Archivi. 10



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

Numero 10 del 10 gennaio 2011

 

In questo numero:

1. Una strenna, di nuovo

2. Ricciardo Aloisi: Elogio degli aquiloni

 

1. EDITORIALE. UNA STRENNA, DI NUOVO

[Riproponiamo i seguenti testi come gia' ripubblicati ne "La domenica della nonviolenza" n. 215 del 10 maggio 2009]

 

Riproponiamo qui i testi che gia' pubblicammo ne "La domenica della nonviolenza" n. 22 del 22 maggio 2005. Che allora presentammo cosi': "Il nostro vecchio amico Ricciardo Aloisi ha pensato di farci dono di alcuni testi in versi estratti da una sua vecchia, anzi stravecchia raccolta. Come e' noto non amiamo pubblicare versi sul nostro foglio: un notiziario quotidiano non e' la sede migliore per un adeguato apprezzamento di questo genere di scritture, e sovente ci pare che si scriva in versi quel che non si riesce a dir bene in prosa, cercando nel gesto, nell'intonazione, un sostegno a un discorso che si avverte in se' periclitante. A cio' si aggiunga che tra i nostri amici piu' cari abbiamo anziani poeti popolari a braccio, abilissimi improvvisatori di consumata perizia metrica, che storcono il naso ogni volta che trovano versi che non siano endecasillabi perfetti concatenati in regolari rime: hai voglia a dir loro delle delizie del Carducci barbaro, della purezza dell'alessandrino, della musica sorda del blank verse; ti guardano come fossi una mucca e ti danno manate sulle spalle per consolarti della tua insipienza. Ma Ricciardo Aloisi e' un vecchio amico, e molte di queste cantilene e filastrocche furono scritte fra trenta e vent'anni fa per amici che avevano bambini allora molto piccoli e che adesso sono donnoni ed omoni fatti e finiti e cosi' potra' far loro piacere rileggere queste quisquilie, che infine ci sembra che rechino pur qualche ombra di rosa, e qualche spina nella carne ancora.

 

2. RICCIARDO ALOISI:  ELOGIO DEGLI AQUILONI

 

ninna nanna dell'agnellino

 

dormi dormi batuffolo di lana

entra nel mondo nel mondo dei sogni

dove ti aspetta il lupo che sbrana

dove rintocca lontana la campana

che ti risveglia che piangi e sei felice

di tornare a vivere e tremare.

 

*

 

ninna nanna delle ultime alture

 

ninna nanna

calimero umbratile

effimera libellula

farfalla impollinata

vibratile betulla

fuori c'e' il freddo c'e' il buio c'e' il nulla

ma qui c'e' la tua mamma

che ti culla.

 

*

 

ninna nanna della limpida lampada

 

ninna nanna

ambra ombra

brumba limbo

dormi dormi

dormi bimbo.

 

*

 

ninna nanna dell'arciere

 

I.

lo senti dal sibilo lieve e sottile

il dardo che vola su ali di vento

che fischia e sospira un lunare lamento

che adesca e trapassa il fuggiasco senile.

 

lo vedi avvampare sicuro e silente

il dardo che squarcia le nuvole nere

che velano l'occhio del pio cavaliere

che resta accecato dal bianco del niente.

 

II.

e allora fai la ninna e fai la nanna

e non pensarci che anche la tua freccia

gia' fu scoccata e ti trafiggera'.

nel sonno flebile ne senti il volo

la vedi che veleggia in un sussurro

e ne singulti e ne senti il profumo

d'autunno e speri il secco dell'inverno.

l'aroma della fiamma possa darti

il riso di una donna, e poi lo schianto.

la folgore t'uccida e non il canchero

arrugginito e flaccido e grommoso.

e allora fai la ninna e fai la nanna

e non pensarci che anche la tua freccia

gia' fu scoccata e ti trafiggera'.

 

*

 

ninna nanna per una lucciola settembrina

 

pissi pissi biribissi

bussa altrove vola e vola

ah le ali degli ulissi

sul vascello - trista fola -

che vaneggia sugli abissi

gia' la falce sulla mola

fa scintille, stride ellissi.

