Minime. 508



NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 508 del 6 luglio 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

Sommario di questo numero:
1. Osvaldo Caffianchi: A Civitavecchia il 24 giugno
2. "Peacereporter": Le stragi degli ultimi giorni in Afghanistan
3. Una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, cui l'Italia
partecipa in violazione della legalita' costituzionale e del diritto
internazionale
4. "Famiglia cristiana": L'indecente proposta di Maroni
5. Maria Bonafede: Campagne d'odio
6. Beppe Del Colle: Razzismo strisciante in difesa della "Patria"
7. Moni Ovadia: Il premio Nobel per la pace al popolo rom
8. Maristella Iervasi intervista Santino Spinelli
9. Una conferenza stampa l'8 luglio a Roma
10. A Roma il 4 ottobre
11. La "Carta" del Movimento Nonviolento
12. Per saperne di piu'

1. MEMORIA. OSVALDO CAFFIANCHI: A CIVITAVECCHIA IL 24 GIUGNO
[A Civitavecchia il 24 giugno del 2008, nel cantiere della centrale Enel di
Torre Valdaliga Nord, di cui e' in corso la velenosa riconversione a carbone
contro la volonta' della popolazione tutta dell'Alto Lazio, un operaio
slovacco muore sul lavoro. Quella sera il nostro amico Osvaldo Caffianchi
scrisse queste righe di amaro cordoglio, che oggi ci consente di pubblicare]

Fredde, precise, le agenzie di stampa
danno notizia che a Civitavecchia
nel cupo assolato cantiere di Torre Nord
un dipendente della ditta Pichler,
Ivan Ciffary, di 24 anni,
di nazionalita' slovacca, addetto
al montaggio del nastro trasporto carbone,
e' precipitato da un'altezza stimabile
in 15-20 metri
ed e' deceduto sul colpo. Lo rende
noto dell'Enel un comunicato.

E l'amministratore delegato
ha chiesto subito di effettuare
i necessari accertamenti all'Organismo
di Vigilanza per la Sicurezza.
Sono sensibili gli amministratori delegati
e che il sangue sporchi gli impianti
trovano disdicevole per il pubblico decoro
e l'efficienza dell'azienda.

Strizzate, gelide, pronte all'ossequio
di stampa le agenzie.
Ebbre di lettere maiuscole. il Migliore
del Mondi Possibili e' certo
questo. E sempre ha ragione Chi Comanda.
E la notizia di un misero Effetto
Collaterale dello Sviluppo
gia' la cancella la notizia prossima,
una pausa di pubblicita', il pettegolezzo
sul divo alla moda, la dichiarazione
tonitruante del fedele cortigiano.

Non dicono pero' che gia' era morto
in quel cantiere Michele Cozzolino
colpito da un tubo innocenti
non molti mesi fa. Non dice l'Enel
che questo cantiere di furia procede
e che tante persone di tutto l'Alto Lazio
non vogliono quella centrale a carbone
che se realizzata uccidera' lentamente
tante persone, come di furia
in questi mesi gia' ne ha uccise due.
Non dicono
quanto feroce sia lo sfruttamento.
Quanto razzista, quanto totalitario
sia l'odio dei ricchi per i poveri
il disprezzo dei ricchi per i poveri
la guerra di classe dei ricchi contro i poveri
la guerra di classe dei rapinatori
contro l'umanita' sfruttata e rapinata
povera perche' da sempre impoverita.

Lo dico allora io. E dico anche:
unitevi, lavoratori
di tutti i paesi.
Sorelle e fratelli, unitevi.
Solo chi e' oppresso puo' salvare il mondo.

Chi trae profitto dallo sfruttamento
non salva le vite, le uccide.
Chi salva una persona salva il mondo:
chi salva il mondo salva tutte le persone.

Una e la stessa e' la lotta
per la dignita' umana di ogni essere umano
per la vita degli esseri umani e del pianeta.
Se non lo dicono le agenzie di stampa,
e dillo allora tu.

2. GUERRA. "PEACEREPORTER": LE STRAGI DEGLI ULTIMI GIORNI IN AFGHANISTAN
[Dal sito di "Peacereporter" (www.peacereporter.net) riportiamo queste brevi
notizie degli ultimi giorni]

