Archivi. 8



 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

Numero 8 dell'8 gennaio 2011

 

In questo numero:

1. Mentre finiva il 2006

2. Luciano Bonfrate: Litania dei pacifisti ministeriali

3. Geremia Cattristi: Per un centenario a Pisa

4. Armando Stracciaroli: Dell'arte dell'ascolto e del conflitto

5. Le vittime afgane

6. Osvaldo Caffianchi: Cantata di un uomo senz'arte ne' parte

7. Luciano Bonfrate: Aquile

8. Luciano Bonfrate: Seguendo la flotta

9. Per farla finita con le uccisioni

10. Benito D'Ippolito: Il kamikaze arriva in bicicletta

11. Luciano Bonfrate: Mottetto degli arresi

12. Luciano Bonfrate: La nonviolenza a meta'

13. Ai signori ministri e ai signori parlamentari, in sei parole

14. Luciano Bonfrate: A coloro che hanno approvato la partecipazione italiana alla guerra afgana

15. Ripudia la guerra, costruisci la pace

16. La nonviolenza

17. Anna Politkovskaja

18. Osvaldo Caffianchi: Anacreontiche della nonviolenzina

19. Luciano Bonfrate: Da molto lontano

20. Luciano Bonfrate: Con occhi senza tempo

21. In epigrafe a "Nel deserto"

22. Luciano Bonfrate: Le cerimonie per l'anniversario

23. Osvaldo Caffianchi: Tu pensi

24. Diciamo cose che tutti gia' sanno

25. Osvaldo Caffianchi: Il sangue afgano, il sangue dei migranti

26. La scelta

27. Luciano Bonfrate: Ancora del trionfo della volonta'

28. La guerra e il terrorismo

 

1. EDITORIALE: MENTRE FINIVA IL 2006

[Riproponiamo i seguenti testi gia' raccolti in "Voci e volti della nonviolenza" n. 330 del 5 maggio 2009]

 

Riportiamo qui alcuni interventi in versi (e alcune brevi prose sorrette da una certa intonazione - molte altre ve ne erano analoghe e fors'anche di miglior prosodia) apparsi su questo foglio tra il settembre e il dicembre 2006.

 

2. LUCIANO BONFRATE: LITANIA DEI PACIFISTI MINISTERIALI

 

"Siamo tutti per la pace, proruppe allora il Ministro della guerra"

(Cronache di questa antica citta' di Urganda, libro ultimo, cap. 666)

 

I pacifisti ministeriali fanno belle passeggiate

in cui piangon le persone da lor stessi assassinate.

 

I pacifisti ministeriali son dotati di crivello:

della guerra san discerner cio' che e' brutto e cio' che e' bello.

 

I pacifisti ministeriali sono furbi come volpi:

e distinguono chi e' vivo da chi attrasse troppi colpi.

 

I pacifisti ministeriali sono forti come tori:

e sopportano assai bene le altrui morti ed i dolori.

 

I pacifisti ministeriali, senza se e senza ma,

in serrati marcian ranghi verso dove il Leader sa.

 

I pacifisti ministeriali fan le guerre umanitarie

e le stragi loro sono sempre giuste e necessarie.

 

I pacifisti ministeriali son puliti ed eleganti

quando premono il grilletto prima indossano i bei guanti.

 

I pacifisti ministeriali alalazano giulivi

dopo data una sfoltita all'esubero dei vivi.

 

I pacifisti ministeriali sanno stare nel bel mondo,

non i luridi migranti che una spinta e vanno a fondo.

 

I pacifisti ministeriali fanno belle passeggiate

in cui piangon le persone da lor stessi assassinate.

 

3. GEREMIA CATTRISTI: PER UN CENTENARIO A PISA

 

"Intransigente opposizione alla violenza, coerenza tra mezzi e fini, attaccamento a cio' che e' vero sempre, riconoscimento dell'altrui e della propria umanita', amore per il mondo"

(Laerte Scacciaricci, Altre solitudini)

 

La nonviolenza che occorre e' un politico agire

che ascolti, che guidi, che salvi il mondo.