 

stella limpida e silente

senti il vento sugli olivi

alitante dolci e lente

cantilene ai rami vivi

bronzo e argento che fremente

prega l'anima che oblivi

la paura di esser niente.

 

bimba bella sassolino

che strascicheranno le onde

si', minuto porcospino

fonde fonde fonde fonde

sarai solo fosti trino

suggerai gioie feconde

ninna, nanna, ninnolino.

 

*

 

ninna nanna del delfino

 

dormi dormi pisellino

figlio del re turco turchino

figlio del papa testa di rapa

figlio del vento cento e trecento

nato dal ballo la stella e il cavallo

che trotta che trotta e ti bacia la bocca.

 

*

 

gutta petita gutta bumbiva

bimba lucente limpida oliva

gutta che lava obliva belava

gutta serena beata cantava

 

*

 

coma comare

chiarore lunare

coma comizio

suppli' come supplizio

coma como'

cocorico'.

 

*

 

indovinello

 

dicono che non ho colore:

ma ho i colori di mille e mille pesci luccicanti

del cielo dove passeggiano favolosi palazzi di nuvole

dello specchio e della grotta e delle barchette di carta

e le mobili facce di chiunque mi guarda.

 

dicono che non ho sapore, che non so di niente:

ma mi si gettano addosso ad accarezzarmi

ed io li abbraccio tutti.

 

e non passa giorno che le loro labbra non mi bacino.

 

*

indovinello

 

e' ragazza, e' la mamma dei gatti

quando e' triste la guardano e piangono.

 

e' un frutto freschissimo e candido

qualche volta si vede che e' morso.

 

e' un pallone fuggito a un bambino

e' uno spicciolo d'acqua e d'argento.

 

catturartela ti basta un pozzo.

 

*

 

indovinello

 

come se fossi morto

mi sotterro' un villano

insieme a mille altri

con gesto largo e piano.

 

ma qui fermento con serenita'

nel caldo rosso umore

e se ne avro' l'amore

giorno verra' che rivedro' la luce.

 

in me cosi' piccolo e' una volonta'

che rigermogliera' e dare' gran frutti.

 

*

 

le filastrocche

 

le filastrocche

sono piu' dolci delle albicocche

sono piu' morbide della lana

piu' belle di una stella lontana

sono piu' svelte di chi e' senza freno

piu' colorate dell'arcobaleno

sono piu' amate del fuoco e del vento

che tutto abbracciano in un momento

sono piu' furbe degli occhi del gatto

e chi le scrive e' sempre un po' matto.

 

*

 

per essere piu' belli

 

conosco un segreto per essere piu' belli:

basta avere fili d'oro per capelli,

basta avere due stelle nel fondo degli occhi

che fanno luce ai furbi e agli sciocchi,

basta avere i denti fatti di perle

e ad ogni sorriso si puo' vederle,

basta avere le guance come una pesca

rossa e dorata, morbida e fresca,

basta avere le labbra color delle fragole

che sappiano dire bellissime favole,

ma questo e' un segreto di quelli complicati!

ne so uno più facile:

basta essere amati.

 

*

 

io so tutte le storie e per un soldo

vi racconto quella eroica di Bertoldo

per un dindo

quella gaia e colorata di Aurobindo

per due scudi

quella che a lungo ti ci illudi

 

ma se mi fai un sorriso

ti racconto la storia piu' bella, che parla di te.

 

*

 

vecchi trucchi per scrivere le poesie

 

basta prendere un gatto e un anello

e il gatto se lo mette per cappello

ma quando piove si bagna la testa perche' e' vuoto in mezzo.

 

oppure trovare nella pastasciutta uno spaghetto cosi' lungo

che arriva da casa tua fino in America

e un equilibrista ci passa sopra e ci attraversa il mare

senza ammollarsi e senza vomitare.

 

oppure dire le parole buffe

come l'arte culinaria.

 

ma il trucco piu' bello e' quando dici la verita'.

