrastando l'ingiustizia e non riproducendola; e' quella condotta che non nega valore all'umanita': riconoscendola, difendendola e promuovendola in ogni essere umano; e' quella condotta che non contraddice se stessa: affermando la coerenza tra mezzi e fini, la continuita' tra rigore logico e rigore morale, ripudiando e combattendo la violenza e la menzogna.

 

16. FERMARE LA GUERRA, FAR CESSARE LE STRAGI

 

Tutte le iniziative che manifestano opposizione all'uccisione di esseri umani siano lodate. E siano lodate tutte le iniziative intese a salvare le vite di esseri umani. Siano lodati gli interpositori, i soccorritori, gli obiettori tutti, che alla guerra e alla violenza e alla morte si oppongono.

E cosi' appoggiamo tutte le manifestazioni di pace e per la pace: dalle bandiere ai balconi ai cortei per le strade, dalle assemblee ai digiuni.

Hanno il nostro plauso tutte le manifestazioni pacifiche e democratiche, civili e umanitarie, che si oppongono alla guerra (il piu' grande dei crimini, il piu' grande dei terrorismi, la piu' grande delle dittature).

Hanno il nostro consentimento e sostegno tutte le iniziative che rispettano e promuovono tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.

*

Ma occorre qualcosa di piu', e questa aggiunta e' la nonviolenza.

Come illimpidimento del nostro riflettere ed agire; come coerenza tra cio' che pensiamo, diciamo, facciamo; come concretezza ed efficacia delle nostre azioni.

E per essere espliciti: opporsi alla guerra richiede di opporsi anche alla sua logica, ai suoi, strumenti, ai suoi apparati, alle sue finalita'; e dunque:

- opporsi alla denegazione dell'altrui umanita', opporsi alla menzogna e alla violenza sempre;

- opporsi alla produzione di armi, oltre che al loro commercio e al loro uso: una delle cose da fare e' far cessare la produzione di armi;

- impegnarsi per il disarmo unilaterale, che e' la sola strada per il disarmo generale;

- opporsi alle organizzazioni alla guerra preposte, cioe' agli eserciti: l'azione antimilitarista e' la condizione "sine qua non" per opporsi alla guerra;

- lavorare alla difesa popolare nonviolenta come efficace concreta alternativa al modello militare di difesa;

- opporsi a un modello di relazioni (internazionali, politiche, sociali, economiche, culturali, di genere, interpersonali) fondate sul dominio, sullo sfruttamento, sul privilegio: dunque opporsi al modello di sviluppo (e di pratiche e di relazioni e di consumi) che sul dominio, lo sfruttamento, il privilegio si regge: occorrono scelte di giustizia nella propria stessa personale condotta ed esistenza;

- praticare la convivenza, nel riconoscimento della dignita' umana di ogni essere umano, nella condivisione delle risorse e delle conoscenze, nella solidarieta' e reciprocita', nella dialettica di eguaglianza e differenze nel mutuo rispetto e sostegno, nella cooperazione e nell'attenzione.

*

Ma qui e adesso per cercare di far cessare la guerra cosa occorre fare, e cosa si puo' fare, dal punto di vista della nonviolenza in quanto opposizione concreta e immediata alla violenza?

- Contrastare la macchina bellica con l'azione diretta nonviolenta: bloccando l'operativita' delle basi militari americane (e di alleanze dominate dagli Usa: come la Nato) presenti in Italia, e nella guerra in quanto tali direttamente coinvolte.

- Denunciare all'autorita' giudiziaria i detentori di poteri politici ed istituzionali che hanno cooperato allo scatenamento della guerra violando la legalita' costituzionale e il diritto internazionale; chiedere ed ottenere che essi siano arrestati, processati e puniti come promotori e fiancheggiatori dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanita' di cui la guerra in corso consiste, come golpisti, terroristi e stragisti.

- Con lo sciopero generale ad oltranza fino alle dimissioni del governo golpista e fiancheggiatore dei promotori della guerra terrorista e stragista; affinche' cada il governo del colpo di stato e del  crimine bellico, e si addivenga a un nuovo governo democratico e rispettoso delle leggi, che fedele alla Costituzione della Repubblica Italiana agisca nel contesto internazionale secondo l'ispirazione, il vincolo e l'impulso del principio fondamentale del ripudio della guerra, ovvero si adoperi con tutta la forza ed autorevolezza del nostro paese e del nostro ordinamento giuridico contro la guerra, per la sua immediata cessazione.