 

La nonviolenza che occorre

che erediti occorre e che inveri

le acquisizioni tutte della storia

della pace e del diritto, si faccia

giuriscostituente.

 

Erediti e inveri la storia e il travaglio

del movimento operaio, dei movimenti

di liberazione, afferri

la bandiera degli ultimi, degli ultimi

sia voce e speranza.

 

Nel femminismo riconosca e colga

la corrente calda, la feconda vena

della storia propria e di tutti, la storia

della nascita, della liberazione.

 

Nella natura sappia

la storica vicenda umana intima.

Della natura tutta cura abbia:

non vi e' altro mondo che il mondo.

 

Sia etica del limite. La nonviolenza

ti chiede di pensare i tuoi pensieri

profondamente e conoscerne infine

la verita' e l'errore,

i limiti, la relativita', la relazione.

 

Esiste solo come lotta, esiste

solo come comunicazione, come

conflitto e convivenza, la nonviolenza:

fatta di voci e di volti diversi

che possano vedersi, ascoltarsi, riconoscersi

recarsi aiuto.

 

4. ARMANDO STRACCIAROLI: DELL'ARTE DELL'ASCOLTO E DEL CONFLITTO

 

Non e' la nonviolenza l'arte vile

di chiedere il permesso agli assassini

di dissentire, e al colpo di staffile

piagnucolando fare sorrisini.

La nonviolenza e' lotta.

 

Non e' lo stupidissimo monile

dell'insipiente al naso e dei supini

la lagna e del meschino e del puerile

che invece di lottar si strappa i crini.

La nonviolenza e' lotta.

 

La nonviolenza e' la lotta alla guerra

piu' forte della guerra, che la guerra

nega ed estingue, e questa e' la sua scienza.

La nonviolenza e' lotta.

 

La nonviolenza e' lotta alla violenza

piu' forte di ogni atto di violenza

che la violenza affronta, spezza e atterra.

La nonviolenza e' lotta.

 

La nonviolenza e' lotta, senza lotta

non si da' nonviolenza, non si da'

dialogo, giustizia, liberta'.

 

5. LE VITTIME AFGANE

 

Le vittime afgane.

La guerra che le uccide.

 

6. OSVALDO CAFFIANCHI: CANTATA DI UN UOMO SENZ'ARTE NE' PARTE

 

Sono un uomo senz'arte ne' parte

ma so leggere i segni nel cielo:

quando annuvola poi vien la pioggia

quando vien la canicola sudi.

 

Sono un uomo senz'arte ne' parte

ma so che sono cose diverse

ammazzare o salvare le vite.

So che servono a uccider le armi.

 

Sono un uomo senz'arte ne' parte

ma lo so che la guerra e' assassina

e che sono assassini gli eserciti

e chi guerre ed eserciti usa.

 

Sono un uomo senz'arte ne' parte:

ma ho saputo negare il consenso

alla guerra, agli eserciti, alle armi

ed a tutti i governi assassini.

 

7. LUCIANO BONFRATE: AQUILE

 

"Or tu chi se' che vuo' sedere a scranna,

per giudicar di lungi mille miglia

con la veduta corta d'una spanna?"

(Paradiso, XIX, 79-81)

 

Sento alla radio che la Nato dice

di avere in questa sola settimana

soppresso trecentocinquanta afgani

che essendo stati uccisi per cio' stesso

son stati dichiarati talebani.

 

Ancora una grande vittoria.

Esultera' il ministro.

 

8. LUCIANO BONFRATE: SEGUENDO LA FLOTTA

 

"Torniamo indietro?

