Minime. 674



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 674 del 19 dicembre 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Al compiersi del piano piduista
2. Giuseppe Lippi ricorda Stanislaw Lem
3. Alessandra Marani presenta "Chiesa cattolica e Terzo Reich (1933-1934)"
di Martino Patti
4. Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta"
5. L'agenda "Giorni nonviolenti 2009"
6. L'Agenda dell'antimafia 2009
7. La "Carta" del Movimento Nonviolento
8. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. AL COMPIERSI DEL PIANO PIDUISTA

Al compiersi del piano piduista, coloro che ne sono stati a lungo complici
piu' o meno stolidi e interessati fingono di stupirsi. E di cosa?
All'ennesima epifania del regime della corruzione, coloro che ne sono stati
a lungo complici piu' o meno stolidi e interessati fingono di stupirsi. E di
cosa?
*
Se non vi sara' una ripresa d'iniziativa del movimento di solidarieta' e di
liberazione delle oppresse e degli oppressi, cosa fermera' la barbarie e la
catastrofe?
Ma questa ripresa del movimento delle oppresse e degli oppressi potra'
esservi solo se si fara' la scelta nitida e intransigente della nonviolenza,
poiche' senza questa scelta cosa fermera' la barbarie e la catastrofe?

2. MEMORIA. GIUSEPPE LIPPI RICORDA STANISLAW LEM
[Dal mensile "Letture", n. 632, dicembre 2006 col titolo "Stanislaw Lem" e
il sommario "Riconosciuto come uno dei maggiori autori di fantascienza, lo
scrittore polacco e' scomparso quest'anno. Attraverso la maschera della
satira ha affrontato con acutezza profondi temi epistemologici e
metafisici"]

"Mio caro, non siamo riusciti ad apprezzare il ruolo dell'errore come
categoria fondamentale dell'esistenza. Non pensare piu' in termini manichei!
Secondo quella scuola, Dio crea ordine mentre Satana cerca ripetutamente di
sabotarlo. Non e' cosi'! Se riesco a mettere le mani sopra un po' di
tabacco, scrivero' il capitolo finale di tutti i libri di filosofia, e
precisamente un'antologia dell'apostasia. Sara' una teoria dell'esistenza
fondata sull'errore, perche' l'errore si innesta sull'errore precedente, se
ne serve, ne crea di nuovi e probabilmente li trasforma nel destino del
mondo". Cosi' il professor A. Donda, uno dei personaggi incontrati dal
celebre astronauta Ijon Tichy nei racconti di Stanislaw Lem. Un pensiero che
ha del paradossale, una sfumatura quasi eretica, ma non del tutto: l'opera
di Lem, partita dai "normali" romanzi fantascientifici negli anni Cinquanta,
si e' trasformata in un viaggio in orbita attorno al motivo della
conoscenza, fallace perche' limitata dalla natura della mente umana; ed e'
approdata a sofisticate indagini sul futuro dell'umanita', l'esistenza di
Dio e i confini della scienza.
Il brillante pensatore che l'ha creata, il filosofo con radici socialiste
che non ha tradito il suo Paese neanche nei momenti piu' bui, e che tutto il
mondo ricorda per un romanzo folgorante come Solaris (da cui sono stati
tratti due film), si e' spento a Cracovia il 27 marzo 2006. Lem lascia cosi'
per l'ultima volta la citta' nella quale aveva vissuto per sessant'anni, con
un'unica eccezione durante il regime del generale Jaruzelski, ma la lascia
con gli onori. Come ha scritto il filosofo Pablo Capanna: "Lem e' tra i
grandi sopravvissuti del Novecento: e' sopravvissuto al nazismo e allo
stalinismo, all'Urss e all'esilio, perfino alla globalizzazione [...]. Come
lettore e critico l'ho seguito per piu' di quarant'anni, vedendolo crescere
fino a diventare Autore inconfondibile e con la A maiuscola. In un mondo in
cui i filosofi si definiscono 'lucidi', gli incendi 'danteschi' e in molti
amano il termine 'kafkiano', provero' a definire Lem 'prudente'. Molti non
saranno d'accordo, pensando ai suoi testi piu' deliranti. Lem ammirava
Borges, e sotto le sue disquisizioni barocche esiste un metodo.
Paradossalmente, la sua prudenza si aggancia sia al rigore scientifico, sia
allo humour, che e' il migliore antidoto al dogmatismo".
*
Apostasia dei primi lavori
Stanislaw Lem e' nato il 12 settembre 1921 a Lwow (in italiano Leopoli,
l'odierna Lviv, un tempo appartenente alla Polonia e oggi all'Ucraina). Da
piccolo si divertiva a inventare paesi immaginari, animali e oggetti che non
esistono. A scuola, un test lo segnala come il bambino piu' intelligente.
Benche' provenga dall'ambiente della buona borghesia, durante la seconda
guerra mondiale dovra' interrompere gli studi e lavorare come meccanico in
una fabbrica di automobili, perche' il regime nazista ha scoperto le lontane
ascendenze ebraiche della famiglia e disposto il sequestro di tutti i beni.