Primo luglio 2008
Scontri con le truppe Nato e pachistane, uccisi 33 militanti islamici
Le forze Nato in Afghanistan, assieme alle truppe pachistane, hanno ucciso
33 militanti islamici lungo il confine tra i due Paesi, in un raro esempio
di cooperazione militare tra gli eserciti occidentali e quello di Islamabad.
Lo ha annunciato oggi l'Alleanza Atlantica. Ieri, i militanti avevano
attaccato con razzi Rpg un avamposto delle truppe Isaf nel distretto di
Spera, nella provincia orientale di Khost. I militari hanno risposto con
colpi di mortaio e di artiglieria, oltre che con raid aerei.
*
2 luglio 2008
Attentato contro convoglio della coalizione nella provincia di Kandahar
Un attacco suicida con un'auto imbottita di esplosivo, ha colpito un
convoglio militare delle forze di coalizione. E' accaduto lungo la strada
che porta a sud, a Spin Boldak, citta' sul confine pakistano. A riportare la
notizia e' stato il comandante della polizia Abdul Razaq, che non e' ancora
in grado di dare un bilancio dell'attentato. Un testimone oculare, Mohammad
Yousuf, che abita a Spin Boldak, ha riferito di aver visto una colonna di
fumo provenire da un mezzo corazzato e dei soldati feriti che venivano
trasportati su altri veicoli.
*
2 luglio 2008
Attentato suicida contro il governatore di Nimroz: quattro morti
Ghulam Dastagir Azad, governatore della provincia di Nimroz, in Afghanistan,
e' rimasto illeso dopo che un attentatore suicida si e' fatto esplodere al
passaggio del convoglio sul quale viaggiavano Azad e la sua scorta. Quattro
persone sono rimaste uccise nell'esplosione.
*
3 luglio 2008
Battaglia di dieci ore in zona italiana: uccisi 25 talebani
Ieri nella provincia occidentale di Badghis, di competenza del contingente
spagnolo ma rientrante sotto il comando regionale italiano, le truppe Nato
hanno combattuto i talebani nel corso di una battaglia durata dieci ore. Gli
scontri si sono verificati nel distretto di Muqur, e hanno provocato la
morte - secondo i comandi Nato - di almeno 25 guerriglieri. La battaglia e'
scoppiata dopo che i talebani hanno attaccato le truppe Nato che erano
impegnate nel rastrellamento di un villaggio.
*
4 luglio 2008
Afghanistan, Usa fanno strage di civili in Nuristan, uccise 22 persone
Ventidue civili, compresi donne e bambini, sono stati uccisi da un
bombardamento aereo compiuto dalla coalizione a guida Usa nell'Afghanistan
orientale. Lo ha denunciato Zia ul Rahman, responsabile del distretto dove
e' avvenuta la strage. L'attacco e' avvenuto nella provincia di Nuristan, su
una strada del distretto di Walid. Rahman ha detto che sono stati centrati
due veicoli con a bordo persone non armate e non combattenti. "I civili
stavano abbandonando la zona - ha spiegato la fonte - dopo che soldati della
coalizione a guida Usa li avevano avvertiti che sarebbe stata lanciata una
vasta operazione contro i talebani" e che quindi sarebbe stato pericoloso
restare nell'area. "I civili - ha concluso Rahman parlando con i
giornalisti - erano a bordo di due automezzi e sono stati ammazzati dal raid
aereo". I militari Usa finora non hanno commentato la vicenda.

3. AFGHANISTAN. UNA GUERRA TERRORISTA E STRAGISTA, IMPERIALISTA E RAZZISTA,
CUI L'ITALIA PARTECIPA IN VIOLAZIONE DELLA LEGALITA' COSTITUZIONALE E DEL
DIRITTO INTERNAZIONALE

In Afghanistan e' in corso una guerra terrorista e stragista, imperialista e
razzista, cui l'Italia partecipa in violazione della legalita'
costituzionale e del diritto internazionale.
Almeno noi non ci stancheremo di ripeterlo.
Almeno noi non ci stancheremo di ripetere la nostra opposizione alla guerra,
che sempre consiste di omicidi di massa, che sempre e' nemica dell'umanita'.
Solo la pace invera la dignita' e i diritti umani, la civilta' giuridica e
la civile convivenza, la solidarieta' che tutte e tutti riconosce e
raggiunge.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

4. RIFLESSIONE. "FAMIGLIA CRISTIANA: L'INDECENTE PROPOSTA DI MARONI
[Dal settimanale "Famiglia cristiana" n. 27 del 6 luglio 2008 riprendiamo il
seguente articolo (disponible anche nel sito www.sanpaolo.org/fc/) col
titolo "Silenzio assordante contro l'indecento proposta di Maroni. Prima
pero' le impronte dei parlamentari e dei figli" e il sottotitolo "Spetta al
Governo, ha detto monsignor Marchetto di Migrantes, favorire le iniziative
di istruzione che sono alimentate nei campi rom solo dalle associazioni di
volontariato"]

