Re: difendere i parchi puo' allungarci la vita






>le ruspe rombanti sono pronte a sloggiare le vacche. Al posto del
>distributore di latte fresco avremo lattine di Coca-Cola. 



fatto bene!

così imparate a frequentare cattivi maestri:






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  Una scommessa con la Storia
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Non c'è mai stata sulla Terra, tranne forse nelle onnipresenti eccezioni, una nazione i cui capi economici e politici non abbiano favorito in tutti i modi possibili l'aumento delle nascite nel loro popolo. Anche di recente nella stessa storia italiana il fenomeno si è ripetuto raggiungendo un tale convinto parossismo da giungere a penalizzare gli scapoli e farli apparire anormali ed inutili agli occhi della gente comune. 

Questa tale caparbia propensione verso una crescita del numero dei propri sudditi non avrebbe nemmeno bisogno di essere spiegata, lavoratori in surplus quindi a basso costo, militari usa e getta, nuove riproduttrici fresche, essendo dai capi/padroni costantemente richiesti per essere usati, anzi sfruttati, fino all'osso, allo scopo di mantenere la propria nazione competitiva con le altre se non proprio per perseguire le loro politiche d'espansione imperialista. 

Tanto conosciuta agli intelletti liberi è questa cosa (d'altronde tanto evidente essa sarebbe, tanti danni e sofferenze essa continuamente procura, tanto essa impedisce una evoluzione verso forme più raffinate di società) tanto pure essa rimane accuratamente sepolta e nascosta alla coscienza collettiva per l'organizzazione di stampo mafioso degli stati. Gli organismi deputati all'educazione ed all'informazione sono infatti tra i primi ad essere composti da individui che hanno dapprima subito un forte imprinting culturale e che poi lo replicano pari pari costantemente, essendo pure assunti e fidelizzati a vita tra le schiere dei servi statali. 

Senza contare il continuo complice pesante intervento obnubilatore delle menti da parte dei rappresentanti della superstizione di Stato. 


Lettore, lettrice: 

davvero possiamo pensare
di star pensando pensieri nostri,
di aver nella testa idee nostre? 

Oppure non abbiamo avuto noi,
spesso fin da così piccoli
da non poterne ricordare l'inizio,
un imprinting, un acculturamento,
una educazione improntata al controllo,
così massiccia e diffusa
da averci condizionati sin ora? 

Perché in verità ecco: 

http://di-chi-siam-figli.hyperlinker.org 

di che risma di gente culturalmente siamo figli! 


E sono subdoli condizionamenti, questi, da cui non ci si può liberare senza prolungata pratica di adeguate tecniche di de-ipnosi. Coloro che tanto erroneamente quanto sfacciatamente si presentano come "progressisti" essendo tra le prime vittime, forse perché più acculturate, quindi più addomesticate, di questa ipnosi di massa e perfino i più convinti difensori di essa, potendo a volte persino giungere alla blasfemia di un attacco al PIL ma sempre, orbi e sordi e beati di esserlo, difendendo la riproduzione umana ad oltranza, nonostante proprio questa sia alla base di ogni forma e fenomeno di aggressivo imperialismo! 


Ed in verità non si tratta di un tema da poco, questa crescita continua essendo voluta da quelle stesse ignote Entità che hanno generato la realtà impostandola sull'impietosa e perfida regola universale della competizione per la vita: più si è, più si è ricchi, più si ha speranza di sopravvivere. Ma ciò che il Senso Universale crea e mantiene per decine di millenni, quello stesso Senso Universale all'improvviso può distruggere e mutare. Perché oggi infine non conta più essere in tanti o stracolmi di cose, quanto soprattutto bravi! 

Possiamo infatti già percepire i tratti di un gran mutamento incombente verso questa nuova direzione: quel Paese che, invece di basare il suo potere sulla maggior produzione delle sue forze industriali, militari e figliali, e sulla ignoranza per mancanza di comunicazione e debolezza mentale del suo numeroso popolo, baserà il suo potere sulla maggior qualità delle sue produzioni industriali, militari e figliali, e sul sapere per efficente comunicazione ed indipendenza mentale di ogni membro del suo più ridotto popolo, otterrà subito un risanamento di tutti i suoi problemi interni e di conseguenza un netto vantaggio su ogni altro Paese, aprendo così una nuova via da seguire. 

Con conseguenze facilmente immaginabili. 

"... Poiché oggi non è più tanto la dimensione numerica di un popolo a comandare le sorti di confronti e conflitti evolutisi nei modi e nelle tecniche, poiché gran spreco di risorse avviene per tenere in vita gran parte della popolazione ormai divenuta inutile, poiché gran confusione e disordine essa pure introduce nella società e sul pianeta, rendendoci tutti complessivamente più deboli e vulnerabili, si consiglia un suo progressivo ma veloce ridimensionamento ...": già si odono minacciose le voci di consulenti e strateghi economici, politici e militari! Già si intravedono immensi scenari d'orrore e raccapriccio! Perché, a furia di dar retta ai corrotti, siamo già cresciuti in numero oltre ogni misura di buon senso ed ormai un ridimensionamento con toni delicati è facile che ce lo potremo solo sognare! 