 

*

 

apotropaica

 

che bella parola: coprolalia

ci monti in groppa e fuggi via

 

che bell'idea

accogliere la cosa a colpi di diarrea

 

che gran piacere

aprire gli occhi e tornare a vedere

luce, ancora luce

 

avere una tigna

che ne' la spugna, ne' la raspa, ne' il martello

te la scrosta di dosso

e allora sei vivo.

 

*

 

storia di un ometto troppo lesto

 

c'era una volta

un ometto cosi' lesto

che anche se faceva tardi

arrivava sempre presto.

era cosi' svelto

fin da piccolino

che divento' vecchio

gia' da bambino.

era tanto veloce

a fare e a dire

che si alzava prima

di andare a dormire.

era tanto veloce

a dire e a fare

che aveva detto tutto

ancor prima di parlare.

tanto era svelto

in modo speciale

da piangere prima

di farsi male.

 

arrivo' a esser sazio

prima di mangiare

ed e' per questo

che e' morto di fame.

 

*

 

a casa mia c'e' un ragno

di nome Gedeone

sta fermo in un cantone

e non si muove mai.

 

ma la notte,

quando non lo guarda nessuno,

seguendo una musica che sente solo lui

sulle lunghe sottili zampine

danza lievissimo ed incanta gli angeli.

 

*

 

il canto del grillo

 

di giorno e di notte per ore per ore

c'e' un grillo che canta canzoni d'amore

al cielo alle nuvole all'albero e al fiore

che si vergognano un po'

di questo amore indiscreto

sorridono imbarazzati, esclamano "ma no!"

gli ridono dietro.

 

*

 

la promessa del topolino

 

cosa faro' per te?

ti daro' un bacio

in cambio di due soldi

e un po' di cacio.

 

*

 

un gatto di nome Gomitolo

catturo' un sorcio per la cosa

e gli si sfece tutto giu'.

 

*

 

avessi un gatto

di nome Coriandolo

che odora d'intenso profumo di mandorlo

e suona il mandolino

e ad ogni soffio di vento vola via

e mi tocca inseguirlo per le strade

per afferrarlo quando casca giu'

ed abbracciarlo forte forte forte

che ci vogliamo proprio tanto bene.

 

*

 

Il cane Ciondolo e' stravagante

ha un osso a dondolo

e un bel paio di mutande

che indossa per nuotare

 

beato lui, che vive a Tarquinia

che c'e' sempre il mare.

 

*

 

un elefante con un ombrellino

quantunque obeso agile e gentile

danza soave sui fili della luce.

 

*

 

questa giraffa, lo credereste?

abita a Roma e pranza a Trieste.

 

*

 

un signore di Roccacannuccia

mangiava la buccia delle caraffe d'acqua

e diventava tutto trasparente.

 

*

 

c'era una volta un fantasma di Belluno

che si credeva di esser chissacchi'

e non era nessuno.

 

*

 

Scaramuccia ed Arlecchino

vanno a far le serenate

alle bimbe disperate

disperate per amore

 

che gli gettino giu' un fiore.

 

*

 

storiella viterbese

 

nella fontana

di piazza della Rocca

c'e' una puttana

che soffia in una brocca

ad incresparne l'acqua

per non specchiarsi cosi' bella

che le viene da piangere.

 

*

 

breve storia della delusione

 

c'era Brighella che aveva una stella

e se la stella non era di latta

ci si comprava un fucile e una gatta.

 

c'era Arlecchino che aveva un violino

e se il violino non era di pane

ci s'incantava la luna e le rane.

 

*

 

felicita' dell'insonnia

 

alle due meno dieci

la sveglia mi sorride.

 

*

 

un torsolo di mela che si sentiva nudo

l'ho tutto infagottato con un rotolo di scotch.

 

faccio le buone azioni quotidiane.

 

*

 

ultime di cronaca

 

Rinvenuto Machiavelli in bicicletta!

Geronimo sconfigge Mike Bongiorno!

alla Bardot gli cresce un pisellino!

Marx abbandona la politica per fare il parrucchiere!

io vengo nominato faraone!