Alla prima prova d'esame i ministri "cattolici" del Governo del Cavaliere
escono bocciati, senza appello. Per loro la dignita' dell'uomo vale zero. Il
principio della responsabilita' di proteggere (cioe', il riconoscimento
dell'unita' della famiglia umana e l'attenzione per la dignita' di ogni uomo
e donna), ampiamente illustrato da papa Benedetto XVI all'Onu, e' carta
straccia. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare Maroni e
l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini
rom.
Avremmo dato credito al ministro se, assieme alla schedatura, avesse detto
come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli dagli spazi condivisi coi
topi. Che aiuti ha previsto? Nulla. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, s'e'
rifiutato di schedare, il presidente del Veneto, Galan, ha parlato di
"fantapolitica", ma il ministro non arretra d'un millimetro.
Non stupisce, invece, il silenzio della nuova presidente della Commissione
per l'infanzia, Alessandra Mussolini (non era piu' adatta Luisa Santolini,
ex presidente del Forum delle famiglie?), perche' le schedature etniche e
religiose fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere
patrimonio di Governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi: permetterebbe
che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o dei suoi
nipotini?
A settant'anni dalle leggi razziali, l'Italia non ha ancora fatto i conti
con le sue tragiche responsabilita' (non ce ne siamo vergognati abbastanza).
In particolare, quei conti non li ha fatti il centrodestra al governo, se un
ministro propone il concetto di razza nell'ordinamento giuridico. Perche' di
questo si tratta. Come quando i bambini ebrei venivano identificati con la
stella gialla al braccio, in segno di pubblico ludibrio.
Oggi, con le impronte digitali, uno Stato di polizia mostra il volto piu'
feroce a piccoli rom, che pur sono cittadini italiani. Perche' non c'e' la
stessa ostinazione nel combattere la criminalita' vera in vaste aree del
Paese? Rende meno, forse, politicamente? Ma c'e' di piu'. Stiamo assistendo
al crepuscolo della giustizia e alla nascita di un diritto penale
straordinario per gli stranieri poveri. La Convenzione Onu sui diritti
dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da qualsiasi
discriminazione) non conta piu' niente. La schedatura di un bambino rom, che
non ha commesso reato, viola la dignita' umana. Cosi' come la proposta di
togliere la patria potesta' ai genitori rom e' una forzatura del diritto:
nessun Tribunale dei minori la togliera' solo per la poverta' e le difficili
condizioni di vita.
E' giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le misure
di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che non e' reato). C'e'
un solo modo perche' i bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola.
Qui, si', ci vorrebbe un decreto legge perche', ogni mattina, pulmini della
polizia passassero nei campi nomadi a raccoglierli. Per la sicurezza
sarebbero soldi ben spesi.
Quanto alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli;
ancor meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi
marina, e anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L'affossa
"pianisti" sarebbe l'unico "lodo" gradito agli italiani.

5. RIFLESSIONE. MARIA BONAFEDE: CAMPAGNE D'ODIO
[Riportiamo il seguente intervento di Maria Bonafede, moderatora della
Tavola valdese, del 27 giugno 2008 dal titolo "Rom: il dovere di una
minoranza"
Maria Bonafede, pastora, e' dal 2005 moderatora della Tavola valdese (e' la
prima volta di una donna al vertice della Tavola valdese in 800 anni di
storia); nata a Milano nel 1954, e' sposata e ha un figlio; ha due lauree,
in filosofia alla Statale di Milano e in teologia presso la Facolta' valdese
di Roma; ha svolto il ministero pastorale a Milano, Novara, Brescia e Roma;
dal 2000 era vicemoderatora della Tavola. Opere di Maria Bonafede: Una porta
nel cielo, Edizioni Com nuovi tempi, Roma 2004]

Ci sono dei momenti nei quali ricade sulla spalle di piccole minoranze la
pesante responsabilita' di riaffermare con forza alcuni principi
fondamentali e irrinunciabili della societa' civile.
Ed e' loro dovere intervenire perche' molto spesso proprio le minoranze
portano su di se' le ferite di pregiudizi ma anche di preclusioni e persino
persecuzioni perpetrate dalla maggioranza. Una maggioranza spesso
inconsapevole, distratta, confusa, manipolata, ma pur sempre incapace di
fermare le campagne d'odio, di discriminazione e di violenza contro il
diverso di turno. Oggi tocca ai rom, ai piccoli rom.
Non siamo ingenui e sappiamo bene che dietro un bambino rom che mendica o
che sfila un portafoglio c'e' una catena di violenza che non puo' essere
tollerata e che deve essere spezzata. Ma i recenti provvedimenti annunciati
dal Governo italiano che prevedono la rilevazione delle impronte digitali ai
rom - a tutti i rom, non a coloro che delinquono; a tutti, non a quelli
stranieri irregolari nel nostro paese - ha il sapore brutale di una
schedatura su base etnica, tesa ad avvalorare il pregiudizio che ogni rom e'
naturalmente incline a compiere dei reati ed e' quindi dovere dello Stato
promuovere un'azione preventiva di controllo e monitoraggio. Nessun bambino
sara' sottratto all'accattonaggio forzoso solo perche' lo si identifica. E
dopo? Oltre la meta' dei rom residenti in Italia sono cittadini a tutti gli
effetti: si prevedono leggi speciali nei loro confronti? La sola idea, cosi'
sciagurata nella storia italiana ed europea, suscita sconcerto. E poi, si
procedera' con altre categorie "a rischio"?
Nello stesso tempo, mentre giunte di ogni colore politico fanno a gara a chi
sgombera il maggior numero di campi rom, si interrompono quei rari e
benemeriti processi di integrazione che avevano faticosamente portato alla
scolarizzazione di quote crescenti di bambini altrimenti destinati a
crescere per la strada o nei corridoi delle metropolitane.
L'Unione Europea ha prontamente espresso un preoccupato allarme per questo
provvedimento che nello stesso momento in cui e' stato annunciato ha
consolidato quel muro di pregiudizio che ha gia' armato di spranghe e
bottiglie molotov la mano di qualche esaltato.
Ed allora sono proprio quelle minoranze che hanno una precisa memoria del
peso del pregiudizio e della discriminazione violenta, che hanno il dovere
di lanciare un monito: attenzione, stiamo andando ben oltre la soglia della
legittima repressione della microcriminalita' e della risposta alla domanda
di sicurezza che viene invocata da ampi settori dell'opinione pubblica.
Stiamo assumendo misure difficilmente giustificabili sul piano
costituzionale e del diritto europeo, brutali nella forma e nella sostanza;
stiamo seminando una pianta cattiva che puo' produrre frutti avvelenati.
Lo diciamo con la forza e con la coscienza del nostro essere - valdesi e
metodisti - una minoranza che sui temi delle liberta' sociali e civili ha
una parola importante da dire. E non intendiamo sottrarci a questo dovere,
per noi spirituale, etico e civile.

