6 febbraio: impedire ancora una volta lo sfratto dei contadini dalle terre di Castiglioncello Bandini



Vi giriamo la documentazione che illustra la situazione della Cooperativa
Eughenia, cooperativa che ha già, il 16 gennaio u.s., resistito con
successo ad un tentativo di sgombero dell'azienda agricola.
Venerdì 6 febbraio l'ufficiale giudiziario e le forze di polizia
ritenteranno lo sgombero dell'azienda agricola; contro questo iniquo
provvedimento esprimiamo ad Eughenia la nostra solidarietà ed invitiamo
tutti ad appoggiare ogni forma di resistenza e di iniziativa utile ad
impedire lo sfratto incominciando dalla presenza davanti ai cancelli nella
mattinata del 6 febbraio.
A cura di AltrAgricoltura Nord Est
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Cooperativa Eughenìa:
le ragioni di una battaglia del Foro Contadino Altragricoltura

Perché il 6 febbraio impediremo ancora una volta lo sfratto dei contadini
dalle terre di Castiglioncello Bandini

Il <http://www.altragricoltura.org/dirittoallaterra/eughenia-16gen04.htm>16
Gennaio scorso i soci della cooperativa Eugenia, insieme al Foro Contadino
Altragricoltura ed ai loro alleati di movimento, hanno resistito per sei
ore alle forze di polizia che, su ordine della magistratura, cercavano di
eseguire lo sfratto dalle terre difese col lavoro per molti mesi ottenendo
un primo rinvio di venti giorni. Siamo arrivati, così, ad un passaggio
decisivo di quella che deve diventare una battaglia strategica per lo
sforzo di ricostruzione in Italia del nuovo movimento contadino per la
Sovranità Alimentare.

Abbiamo promosso molte iniziative dai giorni del G8 a Genova (quando è nato
il FCA) ad oggi ed a molte mobilitazioni abbiamo partecipato ma la
battaglia per garantire la terra ai soci della cooperativa Eugenia a
Castiglioncello Bandini, assume per tutti noi un valore simbolico e
materiale di primaria importanza. Ci sono, in questa nostra resistenza alle
leggi del mercato che vorrebbero la morte delle aziende agricole come
oggettivo pegno di tutta la società alla modernità, tutte le ragioni della
nascita del Foro Contadino Altragricoltura e l'urgenza di realizzare il
nostro sforzo di costruzione del movimento organizzato di Via Campesina in
Italia.

La cooperativa Eugenia associa circa 15 soci (con le famiglie) con
l'obiettivo di rimettere in produzione circa 1000 ettari di terra in
un'area interna prima destinata all'abbandono. Quella terra hanno cercato
di comprarla, presentando un progetto che ha registrato grandi
riconoscimenti da innumerevoli soggetti diversi (tecnici, istituzionali,
ecc.) fino ad ottenere un importante finanziamento per oltre 350 milioni di
euro. Era, questo, un segnale importante: un intero Borgo poteva tornare a
vivere, le terre che la cooperativa stava lavorando con un contratto
d'affitto potevano essere messe in produzione in modo da garantire il
lavoro ai contadini, grazie anche ad investimenti adeguati. Ma la
proprietà, approfittando di alcuni cavilli burocratici, ha cambiato idea ed
ha alzato il prezzo chiedendo cifre fuori di qualsiasi legame con il valore
produttivo (oltre cento milioni di Euro). E' iniziato un lungo braccio di
ferro fra la Cooperativa e la proprietà che dura da oltre due anni e che
sta colpendo fortemente gli interessi della cooperativa (in questo momento
lavorano solo in cinque visto anche i gravi problemi finanziari che lo
scontro con la proprietà comporta). Durante il Foro Sociale Europeo di
Firenze il FCA è sceso in campo a fianco dei contadini della Coop. Eugenia
e, insieme ad una folta delegazione internazionale di contadini presenti al
Forum con Via Campesina (Bovè, Gordillo e tanti altri), ha condotto una
occupazione simbolica con un primo obiettivo: riportare la storia di questi
contadini all'attenzione dell'opinione pubblica.

