FARC-EP: COMUNICATO POST-ELEZIONI



FARC-EP: UN PRESIDENTE DI UNA MINORANZA, UN GOVERNO ILLEGITTIMO
 
La rielezione di Alvaro Uribe è stata ottenuta con la pressione del terrore, la violenza generalizzata nelle campagne e nelle città, il ricatto, la corruzione, la subordinazione, l’assassinio di dirigenti popolari, l’incarcerazione massiva di cittadini, i brogli, la mancanza di garanzie per votare come nel Caquetá e nel Meta, in cui si è impedito di insediare le urne precedentemente autorizzate, e con tutto l’apparato dello Stato ed i mezzi di comunicazione prostrati di fronte alla campagna rielezionista che alla fine ha vinto con un consenso viziato di solo il 27%.
 
Lo scorso 28 maggio il signor Uribe avrà forse avuto i requisiti legali richiesti da tutti i teodolindi e dalla Corte Costituzionale ai fini della sua rielezione, ma è stato ben lungi dalla legittimità che rivendica. Il 73% dei colombiani aventi diritto al voto non ne ha voluto sapere delle sue strategie messianiche, elitiste, paramilitarizzate ed antipatriottiche che hanno accresciuto la polarizzazione nazionale, aizzando odi ed allontanando la soluzione politica del conflitto sociale ed armato.
 
Nelle suddette elezioni è stato significativo anche il fatto che il Partito Liberale sia stato castigato come mai prima d’allora, perché una parte importante dei suoi capi è andata a finire nell’uribismo in cerca di ricompense. Trascendentale è invece il consenso ottenuto da Carlos Gaviria, che ha fatto diventare il Polo Democratico Alternativo una forza politica importante per il futuro della Colombia.
 
Appresi i risultati elettorali, di fronte al clamore nazionale le FARC ratificano le loro proposte di scambio di prigionieri e di soluzione politica del conflitto sociale ed armato.
 
Il governo dovrà scegliere tra le affermazioni di alcuni dei suoi ministri, circa la necessità di cercare cammini di avvicinamento, e le tiritere degli alti comandi sulle maggiori intraprendenza militare e guerra come forma di esercitare una pressione finalizzata alla resa; vecchia, logora e fallita strategia gringa, questa, che ha solo causato l’incremento e l’espansione dello scontro armato.
 
Lanciamo un veemente appello all’opposizione elettorale, a chi si è astenuto, ai lavoratori sindacalizzati, agli indipendenti, ai disoccupati, agli sfollati, agli indigeni, alle comunità nere, ai maestri, agli studenti ed a tutto il popolo amante della pace con giustizia sociale e lo scambio di prigionieri, affinché diano impulso e partecipino alla lotta organizzata di massa nei campi, nei villaggi e nelle città, per le strade, nei quartieri, nelle fabbriche, nelle università e nei licei, in una grande campagna per sbarrare il cammino al terrorismo di Stato del governo fascista, alle estradizioni, alla violazione della nostra sovranità, al neoliberismo ed alla volgare intromissione degli Stati Uniti nel nostro conflitto, e per la formazione di un Nuovo Governo di Riconciliazione Nazionale, pluralista, patriottico e democratico, garante degli interessi maggioritari del nostro popolo.
 
Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP
 
Montagne della Colombia, 20 giugno 2006
 
 

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