No news



La no-news-letter di Carta
Settimana dal 18 al 25 dicembre 2003

 1. Primo gennaio, primero de enero
 2. Buon anno, feliz año nuevo
 3. Lorenzo arrestato e rilasciato
 4. "In difesa della Pachamama"
 5. Il Cantiere di Pescara
 6. Cartamondo
 7. Blues sociale a Modena
 8. Povero Gasparri
 9. Regali equi



*** 1. Primo gennaio, primero de enero ***

Il primo giorno del '94 è quello dell'insurrezione, in Chiapas, degli
indigeni dell'Esercito zapatista di liberazione nazionale. Nel 2004, fanno
dieci anni. Così, quest'anno, primo gennaio si pronuncia in spagnolo. E
Carta settimanale, "mezzo di comunicazione sociale" che ha una sua radice
molto solida nello zapatismo, ha deciso di festeggiare l'anniversario con un
Almanacco speciale di 80 pagine interamente dedicato all'Ezln. Vi troverete
i testi del "cantiere delle idee" che abbiamo organizzato, con la
cooperazione delle Provincia di Roma, la scorsa settimana: non solo il
bilancio di dieci anni tracciato dai messicani Luis Hernández Navarro,
Hermann Belinghausen, Pablo Romo e dal francese Yvon Le Bot, ma anche la
discussione su quel che lo zapatismo ha cambiato, nella cultura della
sinistra italiana, tra Rossana Rossanda, Fausto Bertinotti, Marco Revelli,
Pietro Folena, Mario Tronti e Francesco Raparelli. Nell'Almanacco ci sono
anche contributi di Pino Cacucci e Gianfranco Bettin, del filosofo John
Holloway e di Raúl Zibechi, che raccnta, in un vero e proprio saggio,
l'influenza zapatista sui movimenti latinoamericani, dalla Bolivia
all'Argentina. E poi: tutti i libri da leggere, la musica, le associazioniŠ
Questo Almanacco di Carta, che resterà in edicola fino al 7 gennaio 2004, è
da collezione.
http://www.carta.org/rivista/settimanale/2003/46/sommario.htm


*** 2. Buon anno, feliz año nuevo ***

A proposito di primo gennaio, eccoci qui a fare un primo bilancio della
"ricapitalizzazione" della cooperativa di Carta. Avevamo detto, in maggio:
altri 200 soci nuovi (o rinnovati) entro l'anno, per ricostituire il
capitale sociale e metterci nelle condizioni di godere delle provvidenze per
i giornali cooperativi. Oggi, 17 dicembre, siamo a 150 circa. Rinviamo a un
bilancio più meditato e documentato a gennaio, ma intanto constatiamo che
dicembre non è ancora finito. E per convincervi ad associarvi, o abbonarvi,
vi proponiamo la lettera che ci ha mandato Melania, nostra socia e abbonata:
"... lo rinnovo e come l'abbonamento! Ormai sono due anni che leggo Carta,
qualche mese fa ho fatto "la scelta scellerata" (come mi ha detto Gigi
Sullo) di diventare socia, la settimana scorsa ho rinnovato l'abbonamento
(non vedo l'ora di avere anche i due libri in regalo!) e sono sempre più
soddisfatta e felice di avervi come amici. Volevo anche ringraziarvi per il
cantiere "Strategia del caracol": cinque ore e mezza incollata alla sedia
senza neanche alzarsi per andare in bagno per paura di perdere qualcosa; lì
incantata ad ascoltare, annotare impressioni e notizie, a cercare di
apprendere il più possibile. Credetemi, per tenere immobile un'irrequieta
come me così tanto tempo, significa che è stato un vero successo per voi!
Grazie per tutto ciò che ho imparato e provato.
Beh, ora pero' vorrei spendere due paroline per quella persona (spero mi
scusi, non è per disprezzo, e' che veramente non mi ricordo il nome) che
aveva deciso di non rinnovare l'abbonamento, anzi no, voglio fargli una
domanda: Hai un'alternativa? Voglio dire, quanti settimanali indipendenti e
obiettivi conosci? Chi altro ti racconta delle iniziative del movimento, da
quelle dei padri comboniani a quelle di Action? Chi ti scrive, lo stesso
interesse, delle situazioni alla Maddalena o alla Scanzano, come quelle che
caratterizzano lo Sri-Lanka o la Bolivia? Chi rifiuta come Carta di
pubblicizzare la Coca-Cola? Il mi ragazzo legge Vita, talvolta ce li
scambiamo, ma quella cosa della Coca-Cola non mi è andata proprio giù!.
Non è una domanda retorica, mi piacerebbe conoscere un altro settimanale del
genere, anzi ne vorrei conoscere 3, 4, 8, 15, 37, 100Š ciò significherebbe
che c'è tanta gente che li compra, che li legge, e che pensa che un altro
mondo possibile s'adda fa!. Scusa il partenopismo.
Buon anno di pace a tutti".
Melania Del Santo