Ma il giovane Stanislaw e' abbastanza audace e comincia a svolgere attivita'
clandestine: aiuta i partigiani a rubare armi dai magazzini della Luftwaffe
perche' siano inviate agli uomini della Resistenza. Dopo la guerra arriva il
comunismo e i Lem si trasferiscono a Cracovia, dove si adatteranno a vivere
in un monolocale. In questo periodo il futuro scrittore svolge diversi
lavori, studia medicina (ricalcando le orme del padre) e lavora come
ostetrico. Da studente aveva gia' pubblicato poesie in una rivista cattolica
e scritto racconti per un periodico popolare.
I primi due romanzi escono rispettivamente nel 1946 e '48: Czlowiek z Marsa
(lett. L'uomo di Marte) e Szpital przemienienia (lett. L'ospedale della
trasfigurazione). Il secondo descrive l'esperienza di un medico in chiave
filosofica ed e' gia' ricco degli interrogativi di fondo che percorreranno
la sua opera: il problema etico in rapporto alla scienza e i limiti della
conoscenza.
Nel 1951, abbandonata la professione medica, Lem si occupa di cibernetica e
biologia, contribuendo a fondare le Accademie nazionali di astronautica e
cibernetica. Dopo la pubblicazione del nuovo romanzo di fantascienza Il
pianeta morto (Astronauci, 1951) e di alcuni disinvolti saggi scientifici,
entra in conflitto con le autorita' di osservanza sovietica, in particolare
con il presidente dell'Accademia di scienze agrarie dell'Urss, il biologo
Trofim Lysenko, di cui non condivide le teorie. Il clima ideologico imposto
dallo stalinismo scoraggia ogni tentativo di libera speculazione e Lem
abbandona temporaneamente l'attivita' di scrittore. Per mantenersi s'impiega
come assistente di laboratorio; qualche anno piu' tardi, morto Stalin e
caduto in disgrazia Lysenko, Lem riprendera' la penna e potra' finalmente
dare corso alla sua vena creativa.
A partire dal 1955, approfittando della relativa liberta' offerta a chi si
esprime attraverso i racconti immaginari di avventure scientifiche, diviene
scrittore a tempo pieno. In seguito manifestera' giudizi molto severi sulla
propria produzione giovanile: "Ritengo che i miei primi romanzi
fantascientifici non abbiano alcun valore (nonostante il fatto che,
attraverso le loro numerose edizioni, abbia ottenuto notorieta'
internazionale). Quando li ho scritti - ed e' senz'altro il caso di
Astronauci - ero spinto da motivi che oggi ancora comprendo, ma che non
riflettevano qualsivoglia esperienza della mia vita o del mio mondo. Nel
libro tutto e' perfetto ed equilibrato; fra i protagonisti c'e' un
personaggio russo positivo e uno cinese tanto carino; ogni pagina trasuda
ingenuita'. La speranza che il mondo del 2000 sarebbe stato magnifico e'
assolutamente infantile. Da giovane devo essere stato una specie di spugna
che assorbiva qualunque postulato del socialismo. Ero deciso a fare del
mondo un posto sempre piu' positivo. In un certo senso ingannavo me stesso,
perche' quei sentimenti e quelle speranze erano genuini. Oggi sono
lievemente disgustato da un libro come Astronauci".
Queste incertezze non minano la popolarita' dei libri successivi: La nube di
Magellano (Oblok Magellana, 1955), Inwazja z Aldebarana (lett. Invasione da
Aldebaran, 1959), il poliziesco fantastico L'indagine (Sledztwo, 1959), Gli
esploratori dell'astro ignoto o Pianeta Eden (Eden, 1959), Ritorno
dall'universo (Powrot z gwiazd, 1961). Sempre nel 1961 arriva Solaris e Lem
imbocca una strada che gli cambiera' la vita. La conferma della sua
posizione di preminenza a livello inventivo e stilistico e' assicurata,
negli anni, da testi come L'invincibile (Niezwyciezony, 1964), Fiabe per
robot (Bajki robotow, 1964), Cyberiade (Cyberiada, 1965), I viaggi del
pilota Pirx (Opowiesci o pilocie Pirxie, 1968), in cui si parla di robot e
delle macchine pensanti, Memorie di un viaggiatore spaziale (Dzienniki
gwiazdowe, 1971) e Il congresso di futurologia (Kongres futurologiczny,
1973).
*
L'uomo di fronte all'enigma
Una delle forme narrative per cui Lem e' diventato famoso descrive lo studio
di (o lo sbarco su) un mondo sconosciuto, un mondo-problema. Questo si
verifica, ad esempio, in Il pianeta morto, Eden, Solaris e L'invincibile,
fornendogli lo spunto per impostare nuovi dilemmi conoscitivi e costruirne
il relativo scenario. Non tutte queste opere sono alla stessa altezza, ma in
tutte e' presente lo spirito del ricercatore che si compiace di mettere
l'uomo a confronto con ordini di realta' enigmatici. Il pianeta morto del
romanzo omonimo e' Venere, su cui c'e' ragione di pensare che esistano forme
di vita intelligenti: ma il lungo viaggio dell'astronave Kosmokrator e'
destinato a concludersi con una sorpresa molto amara e di monito per tutti
noi. In Eden siamo di fronte a un altro mondo abitato e alla relativa
civilta': sembra facile riuscire a comunicare con gli abitanti del pianeta,
cosi' simili agli uomini. I terrestri credono di capire, ma un baratro di
incomprensione minaccia il primo contatto tra le due razze. Persino i piu'
semplici aspetti dell'una e dell'altra tecnologia sembrano enigmatici: per i
terrestri e' incomprensibile una fabbrica degli alieni, mentre per questi
ultimi e' assurda la scienza umana. L'invincibile e' un tipico puzzle:
bisogna scoprire la natura della pioggia nera che infesta Regis III, pianeta
ritenuto disabitato, e scoprire cos'e' successo alla missione precedente. La
soluzione dell'enigma comporta l'invenzione di una forma di vita totalmente
nuova e, per certi aspetti, inconcepibile...
