Ecuador: la CGC vuole invadere il territorio indigeno



fonte: Unimondo

mercoledì, 14 gennaio, 2004


www.asud.net

La situazione nel territorio di Sarayaku, nell'Amazzonia ecuadoriana,
rischia di precipitare a causa degli interessi delle multinazionali
petrolifere. Il 25 dicembre Carlos Arboleda, ministro per l'energia, ha
dichiarato che la data di scadenza per l'inizio dei lavori da parte della
multinazionale argentina CGC all'interno del territorio di Sarayaku è stata
fissata per il 25 gennaio. Si tratta dell'area amazzonica definita come il
"blocco 23" che copre un'estensione di 200.000 ettari, di cui 135.000
appartengono legalmente alla comunità, mai coinvolta nelle decisioni che
riguardano lo sfruttamento del proprio territorio.

Dal 1996 Sarayacu lotta contro l'invasione, opponendosi alle attività di
estrazione petrolifera sul suo territorio, avviate illegalmente e senza aver
attivato le procedure di consultazione delle comunità residenti, così come
previsto dai trattati internazionali e dalla Costituzione ecuadoriana; una
resistenza che va avanti da dieci anni, issando barricate, facendo scudi
umani contro i caterpillar e le trivelle che avanzano.

La battaglia di Sarayaku rappresenta una lotta fondamentale per la salvezza
dell'Amazzonia, dei suoi popoli, delle sue tradizioni e contrappone una
visione del mondo, basata sulla giustizia e sulla pace, ad una costruita
sull'ingiustizia e sulla guerra. Un campo internazionale di pace sarà
organizzato nei prossimi giorni nella comunità, mentre Marlon Santi,
presidente di Sarayacu, ci ha fatto pervenire la richiesta di appoggiare le
nazionalità indigene in resistenza anche attraverso l'interposizione nei
territori da parte di attivisti del movimento internazionale per la pace.

per informazioni info at asud.net

Fonte: Asud - Ecologia e Cooperazione