Archivi. 14



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

Numero 14 del 14 gennaio 2011

 

In questo numero:

1. Felicia ed altre storie

2. Benito D'Ippolito: Felicia

3. La consonante

4. Benito D'Ippolito: Un omaggio a Giancarla Codrignani

5. Benito D'Ippolito: Susan Sontag

6. Benito D'Ippolito: Giuliana

7. Benito D'Ippolito: Un omaggio a Maria G. Di Rienzo

8. Salvatore

9. Cose che non pensavi che avremmo visto ancora

10. Benito D'Ippolito: En alabanza de un carpintero llamado Ricardo Orioles

11. Osvaldo Caffianchi: a quante e quanti s'incontreranno a Cinisi dal 7 al 9 maggio

12. Luciano Bonfrate: Il doppio stato. Un'epistola agli amici oggi a Cinisi

13. Luciano Bonfrate: Clementina, o della verita'

14. Per Clementina, ogni giorno

15. Giobbe Santabarbara: In clausola a "Di cosa stiamo parlando?"

16. Luciano Bonfrate: Istruzioni per non convincere nessuno

17. Benito D'Ippolito: Le donne di Kabul

18. Osvaldo Caffianchi: Degli eserciti

19. Osvaldo Caffianchi: Nel tubo

20. Quello che resta

21. Benito D'Ippolito: Da una lettera al caro amico Gioffredo Rudello

22. Dagli ossimori di Strambotto

23. Luciano Bonfrate: Per l'abolizione dei cosiddetti "Centri di permanenza temporanea"

 

1. EDITORIALE. FELICIA ED ALTRE STORIE

[Riproponiamo i seguenti testi gia' raccolti in "Voci e volti della nonviolenza" n. 334 del 19 maggio 2009]

 

Riportiamo di seguito alcuni testi in versi (e qualche breve prosa) apparsi sul nostro notiziario tra il dicembre 2004 e l'agosto 2005. Non abbiamo ripreso testi gia' successivamente riproposti.

 

2. BENITO D'IPPOLITO: FELICIA

 

Sento alla radio che non e' piu' viva

Felicia Bartolotta Impastato.

 

So che la radio mente: Felicia

Bartolotta Impastato e' ancora qui.

 

Perche' se e' vero che la nostra lotta

contro la mafia non e' ancora finita

allora Felicia qui deve essere ancora.

 

Poi, quando avremo vinto,

potra' lei anche prendere riposo.

 

E adesso poso la penna. E piango.

 

3. LA CONSONANTE

 

La nonviolenza e' in cammino.

La nonviolenza e' il cammino.

 

4. BENITO D'IPPOLITO: UN OMAGGIO A GIANCARLA CODRIGNANI

 

Ci sono cose che devono essere dette.

L'orrore di ogni violenza

l'infamia di ogni menzogna.

 

Ci sono cose che devono essere fatte.

Ad ogni violenza resistere

ed ogni menzogna smascherare.

 

Cosi' Giancarla, nitida e soave

persona bella

maestra di nonviolenza, amica di verita'

di Antigone discepola e sorella

insegna. E dona le sue tre ghinee

per la salvezza dell'umanita'.

 

5. BENITO D'IPPOLITO: SUSAN SONTAG

 

Diecimila cose ci ha insegnato Susan Sontag

e la prima: a non arrendersi all'orrore

non accettare la menzogna, non inchinarsi alla violenza.

 

Le diecimila cose ci ha insegnato Susan Sontag

che tutto sapeva e innanzitutto questo:

non inchinarsi alla violenza, non accettare la menzogna

all'orrore non arrendersi mai.

 

6. BENITO D'IPPOLITO: GIULIANA

 

Salvare la vita di Giuliana Sgrena.

Salvare tutte le vite.

Cessare di uccidere, cessare

di fare le guerre, le armi

spezzare. Riconoscere

che una e' l'umanita'.