6. RIFLESSIONE. BEPPE DEL COLLE: RAZZISMO STRISCIANTE IN DIFESA DELLA
"PATRIA"
[Dal settimanale "Famiglia cristiana" n. 27 del 6 luglio 2008 riprendiamo il
seguente editoriale (disponible anche nel sito www.sanpaolo.org/fc/) col
titolo "Razzismo strisciante in difesa della 'Patria'" e il sommario "La
proposta di Maroni di prendere le impronte ai bimbi rom. Il ministro degli
Interni Roberto Maroni, propone di prendere le impronte ai bimbi Rom. Ma
cio' significhera', per ognuno di quei piccoli, l'iscrizione in un registro
di probabili futuri criminali".
Beppe Del Colle, giornalista e saggista, e' editorialista di "Famiglia
cristiana" e direttore de "Il nostro tempo"; laureato in Lettere e filosofia
con una tesi in Storia delle dottrine politiche su John Stuart Mill, e'
giornalista professionista dal 1956; ha lavorato anche nei quotidiani
torinesi "Il Popolo Nuovo", "La Gazzetta del Popolo", "La Stampa" e "Stampa
Sera" ed ha collaborato per quindici anni al quotidiano "Avvenire"; nel 1988
gli e' stato attribuito il premio "Anghiari ñ Storia" per il suo libro Olga
e Gorbaciov. Mille anni di cristianesimo in Russia, Edizioni paoline]

Nell'omelia per la festivita' di san Giovanni Battista, patrono di Torino,
l'arcivescovo cardinale Severino Poletto parla di una citta' che sta vivendo
un tempo di sfide, con un decimo della sua popolazione che viene da lontano,
per cui ha bisogno di farsi coraggio e di "approfondire il ruolo di esperta
in umanita', che la grande storia dei santi sociali le ha assegnato". E cita
ad esempio la presenza dei Rom, verso i quali "Torino sta pazientemente
sperimentando percorsi di integrazione sostenibili".
Come si permette? Il capogruppo consiliare della Lega Nord redige una
severissima nota in cui dice fra l'altro: "L'arcivescovo sembra non
accorgersi che la poverta' avanza tra gli italiani. Forse sarebbe il caso di
pensare prima ai nostri poveri, piuttosto che a tutti gli altri".
Abbia pazienza, signor capogruppo. La Chiesa torinese (tutta la Chiesa...)
pensa ai "suoi" poveri da molti secoli, prima che spuntasse la Lega. Preti
come il Cottolengo, il Cafasso, don Bosco sono puri esempi, imitati anche
oggi, senza discriminazione tra i poveri, i nostri e i "loro". Ogni giorno
le suore del Cottolengo preparano e offrono il pranzo a 380 persone, che
andandosene portano con se' anche un pacchetto di cibo per la cena. Il
medico fratel Beppe Gaido assiste i malati nell'ospedalino di Chaaria, nel
Kenya, e ricorda la raccomandazione di san Camillo de Lellis: dobbiamo
servire i poveri "con la dolcezza di tenera madre verso il figlio unico".
Per i cristiani ogni povero, ogni uomo "e' unico", immagine stessa di Gesu'.
Il ministro Maroni propone le impronte digitali per tutti i bambini Rom,
come se fossero milioni e tutti girassero per le nostre strade chiedendo
l'elemosina; ma quell'impronta significhera' per ognuno di quei piccoli
l'iscrizione in un registro di probabili futuri criminali; e questo si
chiama razzismo. Il ministro non ci pensa, cosi' come trascura il fatto che,
partendo dal medesimo rifiuto dell'altro, i nazisti giunsero a sterminare
nei loro lager mezzo milione di zingari.
Per respingere le critiche, Maroni le accusa di ipocrisia: "Tutti sono a
favore dei bambini, pero' tutti accettano che vivano in questi campi
dividendo lo spazio con i topi". E inventa una motivazione non meno
ipocrita: prendiamo le impronte digitali ai bambini Rom per strapparli alla
schiavitu' dell'accattonaggio. Ma come, ma in grazia di che? E non e' vero
che tutti preferiscano che i Rom vivano con i topi.
Non la Chiesa. E, infatti, il cardinale Poletto elogia chi, nella sua
citta', "sperimenta percorsi di integrazione sostenibili", senza farsi
pubblicita' e senza schedari da archivio criminale.
Oggi il mondo vive una straordinaria mutazione, con cadute di frontiere
millenarie. A 40 anni dall'assassinio di Martin Luther King, e' possibile
che gli Usa eleggano presidente un meticcio, dal volto inequivocabilmente
scuro, figlio di un'americana bianca e di un africano.
Nell'esemplare libro di Fulvio Scaglione I cristiani e il Medio Oriente. La
fuga (San Paolo), si legge questo giudizio di un gesuita, di famiglia
israelita, su un atteggiamento tipico di musulmani ed ebrei in Palestina
(che in Italia puo' trovare riscontro nel leghismo): "Hanno trasformato la
terra in un valore in se', in un modo che sfiora l'idolatria: la terra e'
diventata una specie di Dio al quale si puo' sacrificare la vita umana. I
cristiani possono giocare un ruolo importante per dimostrare che la terra e'
importante perche' e' lo spazio per la vita, ma deve diventare anche lo
spazio per la vita altrui".