- Con scelte di giustizia nella propria personale condotta: non accettando piu' di sostenere con i propri consumi, con il proprio tenore di vita, con la propria collocazione sociale di privilegio, il sistema di relazioni che condanna alla miseria, alla violenza, alla fame e alla morte i quattro quinti dell'umanita' presente e devasta irreversibilmente l'unica terra che abbiamo.

- Con l'accoglienza e l'aiuto a tutti i bisognosi: umani tra gli umani.

Poiche' una e' l'umanita'.

*

La guerra puo' essere fermata: con la nonviolenza. La dittatura planetaria dei signori della guerra puo' essere sconfitta: con la forza della nonviolenza. E' possibile salvare la terra da un'Auschiwitz e da un'Hiroshima planetarie: con la scelta della nonviolenza.

E questa e' l'ora. Ed e' per te che suona la campana.

 

17. RIPUDIA LA GUERRA

 

E' necessario che la mobilitazione per la pace cresca, si estenda e si approfondisca.

E' compito e interesse - e diritto, e dovere - dell'umanita' intera fermare la guerra, che e' il piu' grande dei crimini, che l'intera umanita' minaccia.

La guerra deve essere fermata, e quindi puo' essere fermata. Con la forza della nonviolenza.

Nel ricordo delle vittime di tutte le guerre, nell'impegno di salvare le vite umane che in questo momento la guerra uccide, nel rispetto e ad inveramento del dettato costituzionale del nostro paese che "ripudia la guerra". Nel riconoscimento del diritto a esistere di ogni essere umano e quindi dell'umanita' intera.

Contro tutte le uccisioni, contro tutte le dittature, contro tutti i terrorismi, contro tutte le guerre che consistono della piu' oscena accumulazione di uccisioni, terrorismo, dittatura, che consistono di stragi e devastazioni immani, che nell'epoca di Auschwitz e di Hiroshima minacciano di annientamento l'umanita' intera.

La guerra deve essere fermata, e cancellata per sempre dalla storia. Con la scelta della nonviolenza, con la forza della nonviolenza. Ciascuno faccia qualcosa.

 

18. SUL SAGRATO DEL DUOMO DI NARNI

[Domenica 23 marzo a Narni si e' svolta una fiaccolata per la pace, da piazza Vittorio De Sica a Narni Scalo, fino alla Rocca che sovrasta l'ampia serena conca ternana che ti si schiude a notte bella come la culla del mondo. Lungo il percorso e' stata fatta tappa nel cuore antico della citta' di Narni, e dai gradini del sagrato del duomo hanno preso la parola per confortare e ringraziare i camminanti e i concittadini e le persone tutte di volonta' buona, ed esprimere alcuni riflessi dei sentimenti di tutti, il parroco, il sindaco, ed uno degli amici che da tempo partecipa del percorso di accostamento alla nonviolenza promosso da varie persone di Narni, Amelia, Attigliano, Terni ed altre citta' e paesi della regione. Qui di seguito ricostruiamo a memoria la sintesi del terzo intervento]

 

Ci sta a cuore l'umanita'

Siamo qui, ognuna e ognuno con i nostri volti, con le nostre storie personali e  collettive.

Siamo qui, per dire ancora una volta che la vita umana ha un valore, ognuna e ognuno di noi una particola, una scintilla di umanita', e tutta intera l'umanita' in ognuno e ognuna di noi.

Siamo qui, per dire ancora una volta che ci sta a cuore l'umanita', e ci sta a cuore ogni singola vita umana. E chi uccide un essere umano colpisce l'umanita' intera, chi uccide chiunque altro uccide anche una parte di se stesso. E' per te che suona la campana.

Siamo qui, con i nostri volti, con i nostri corpi, con i nostri cuori, con il nostro respiro e il nostro affanno, perche' ci sentiamo umanita', perche' siamo umanita'. E vogliamo che l'umanita' viva.

*

Contro la guerra, dalla parte delle vittime

Siamo qui per dire che la guerra e' sempre omicidio di massa, e' sempre uccisione di donne e di uomini. Noi diciamo no alla guerra.

Siamo qui per dire no al terrorismo, e alla guerra che e' il terrorismo piu' grande.

Siamo qui per dire no alle dittature, e alla guerra che e' la dittatura piu' grande.

Siamo qui per dire no alle uccisioni, e alla guerra che e' cumulo di uccisioni.

Siamo qui per dire che la guerra e' nemica dell'umanita', e noi siamo umanita'.