 

7. BENITO D'IPPOLITO: UN OMAGGIO A MARIA G. DI RIENZO

 

Ho quest'amica sapiente di tutta

la saggezza, la pieta' del mondo

ho quest'amica che conosce tutto

del cuore e del cielo e della musica del mondo

le sue parole muovono alla danza

il suo sorriso dona luce al mondo.

 

Ho quest'amica che dell'amicizia

distilla e dona il frutto, e salva le anime.

 

8. SALVATORE

 

Non e' bastato quel nome a salvarti.

Da se stesse le armi uccidono.

 

9. COSE CHE NON PENSAVI CHE AVREMMO VISTO ANCORA

 

I campi di concentramento riaperti in Italia (dalla legge Turco-Napolitano, poi Bossi-Fini).

La guerra per le colonie ("per aprire i mercati", e' detto meglio cosi'?).

La tortura come rito di passaggio.

Il carcere affidato ai privati. Il carcere. Ai privati. La pena - la pena - come business.

Il passo successivo: la reintroduzione della schiavitu' nell'ordinamento giuridico. Solo un attimo di pazienza, signori.

 

10. BENITO D'IPPOLITO: EN ALABANZA DE UN CARPINTERO LLAMADO RICARDO ORIOLES

 

Restar fedele al vero ed all'umano

seguire ancora l'ardua e strana via

che insegno' e conobbe il buon Quijano

scelse Riccardo Orioles. Se follia

 

fu o saggezza, se incanto o malia

nulla rileva, ma se anche un sol grano

di quel suo seminare cortesia

fruttifica, non sara' stato vano

 

un cosi' lungo andare per deserti

un cosi' strenuo raddrizzare torti

un cosi' saldo aver pieta' dei morti

 

e dei viventi, e suscitare forti

nuovi compagni alla lotta, gli inerti

scuotendo ed avviando agli alti merti.

 

11. OSVALDO CAFFIANCHI: A QUANTE E QUANTI S'INCONTRERANNO A CINISI DAL 7 AL 9 MAGGIO

 

Voi che volete resti ancora accesa

di Felicia e Peppino la lucente

fiamma, e la resistenza e la contesa

contro il potere che opprime ogni gente,

 

voi che volete ancora l'ardua impresa

continuar, con animo dolente

lo sguardo fermo, la memoria tesa

e saldo il cuore che non cede al niente,

 

in voi Felicia e in voi Peppino vive

e in questi giorni di questo altro maggio

il vostro essere qui persone vive

 

eredita quei volti e quel coraggio

che nulla potra' estinguere. Chi scrive

ve ne ringrazia e qui vi rende omaggio.

 

12. LUCIANO BONFRATE: IL DOPPIO STATO. UN'EPISTOLA AGLI AMICI OGGI A CINISI

 

Il doppio stato e' questo sottoscala

sotto la guida rossa, nella stanza

ben imbottita di cartoni d'uova.

 

O nel cortile non lungi dai binari

dove si saggia quanto puo' una testa

resistere al sasso, al tritolo, agli alala'.

 

Il doppio stato e' questo rigettare

in mare i pezzi di cadaveri pescati

per sbaglio, e gia' per sbaglio naufragati

vittime non per sbaglio della mafia

e di leggi fasciste e di governi

fascisti e di un consenso assai diffuso

al nostro pio fascismo quotidiano

lieto di risa e di telefonini.

 

Il doppio stato dice che le bombe

con cui ci ammazza noi le trangugiamo

perche' troppo ghiottoni e troppo fessi

e la tortura noi ce la cerchiamo.

 

Il doppio stato ai nostri morti stessi

viene a sputare fino sulle tombe

quando non li ha insaccati nei piloni,

d'acido impoltigliati nelle vasche

da bagno, o resi fumo a Birkenau.

 

*

 

Ma io qui dico che verra' anche un giorno

che le vittime saranno i vincitori.