7. APPELLI. MONI OVADIA: IL PREMIO NOBEL PER LA PACE AL POPOLO ROM
[Dal quotidiano "Liberazione" del primo luglio 2008 col titolo "Un nobel per
il popolo rom",
Moni Ovadia, nato a Plovdid in Bulgaria nel 1946, ricercatore, musicista,
regista teatrale e interprete, scrittore, ha dato uno straordinario
contributo alla conoscenza nel nostro paese della cultura yiddish. Dalla
Wikipedia, edizione italiana, riportiamo per stralci la seguente voce:
"Salomone 'Moni' Ovadia (Plovdiv, 1946) e' un attore teatrale, cantante e
compositore italiano di origine ebraica. Nato a Plovdiv, in Bulgaria, si
trasferisce quasi subito con la famiglia a Milano. La sua e' una famiglia di
ascendenza ebraica sefardita, ma di fatto impiantata da molti anni in
ambiente di cultura yiddish e mitteleuropea. Questa circostanza influenzera'
profondamente tutta la sua opera di uomo e di artista, dedito costantemente
al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario,
religioso e musicale degli ebrei dell'Europa orientale. Ovadia si laurea in
Scienze politiche all'Universita' Statale di Milano. Contemporaneamente al
suo percorso accademico muove i primi passi artistici sotto la guida di
Roberto Leydi, con cui inizia la sua carriera di cantante e musicista nel
gruppo Almanacco Popolare. Nel 1972 fonda il Gruppo Folk Internazionale, che
propone soprattutto il repertorio delle regioni balcaniche. Nel 1978 il
gruppo si trasforma in Ensemble Havadia', nome che riprende la versione
originale di quello della sua famiglia, 'Havadia'', appunto, trasformatosi
con gli anni in 'Ovadia'. E' con questo gruppo che Ovadia inizia a comporre
musiche in proprio, sulla scorta del repertorio etnico gia' conosciuto e
fatto proprio. L'esordio teatrale e' del 1984. Nel 1987, per il Festival di
cultura ebraica del Teatro Pier Lombardo di Milano (ora Teatro Franco
Parenti), e' protagonista dello spettacolo Dalla sabbia dal tempo scritto e
diretto da Mara Cantoni, che mette in evidenza le sue capacita' di
attore-cantante. Nel 1990 fonda la TheaterOrchestra e lavora con il Crt
Artificio di Milano, con cui produce Golem, che condurra' in tournee a Bari,
Milano, Roma, Berlino, Parigi e New York. La grande svolta e' lo spettacolo
Oylem Goylem ('Il mondo e' scemo', in lingua yiddish), con cui si impone
all'attenzione del grande pubblico. Lo spettacolo fonde abilmente musica
klezmer, a riflessioni condotte alla luce della cultura e del witz, il
tradizionale umorismo ebraico, a piu' leggere storielle e barzellette. Lo
spettacolo verra' ripreso dalle reti Rai e, nel 2005, pubblicato in
cofanetto e dvd da Einaudi, a dimostrazione di un successo duraturo nel
tempo. Nel 1994 inizia a lavorare con Roberto Ando', con l'opera
multimediale Frammenti sull'Apocalisse, presentato poi al Festival Roma
Europa nel luglio 1995. Intanto all'inizio del 1995 allestisce con Mara
Cantoni Dybbuk, uno spettacolo sull'Olocausto, che diventa uno egli eventi
piu' importanti della stagione teatrale. Nello stesso anno debutta Taibele e
il suo demone, con Pamela Villoresi. Sempre nel 1995 nasce Diario ironico
dall'esilio scritto con Ando' e prodotto per il Teatro Biondo Stabile di
Palermo. Nel febbraio 1996, sempre collaborando con Mara Cantoni e il
Piccolo Teatro di Milano, e' in scena con Ballata di fine millennio, che
porta in tournee in tutta Italia. Nello stesso anno si presenta al Festival
di Gibellina con lo spettacolo Pallida madre, tenera sorella, per la regia
di Piero Maccarinelli. Per il Teatro Biondo torna a lavorare nel 1997,
ancora una volta con Ando', che dirigera' il loro Il caso Kafka.
Nell'ottobre 1998 e' in scena uno spettacolo prodotto in esclusiva per il
Teatro Stabile di Trieste ed intitolato Trieste... ebrei e dintorni. Il mese
successivo e' in sala il suo lavoro successivo per il Piccolo Teatro di
Milano: Mame, mamele, mamma, mama'..., che lui scrive dirige ed interpreta
con la TheaterOrchestra. Nel dicembre 1999 e' la volta di Joss Rakover si
rivolge a Dio, seguito l'anno dopo da Tevjie und mir. Da questo spettacolo
nel 2002 Ovadia trae ed interpreta la versione italiana di Il violinista sul
tetto. Nel 2001 debutta uno spettacolo sul denaro, chiamato Il Banchiere
errante. Infine nel 2003 ha prodotto il lavoro L'armata a cavallo. Nel 2005
collabora coi Modena City Ramblers nel loro album dedicato ai 60 anni della
liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista, Appunti partigiani,
prestando la propria voce per la canzone Oltre il Ponte. Oltre a spettacoli
teatrali Ovadia ha nel proprio curriculum anche partecipazioni a film e
programmi televisivi. E' stato fra i protagonisti con Bruno Ganz del Diario
senza date di Ando', che ha partecipato poi alla Mostra del Cinema di
Venezia. In seguito ha prestato il volto ad altri lungometraggi, come Caro
diario di Nanni Moretti e Facciamo Paradiso di Mario Monicelli. Ha condotto
nel 1994 anche il programma radio Note spettinate, andato in onda su Radio2,
di cui e' stato con Mara Cantoni anche autore". Tra le opere di Moni Ovadia:
Perche' no?, Bompiani, 1996; Oylem Goylem, Mondadori, 1998; L'ebreo che
ride, Einaudi, 1998; La Porta di Sion. Trieste, Ebrei e dintorni, Goriziana,
1999; Ballata di fine millennio, Einaudi, 2000; Speriamo che tenga, Viaggio
di un saltimbanco sospeso tra cielo e terra, Mondadori, 2001; Vai a te
stesso, Einaudi, 2002; Contro l'idolatria, Einaudi, 2005; Lavoratori di
tutto il mondo, ridete, Einaudi, 2007. Moni Ovadia ha anche pubblicato cd e
dvd di alcuni suoi spettacoli. Cfr. anche il sito: www.moniovadia.it]