Esplorando il problema affascinante dell'intelligenza, Lem si chiede quale
possibilita' esista di comunicare con forme di vita diverse da noi. Si
interroga sulla questione del caso e della necessita' in fisica; della
cultura umana in rapporto alle sue radici biologiche; del divino non solo
come tema assoluto, ma in relazione alle nostre limitate risorse: cosi',
forse, intelligenze evolutissime e capaci di influenzarci (Solaris)
apparirebbero soprannaturali ai nostri occhi di uomini, mentre il loro
operato potrebbe essere definito miracoloso. Le righe conclusive del romanzo
alludono, non a caso, a un'era di miracoli crudeli in cui l'umanita' dovra'
prendere coscienza di appartenere a una gerarchia dell'esistenza nella quale
non occupa il gradino piu' alto. Solaris, che secondo alcuni e' il
capolavoro romanzesco di Lem, descrive un pianeta coperto da un immenso
oceano di plasma. Non potendo posarsi sulla superficie, gli esseri umani lo
osservano da una stazione orbitale e hanno sviluppato una disciplina
teorica, la "solaristica", che ha accumulato un'imponente massa di fatti
parziali e ipotesi nate per spiegarli, ma in effetti e' rimasta ferma a un
arido livello accademico. Il protagonista del libro e' uno studioso che,
appena arrivato dalla Terra, rimane sconvolto dalle apparizioni che si
verificano all'interno della stazione, e che sembrano causate dall'oceano
intelligente di Solaris. Perche' ogni occupante della piccola comunita'
scientifica e' turbato da angosciosi incubi privati? Chi sono le creature,
emerse dal passato o dalla tomba, che si aggirano come donne e uomini
artificiali nelle stanze dell'osservatorio? Chi e' Solaris e qual e' il suo
ultimo scopo? A queste domande Lem non risponde in modo univoco, ma
preferisce sfruttare il potenziale dirompente delle apparizioni per muovere
il lettore verso una soluzione personale e profonda del problema, che
probabilmente e' superiore alle capacita' di comprensione umane ma che non
sfugge al nostro lato irrazionale e inconscio. Solaris, tuttavia, non e' un
romanzo psicologico e si muove su altri livelli: epistemologico, metafisico,
di satira (la solaristica come scienza immobile e' simile al marxismo
scientifico nell'Europa dell'Est). Per alcuni di noi il pianeta pensante
potrebbe essere un dio, ma neanche questa e' una risposta definitiva: quello
che affascina Lem, infatti, e' la natura del problema, la necessita'
concettuale di porsi di fronte a una domanda totale.
*
Non si e' mai troppo ironici
Di li' a poco viene pubblicata la prima "prefazione a un libro inesistente",
genere alla Borges al quale Lem tornera' volentieri: e' contenuta nelle
Memorie trovate in una vasca da bagno (Pamietnik znaleziony w wannie, '61).
Con questo testo, scritto nello stesso anno di Solaris ma in un tono
completamente diverso, quello dell'apologo, Lem immagina la scoperta di uno
dei rarissimi manoscritti della storia antica dell'umanita', andati perduti
in massa a causa di un morbo che ha distrutto la carta. Salvatosi in un
pezzo di roccia vulcanica, il manoscritto racconta la storia di un non
meglio precisato agente del passato, fedelissimo a un regime dispotico e
autoritario, ma soprattutto al Palazzo cui e' stato assegnato. Invano il
nostro esplora i meandri del Palazzo: non ne verra' mai a capo e anzi
scoprira' che i suoi ideali, la sua fedelta', i suoi pensieri nulla contano
rispetto alle intenzioni del Palazzo stesso, che pensa e vuole per lui.
L'uomo e' solo uno strumento e di cio' deve accontentarsi: e' un passo
avanti nella misteriosa direzione di Solaris, ma senza alcuna illusione.