Risorgeranno allora dal canale

i morti tutti e con essi la Rosa

rossa che in un canale fu affogata.

E un'altra legge, e non del capitale,

daranno al mondo e il mondo salveranno.

 

E cio' che e' doppio ad uno ridurranno

e cio' che e' male non sara' piu' detto

bene, e non servira' piu' la parola

ad oltraggiare il rapinato e il senzatetto,

a prender l'innocente alla tagliola.

 

Allora varra' solo quel comando

di cui il resto tutto e' sol commento:

rispetta l'altra e l'altro, dona e accogli,

abbi misericordia ancora e sempre.

 

*

 

Quel giorno tu fallo venire adesso

quel giorno e' qui se fai la cosa giusta.

 

13. LUCIANO BONFRATE: CLEMENTINA, O DELLA VERITA'

 

E la verita' e' questa: che l'Afghanistan

e' il nostro futuro se altro futuro

schiudere non sapremo con la forza

della nonviolenza, che sola libera e salva.

 

E la verita' e' questa: che l'Afghanistan

potra' essere libero e felice

solo se cesseranno la guerra,

il mercato dell'eroina, i signori

della guerra, i signori

della mafia, i signori

degli eserciti, i signori del mondo

il fascismo, e il fascismo detto

"democratico", e il fascismo

del patriarcato.

 

Ma la guerra, la mafia, il fascismo

non cesseranno la'

se non li contrasteremo anche qui.

 

E' la nonviolenza la scelta da fare, la nonviolenza

clemenza e misericordia

riconoscenza, riconoscimento di umanita'.

 

E' la nonviolenza la lotta da condurre

come e con Clementina,

come e con Florence.

 

E a chi  ancora chiede

stentoreo, beffardo, tritando tra i denti

la propria vergogna di complice dei lupi,

"dove sono, dove sono, dove sono i pacifisti?"

questo solo rispondere possiamo:

sequestrati a Kabul e a Baghdad,

Clementina, Florence, tante e tanti

che non si arresero alla legge del coltello.

 

14. PER CLEMENTINA, OGNI GIORNO

 

Ogni giorno volerla libera.

Ogni giorno volerlo di piu'.

 

15. GIOBBE SANTABARBARA: IN CLAUSOLA A "DI COSA STIAMO PARLANDO?"

 

"Oggi facciamo questa legge ancora:

da domani niente piume sul cappello

si scenda dal letto col piede sinistro

zitte le donne, zitte e col velo

 

il parlamento fa le ricette mediche

solo il governo puo' cuocere la pasta

la sola scienza e' quella grigioverde

e zitte le donne, zitte e in piccionaia

 

chi vuol votare sia marchiato reprobo

nessuno dia fastidio al conducente

si tiri dritto e poi chi crepa crepa

e zitte le donne, zitte e col velo"

 

(Enea Silvio Vastalande, Regi decreti e circolari ministeriali)

 

"Come possono gli uomini decidere di cio' che conoscono solo le donne?

Come possono i celibi dar saggi consigli in materia coniugale?

Cosa possono i vergini per obbligo sapere di quelle congiunzioni e generazioni?

E perche' ogni maschio pensa che tutte le donne gli siano inferiori?

Molti misteri cela la filosofia, e la religione non meno".

(Annibale Scarpante, Un commento al Tahafut al-falasifa)

 

"Eros che visita Psiche solo nelle tenebre e fin nei convegni d'amore le proibisce di guardarlo, e' nel linguaggio del mito tramandatoci da Apuleio la stessa cosa di quel Frank che in Blue Velvet di David Lynch sevizia Dorothy e nel brutale amplesso le grida di non guardarlo: e' il maschio che afferma un dominio che nega l'altrui umanita', che schiavizza ed accieca e reifica; e' l'uomo i cui passi inondano di paura una donna - ogni donna - sola per la strada, come nella folgorante pagina che apre quel libro di Robin Morgan".