In effetti questo primo obiettivo è stato raggiunto: la vicenda della
cooperativa è diventata di interesse più generale uscendo dal cono d'ombra
in cui era ricacciata per assumere la dimensione di un caso nazionale e
internazionale. Altro obiettivo della vertenza era di stimolare la
solidarietà e il sostegno. Una campagna di solidarietà con una raccolta di
firme e di mails rivolta al prefetto di Grosseto, ha raccolto migliaia di
messaggi di adesione e solidarietà chiedendo, concretamente, che non sia
eseguito lo sgombero. Da quel momento si sono succedute innumerevoli prese
di posizione di istituzioni, forze politiche (di maggioranza e
opposizione), sindacali, associative si sono schierate a fianco dei
contadini della coop. Eugenia e della vertenza del FCA. Persino il governo
nazionale, di fronte ad una interrogazione parlamentare, prendeva atto
della qualità positiva del progetto di valorizzazione delle terre
presentato dalla coop. Eugenia. Forse quello che più ci ha colpito è stata
la solidarietà di altri contadini che può essere simboleggiata dal dono di
semi biologici alla cooperativa in solidarietà e coinvolgimento in una
battaglia sempre più percepita come di tutti.

Il progetto, nel frattempo, si è andato puntualizzando. Mille ettari di
terra possono mettere al lavoro tante e tanti, sono la possibilità di
sperimentare la nostra idea di lavoro contadino, la rivendicazione che le
nostre campagne devono essere vissute da uomini e donne al lavoro
gratificati nel reddito secondo modelli agroecologici. Ha preso vita un
progetto di uso della terra secondo criteri agronomici contadini di grande
valore che punta alla valorizzazione delle specificità e tipicità
produttive, alla diversificazione legata al ciclo corto e ad un uso sociale
della terra. Un progetto valutato tanto positivamente da aver trovato
immediatamente l'adesione di istituti finanziari importanti come la Fidi
Toscana e Banca Etica o di altri produttori pronti a sostenere
finanziariamente e col lavoro il progetto. La Fidi Toscana, dopo aver
valutato con attenzione il progetto, è arrivata a dichiararsi pronta ad
investire a sostegno del lavoro contadino il massimo delle risorse
finanziarie che il suo statuto le permette. Ma il progetto non è solo
legato all'attività produttiva, primo diritto contadino nella gestione
della terra, propone una dimensione sociale di valorizzazione del
territorio: nascono, fra l'altro, le proposte di una scuola contadina di
carattere nazionale e internazionale e un centro per la biodiversità. 

Assemblee, conferenze e comunicati stampa, volantinaggi, interrogazioni
parlamentari hanno determinato una pressione costante che ha ottenuto un
altro importante risultato: la Regione Toscana, grazie ad una delibera
votata all'unanimità dal Consiglio, ha formalizzato un tavolo di trattative
con la proprietà con l'obiettivo di agevolare la soluzione della vertenza.

Tutto questo finora non è bastato: una proprietà sorda e miope ha
continuato a perseguire il suo obiettivo di voler cacciare dalla terra i
contadini della cooperativa, persistendo in una azione legale in sede
giudiziaria che ha dell'incredibile. Il tribunale di Grosseto ha emesso una
sentenza che la dice lunga su quanto poco è considerato il diritto
contadino a lavorare la terra. Mentre ci sono in corso diversi procedimenti
giudiziari un tribunale ha sostenuto una tesi che può essere così
riassunta: "A prescindere da chi alla fine della causa avrà ragione (se la
proprietà o i contadini), viene considerato prevalente il diritto di
proprietà su quello del lavoro per cui la cooperativa è condannata a
lasciare la terra. Certo, se alla fine della causa il processo darà ragione
alla cooperativa, i proprietari dovranno ripagare ai contadini i danni
subiti". SCANDALOSO!!!!! E gli animali (vacche, pecore, maiali, ecc.) che
fanno nel frattempo? E le persone che dovrebbero fare? E se i proprietari
nel frattempo dovessero vendere ad altri frammentando la proprietà nel
miglior esempio di speculazione finanziaria? Chi e con cosa dovrebbe
risarcire la cooperativa? Quale è il prezzo per dover lasciare una terra
strappata dall'abbandono? Chi dovrebbe risarcire gli abitanti del borgo che
ora stanno tornando ad una vita degna e che dovrebbero tornare nella
marginalità? Forse legittima (non ne siamo convinti), certo una sentenza
SCANDALOSA MA FIGLIA DI SCELTE POLITICHE E SOCIALI PER CUI IL LAVORO DELLA
TERRA HA SCARSO VALORE.