Particolarmente celebri sono i racconti di Lem dedicati al tema dei robot e
delle macchine pensanti, come si vede nella Cyberiade e in alcuni episodi
dei Viaggi del pilota Pirx. Il robot, la cui personalita' e' definita da un
accumulo di esperienze e di ricordi, non e' diverso dall'uomo e non sempre
e' stato creato da lui. Vi sono civilta' robotiche capaci di riprodursi da
sole, come vi sono robot potentissimi e intelligentissimi che si divertono a
creare invenzioni sorprendenti e a interrogarsi sulla natura del mondo. Il
tema dell'intelligenza artificiale, gia' presente nell'inedita raccolta
Ksiega robotow (lett. Il libro dei robot) del 1961, si afferma nelle Fiabe
per robot del 1964, in cui "robot di tutti i generi animano fiabe di sapore
galattico: draghi e principesse si mescolano a polveri intelligenti,
temerari elettroguerrieri si avventurano su oceani gelati, ingegneri un po'
folli punzecchiano le stelle". Il libro e' stato recentemente tradotto in
italiano per la prima volta. In Cyberiade (1965, che ha per sottotitolo
"Viaggio comico, binario e libidinatorio nell'universo di due fantageni")
assistiamo alle imprese dei robot ingegneri Trurl e Klapaucius, che
ingaggiano sfide su e giu' per il cosmo a suon di invenzioni. Le loro
esilaranti avventure, mosse dal desiderio di superarsi a vicenda, si
concludono molto male per chi tenta di impiegarli costruttivamente, e piu'
d'una volta essi mettono a repentaglio l'esistenza del mondo. Fra computer
onnipotenti, creature dagli occhi-laser, poeti elettronici e macchine
narratrici che non riescono mai a finire un racconto, Lem costruisce sotto i
nostri occhi un mondo di invenzioni pazzesche, facendo di Cyberiade un
indispensabile vademecum della vita meccanica.
Comunque, non esistono problemi abbastanza seri che non possano essere
trattati con piglio scherzoso; l'opera di Stanislaw Lem abbonda di giochi
linguistici e di prospettiva, mentre dal miscuglio di stili letterari
diversi ottiene effetti paradossali che sottolineano come lo sviluppo della
tecnologia e le brusche modificazioni della societa' producano essi stessi
effetti grotteschi. Narratore-filosofo che ha ben chiaro l'esempio
dell'utopia, Lem ne aggiorna i temi sconfinando in una satira che non sempre
e' manifesta, ma che percorre la sua opera come un costante sottotesto.
Il primo astronauta famoso della narrativa di Lem e' Pirx, che nelle
avventure compendiate nei Viaggi del pilota Pirx, 1968, affronta situazioni
paradossali e intelligenze di varie specie, incluse quelle artificiali.
Quando un robot comincia a funzionare male (il racconto e' "Terminus"), lo
apostrofa in termini adatti alla follia umana piu' che alle disfunzioni
cibernetiche: "Pazzo! Maledetto pazzo di ferro!". Con Il congresso di
futurologia del 1973 si afferma in scena un altro esploratore
interplanetario, l'astronauta Ijon Tichy. Qui lo vediamo partecipare
all'ottavo Congresso di futurologia, in un albergo di dimensioni ciclopiche
e in mezzo a gruppi di personaggi della piu' dubbia provenienza. Durante i
lavori l'astronauta viene narcotizzato, prelevato da un elicottero militare
e alloggiato in una clinica dove viene ibernato. All'esterno, un colpo di
Stato cambia radicalmente le cose nel Paese centroamericano dove si svolge
il congresso. Ijon si risveglia nel 2039, in un mondo molto diverso e
dominato dalle droghe psicotroniche, grazie alle quali il regime mantiene un
ferreo controllo sulla popolazione. Il personaggio di Ijon Tichy ricorre in
altre opere: Memorie di un viaggiatore spaziale, del 1971, e Pace al mondo
(Pokoj na ziemi, 1987). La prima e' una raccolta delle avventure nello
spazio e di ricordi del celebre astronauta, conclusi da una lettera aperta
in cui Ijon lancia un appello per salvare il cosmo. Nella seconda, un
romanzo, il viaggiatore spaziale e' appena rientrato da un tour esplorativo
nella costellazione del Vitello e viene mandato in missione segreta sulla
Luna. Mentre soddisfa un bisogno fisiologico nel Mare della Serenita', viene
colpito dai micidiali effetti di un'arma ultrasonica che spacca in due il
corpo calloso del suo cervello, con l'effetto assai poco desiderabile di
"dividere a meta'" non solo la mente della vittima, ma anche il suo corpo.
Ora Ijon Tichy ha la spiacevolissima certezza di non essere una sola
persona, ma due...
*
Questi americani...
Consacrato, a partire dagli anni Sessanta, come il piu' celebre autore
europeo di speculative fiction, Lem entra in contatto con i colleghi di
tutto il mondo e in particolare americani. Per Lem, tuttavia, la
fantascienza Usa e' un genere dozzinale e sacrificato alle esigenze di un
mercato miope, infantile. Tra i pochi autori statunitensi che salva c'e'
Philip Dick, che in uno dei saggi contenuti nella raccolta teorica
Micromondi definisce "visionario tra i ciarlatani". Quando, nel 1969, Ursula
K. Le Guin pubblica il romanzo La mano sinistra delle tenebre, vincitore del
Premio Hugo nell'anno successivo, Lem l'attacca aspramente su basi
scientifiche, sostenendo che una civilta' come quella immaginata da Le Guin,
i cui membri cambiano sesso con il cambiare delle stagioni, e' inammissibile
sia dal punto di vista biologico che psicologico, perche' una tale
alternanza produrrebbe gravi squilibri d'ordine individuale e sociale. Il
mondo ristretto della fantascienza professionale americana, che in un primo
tempo aveva accolto Lem come un confratello tra le sue file, decide di
espellerlo. A nulla valgono i buoni uffici di vari intermediari, mentre
persino Philip K. Dick vota contro di lui, sanzionandone l'uscita dal gruppo
Sfwa (Science Fiction Writers of America). Per Lem, che della letteratura
scientifica ha una visione spregiudicata, il mercato occidentale incoraggia
lo svilimento di un genere potenzialmente "alto".