Quaranta, cinquant'anni fa (quindi ben un tre miliardi e mezzo di nascite fa) sapevamo già bene cosa ci attendeva perché la scienza aveva provveduto ad avvisarci con grande anticipo. Allora l'intervento sarebbe potuto avvenire con tranquillità, senza la benché minima sofferenza per alcuno, ognuno anzi giungendo a trovare sulla Terra i presupposti ideali per vivere ed esprimersi al proprio meglio. Dando spazio e rilievo non alle voci dei proci ma a quelle dei migliori, degli onesti, si sarebbe potuto concepire, individuare e perseguire il riferimento di una densità demografica ottimale. Forse si sarebbero potuti stipulare perfino patti di autocontenimento tra i vari Paesi, potendo noi tutti vivere e lavorare in santa pace, riuscendo pure a preparar noi stessi molto meglio per ogni evenienza cui lo spietato disegno degli dei vuol ci confrontiamo di continuo come individui e come popoli. 

Cattivi maestri, politici ingovernanti, orde di superstiziosi (non parliamo di coloro che vivono nei Paesi in via di sviluppo economico e culturale ma di quelli che vivono nei Paesi già da tempo sviluppati i quali avrebbero dovuto mettere a frutto queste loro risorse per evolvere culturalmente abbandonando la superstizione e sposando un logico e ragionevole buon senso), nel complesso intere società stravecchie e corrotte nel profondo hanno preferito non impegnarsi in un dolce cambiamento. Al contrario si sono condotte sino ad una condizione in cui sarà difficile non vedere coercizioni ed una totale assenza di pietà iniziare a governare il mondo, con un improvviso, acuto virare dal buonismo al malefico. Come sempre accade quando ci si associa al male e si tiene il bene senza alimento. 

E' proprio per casi come questi che esiste il detto: chi è causa del suo mal ... 


E purtroppo l'ipotesi di un brusco ridimensionamento demografico trova alcuni parallelismi in altri ambiti della realtà. In determinate condizioni ambientali un organismo può subire un processo di profonda trasformazione che lo porta ad acquisire caratteristiche e doti che prima non aveva. In cambio di questo scatto evolutivo gli può venir chiesto il sacrificio di una riduzione della sua massa corporea. La riduzione di massa è uno degli elementi che a volte caratterizzano un processo di metamorfosi. Un dimagrimento dal suo attuale pingue stato (quasi sette miliardi in crescita su un piccolo pianeta come la Terra) potrebbe ahinoi caratterizzare anche una eventuale metamorfosi della società umana. 

Pur trattandosi solo di un vago scenario, vista la drammaticità delle ipotesi in oggetto, le menti più desiderose di una evoluzione umana senza traumi non dovrebbero tralasciarla: 

http://elite.hyperlinker.org/ 


Non sappiamo se ci sia o meno ancora un briciolo di tempo per evitare il peggio. Ma che ci sia oppure no del tempo a disposizione, prima che la tentazione di un veloce ridimensionamento demografico abbia a concretizzarsi, è certo che le poche persone per bene, quelle che non hanno alcun timore dell'insuccesso ma sono capaci di lavorare per decenni senza soddisfazione, quelle che sempre e comunque si dirigono verso ciò che la situazione richiede per il bene comune, continueranno ad impegnarsi in una sacra scommessa con la Storia: che questo mutamento d'indirizzo, questo virare dalla quantità alla qualità con un complessivo e generale ridimensionamento e contemporaneo potenziamento umano, avvenga in modo del tutto indolore, senza che nessuno abbia a soffrire al contrario tutti a gioirne. 


Perché ciò possa avvenire occorre però un generale repentino, velocissimo abbandono della vecchia cultura irrazional/superstiziosa in favore di una illuminante cultura del buon senso, togliendo alimento ai tanti cattivi maestri ed abbondando oltremisura nell'alimento di quei pochi buoni. 

"Avanti yes men, puniti i più scomodi", questa la regola della vecchia era: 

http://di-chi-siam-figli.hyperlinker.org 

"Fanc**o gli yes men, premiati i più scomodi", questa la regola della nuova era. 


Non v'è dubbio alcuno che un grosso cambiamento attende l'umanità. Che questo mutamento avvenga per il meglio o per il peggio sta a noi, anzi soprattutto a voi che finora avete premiato i peggiori, a tutti voi che finora avete preferito farvelo mettere nel c**o dai tanti cattivi maestri piuttosto che farvi accompagnare per mano da quei pochi buoni: fate un po' voi come vi pare! 

La leva da manovrare per ottenere quanto occorre è grande e pesante da azionare e non può essere spostata manco di una 'nticchia da poche persone. Solo la vostra complessiva numerosa azione può risultare risolutiva. 

Fate allora un po' voi come vi pare. 


Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia 


http://The-Switch.hyperlinker.org 




Una dedica 

Dedico questo intervento allo Staff di Report che nella trasmissione del 13/04/2008 mi pare abbia sapientemente mostrato come la nazionalista Francia stia rinfoltendo le sue schiere industriali, militari e riproduttive, riempiendo con ogni accorgimento gli asili. 

Con questo essendo di mirabile esempio e stimolo per ogni altro Paese: 

La repubblica dei bambini 

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1077909,00.html