Siamo qui per dire che la guerra nell'epoca delle armi di sterminio di massa mette in pericolo la sopravvivenza dell'intera umanita', puo' distruggere l'umanita' intera, e noi siamo umanita', noi non vogliamo essere distrutti, noi vogliamo che l'umanita' viva, e nessun essere umano sia ucciso.

Siamo qui per dire che la guerra deve essere bandita dalla storia affinche' possa esservi ancora una storia umana, affinche' possa proseguire la vita degli uomini e delle donne.

Siamo qui perche' occorre scegliere tra la guerra e l'umanita', tra la catastrofe e l'umanita', tra il nulla e l'umanita'; e noi siamo umanita', e solo la pace puo' salvare l'umanita' dall'annientamento.

Siamo qui nel nome e nel ricordo delle vittime di Auschwitz e di Hiroshima, per dire mai piu' guerre, mai piu' persecuzioni.

Siamo qui nel nome e nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, per dire mai piu' guerre, mai piu' persecuzioni.

Siamo qui per dire che vogliamo che siano riconosciuti tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani; e di tutti i diritti il diritto fondamentale senza del quale nessun altro diritto si da' e' il diritto a vivere, a non essere uccisi.

*

Noi abbiamo ancora un sogno

Come Martin Luther King noi abbiamo ancora un sogno.

Il sogno che un giorno le figlie ed i figli dell'umanita' possano vivere in pace e in armonia. Ed e' oggi che occorre agire perche' questo sogno, di pace e di liberazione, diventi realta'.

Il sogno che un giorno le spade saranno trasformate in aratri. Ed e' oggi che occorre agire perche' questo sogno, di disarmo e di solidarieta', diventi realta'.

Il sogno di Giacomo Leopardi, che l'intera umanita' si unisca contro il male e la morte. Ed e' oggi che occorre agire perche' questo sogno, il sogno della dignita' di tutti e di ognuno e della sorellanza e fratellanza umana, diventi realta'.

*

Sognatori pratici: fermare la guerra, costruire la pace

Perche' noi siamo dei sognatori di un tipo speciale. Siamo sognatori pratici, non ci basta essere sognatori, vogliamo essere anche costruttori di sogni.

Siamo sognatori pratici, i nostri sogni voglamo realizzarli.

Siamo sognatori pratici, che sognano con l'anima e col corpo, con i piedi e con le mani, che alla sequela di una visione di pace e di giustizia si mettono in cammino; che alla sua edificazione mettono mano, scegliendo la convivenza anziche' l'uccidere, la dignita' anziche' l'umiliazione, la solidarieta' anziche' l'oppressione, la pace anziche' la guerra.

Noi sappiamo che la pace non verra' da sola, ma sara' il frutto dell'agire giusto, sara' l'opera della volonta' buona di donne e di uomini. O non sara'.

Noi sappiamo che la pace non piovera' dal cielo, ma dovra' essere edificata dalla terra, con lo sforzo tenace e faticoso, ed insieme tenero e benigno, con lo sforzo sempre piu' cosciente e limpido delle donne e degli uomini di volonta' buona. O non sara'.

Noi sappiamo che ad ogni uccisione dobbiamo opporci, qui e adesso, con le nostre mani e con i nostri cuori.

Noi sappiamo di dover fermare la guerra, qui e adesso, con i nostri cuori e con le nostre mani. Per dire questo oggi siamo qui.

*

Le leggi e le opere

Opporsi alla guerra e' necessario, e' necessario fermare la guerra.

Lo chiede e lo comanda l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana che ripudia la guerra: noi siamo qui fedeli a quella speranza e a quell'impegno scritto col sangue dei martiri della Resistenza. Noi siamo qui fedeli alla legge fondamentale del nostro paese, garanzia di liberta', presidio di democrazia. Noi siamo il popolo italiano, noi siamo l'Italia.

Lo chiede e lo comanda la Carta delle Nazioni Unite che fin dal suo preambolo chiama i popoli del mondo ad unirsi per impedire il flagello della guerra: noi siamo fedeli a quell'impegno e a quella speranza scritta col sangue dei martiri di tutte le lotte di liberazione, di tutte le Resistenze all'inumano. Noi siamo qui fedeli alla legge dei popoli delle Nazioni Unite. Noi siamo persone e popolo, popoli del mondo.