Torniamo pure"

(Aldo Palazzeschi, La passeggiata)

 

Quelli che erano obiettori di coscienza

ed oggi votano le spedizioni armate

 

quelli che erano per il disarmo universale

quelli che eran per la pace subito

quelli dell'ecumene, dell'internazionale

quelli che la san lunga un miglio e un cubito

 

quelli multietnici e multilaterali

quelli che siamo tutti sovversivi

quelli che guerra no guerriglia si'

quelli col casco e quelli col chepi'

quelli che non c'e' pace tra gli ulivi

quelli che noi, noi si' che siam leali

quelli che noi, che cosi' tante lotte

quelli di sette cotte

 

quelli che ecco, riduciamo il danno

diminuendo il numero di afgani

quelli che ecco, trovano il consenso

col mitra annichilendo i musulmani

 

quelli del nuovo mondo postmoderno

quelli che senza se e senza ma

quelli che basta che vadano al governo

e subito eja eja alala'

 

quelli che erano per la nonviolenza

ed oggi approvano le guerre coloniali

 

9. PER FARLA FINITA CON LE UCCISIONI

 

Tutte le vittime, la stessa umanita'.

Tutte le armi, il medesimo assassinio.

Scegliere occorre: il disarmo.

Scegliere occorre: salvare le vite.

Scegliere occorre: la nonviolenza.

 

10. BENITO D'IPPOLITO: IL KAMIKAZE ARRIVA IN BICICLETTA

 

I.

 

Alzarsi al buio, prepararsi

la pagnottella con la cicoria

prendere la bicicletta

tastare le gomme se c'e' da gonfiarle

andare al cantiere al nero cratere

finire in un lampo.

 

Lo vedi adesso che ci siamo anche noi.

Lo vedi adesso che non siamo di sasso.

Lo vedi adesso quanto dolore.

 

Dover morire per cominciare a esistere.

Dover sparire per essere visti.

 

Possa venire il tempo della pace.

Possa fermare la tua mano questa pioggia.

 

Il kamikaze arrivo' in bicicletta.

 

II.

 

Ero venuto in questa fogna solo

per dare una mano a questa gente misera.

Ci odiano cosi' tanto

che dobbiamo farci forza e odiarli anche noi.

 

Mi ha sempre fatto schifo la violenza

ma volevo tornare a casa dai miei

e se tu mi spari ti sparo prima io.

 

Oggi per una volta respiravo

stavamo dando a questi ragazzini

qualche giocattolo, qualche caramella

ridevo con loro cosi' forte

che quasi piangevo.

 

Non voglio morire, non voglio

che nessuno muoia mai piu'.

 

Il kamikaze arrivo' in bicicletta.

 

III.

 

Questi uomini grossi  che giocano alla guerra

sui loro carri di ferro, con le loro

armi di ferro enormi, le loro

scatole delle meraviglie.

 

Questi uomini secchi e silenziosi

gli occhi gonfi i vestiti lisi

le mani tutte nodi della fame

i sandali consunti nella polvere.

 

E mosche mosche mosche dappertutto.

 

Questo giorno, questo mondo immenso

anch'io diventero' grande

anch'io andro' sulla luna

anch'io avro' pecore e case

anch'io ballero' in televisione.

 

Il kamikaze arrivo' in bicicletta.

 

IV.

 

E tu che leggi queste righe rotte

ed io che non so piu' cos'altro dire

perdonami Maria per tanto male

perdonami la mia cruda impotenza.

 

Possa venire il tempo della pace.

Possa fermare la tua mano questa pioggia.

 

Cospargila di chiodi quella strada

falli tornare tutti a casa vivi.

 

11. LUCIANO BONFRATE: MOTTETTO DEGLI ARRESI

 

"Siate realisti, e lasciateci far la guerra per benino. Anche per le cosine vostre, anime nobili, vedrete che ci scappa qualche spicciolo alla fine"

(Rubizzo Crollalanza, prima della gloriosa battaglia di Parigi del 24 agosto 1572)

 

I.