*** 3. Lorenzo arrestato e rilasciato ***

Lorenzo Sansonetti collabora con Carta, come grafico. Martedì sera, munito
della sua macchina digitale, è andato a documentare un volantinaggio, alla
stazione Tiburtina di Roma, di solidarietà con i lavoratori dei trasporti. I
ragazzi di Acrobax, rete sociale romana, sono stati circondati da
poliziotti, lo stesso Lorenzo è stato afferrato e trascinato via, solo
perché fotografava. Una notte in cella e, la mattina dopo, l'udienza
preliminare che non convalida gli arresti, perché l'aggressione denunciata
dagli agenti non esiste. Brutto episodio. Dare un volantino è proibito? Fare
il nostro mestiere è reato? Notizie e commenti sul sito di Carta.
http://www.carta.org/editoriali/index.htm


*** 4. A Natale regala il video "In difesa della Pachamama" ***

Il video "In difesa della Pachamama", un viaggio in carovana fino alle
origini della rivolta boliviana, tra i cocaleros del Chapare e la lotta
della Coordinadora en defensa del agua a Cochabamba, è stato realizzato
dalla Carovana andina per la pace e diffuso da Carta. Il film di quarnta
minuti racconta la vittoria della rivolta nonviolenta boliviana contro le
multinazionali e i loro vassalli. Chi non lo trova in edicola lo può
richiedere in redazione telefonando allo 06 8079340 oppure via email a:
abbonamenti at carta.org
http://www.carta.org/rivista/video/index.htm


*** 4. Il Cantiere di Pescara ***

Teatro, video, spettacoli, concerti, seminari, laboratori, libreria e
dibattiti: il Cantiere dei saperi cominciato lunedì 15 dicembre a Pescara
[teatro D'Annunzio] è un idea, nata di ritorno dal Forum sociale europeo di
Parigi, promossa dalla Rete del Nuovo Municipio. Un luogo aperto, di
riflessione, azioni e contaminazioni, i cui temi sono: "acqua e territorio",
"arti e comunicazione", "saperi e formazione", "guerra globale e pace
universale", "lavoro e precarietà", "diritti di cittadinanza e spazi
sociali". Tra i numerosi appuntamenti, segnaliamo l'incontro di venerdì 19
[ore 20,30] "La strategia del caracol: 1994-2004, dieci anni di zapatismo" e
l'assemblea di domenica 21 [ore 20] "Cittadinanza attiva: spazi e
territori", con la partecipazione del Comitato "ScanZiamo le Scorie" e la
proiezione del video sulla mobilitazione lucana.Inoltre, tutti i giorni,
punto bar "Osteria di don Durito" e Cantieri on air dalle 18.30 con Radio
Città . Sabato 20 sono in programma a Teramo e a Pescara e due
manifestazioni "contro il terzo traforo, contro i veleni sotto il Gran Sasso
e per la democrazia dei territori [referendum negato!]"
http://www.abruzzosocialforum.org/