Lo chiede e lo comanda la legge scritta in tutte le grandi tradizioni religiose e filosofiche, la legge incisa nel vivo delle coscienze, la legge che dice "Tu non uccidere": noi siamo qui fedeli a quella voce, a quella pietra, a quella rosa che e' la civilta' umana in tutte le sue tradizioni grandi, ad unire la nostra voce a quella voce: "Tu non uccidere". Noi siamo le figlie ed i figli dell'intera umanita' passata. Ci sta a cuore l'umanita' passata.

Lo chiede e lo comanda l'appello a impedire la distruzione del mondo da parte delle armi che oggi possono annichilire l'intera civilta' umana e ridurre il pianeta a deserta rovina: noi siamo qui perche' quell'appello abbiamo udito. Abbiamo a cuore la vita e la felicita' dei figli nostri e delle nostre figlie. Ci sta a cuore l'internazionale futura umanita'.

Lo chiede e lo comanda l'invocazione che il volto muto e straziato delle vittime degli orrori del secolo nostro ci rivolge, e ci chiama alla responsabilita': noi siamo qui all'ascolto di quel grido, noi siamo qui perche' ci sentiamo responsabili, noi siamo qui perche' una e' la carne dell'umanita'. Noi siamo qui perche' siamo parte dell'umanita' vivente, dell'umanita' intera. E vogliamo che l'umanita' viva: in tutti ed in ciascuno.

*

Le opere e le leggi

Opporsi alla guerra e' dunque necessario, e' dunque necessario fermare la guerra. Ma e' anche possibile? Noi diciamo di si'.

Con l'azione diretta nonviolenta per bloccare materialmente, concretamente, effettualmente, la macchina bellica stragista. Nel nostro stesso paese mettendo in condizione di non nuocere gli apparati e gli strumenti della guerra.

Con la denuncia penale dei poteri golpisti, terroristi e stragisti che la guerra hanno promosso e favoreggiato, che la guerra stanno eseguendo ed appoggiando. Occorre che essi siano arrestati, processati e puniti per crimini di guerra e crimini contro l'umanita', e per quanto concerne le pubbliche autorita' italiane che alla guerra hanno dato e stanno dando effettuale sostegno anche per il reato di colpo di stato, di tradimento della Costituzione e attentato alla Costituzione cui pure avevano giurato fedelta'.

Con lo sciopero generale ad oltranza fino alla caduta del governo golpista e fuorilegge che sostiene la guerra terrorista e stragista, ed alla sua sostituzione con un governo che rispetti la legalita', la Costituzione, il diritto internazionale, la dignita' e il diritto a vivere del popolo italiano e dell'umanita' intera, un governo che obbedisca e adempia al dovere ad esso imposto dalla Costituzione di opporsi alla guerra.

Con scelte personali di giustizia e di condivisione, nella nostra stessa vita quotidiana, nei nostri consumi, nelle nostre relazioni, nel nostro sentire ed agire quotidiano. E' con le nostre mani, con i nostri gesti, che noi diciamo la parola pace.

Con il disarmo, coll'opposizione a tutti gli strumenti e gli apparati di morte.

E con la scelta della nonviolenza, che e' l'unica risorsa che puo' fermare la guerra, che puo' salvare l'umanita'.

*

No alla guerra, giu' le armi

Nel nome e nel ricordo di Oscar Romero, di cui domani ricorre l'anniversario dell'uccisione, noi diciamo "no alla guerra, giu' le armi".

Nel nome e nel ricordo di Rachel Corrie, la giovinetta americana nonviolenta assassinata pochi giorni or sono, noi diciamo "no alla guerra, giu' le armi".

Nel nome e nel ricordo di Rosa Luxemburg, che "poiche' ai poveri diceva la verita' / i ricchi l'hanno mandata nell'aldila'", noi diciamo "no alla guerra, giu' le armi".

Nel nome e nel ricordo di Etty Hillesum, che anche nel lager volle essere "cuore pensante" per l'umanita' intera, noi diciamo "no alla guerra, giu' le armi".

Nel nome e nel ricordo di Marianella Garcia, l'Antigone salvadoregna sorella di tutte le vittime soccorritrice di tutti gli oppressi assassinata vent'anni fa, noi diciamo "no alla guerra, giu' le armi".

Nel nome e nel ricordo di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, testimoni dell'orrore della guerra e dei profitti sanguinolenti di essa, noi diciamo "no alla guerra, giu' le armi".

E nel ricordo di tutti gli uccisi, il cui numero e' infinito e il cui stesso nome e' stato cancellato dalla furia degli assassini, ma la cui voce e' ancora viva e impetuosa se solo noi in  silenzio ci disponessimo all'ascolto del palpito del nostro stesso cuore, noi diciamo "no alla guerra, giu' le armi".