Involuzione digitale.
Ecco i nuovi bambini ebrei, le impronte dell'odio e della paura. Della
discriminazione. I bambini sono il futuro. E questo e' un futuro schedato.
Inchiostro per le mani e filo spinato per gli uomini. E' solo il primo
passo. Se fanno questo in tempi di pace cosa farebbero in tempi di guerra?
Dopo le impronte digitali i numeri tatuati sull'avanbraccio...
Ecco come e' trattato, oggi, in Italia, chi meriterebbe il premio Nobel per
la pace per non aver fatto la guerra a nessun altro popolo.
Lo proponiamo, ancora, con la massima serieta'.

8. RIFLESSIONE. MARISTELLA IERVASI INTERVISTA SANTINO SPINELLI
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 5 luglio 2008 col titolo "Santino Spinelli.
Professore di letteratura rom e fondatore dell'associazione 'Them Romano'':
in Italia c'e' un'apartheid contro di noi. Anche noi rom ci saremo, contro
la vergogna delle impronte".
Maristella Iervasi e' giornalista.
Santino Spinelli e' docente all'Universita' di Trieste, musicista, fondatore
dell'associazione "Them Romano'". Dal suo sito ufficiale (www.alexian.it/)
riprendiamo la seguente breve presentazione: "Santino Spinelli, in arte
Alexian, e' un Rom italiano residente a Lanciano in Abruzzo. E' nato a
Pietrasanta (Lucca) il 21 luglio 1964, da Gennaro e Giulia Spinelli, ultimo
di sei figli (cinque sorelle). E' musicista, compositore, cantautore,
insegnante, poeta, saggista. Ha due lauree, una in Lingue e Letterature
Straniere Moderne e l'altra in Musicologia, entrambe conseguite
all'Universita' degli Studi di Bologna. Insegna lingua e Cultura Romani'
all'Universita' di Trieste. Con il suo gruppo, l'Alexian group, tiene
numerosi concerti di musica romani' in italia e all'estero"]