 

Come gli anni male spesi

porta presto alla rovina

Il realismo degli arresi:

 

siano ingenui o sia manfrina

e' un inganno cosi' forte

che conduce alla berlina;

 

ma e' ben piu' crudele sorte

quella che tocca alla gente

che la guerra mena a morte.

 

Da lontano sembra niente

dire si' alle spedizioni

militari, e immantinente

 

fanno strage quei cannoni,

mitra, mine, bombe, i tristi

frutti delle ispirazioni

 

d'illustrissimi statisti

assassini sempre illesi.

Preferisco gli utopisti.

 

II.

 

Preferisco gli utopisti

che salvano le vite invece di sopprimerle

che a tutte le guerre si oppongono sempre

ed a tutti gli eserciti, e a tutte le armi.

 

Che sanno che il mondo potra' essere salvato

solo dalla scelta della nonviolenza.

 

12. LUCIANO BONFRATE: LA NONVIOLENZA A META'

 

La nonviolenza a meta'

non e' nonviolenza, ma complicita'.

 

13. AI SIGNORI MINISTRI E AI SIGNORI PARLAMENTARI, IN SEI PAROLE

 

Quanti ancora ne vorrete far morire?

 

14. LUCIANO BONFRATE: A COLORO CHE HANNO APPROVATO LA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA AFGANA

 

Non e' a noi vivi che dovete chiedere perdono

per il vostro crimine

ma alle persone che avete fatto morire.

 

Ma esse sono morte, e perdonarvi non possono piu'.

Nessuno puo' piu' perdonarvi.

 

*

 

Ma ora potete decidere

se volete che continuino le stragi

o se finalmente volete ad esse opporvi.

 

Cessate di persistere nel crimine

decidetevi ora a impegnarvi

finalmente contro la guerra.

 

*

 

Anche gli assassini possono pentirsi

e sebbene non possano piu' riparare al male fatto

e nessuno possa assolverli da esso

possono impegnarsi a non commetterne altro.

 

Pur nell'inestinguibile vergogna

e nell'inestinguibile dolore

del male compiuto irreversibilmente

possono adoperarsi anch'essi per il bene.

 

Tutti siamo una sola umanita'.

 

15. RIPUDIA LA GUERRA, COSTRUISCI LA PACE

 

Ripudia la guerra. Ripudiala tu. Ripudiala adesso.

Costruisci la pace. Costruiscila tu. Costruiscila adesso.

Smilitarizzazione, disarmo, solidarieta' con le vittime, salvare le vite.

La nonviolenza e' la via.

 

16. LA NONVIOLENZA

 

La nonviolenza si oppone alla guerra.

La nonviolenza si oppone alle stragi.

La nonviolenza si oppone agli eserciti.

La nonviolenza si oppone alle armi.

La nonviolenza salva le vite.

 

La nonviolenza non e' la gentilezza con gli assassini all'opera.

La nonviolenza non e' il silenzio complice.

 

La nonviolenza e' lotta contro tutte le uccisioni.

La nonviolenza denuncia tutte le menzogne.

Dice i nomi degli assassini.

Sta dalla parte degli assassinati.

Non gioca con le parole.

 

Si oppone a tutte le uccisioni, a tutte le stragi, a tutte le guerre,

a tutti gli eserciti, a tutte le armi, a tutti i poteri assassini.

Sa che una e' l'umanita'.

 

17. ANNA POLITKOVSKAJA

 

Ci sono le parole

e ci sono le pallottole.

E solo le parole salvano le vite.

 

Ci sono i corpi palpitanti e fragili

e ci sono le pallottole.

E dopo le pallottole i corpi diventano sasso.

 

C'e' la verita' viva

e ci sono le pallottole

che tutto riducono a menzogna, strazio, nulla.

 

C'e' l'umanita' fatta di persone

e ci sono le guerre

che l'umanita' estinguono.