*

Qui

Siamo qui, ognuna e ognuno con i nostri volti, con le nostre storie, per dire ancora una volta che la vita umana ha un valore, per dire ancora una volta: fermiamo la guerra, cessino le uccisioni, fuori la guerra dalla storia.

Vogliamo vivere.

Siamo esseri umani.

 

19. CIO' CHE PENSO SIA NECESSARIO FARE

 

In questi mesi, in queste settimane, in questi giorni ho cercato di dire tre cose.

La prima: che poiche' la guerra uccide esseri umani, noi che alla vita umana attribuiamo valore, dobbiamo con l'opera nostra fermare la guerra. Con l'opera nostra: senza aspettare che lo facciano altri. Senza delegare ad altri, senza chiedere ad altri: facendolo noi quello che e' giusto e necessario fare.

La seconda: che per poter fermare la guerra occorre fare quell'unica scelta che alla guerra non e' subalterna, che la logica della guerra non riproduce, che degli strumenti e degli apparati materiali e ideologici della guerra non si serve; e che anzi ad essa guerra, ad essa logica di guerra, ad essi strumenti e apparati della guerra integralmente, nitidamente, frontalmente, intransigentemente si oppone: la scelta della nonviolenza.

La terza: che la nostra azione nonviolenta contro la guerra puo' e deve essere concreta ed efficace, poiche' solo la nonviolenza, la forza della nonviolenza, la nonviolenza come forza storica, come persuasione e movimento di resistenza e di liberazione, di inveramento della legalita' e della convivenza, puo' fermare la guerra. Solo la nonviolenza si oppone alla guerra nell'unico modo in cui alla guerra e' possibile opporsi, senza accettarne ne' riprodurne nulla. Solo la nonviolenza. Il resto e' pressoche' solo barbarie ed ipocrisia, irresponsabilita' ed effettuale complicita' con gli assassini.

*

Quali sono le cose che qui e adesso possono e devono essere fatte da parte nostra per fermare la guerra, cioe' per cercar di salvare le vite di coloro che stanno per essere uccisi? A me sembra che siano innanzitutto le seguenti.

- La prima: cercar di paralizzare con la forza della nonviolenza quella parte della macchina bellica collocata qui, in territorio italiano.

Si tratta innanzitutto di impedire l'attivita' a sostegno della guerra delle basi militari Usa e Nato in Italia: si tratta, quindi, di impedire ogni loro attivita'.

Con l'azione diretta nonviolenta possiamo e dobbiamo paralizzare la macchina bellica nella sua articolazione presente nel nostro paese: ce lo chiede la nostra coscienza, ce lo chiede la legge italiana che ripudia la guerra, e' nostro diritto e dovere.

- La seconda: far cessare la complicita' italiana con la guerra.

A tal fine occorre far arrestare, processare e punire dalle magistrature competenti sulla base della vigente legislazione quei governanti, quei legislatori e quel capo dello stato che alla guerra hanno dato appoggio ideologico e propagandistico, un fortissimo aiuto nell'ambito delle relazioni internazionali, e un cospicuo sostegno materiale (mettendo a disposizione della guerra terrorista e stragista, di invasione e coloniale, le nostre infrastrutture, gli spazi italiani e le risorse italiane, agevolazioni e complicita' di ogni genere): per questo e' necessario presentare denunce penali a tutte le competenti magistrature contro i politici golpisti e fiancheggiatori della guerra illegale e criminale.

Non solo: occorre far cadere al piu' presto il governo golpista complice della guerra illegale e crimnale, stragista e terrorista: e a tal fine l'azione efficiente puo' essere uno sciopero generale a oltranza che ponga il preciso obiettivo della caduta del governo golpista e stragista, e della sua sostituzione con un governo che rispetti la legalita' costituzionale, il diritto internazionale, i diritti umani di tutti gli esseri umani, il diritto dell'umanita' a non essere travolta e annichilita nell'apocalisse bellica.

*

Poi anche molte altre iniziative sono certamente buone e utili, e' chiaro: ma molte hanno un valore prevalentemente testimoniale, simbolico e mediato; molte hanno un'efficacia nel medio e nel lungo periodo; molte costituiscono luminosi gesti di solidarieta' ma non sono efficaci nel fermare la guerra; molte sono grandemente educative ma inani a fermare subito le uccisioni. E invece oggi noi dobbiamo fermare la guerra subito. Dobbiamo far cessare le stragi subito. Con la forza della nonviolenza. Ciascuno faccia qualcosa.