*** 5. Cartamondo ***

Il nostro settimanale internet di "noon notizie" dai cooperatori italiani in
giro per il mondo fa la sua apparizione il venerdì. In questo numero, tra
molte altre cose, si racconta di aiuto umanitario (chi sono gli azionisti?),
di pranzi natalizi (a rischio il pranzo di Natale di uno statunitense su
sette e di un europeo su undici), di Scozia (i pacifisti denunciano la
Scanzano del Mare del Nord, popolata di sottomarini nucleari), di Uzbekistan
(il morbo della mucca pazza si sta diffondendo velocemente in Asia
centrale), di Giordania e Mar Morto (le privatizzazioni selvagge arrivano
anche ai famosi fanghi e al loro potassio), di Afghanistan (le donne
protestano per l'introduzione della legge islamica nella nuova costituzione
afghana: ma non era un paese "liberato"?), e poi di Spagna, Brasile,
IndonesiaŠ Cartamondo, oltretutto, è gratis. Non dovete nemmeno associarvi o
abbonarvi (vergognatevi!).
http://www.carta.org/cartamondo/index.htm


*** 6. Blues sociale a Modena ***

Sul numero di Carta in edicola la scorsa settimana, tra l'altro, abbiamo
raccontato la storia di uno spazio sociale recuperato a Marzaglia [nella
periferie di Modena], messo a disposizione di Libera, associazioni contro la
mafia, e poi destinato, secondo un progetto approvato lo scorso aprile, a
morire perhé un autodromo sarà costruito esattamente sopra lo spazio
sociale. Su quella storia, Mauro Tesauro, assessore alle Poltiche ambientali
del comune di Modena, ci ha inviato questa lettera, in forma di blues,
intitolata "Dieci motici per dire no alla pista".
" Dire no alla pista di Marzaglia non è solo dire no all'ennesimo anello di
asfalto, con annessi foresteria e ristorante dove degustare - alla faccia
della ricerca motoristica, motori puliti, guida sicura e Democenter- un bel
piatto di ravioloni alla Tazio Nuvolari.
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo aiutare ad esistere "un gruppo di
anarchici e no global" -come qualcuno li ha definiti- "che hanno ottenuto di
utilizzare una casa in quella zona e da allora pensano di esserne diventati
padroni". E se, invece, "padroni" lo fossero diventati per davvero: padroni
di sé stessi, padroni di viversene in santa pace coltivando ortaggi e buona
frutta, padroni di non volere "un'altra sede" e padroni persino di non
andare mai a votare!
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo voler tutelare una frazione che,
tra attività estrattive, camion, TAV e Bretelle, ha dato già tanto a quel
concetto di sviluppo sostenibile che, giorno dopo giorno, si sta rivelando
sempre più un alibi, per non dire una fregatura sesquipedale.
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo difendere la valenza sociale e
ambientale di luoghi che stiamo faticosamente, e quasi
"semiclandestinamente", rinaturalizzando e che non a caso ospiteranno la
futura aula di educazione ambientale della città di Modena.
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo evidenziare che non esistono
strumenti pianificatori o scelte fatidiche (a proposito di veti!) che non è
più possibile mutare.
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo uscire dalle "segrete stanze" e
rivendicare quella famosa "partecipazione" che la miriade di candidati
sindaci giustamente ripromette ma che forse già esiste, vedi ad esempio i
tavoli di Agenda 21 ove - di questa pista - nessuno ha mai lontanamente
parlato.
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo riconsiderare l'agenda politica e
capire quali siano, allora, le priorità vere della Città, con buona pace -
date le scadenze che incombono - di questo masochistico "accanimento
terapeutico".
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo per far capire che gli alleati
piccoli piccoli non sono buoni solo per contarsi quando serve, mentre magari
dopo non si telefona loro neanche per un "salutino", e la vicenda Newco la
dice lunga al riguardoŠ
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo pretendere di discutere e di
condividere gli orizzonti di posizionamento della nostra città e di un certo
modello di sviluppo.
Dire no alla pista di Marzaglia non è solo tutto ciò, ma probabilmente tutte
queste cose messe insieme.
Però c'è chi si arrocca incrollabile, e "guai a chi disturba il
manovratore". E, forse, finiranno proprio per farla, questa pista. Ma - a
Marzaglia - senza di noi.
Certamente non con me".