(Atanasio Avelavalimmi, Il mito e il velo)

 

16. LUCIANO BONFRATE: ISTRUZIONI PER NON CONVINCERE NESSUNO

 

Dare la baia, saltare sulla panca

scandalizzare i semplici, nitrire

dalla cattedra, mettere i timbri

proporre comitati, pretendere prebende

dir zitti tutti che adesso parlo io.

 

Sentirsi investiti del compito sacro

di raddrizzar le cianche ai cani, parlare

la lingua degli angeli, essersi seduti

anche solo una volta

alla mensa dei padroni.

 

17. BENITO D'IPPOLITO: LE DONNE DI KABUL

 

Tu non sapevi che le donne di Kabul

negate, crivellate, avvolte in tenebre

stavano rovesciando la storia.

 

Tu parli, tu parli, tu parli

e loro erano gia' la nonviolenza

in cammino.

 

18. OSVALDO CAFFIANCHI: DEGLI ESERCITI

 

Gli eserciti che bucano corpi

come fossero sacchi polverosi

 

gli eserciti che rompono anime

come fossero bolle di sapone

 

gli eserciti che sanno che tu sai

ed hai paura di dire di no

 

gli eserciti che uccidono col soffio

e con lo sguardo, col batter delle ciglia

 

che svanirebbero in un lampo

se ci decidessimo a dire di no.

 

19. OSVALDO CAFFIANCHI: NEL TUBO

 

Nel tubo incontri i signori con la gobba

con la cintura in fiamme, nel tubo

d'un lampo apprendi che la guerra e' dappertutto:

nel tubo Londra e' Srebrenica, e' Falluja.

 

Nel tubo incontri giovani spauriti

che hanno l'ordine di spararti in testa

se hai sbagliato pelle, se non sai lo scioglilingua:

nel tubo apprendi che la vita e' nulla.

 

Nel tubo vedi che unico e' il destino

e solo un gesto puo' salvarci tutti

quel gesto fallo tu, salvaci tutti:

getta la pistola, disinnesca la bomba.

 

La guerra, il terrorismo, puoi fermarli

solo a mani nude, solo le braccia aperte.

Deciditi, ti prego.

 

20. QUELLO CHE RESTA

 

Questo resta, dopo Auschwitz e dopo Hiroshima: la scelta della nonviolenza.

Poiche' solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

 

21. BENITO D'IPPOLITO: DA UNA LETTERA AL CARO AMICO GIOFFREDO RUDELLO

 

Ah, se questi intellettuali

prima di parlare di nonviolenza

volessero capire di cosa parlano, s'informassero

sul significato delle parole che usano

volessero conoscere le storiche esperienze

e teoretiche le avventure

di ahimsa e satyagraha, e solo allora

si alzassero in piedi nell'assemblea e per una volta

tacessero.

 

Ah, se queste persone amiche

della nonviolenza volessero per una volta

seguire quel saggio di Pericle consiglio.

 

Ah, se tu, ed io, e il buon Omero matematico persiano

potessimo una buona volta

trovare la verita' che da' pace

in un buon bicchiere di vino.

 

22. DAGLI OSSIMORI DI STRAMBOTTO

 

I pacifisti col passamontagne.

I partiti bombardieri per la pace.

I difensori dei diritti umani che hanno aperto i campi di concentramento.

 

23. LUCIANO BONFRATE: PER L'ABOLIZIONE DEI COSIDDETTI "CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA"

 

I campi, e nei campi l'umanita'.

I campi, e nei campi la morte.

 

I campi, e nei campi la verita'.

I campi, e nei campi l'orrore.

 

I campi, e nei campi la corte

degli antimiracoli, il dolore

senza pieta', senza voce.

 

E in questo guscio di noce

tutto sta il nostro sentire:

i campi, sei tu che li devi abolire.

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

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Numero 14 del 14 gennaio 2011

 

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