*
Non solo il doppio Solaris
L'opera di Lem ha attratto piu' volte il cinema e si contano piu' di
quindici film o telefilm che a lui devono il copione: da Il pianeta morto e'
stato tratto il film Soyuz 111 terrore su Venere (Repubblica democratica
tedesca, 1960), mentre la serie televisiva polacca Il teatro dei trenta
minuti (1965) lo vede nella veste di sceneggiatore. Nel 1973 Andreij
Tarkovskij ha diretto la prima versione cinematografica di Solaris, una
grande produzione russa che in alcuni Paesi occidentali e' arrivata mutila
ma che sara' in seguito reintegrata in tutto il suo splendore. Dai Viaggi
del pilota Pirx sono stati tratti un telefilm ungherese del 1972 e un film
sovietico del '78, mentre nel 1979 e' stato prodotto in Polonia L'ospedale
della trasfigurazione. Nel 1988 e' la volta del film olandese Vittime del
cervello, tratto da un racconto di Lem, e nel '94 del tedesco
Marianengraben, ricavato da un'altra storia breve.
Nel 2002 il regista Steven Soderbergh e l'attore George Clooney realizzano
un rifacimento di Solaris, ispirandosi in modo evidente al capolavoro di
Tarkovskij che Lem aveva gia' a suo tempo condannato, giudicandolo poco
fedele al romanzo. Nel 2003 lo scrittore ha interpretato se stesso in Polacy
Polacy di Krzysztof Gieraltowski, l'eminente "ritrattista" dei polacchi
illustri. Nel film, Lem e' in compagnia di altri celebri cracoviani: lo
stesso Gieraltowski, il compositore Krzysztof Penderecki e il premio Nobel
per la Letteratura Wislawa Szymborska. Per il 2007, infine, e' annunciato il
film ungherese di Pater Sparrow Il minuto umano, tratto da un racconto che
nella versione letteraria si presenta come la prefazione a un libro mai
scritto. Il racconto descrive, paradossalmente, cio' che fanno tutti gli
abitanti della Terra nell'arco di un fatidico minuto.
*
Da narratore a saggista
Ma al di la' della narrativa e del cinema, l'apporto di Stanislaw Lem alla
speculazione teorica e' culminato in una serie di saggi e trattati
scientifici. Il piu' famoso e' forse Summa Technologiae del 1964, in cui Lem
espone le sue idee sulla direzione che prenderanno scienza e tecnologia, in
un quadro dagli ampi orizzonti che ha la robustezza di un vero e proprio
sistema filosofico. Col passare degli anni lo scrittore di Cracovia ha
dedicato sempre meno tempo alla narrativa e sempre maggior interesse ai
saggi e agli apologhi brevi, pubblicando numerosi testi di ricerca: oltre
alla Summa gia' citata, bisogna ricordare Dialogi (lett. Dialoghi, 1957);
Wejscie na orbite (lett. Andare in orbita, 1962); Filozofia przypadku (lett.
La filosofia degli incidenti, 1968), Rozprawy i szkice (lett. Considerazioni
e schizzi, 1975); Sex Wars (1996); Tajemnica chinskiego pokoju (Lett. Il
mistero della camera cinese, 1996); Dziury w calym (lett. Cercar problemi,
1997); Bomba megabitowa (lett. La bomba a megabyte, 1999); Okamgnienie
(lett. Secondo spaccato, 2000); Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull'orlo
del baratro, 2000). Alla fantascienza ha dedicato vari interventi, una
selezione dei quali e' riunita nel volume americano Micromondi (Microworlds,
1985) preparato dall'allora agente letterario di Lem, lo specialista
austriaco Franz Rottensteiner. Un'autobiografia intitolata Wysoki zamek
(lett. L'alto castello) era gia' apparsa nel 1966. Nel 1999 sono uscite le
Rozmowy ze Stanislawem Lemem (lett. Conversazioni con S.L.).
*
Da noi un oblio immeritato
L'ultima fase della vita di Lem non e' stata meno ricca di avvenimenti della
prima. Durante il governo del generale Jaruzelski, l'uomo che nel dicembre
1981 mettera' fuorilegge líorganizzazione libertaria Solidarnosc (con la
scusa di evitare una possibile invasione sovietica), Lem e' costretto a
lasciare la Polonia e ad andare in esilio in Austria e in Germania. Tornato
in patria soltanto nel 1988, si e' ristabilito nella sua Cracovia dove e'
scomparso il 27 marzo 2006.