 

*

 

noi diciamo la parola nuova

che mai piu' nessuno passi sotto il tavolino

noi diciamo la parola nuova

che a nessuno si neghi il bicchiere di vino

noi diciamo la parola bella

ogni uomo fratello ogni donna sorella

noi diciamo la parola forte

tutti gli uomini uniti

contro il male e la morte

noi diciamo la parola sapiente

tutti gli sfruttatori e la violenza

finiscano nel niente.

 

con le nostre mani, con i nostri gesti

noi diciamo la parola pace.

 

*

 

canzonetta

 

il libretto di un poeta

che ti dona un militante

e' cosa un po' indiscreta

e forse inelegante

 

ma nella trama morbida

di graziose figurine

si combatton senza fine

l'arte e la vita torbida

 

stanche sono le righe

ed incalzanti i mali

ma le favole son spighe

azzurrine e musicali.

 

*

 

certo che semino sassi

so bene che tutto germoglia.

 

*

 

poesia scritta dal basso verso l'alto

 

                                                      volasse

                                          volasse

e azzurro nel cielo volasse

dall'affresco sbiadito si staccasse

se un angelo, un uccello

come sarebbe bello

 

*

 

dire cose senza senso

perche' mai non si puo' fare?

le bisbiglian ramo e vento,

scoglio e onda in riva al mare,

nel baciarsi e ribaciarsi.

 

*

 

io, ammaestratore di nuvole

spadaccino trafittore di coriandoli

grande maestro di gioco dell'oca

io me la rido della morte camusa.

 

*

 

Dove vi spiego che vuol dire amo

 

io getto l'amo e me ne sto tranquillo

ad aspettare che venga il mio pesce.

il trucco e' tutto qui, nell'aspettare:

il pesciolino d'oro arriva sempre.

 

*

 

elogio degli aquiloni

 

felici voi leggeri

appena strozzati da un filo

nell'aria magnifica che si lascia solcare

senza sforzo, volate

semplici ed esatti

eleganti, colorati di tanti colori

felici voi leggeri

appena strozzati da un filo.

 

e per quanto sia davvero bizzarro

e' proprio quel filo che vi fa volare.

 

*

 

storiella

 

soffiando nella bocca dei cannoni

di notte mentre tutti dormivano

l'uomo dai polmoni piu' gonfi del mondo

fece scoppiare tutti i carrarmati

come palloncini.

poi tutto soddisfatto corse via

fischiando una marcetta bersagliera.

 

*

 

un gigante pacioccone

sbucciava i missili

e si mangiava la polpa che era dentro.

 

e faceva arrabbiare i signori della guerra.

 

*

 

a forza di portare l'elmetto si sa

il cervello si abitua al buio.

 

a forza di avere il petto ingombro di medaglie

si sa che zitto zitto s'indurisce

il cuore, e si fa piccolo e di sasso.

 

io si' che li capisco i generali.

 

*

 

due scopini di Bomarzo

andarono in guerra il mese di marzo.

quando marzo ritorno'

l'immondizia c'era ancora, ma loro no.

 

*

 

una stranezza

 

qui

le cose sembrano abbastanza chiare

noi siamo gli amici e i nemici sono loro.

 

ma un amico mio

che vive la' da loro

mi dice che li'

sono tutti sicurissimi

di essere loro gli amici e che i nemici siamo noi.

 

qui c'e' qualcosa che non mi convince.

 

*

 

del rapporto tra i mezzi e i fini

 

siccome se pianto un seme di mela

di mele mi cresce una pianta

mica un attaccapanni o una candela

 

cosi' chi riempie di armi la terra

ha voglia a chiacchierare, mica c'incanta:

non vuole la pace, prepara la guerra.

 

e che si puo' fare per vincere il male

dell'artiglio guerriero che strozza e che agguanta?

alle spese di morte obiezione fiscale.

 

*

 

A un vecchio compagno

 

la vita e' questo circo pauroso

che ad uno ad uno ci tocca

gettarci nel vuoto dal trapezio

 

sperando che mani compagne ci afferrino al volo

Ezio.

 

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

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Numero 10 del 10 gennaio 2011

 

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