*** 7. Povero Gasparri ***

Provero ministro [post]fascista e [super]berlusconiano: tanta fatica per
dare una parvenza di legalità al monopolio televisivo ecc. del suo padrone,
e poi Ciampi gli rompe tutte le uova nel paniere. Dal nostro sito si possono
leggere e vedere interviste e iniziative [come quella milanese di domenica
scorsa di cui anche Carta era promotrice] della mobilitazione anti-Gasparri.
http://www.arcoiris.tv/


*** 8. Regali equi ***

Qualcuno la preferisce con gli spaghetti, altri spalmata su tartine e pizze.
Anche per i suoi piacevoli effetti afrodisiaci, la Nduja, la salsa rossa
molto piccante che fa impazzire i calabresi, è una delle numerose idee
regalo [un vasetto di 200 grammi costa solo 3,40 euro] proposte da
www.bottegasolidale.com, insieme, ad esempio, alle borse portaspesa di juta
colorata provenienti dal Bangladesh [5,68 euro] o al miele di castagno
modenese [50 grammi, 1,24 euro].
In realtà, le proposte più richieste nelle botteghe del mondo, sono i cesti
natalizi già preparati o da ordinare, per grandi e piccole spese. "Non
dimenticate di mettere in quei cesti i datteri iracheni", suggerisce Davide
Barillari della bottega Tatavasco di Pessano [Milano], datteri che la
campagna di disobbedienza contro l'emabargo promossa da "Un ponte per" ha
acquistato dai piccoli coltivatori in Irak [nel  2002, il ricavato di 38
mila euro è stato destinato da "Un ponte per" al dispensario medico di
Sindbad].
Anche quei datteri, dunque, condividono la filosofia della campagna "A
Natale regala dignità" sostenuta da Altromercato. Spiega Giorgio Dal Fiume:
"Altromercato è un'organizzazione non profit che promuove la dignità dei
lavoratori del sud del mondo, trattando direttamente con loro e
assicurandogli una retribuzione adeguata. Il nostro obiettivo è garantire
che i prodotti rispondano a criteri di economia solidale, ma anche le
organizzazioni. Per le feste, oltre ai tradizionali prodotti del commercio
equo, proponiamo panettoni, torroni e cioccolatini".
Per chi preferisce regalare indumenti, invece, segnaliamo [un po' cari, ma
davvero belli] i maglioni di lana [nella foto], cardigan [blu, porpora,
verde scuro] o collo a V [grigio, beige, nero] di 68 euro, provenienti dal
Nepal e distribuiti da Roba dell'altromondo [www.robaweb.com]: per molti
adulti di Kathmandù sono il modo migliore per pagarsi i corsi di
alfabetizzazione.
Dall'Asia provengono anche le calze della befana di Caramellamania, cucite
da una cooperativa di donne del Bangladesh, che contengono i dolci e il
cioccolato del commercio equo: quelle calze, lo scorso anno, sono state tra
i prodotti più diffusi da Transfair durante le feste. Per quest'anno, di
Transfair segnaliamo caffè, tè, cioccolato, cacao. miele provenienti da
organizzazioni di produttori di Repubblica Dominicana, Ecuador, Costa Rica,
Honduras, Guatemala, Messico e India. Prezzo indicativo: 15 euro.
Se invece tutte queste feste non vi attraggono, potete sempre partecipare
alla camapgna di Greenpeace per regalare ai dirigenti di Dow Chemical
bottiglie di acqua contaminata: è l'acqua di Bhopal [India], inquinata da
Dow Chemical dal 1984, a causa della quale sono morte più di venti mila
persone [www.greenpeace.it].