Stanislaw Lem e' uno scrittore insufficientemente noto in Italia. La sua
opera piu' famosa in campo narrativo, Solaris, e' stata ampiamente letta a
partire dal 1973, quando ne e' apparsa la prima traduzione, ma Il congresso
di futurologia, Memorie di un viaggiatore spaziale, I viaggi del pilota Pirx
e Cyberiade sono conosciuti, oggi come oggi, solo da una minoranza di
lettori colti. Per anni la sua opera e' rimasta frammentata tra varie case
editrici e alcune collane specializzate in fantascienza, contribuendo a
disorientare il pubblico. Solo recentemente un editore milanese ne ha
acquisito i diritti e ha cominciato a rimediare a tutto questo, pubblicando
organicamente opere come Cyberiade, Il congresso di futurologia, Fiabe per
robot e altre.
Della grande produzione saggistica e teorica, quasi nulla e' stato tradotto:
fa eccezione la raccolta di saggi Micromondi. Nonostante questa situazione,
Stanislaw Lem e' un autore che ha meritato molte attenzioni, sia pure in
ambiti specifici e a volte, per forza di cose, esclusivi. In Polonia e' una
gloria nazionale, ma e' celebre anche in Germania, Francia, Inghilterra e
Spagna, mentre in Russia e' stato un best seller. Negli Stati Uniti e'
pubblicato da un editore letterario come Harcourt; in Italia e' stato
studiato soprattutto dagli esperti di science fiction, ma oggi, grazie alle
riedizioni dei romanzi principali e alla ripubblicazione di alcuni classici,
la stampa ha ripreso a occuparsene e la notizia della morte ha causato
emozione ovunque. E benche' Lem sia indubbiamente un autore per lettori
colti e non casuali, i suoi testi di fantascienza classica - Il pianeta
morto, Eden, Solaris, L'invincibile, I viaggi del pilota Pirx - sono alla
portata del pubblico generale, non specializzato. Solaris, in particolare,
e' un libro ingannevolmente "facile", che puo' essere letto come un thriller
senza che questo diminuisca minimamente il suo fascino. E' un libro per
molti lettori, che vi scopriranno ciascuno il proprio romanzo su misura.
*
Un filosofo laureato in medicina
1921 Stanislaw Lem nasce a Lwow, l'odierna Lviv (Leopoli) in Ucraina. A
quell'epoca la citta' apparteneva alla Polonia e Lem era figlio di un medico
che veniva dall'agiata borghesia.
1940-41 Stanislaw finisce le scuole superiori e vorrebbe studiare filosofia,
ma poi si iscrive a Medicina per seguire le orme paterne. Nella Polonia
invasa dai nazisti, i Lem (che vantano ascendenze ebraiche) si vedono
confiscare tutti i beni.
1942-45 Il giovane Stanislaw e' costretto a interrompere gli studi e a
cercare lavoro in fabbrica. Durante questo periodo, collabora con la
Resistenza antinazista.
1946 Finita la guerra, la famiglia si trasferisce a Cracovia. Qui Lem vivra'
fino alla morte, con una sola parentesi negli anni Ottanta. A Cracovia si
laurea in Medicina.
1951 Esce il suo primo romanzo, Astronauci (Il pianeta morto).
1955 Riprende a scrivere dopo una parentesi di qualche anno e pubblica Oblok
Magellana (lett. La nube di Magellano). Da ora in poi sara' scrittore a
tempo pieno.
1957-2000 Escono numerosi saggi, una parte della produzione di Lem quasi
completamente sconosciuta nel nostro Paese: Dialogi (lett. Dialoghi, 1957);
Wejscie na orbite (lett. Andare in orbita, 1962); Filozofia przypadku (lett.
La filosofia degli incidenti, 1968), Rozprawy i szkice (lett. Considerazioni
e schizzi, 1975); Micromondi (Microworlds, 1985); Sex Wars (1996); Tajemnica
chinskiego pokoju (Lett. Il mistero della camera cinese, 1996); Dziury w
calym (lett. Cercar problemi, 1997); Bomba megabitowa (lett. La bomba a
megabyte, 1999); Okamgnienie (lett. Secondo spaccato, 2000); Swiat na
krawedzi (lett. Il mondo sull'orlo del baratro, 2000).
1959 Esce Eden (Gli esploratori dell'astro ignoto, noto anche come Eden e
Pianeta Eden).
1960-2007 Numerosi sono i film tratti dalle opere narrative di Lem. Dal
Pianeta morto e' stato ricavato Soyuz 111 terrore su Venere; dai Viaggi del
pilota Pirx sono stati tratti un telefilm e un lungometraggio. Nel 1979 e'
stato realizzato L'ospedale della trasfigurazione. Nel 1988 e' la volta di
Vittime del cervello, nel '94 di Marianengraben. Nel 2002 arriva il
rifacimento di Solaris con George Clooney. Nel 2003 lo scrittore ha
interpretato se stesso in Polacy Polacy di Krzysztof Gieraltowski. Per il
2007, infine, e' annunciato One Human Minute di Pater Sparrow.
1961 Escono Solaris e Memorie trovate in una vasca da bagno (Pamietnik
znaleziony w wannie).
1964 Esce la Summa Technologiae, il piu' celebre trattato
filosofico-scientifico di Lem.