 

Scegliere le parole, i corpi, le persone,

scegliere l'umanita'. Salvare le vite. Dire

ancora e sempre la verita'. Contrastare

tutte le uccisioni.

 

E' questo che chiamiamo nonviolenza.

 

18. OSVALDO CAFFIANCHI: ANACREONTICHE DELLA NONVIOLENZINA

 

"E la si pianti di grazia col pretender comprensione per gli assassini, poiche' la comprensione per gli assassini conferma il disprezzo per gli assassinati, e nuove uccisioni prepara"

(Automaco di Cirene, Fragmenta, 70, 7)

 

Ebbri di ossequio e di condiscendenza

in quei giorni arsi, in quelle notti illuni

come al governo giunsero, taluni

tosto passaron dalla nonviolenza

alla nonviolenzina.

E fu sera e fu mattina.

 

*

 

La nonviolenzina

e' contro il terrorismo dei pezzenti

ma non contrasta quello dei potenti.

Compiange la ria sorte dei mortali

ma e' colpa lor se son collaterali.

Si duole delle vittime innocenti

ma e' colpa lor se sono imprevidenti.

Sa che guerre e torture sono mali

ma da noi fatte allora son morali.

 

*

 

La nonviolenzina

garbata, graziosa, cosi' minuziosa

nel giustificare gli eccidi, le bare.

Cosi' giudiziosa e cosi' cottimista

nel dare una mano al governo stragista.

 

*

 

La nonviolenzina

che piace ai ministri e ai padroni

come il buon cacio

sui maccheroni,

che piace ai gazzettieri e ai generali

come il buon attendente

che lustra gli stivali.

 

*

 

La nonviolenzina

fiera s'aderge ognor contro la guerra

ma nulla obietta contro la guerrina.

Cupa s'adonta contro ogni riarmo

ma chiude un occhio se e' solo un riarmino.

E fu sera e fu mattino.

 

*

 

La nonviolenzina

nonviolenta a meta'

a sera e a mattina

che orrore ci fa.

 

19. LUCIANO BONFRATE: DA MOLTO LONTANO

 

Viste da molto lontano le guerre

neanche sembrano guerre, ma una specie

di cartoni animati, buffi balletti

senza colonna sonora, senza

volti distinguibili, senza

paura che la vampa dell'obice

sfondi il vetro e ti squarci il salotto.

 

Qualcuno ogni tanto fa un balzo

finisce per sempre per terra.

Son cose lontane, di gente

selvaggia, vestita di stracci.

 

Riuscire a portargli la pace

e' dura incombenza, potrebbe

richiedere di fucilarli

tutti.

 

Il nostro governo sa bene

che fare. Del bene e del male

la lotta e' infinita, noi siamo

il bene, la democrazia, le macchine, la civilta':

e' il nostro un pesante fardello,

un duro mestiere facciamo,

occorrono armi pesanti

e nervi d'acciaio e ministri

che rendano bene in tivu'.

 

Gli afgani pensassero solo

a darci la polvere bianca.

 

Che noia, cambiamo canale.

 

20. LUCIANO BONFRATE: CON OCCHI SENZA TEMPO

 

E quelle donne uccise a Beit Hanoun

inermi, innocenti, nonviolente

ti guardano con occhi senza tempo

ti dicono: finira' mai l'orrore?

per quanto resterete zitti e fermi

mentre i fucili, i missili, le bombe

solcano carni, anime recidono?

 

Se un luogo vi e' in cui la nonviolenza

alla prova e' chiamata ineludibile

la Palestina e' quel luogo ancora:

dove due popoli son da salvare

e con loro l'intera umanita'.

 

Le uccise a Beit Hanoun dicono ancora

che e' l'ora della scelta, che la pace

non con le armi, non con i soldati,

non col terrore sparso a piene mani

verra': verra' con la misericordia,

verra' con la giustizia, verra' quando

si cessera' di uccidere, di opprimere

si cessera'. Verra' quando vedremo

che una sola e' l'umanita'.