A distanza esatta di un mese dalla grande manifestazione a Roma, il popolo
Rom (ri)esce dai campi e dalle roulotte e da' voce al proprio disagio.
Martedi' 8 luglio anche i Rom e Sinti saranno in piazza Navona al fianco di
Furio Colombo, Flores D'Arcais e Pardi contro le "leggi vergogna" del
governo Berlusconi, impronte ai bimbi Rom compresi. Ne parliamo con Santino
Spinelli, rom italiano, professore di lingua e letteratura rom
all'Universita' di Trieste, nonche' musicista (in arte Alexian) e fondatore
dell'associazione nazionale "Them Romano'".
*
- Maristella Iervasi: Parlera' anche lei dal palco di piazza Navona?
- Santino Spinelli: Prendero' il microfono per ribadire come facemmo gia'
l'8 giugno scorso che stiamo tornando alle leggi razziali: oltre al
commissario per i rom adesso vogliono le impronte. Altro che censimento come
sostiene il ministro Maroni! E' una schedatura bella e buona: riguarda una
sola etnia, quindi e' discriminazione.
*
- Maristella Iervasi: E cosa pensate di fare?
- Santino Spinelli: L'8 mattina ci incontreremo con il coordinamento
nazionale antidiscriminazione e firmeremo un patto di gemellaggio. Poi
andremo tutti a piazza Navona. L'8 luglio dovra' essere ricordato come la
giornata del movimento di liberazione di Rom e Sinti.
*
- Maristella Iervasi: In che senso?
- Santino Spinelli: Via dai campi e stop alla segregazione razziale. Si e'
fatta passare l'idea che i Rom sono nomadi per cultura. Niente di piu'
falso. Il primo campo rom e' stato istituito a Colonia dai nazisti nel '34.
I rom che oggi continuano vivere nei campi, nella ex Jugoslavia e in Romania
vivevano nelle case. I diritti dei rom, dunque, vengono palesemente violati.
All'estero tutti se ne accorgono e la chiamano apartheid, in Italia invece
continuano a chiamarla cultura. Cosi' accade che l'errore di un rom viene
elevato a modello culturale.
*
- Maristella Iervasi: Come la molotov di Ponticelli per il presunto
sequestro di una bambina italiana...
- Santino Spinelli: Un capro espiatorio creato ad hoc per distillare paure
mai esistite. Non c'e' stato nessun sequestro di bambina. La magistratura
puo' confermalo. Di certo invece c'e' stato il lancio di una molotov contro
donne e bambini inermi a Ponticelli ma nessun italiano e' stato indagato.
Contro i Rom e' lecito buttare molotov?
*
- Maristella Iervasi: Chi vive nei campi che clima avverte al di fuori della
sua roulotte?
- Santino Spinelli: I Rom vivono in sofferenza e paura. Siamo un popolo
pacifista: non siamo arrivati con le armi in Europa e non abbiamo creato un
esercito. Siamo cittadini e come tali rivendichiamo diritti e sicurezza. Non
siamo zingari, la nostra cultura e' romani'. Vivere in un campo nomadi e'
illegale, e' contro l'umanita'. Non e' una scelta dei Rom. Potra' mai
diventare capo del governo o presidente della Repubblica un Rom in Italia,
se gli si nega il diritto al lavoro, alla casa, all'assistenza sanitaria?

9. INCONTRI. UNA CONFERENZA STAMPA L'8 LUGLIO A ROMA
[Da Alexian Santino Spinelli (per contatti: spithrom at webzone.it) riceviamo e
diffondiamo]

Gli organizzatori del corteo antirazzista che l'8 giugno scorso ha visto
sfilare a Roma piu' di 10.000 persone, in maggior parte Rom e Sinti
provenienti da tutta Italia, hanno dato vita al Coordinamento nazionale "Sa
phrala - Ogni persona e' tuo fratello" che presenteranno sempre nella
capitale in una conferenza stampa martedi' 8 luglio, alle ore 12 presso la
sala conferenze della Fondazione Basso in via della Dogana Vecchia 5.
A un mese di distanza dalla manifestazione e alla vigilia della schedatura
di massa di un'íintera etnia, verra' ratificato il Patto di gemellaggio e
solidarieta' fra le associazioni e le persone che aderiscono al
Coordinamento.
"Sa phrala - Ogni persona e' tuo fratello" illustrer‡ le diverse aree di
intervento in cui portera' la sua concreta difesa culturale e sociale contro
qualsiasi discriminazione.
Il  Coordinamento si propone di operare nei seguenti campi: area sociale;
area politica; area informazione; area cultura; area medico-sanitaria; area
educativa; area artistica; area relazioni internazionali.
*
Per informazioni e contatti: tel. 0872660099, cell. 3406278489, sito:
www.associazionethemromano.it/coordinamentoantidiscriminazione.htm

10. INIZIATIVE. A ROMA IL 4 OTTOBRE
[Da varie persone ed associazioni riceviamo e diffondiamo; per informazioni
e adesioni: stoprazzismo at libero.it]