1964-73 Escono L'invincibile (Niezwyciezony, 1964), Fiabe per robot (Bajki
robotow, 1964), Cyberiade (Cyberiada, 1965), I viaggi del pilota Pirx
(Opowiesci o pilocie Pirxie, 1968), Memorie di un viaggiatore spaziale
(Dzienniki gwiazdowe, 1971), Il congresso di futurologia (Kongres
futurologiczny, 1973).
1966 Esce l'autobiografia Wysoki zamek (lett. L'alto castello).
1973 Andreij Tarkovskij dirige la prima versione cinematografica di Solaris.
L'autore minaccia di citare in giudizio il regista per i cambiamenti
apportati al suo racconto. Il libro viene tradotto in italiano da Eva
Bolzoni.
1981 Lascia la Polonia dopo l'instaurarsi del regime del generale
Jaruzelski, che mette fuorilegge il sindacato di Lech Walesa, Solidarnosc.
1988 Lem fa ritorno in Polonia e si stabilisce nuovamente a Cracovia, dove
restera' fino alla morte.
1999 Escono le Rozmowy ze Stanislawem Lemem (lett. Conversazioni con S.L.).
2000 Esce Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull'orlo del baratro), uno dei
saggi piu' importanti.
2006 Il 27 marzo muore a Cracovia.

3. LIBRI. ALESSANDRA MARANI PRESENTA "CHIESA CATTOLICA E TERZO REICH
(1933-1934)" DI MARTINO PATTI
[Dal quotidiano "Il manifesto" del 19 settembre 2008 col titolo "Affinita'
elettive in nome dell'ordine" e il sommario "Documenti. I rapporti tra
chiesa cattolica e nazismo"]

Martino Patti, Chiesa cattolica e Terzo Reich (1933-1934), Morcelliana, pp.
368, euro 25.
*
Risalgono a poco piu' di un anno fa le tensioni fra il Vaticano e Israele
per la didascalia posta sotto la foto di Pio XII nel museo dell'Olocausto a
Gerusalemme che attribuisce al pontefice pesanti responsabilita' per non
avere condannato esplicitamente il nazismo. La posizione della chiesa
cattolica nei confronti del Terzo Reich continua infatti a costituire un
nodo problematico non risolto. Anche la produzione storiografica e' divisa
tra chi sottolinea la netta contrapposizione dell'istituzione ecclesiastica
al nazismo e chi mette in evidenza le radici profonde del consenso cattolico
al nazionalsocialismo, come testimoniano il saggio di Giovanni Miccoli I
dilemmi e i silenzi di Pio XII (Rizzoli, 2000) e la miscellanea
Cattolicesimo e totalitarismo curata da Daniele Menozzi e Renato Moro
(Morcelliana, 2004).
In Chiesa cattolica e Terzo Reich (1933-1934) Martino Patti pubblica adesso
cinque saggi editi tra il 1933 e il 1934 dall'editore Aschendorff ad opera
di altrettanti intellettuali cattolici tedeschi. Gli scritti dimostrano il
solido fondarsi di questi studiosi in una stessa cultura che usava
riferimenti filosofici, categorie di lettura del presente e del recente
passato, modelli di relazione tra chiesa e societa' uniformi. Ma ognuno
degli autori coniuga quei dati comuni con altre suggestioni provenienti
dalla cultura filosofica tedesca e da' cosi' un apporto specifico alla
precisazione delle affinita' tra cattolicesimo e nazionalsocialismo.
Nel saggio di Michael Schmaus - professore di dogmatica all'Universita' di
Muenster - sono presenti gli elementi propri di una cultura cattolica
intransigente che si e' opposta all'Illuminismo, al processo di
laicizzazione dello stato, di secolarizzazione della societa', che ha
giudicato l'eta' moderna come l'eta' del "soggettivismo esasperato" e della
scienza "priva di premesse morali fondate a priori" e che ha condannato il
liberalismo, origine di tutti i mali successivi. Schmaus giudica il
nazionalsocialismo la grande occasione per combattere il bolscevismo, per
rigettare "l'inganno secondo cui la sapienza umana potrebbe forgiare da se'
le leggi che regolano l'economia e la societa'" e per ricreare una societa'
rispettosa dell'ordine naturale voluto a Dio: organica, fondata sui principi
di autorita', ordine gerarchico, rispetto delle "differenze ontologiche"
degli individui e che ripudia sia la concezione democratica che la pretesa
di eguaglianza tra uomo e donna. Nelle pagine del teologo, poi docente
all'universita' di Monaco dal 1946 al 1956 e perito straordinario al
Concilio Vaticano II, e' presente anche la convinzione, derivata dalla
filosofia di San Tommaso, che stato e chiesa si devono armonizzare per
condurre gli uomini al conseguimento dei loro fini. Questa visione, unita
all'affermazione che il bene dello stato viene prima del bene del singolo,
spiega la necessita' della limitazione della liberta' individuale, giudicata
tra l'altro in linea con la dottrina cattolica del peccato originale "che
giustifica la diffidenza verso la liberta'". Infine il concetto di Volk
(comunanza di "lingua, di sangue, di terra, di destino e di dovere") diventa
il punto di incontro della concezione organicistica antiliberale con una
concezione di Dio contaminata con categorie hegeliane, da cui deriva la
convinzione che ad ogni Volk spetti una specifica missione e a quello
tedesco "uno dei compiti piu' significativi".