 

21. IN EPIGRAFE A "NEL DESERTO"

 

"Nel deserto

cosi' arringava i morti l'assassino"

(Frammento apocrifo attribuito da taluni a Misone e da talaltri a Margite)

 

22. LUCIANO BONFRATE: LE CERIMONIE PER L'ANNIVERSARIO

 

Ai morti che hanno mandato a morire

gli assassini fanno poi la predica.

 

23. OSVALDO CAFFIANCHI: TU PENSI

 

Tu pensi di vedere un incendio da lontano

e invece le fiamme sono gia' qui.

 

24. DICIAMO COSE CHE TUTTI GIA' SANNO

 

Diciamo cose che tutti gia' sanno.

La sicurezza e' figlia della giustizia.

La pace si costruisce con la pace.

Le armi uccidono, non salvano le vite.

Gli eserciti servono solo alla guerra.

La guerra consiste di omicidi.

 

Cessi la partecipazione italiana alla guerra afgana.

Cessi la persecuzione italiana dei migranti.

Cessi lo stato italiano di essere terrorista.

Cessi lo stato italiano di essere complice di terroristi.

Cessi lo stato italiano di violare la Costituzione della Repubblica Italiana.

 

Vi e' una sola umanita'.

 

25. OSVALDO CAFFIANCHI: IL SANGUE AFGANO, IL SANGUE DEI MIGRANTI

[A scanso di equivoci chiedemmo al nostro buon amico Osvaldo Caffianchi cosa intendesse in questa litania per giorno del giudizio, sapendolo ateista senza scampo, e della nonviolenza amico, e allievo di quel buon Sancho che governatore seppe affermare la misericordia come vera giustizia e vera pace. Semplicemente, disseci, quel giorno in cui si rende conto dei misfatti, in cui saranno gli empi resi innocui, e comincera' quindi la civile, la buona convivenza tra gli umani. E' il giorno che ogni giorno s'ha da fare. E' il dire la verita', e' la nonviolenza in cammino. Chi ci capisce e' bravo]

 

Il sangue afgano, il sangue dei migranti, e' la valuta assai poco pregiata, in cui le mafie e i terroristi fanno i loro ricchi disumani affari.

Ma nessun crimine durera' in eterno.

E verra' infine il giorno del giudizio.

 

Cessi la partecipazione italiana alla guerra afgana.

Cessi la guerra italiana ai migranti.

Che' nessun crimine durera' in eterno.

E verra' infine il giorno del giudizio.

 

Cessino il governo e il parlamento italiano di essere terroristi e complici di terroristi, cessino il governo e il parlamento italiano di essere stragisti e complici di stragisti; tornino il governo e il parlamento italiano al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana cui hanno giurato fedelta', tornino il governo e il parlamento italiano al rispetto della vita umana.

Nessun crimine durera' in eterno.

E verra' infine il giorno del giudizio.

 

E cessi la complicita' del popolo italiano con la guerra terrorista e stragista.

Nessun crimine durera' in eterno.

E verra' infine il giorno del giudizio.

 

E tu quel crimine fanno cessare.

E tu lo affretta il giorno del giudizio.

 

26. LA SCELTA

 

Ne' guerra ne' armi. Una sola umanita'.

 

27. LUCIANO BONFRATE: ANCORA DEL TRIONFO DELLA VOLONTA'

 

Questo ci manda a dire oggi il governo:

non si votera' piu' si' o no alla guerra

in parlamento. Si fara' e basta.

 

Dal cielo livido una pioggia scende

nera di sangue e tutto inonda e brucia.

 

28. LA GUERRA E IL TERRORISMO

 

La guerra e' il terrorismo.

 

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XII)

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Numero 8 dell'8 gennaio 2011

 

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