L'assemblea dei firmatari dell'appello per una manifestazione antirazzista,
riunitasi a Roma sabato 21 giugno, ha votato all'unanimita' le seguenti
decisioni:
Manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 4 ottobre.
E' il momento di reagire alle logiche e ai molteplici atti di razzismo
istituzionale e diffuso - che arrivano ad attaccare e mettere in discussione
la vita stessa - per vivere meglio ed essere tutti piu' liberi.
Le misure proposte dal governo Berlusconi, che ipotizzano il reato di
"clandestinita'" aggravano e alimentano il razzismo.
Il riconoscimento della nostra comune umanita' motiva una forte
mobilitazione diretta e unitaria per affermare solidarieta' e accoglienza
per tutti.
Contro tutti i razzismi.
Basta stragi nei mari. Libera circolazione per tutti.
Per la liberta' e la sicurezza di tutti: solidarieta' e accoglienza.
Ritiro immediato del "pacchetto sicurezza" del governo.
Contro la direttiva dell'Unione Europea sul rimpatrio.
Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento
da qualunque parte provengano.
Su questa base si decide:
- la costituzione di un comitato promotore nazionale;
- di sviluppare un'iniziativa diretta e permanente verso la costruzione di
un patto antirazzista che unisca il piu' vasto schieramento di persone e
forze;
- di promuovere una settimana di agitazione e mobilitazione nazionale
antirazzista dal 5 al 12 luglio con una articolazione di iniziative e
manifestazioni locali;
- di convocare una manifestazione nazionale a Roma il 4 ottobre.
Fa appello a tutte le persone, le associazioni, le comunita' di immigrati,
le forze antirazziste di unirsi in questo percorso comune.
La prossima riunione nazionale del Comitato promotore si terra' a Roma
sabato 19 luglio.
*
Prime adesioni (aggiornate al 21 giugno): Socialismo Rivoluzionario, Partito
Umanista, Associazione antirazzista e interetnica "3 Febbraio", Unicobas,
Usi-Ait Roma, Utopia Rossa, Socialismo libertario, Presidio No Tav
Bruzolo-Val di Susa, Centro delle Culture Firenze, Circolo Arci "Caffe'
Basaglia" Torino, Comitato Rom per la difesa dei diritti umani Firenze,
Coordinamento di lotta per il lavoro Napoli, Centro sociale Carlo Giuliani
Napoli, Associazione Umanista Help To Change, Associazione Umanista
UnAltroMondo Onlus, Compagnia dei fuocolieri Palermo, Amistad - gruppo
studentesco indipendente per l'autorganizzazione Firenze, Comitato Pace per
Poter Palermo, Comunita' per lo sviluppo umano Firenze, Associazione Agora'
Portici-Napoli, Stargayte, Associazione Raggio d'Azione, Federazione
Umanista Sportiva, Coordinamento di studentesse Towanda Roma, Comunita'
Etiope Roma, Circolo Pasolini Pavia, La tribu' dei genitori e bimbi per
l'educazione alla nonviolenza, Pungolo - giornale umanista Firenze, Diaspora
Africana Italia, Associazione del Bangladesh in Italia, Comitato per la pace
X Circoscrizione Roma, Comboniani di Casavatore, Associazione culturale
Amici Parco Emilio, Stefano Montesi, Pier Maurizio Castelli, Riccardo
Pieralli, Claudio Giorno (Presidio No Tav Borgone-Val di Susa), Alberto
Perino, Marina Clerico (Presidio No Tav Bruzolo-Val di Susa), Maurizio
Piccioni (Comitato Spinta dal Bass), Gabriele Botte (Comitato No Tav
Rivoli-Val di Susa), Daniele Pasinato (Presidio di San Pietro in
Rosa'-Vicenza), Andrea Bigalli, Marta Passarin (Presidio No Dal Molin
Vicenza), Francesca Manzini (Folgaria-Trento), Marcella Coro' (No passante
Mestre), Stefano Priante (No Dal Molin Vicenza), Maria Casonato (Donna del
Presidio No Dal Molin Vicenza), Sergio Pastorello (Vicenza), Marco Brazoduro
(docente di politica sociale La Sapienza Roma), Augustine Namatsi Okubo
(operatore sociale Comunita' del Kenia), Fakhita Haouari (Associazione Donne
Marocchine in Italia - Lombardia), Mario Lana (Unione forense per la tutela
dei diritti umani), Rose Odera (Comunita' del Kenia), Ippolita Sforza (Casa
delle donne Brescia), Giuseppe Musolino (presidente Arci Varese), Irene
Campari (consigliera comunale indipendente Pavia), Hamza Roberto Piccardo
(direttore www.islam-online.it), Renato Sarti (direttore artistico Teatro
della cooperativa), Ramzi Harrabi (artista tunisino), Nadia Conti
(presidente Pubblica Assistenza Campi Bisenzio-Firenze), Michele Bertani
(dottorando in sociologia delle emigrazioni), padre Carlo D'Antoni (parroco
Chiesa Bosco Minniti in Siracusa), Giorgio Poletti (missionario comboniano),
Nino De Amicis (Comitato Spinta dal Bass), Nicoletta Dosio (Val Susa),
Daniela Francou (Val Susa Caprie), Mauro Sonzini (Val Sangone), Oscar Di
Giorgio (Avigliana), Gemma Ukunda Shema (Associazione Donne Africa
Subsahariana), Marco Ralli, (Rsu Comune di Roma, Coordinatore Asbel Cnl),
Paolo Portoghesi (dipendente Comune di Roma), Massimo Reggio (Rsu Comune di
Roma), Gennaro Francione (giudice, scrittore), Ziad Zahra (cooperativa Il
Biscione Genova), Antonio Lucchesi (vicepresidente Associazione Insieme
Genova), Elvira Cioffari (Rsu-Rls Telecom Italia Torino), Maurizio Corcelli
(operatore sociale Servizio "Persone senza dimora" del Comune di Torino),
Francesco Surdich (vicepreside Facolta' di Lettere Universita' di Genova),
Andrea Agostini (ambientalista Genova), Matteo Podrecca (Ecoculture), Elena
Coccia (giuristi democratici), Asper (Associazione per la tutela dei diritti
umani del popolo eritreo).

11. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale
e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale
e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae
alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo
scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il
libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali,
l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di
nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza
geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e
la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e
responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio
comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono
patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e
contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto
dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna,
dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione,
la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la
noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione
di organi di governo paralleli.

12. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per
contatti: azionenonviolenta at sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della
Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia:
www.miritalia.org; per contatti: mir at peacelink.it, luciano.benini at tin.it,
sudest at iol.it, paolocand at libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista
Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati
per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it; per
contatti: info at peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 508 del 6 luglio 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca
per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100
Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac at tin.it

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