coinarir: i prigionieri politici peruviani vedono ancora violati i propri diritti



Perù, continuano gli sforzi dei Prigionieri Politici per la Libertà
Le violazioni dei loro diritti continuano
Nonostante in Perù ci sia un governo "democratico"

Malgrado il Perù di Fujimori sia un triste ricordo per molti, malgrado
l'opinione pubblica consideri finita l'epoca del dittatore giapponese
(esiliatosi in Giappone), molto rimane da farsi. Ancora oggi, infatti, il
problema della prigionia politica è irrisolto e, a quanto sembra, non è
volontà del governo Toledo risolverlo.
Lettera da un carcere di massima sicurezza del Perù
Un nuovo anno è trascorso e lascia dietro di sè le cose senza senso. I
dolci ricordi, invece, ci invitano a rinnovare ed a puntare sulla vita, a
fare ogni sforzo possibile per essa. Avrei voluto raccontarti prima quanto
stà succedendo, quanto stiamo facendo quì per la nostra situazione legale,
ma non c'è stata l'opportunità. Mentre alcuni lo fanno coordinandosi in
gruppo, altri personalmente, ma tutti siamo alla ricerca della stessa
anelata libertà.
Tutti siamo stati giudicati arbitrariamente da giudici senza volto, nei
tribunali civili ed in quelli militari, senza nessun diritto alla difesa,
con sentenze spropositate ed ingiuste, violando i nostri diritti. Tutti
siamo stati sottoposti a carceri inumane per una serie di leggi promulgate
dal governo dittatoriale di Fujimori. Tutti abbiamo visto annullato ogni
beneficio penitenziario, cosa anticostituzionale per la stessa Costituzione
elaborata dalla allora presidente Fujimori ed anticostituzionale per la
Costituzione del 1979.
E' per questo che che oggi stiamo presentando ricorsi di Habeas Corpus,
chiedendo la nostra libertà, sostenendo i nostri diritti e la Costituzione.
Ma la realtà è che a volte i giudici si limitano a dichiarare fondata la
nostra richiesta e danno il via alla realizzazione di nuovi processi, ma
non ci concedono la libertà. Molto spesso, invece, si disconoscono le
ragioni di questi ricorsi e vengono dichiarati inammissibili gli Habeas
Corpus ed a noi non rimane altro che presentarli nuovamente.
Anch'io ho presentato l'Habeas Corpus, nonostante non avessi un avvocato.
Il mio ricorso è stato dichiarato fondato ed è stata annullata la sentenza
all'ergastolo emessa dal tribunale militare, ma il magistrato è ricorso in
appello, ragione per cui non rimane che aspettare il proseguire delle
formalità.
Vari amici ed amiche stanno vedendo risolta la loro situazione. Si tratta
delle persone che sono state arrestate prima dell'Aprile del 1992 (cioè
prima dell'autogolpe di Fujimori) e che beneficiano della semi libertà,
della libertà condizionata, del 2 per 1 (compimento della metà della
condanna) e dell'anno giudiziario (1 anno si compone di 8 mesi), però le
autorità hanno iniziato a porre ostacoli a queste gestioni per i benefici e
per tanto molte richieste vengono rigettate. A ciò si aggiunge una campagna
molto forte contro i prigionieri politici perché le autorità non vogliono
vederci liberi.
Le altre persone che furono arrestate dopo l'Aprile del 1992, non godono di
beneficio alcuno dal momento che questi furono soppressi dai decreti legge
di Fujimori. Noi siamo in attesa che il Tribunale Costituzionale dichiari
la loro anticostituzionalità, ma di certo c'è che nel Congresso si stà
lavorando ad un'altra legge di emergenza per mantenere i prigionieri
politici in carcere, nel caso che vengano annullati i decreti legge con cui
siamo stati condannati.
Si supponeva che con questo nuovo governo "democratico" sarebbe migliorata
la nostra situazione. Ed invece, continuano i trasferimenti arbitrari dei
prigionieri politici al carcere di Yanamayo, quello che è stato
ricostruito, nonostante da tutto il mondo si chiedesse di chiuderlo per
essere inadeguato dal punto di vista climatico e geografico ad ospitare
prigionieri (sorge a 4.000 metri sul livello del mare). I trasferimenti
continuano a realizzarsi senza preavviso, all'alba, e con maltrattamenti
fisici per i prigionieri.
Una Convenzione per la Verità
La necessità del popolo peruviano di verità su quanto commesso da Fujimori
si vede riflessa nella convocazione fatta dalla Associazione dei Familiari
degli Scomparsi e delle Vittime del Genocidio (http://www.afadevig.com) che
ha chiamato organizzazioni e cittadini a riunirsi tra il 7 ed il  9
febbraio in occasione della Seconda Convenzione Nazionale delle
Organizzazioni e delle Masse per una Autentica Verità Storica. Si tratta
del tentativo dei familiari delle vittime della dittatura (scomparsi,
torturati, detenuti ..) di poter cercare la verità sulle sparizioni, sulle
torture, sugli arresti arbitrati che hanno caratterizzato la storia recente
del Perù.
Inizia il Processo ai Cileni del MRTA
E' iniziato ieri, 30 Gennaio, nella zona speciale del carcere del
Lurigancho, zona est di Lima, il processo contro 4 cileni accusati di
presunto terrorismo aggravato. I quattro cileni: Jaime Castillo Petruzzi,
Lautaro Mellado, María Concepción Pincheira ed Alejandro Astorga erano
stati arrestati e condannati nel 1994, con l'accusa di far parte di un
commando del Movimento Rivoluzionario Túpac Amaru dedito al sequestro di
imprenditori. La condanna era stata emessa dalla giustizia militare
ritenendoli, per altro, colpevoli di "tradimento alla patria".
Il processo si è aperto solo ieri, successivamente al pronunciamento della
Corte Interamericana per i Diritti Umani (CIDH) che ha certificato di
fronte allo stato peruviano che i quattro cileni nel 1994 non hanno  goduto
di un processo equo e che il processo avrebbe dovuto essere celebrato da un
tribunale civile.
Il magistrato della accusa ha chiesto una condanna a 25 anni di carcere ed
una riparazione civile per ognuno degli imputati di 71.000 dollari. La
prossima udienza è fissata per il 4 febbraio.
Per recapitare messaggi a Jaime Castillo Petruzzi, Lautaro Mellado, María
Concepción Pincheira e Alejandro Astorga, si possono inviare ai seguenti
indirizzi di posta elettronica: lapena2000 at aol.com e
charquican at manquehue.net

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ristorante: la Locanda dei Girasoli è nata dalla volontà di alcuni genitori
di ragazzi con la sindrome di Down di dare una prospettiva lavorativa ai
loro figli e già oggi ci lavorano come camerieri Claudio, Valerio, Emanuela
e Viviana. Purtroppo però dare adeguata pubblicità al ristorante che non è
in una via molto frequentata (in zona Quadraro) è assai difficile e se non
riusciamo a farlo conoscere in fretta, le prospettive non sono molto
allegre. La pizza è buona, il locale è carino ed economico e vale la pena
di dar loro una mano. Un primo aiuto è far girare questo messaggio al
maggior numero di amici possibile, se poi conoscete persone o uffici nella
zona Appio-Tuscolano è ancora meglio, se avete un amico giornalista che può
dar pubblicità alla loro esperienza, ancora meglio. L'indirizzo è:
Locanda dei Girasoli
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Tel 06 7610194

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intestato a "Comitato Internazionalista Arco Iris"
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