Nel suo saggio Joseph Lortz - professore all'Accademia di Braunsberg e
autore della Storia della Chiesa in una prospettiva di storia delle idee,
che nel 1960 raggiunse la sua ventesima edizione tedesca - individua nel
nazionalsocialismo cio' che permette alla chiesa di portare a compimento la
sua evoluzione storica: il superamento della sua politicizzazione
(necessaria nell'eta' liberale in cui lo stato laico non accettava piu' i
fondamenti dell'ordine naturale), la diffusione capillare dell'etica
cattolica e la realizzazione dell'unita' ecclesiale dopo la spaccatura
introdotta dalla Riforma di Lutero.
Il testo di Franz G. Taeschner, professore di storia orientale
all'Universita' di Muenster fino al 1956, consente poi di evidenziare come
l'affermazione che il cristianesimo e' portatore di una concezione
totalitaria, alla quale corrisponde la conduzione autoritaria della chiesa,
sia strettamente connessa con l'accettazione della dimensione totalitaria
del nazionalsocialismo. L'autore afferma che il Terzo Reich si conforma alle
leggi di natura proprio grazie alla concezione della nazione come "organismo
vivente", basata sul fondamento razziale e in cui il singolo e' un tassello
della Volkgemeinschaft, e alla concezione autoritaria dello stato. Per
Taeschner, cattolicesimo e nazionalsocialismo sono allora due realta'
assolutamente complementari.
Infine il saggio di Josef Pieper, dal 1959 professore di antropologia
filosofica all'Universita' di Muenster, sottolinea le concordanze tra i
contenuti dell'enciclica di Pio XI del 15 maggio 1931 - che, condannando la
lotta di classe, proponeva un modello di societa' organicistico e valutava
positivamente il corporativismo - e il diritto del lavoro dello stato
nazionalsocialista.
Il volume di Patti permette dunque importanti precisazioni circa i complessi
sedimenti filosofici, teologici, ecclesiologici, economico-sociali che hanno
condotto questo gruppo di intellettuali cattolici a interpretare il fenomeno
del nazionalsocialismo come l'evento provvidenziale che consentiva il
superamento degli errori della modernita' e la via attraverso cui
ristabilire l'ordine naturale voluto da Dio, di cui la chiesa cattolica si
riteneva depositaria.

4. STRUMENTI. PER ABBONARSI AD "AZIONE NONVIOLENTA"

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da
Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito
sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.
Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 29 euro sul ccp n. 10250363
intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.
E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo
an at nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".
Per informazioni e contatti: redazione, direzione, amministrazione, via
Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e
15-19), fax: 0458009212, e-mail: an at nonviolenti.org, sito:
www.nonviolenti.org

5. STRUMENTI. L'AGENDA "GIORNI NONVIOLENTI 2009"

Dal 1994, ogni anno le Edizioni Qualevita pubblicano l'agenda "Giorni
nonviolenti" che nelle sue oltre 400 pagine, insieme allo spazio quotidiano
per descrivere giorni sereni, per fissare appuntamenti ricchi di umanita',
per raccontare momenti in cui la forza interiore ha avuto la meglio sulla
forza dei muscoli o delle armi, offre spunti giornalieri di riflessione
tratti dagli scritti o dai discorsi di persone che alla nonviolenza hanno
dedicato una vita intera: ne risulta una sorta di antologia della
nonviolenza che ogni anno viene aggiornata e completamente rinnovata.
E' disponibile l'agenda "Giorni nonviolenti 2009".
- 1 copia: euro 10
- 3 copie: euro 9,30 cad.
- 5 copie: euro 8,60 cad.
- 10 copie: euro 8,10 cad.
- 25 copie: euro 7,50 cad.
- 50 copie: euro 7 cad.
- 100 copie: euro 5,75 cad.
Richiedere a: Qualevita Edizioni, via Michelangelo 2, 67030 Torre dei Nolfi
(Aq), tel. e fax: 0864460006, cell.: 3495843946,  e-mail: info at qualevita.it,
sito: www.qualevita.it

6. STRUMENTI. L'AGENDA DELL'ANTIMAFIA 2009

E' in libreria l'Agenda dell'antimafia 2009, quest'anno dedicata alle donne
nella lotta contro le mafie e per la democrazia.
E' curata dal Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" di
Palermo ed edita dall'editore Di Girolamo di Trapani.
Si puo' acquistare (euro 10 a copia) in libreria o richiedere al Centro
Impastato o all'editore.
*
Per richieste:
- Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Via Villa
Sperlinga 15, 90144 Palermo, tel. 0916259789, fax: 0917301490, e-mail:
csdgi at tin.it, sito: www.centroimpastato.it
- Di Girolamo Editore, corso V. Emanuele 32/34, 91100 Trapani, tel. e fax:
923540339, e-mail: info at ilpozzodigiacobbe.com, sito:
www.digirolamoeditore.com e anche www.ilpozzodigiacobbe.com

7. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

8. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.miritalia.org; per contatti: mir at peacelink.it, luciano.benini at tin.it,
sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 674 del 19 dicembre 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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