 

20. UNA LETTERA AI SINDACI NEL TERRITORIO DEI CUI COMUNI SI TROVANO BASI MILITARI STATUNITENSI E NATO

[Questa lettera aperta e' stata diffusa ieri dal responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo. Invitiamo i nostri lettori a riprodurla ed inviarla ai sindaci ed ai consiglieri comunali del Comuni che ospitano basi militari statunitensi e Nato]

 

L'ora della scelta: voi potete, voi dovete fermare la macchina bellica

Egregi signori,

la tragedia in corso impone anche a voi una scelta non piu' rinviabile.

*

Dovete scegliere

Dovete scegliere se esser fedeli alla Costituzione della Repubblica Italiana cui fedelta' avete giurato e nel cui nome esercitate la vostra funzione pubblica; o se essere complici della guerra terrorista e stragista, criminale e criminogena, che sta uccidendo migliaia di persone, ne sta straziando milioni, e mette in pericolo di annientamento l'umanita' intera.

Dovete scegliere se essere fedeli alla legge del vostro paese che coincide in questo caso con quella della coscienza di ogni essere umano, ed opporvi alla guerra; o tradire tutto cio' che nell'essere umano vale, ed essere complici della guerra e delle stragi.

Dovete scegliere. Ed agire di conseguenza.

*

Voi avete un potere grande

Voi avete un potere grande: la legge italiana vi da' il potere di intervenire con provvedimenti coattivi a difesa degli abitanti e del territorio del vostro Comune: oggi difendendo i vostri concittadini e il vostro territorio voi potete difendere l'umanita' intera.

La legge vi da' un potere grande: voi avete il potere di bloccare e interdire qualunque attivita' nel territorio del vostro Comune metta in pericolo persone e ambiente.

Voi avete un potere grande. E' il momento di usarlo.

*

Voi potete, voi dovete

Nel vostro territorio sono presenti basi militari di potenze e di alleanze di cui fanno parte potenze impegnate in una guerra alla quale l'Italia non solo non puo' partecipare per obbligo di legge, ma alla quale per obbligo di legge deve opporsi con la massima energia. Voi dovete rispettare la legge, voi dovete applicarla nel vostro ambito territoriale per quanto di vostra specifica competenza.

Voi potete emettere un'ordinanza che vieti ogni attivita' delle basi militari americane e Nato collocate nel vostro territorio.

Voi potete, voi dovete.

Voi potete emettere un'ordinanza che imponga la cessazione di ogni attivita' e lo smantellamento di ogni struttura presente nel territorio del vostro Comune che metta in pericolo vite umane. E le attivita' e strutture militari di potenze straniere e di alleanze inclusive di potenze straniere impegnate in una guerra illegale e criminale, stragista e terrorista, costituiscono reato e corpo di reato, delitto e fonte di delitto, crimine e organizzazione criminale.

Voi potete, voi dovete.

Con una vostra ordinanza voi potete imporre la cessazione di ogni attivita' assassina, con una vostra ordinanza che difenda la popolazione e il territorio del vostro Comune, e con essi l'umanita' intera e l'intero pianeta, e con essi la Costituzione italiana e il diritto internazionale, e con essi la legge non scritta ma incisa nel fondo della coscienza di ogni persona: non uccidere.

Voi potete, voi dovete.

*

Fatelo subito

Fatelo. Fatelo subito. Questo vostro gesto di ripristino della legalita' costituzionale italiana violata dai golpisti complici della guerra, questo vostro gesto di fedelta' alle leggi e alla coscienza, questo vostro gesto puo' avere un impatto decisivo nel contrastare la macchina bellica stragista e terrorista.

Fatelo. Fatelo subito. Ve ne prego dal profondo del cuore.

Fatelo. Fatelo subito. Che non dobbiate domani trovarvi sul banco degli imputati dei tribunali italiani come complici dei golpisti e dei crimini di guerra e contro l'umanita' di cui la guerra consiste.

Fatelo. Fatelo subito. Ve ne prego dal profondo del cuore.

Fatelo. Fatelo subito. Contribuite a fermare la macchina bellica.

Contribuite a salvare l'umanita'.

Fatelo. Fatelo subito. Ve ne prego dal profondo del cuore.

 

21. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

 

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.

Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:

1. l'opposizione integrale alla guerra;

2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;

3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;

4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.

Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.

Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

 

22. PER SAPERNE DI PIU'

 

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it

Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 1249 del 19 aprile 2013

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it , centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

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