E' chiaro, per noi, come questa battaglia sia più ampia e generale e vada
oltre la vicenda di un singolo gruppo di contadini. In Italia, come nel
resto d'Europa, l'accesso alla terra, il diritto a lavorarla torna ad
essere un problema sociale. Da una parte si abbandonano dal lavoro grandi
parti del territorio nazionale con la chiusura delle aziende agricole (una
ogni dieci minuti) dall'altra si nega a chi vorrebbe il diritto a lavorarle
in nome della speculazione finanziaria o dell'estendersi dei processi di
privatizzazione. Grande è, infatti, il patrimonio di terre demaniali e
persino di usi civici (forme diverse di proprietà delle terre pubbliche e
collettive) che gli Enti Locali e lo stesso Governo Nazionale, decidono di
privatizzare. E' la logica neoliberista di tagliare il finanziamento
pubblico ai servizi ed agli Enti locali, per poi permettere che il
patrimonio pubblico (artistico, abitativo, di terra) sia svenduto per fare
cassa. Così sta accadendo in tante parti del nostro Paese e pesino (anzi,
particolarmente) in Toscana, la regione in cui si trova la cooperativa e
che "Ospita il Forum Sociale Europeo e si vanta della collaborazione con
Vandana Shiva". Per questo, fin dal primo momento abbiamo deciso di
lavorare alla dimensione globale del problema e di dare, al caso della
coop. Eugenia, un carattere simbolico.

Dentro la CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLA TERRA, con l'obiettivo di
generalizzare la rivendicazione del diritto a produrre ed a valorizzare la
terra come diritto fondamentale dei contadini e di tutti i cittadini del
territorio, abbiamo lavorato su obiettivi precisi. Sono nati il
COORDINAMENTO CONTADINO DI LOTTA PER IL DIRITTO ALLA TERRA che sta
raccogliendo in tutta Italia realtà diverse che vedono negato il loro
diritto a rimanere o ad accedere alla terra e il SOCCORSO CONTADINO per
assistere e sostenere le vertenze (con la partecipazione, insieme ai
contadini di avvocati, agronomi e tecnici). Nostri obiettivi concreti sono
quelli di permettere la socializzazione delle singole esperienze, di
coordinare le lotte, di lanciare campagne (come quella contro la
privatizzazione degli usi civici) di aprire vertenze territoriali,
regionali e nazionali. Al governo nazionale chiediamo un piano di riordino
della proprietà fondiaria che favorisca l'accesso alla terra e misure
urgenti per bloccare le procedure di sfratto e la fuoriuscita dalla terra
delle aziende contadine. Alle regioni chiediamo misure chiare a sostegno
del diritto alla terra e di interrompere la privatizzazione del patrimonio
di terre pubbliche. 

Proprio in Toscana la nostra iniziativa di mobilitazione, nata attorno alla
cooperativa Eugenia sta producendo primi risultati: oltre la coop. Eugenia,
abbiamo portato ai tavoli di trattativa altre realtà chiedendo che si
interrompano le procedure di privatizzazione delle terre pubbliche che
occupano, fino ad arrivare alla proposta, avanzata all'assessore regionale
all'agricoltura, di aprire un tavolo di confronto sulla questione del
patrimonio di terre pubbliche regionali. La giunta regionale ha dichiarato
la propria disponibilità ad avviare il confronto ed a valutare proposte
alternative. Vedremo, per il momento incassiamo questo risultato e
verificheremo le volontà nell'incontro pubblico che stiamo programmando
presso il consiglio regionale a Firenze nelle prossime settimane.

Ma non basta. E' evidente che il problema è di una dimensione tale che
investe immediatamente le responsabilità dell'UE, delle sue scelte di
Politica Agricola che condannano alla chiusura le aziende europee e che
tende a disegnare un'agricoltura europea senza agricoltori. Così si
aggravano in tutta Europa i problemi di accesso alla terra come, sempre
più, sanno bene le organizzazioni europee di Via Campesina costrette a fare
i conti con un problema che sembrava cancellato e risolto dalla modernità.
Mentre si prepara a Valencia la conferenza internazionale per la Riforma
Agraria, stiamo preparando un seminario internazionale delle organizzazioni
europee di VC sull'accesso alla terra da tenere presso la cooperativa
Eugenia nel mese di Marzo, con l'obiettivo di lanciare una campagna europea
e di coordinare le mobilitazioni già in corso in Italia, come in Spagna o
Francia.

La lotta e la resistenza della coop. Eugenia, è un esempio per tutti noi;
di come, legando insieme le vertenze locali, con la dimensione globale,
costruendo alleanze e battendosi per il diritto contadino e cittadino alla
sovranità alimentare si può ricostruire l'unità contadina e la forza che ci
porta a vincere.

PER QUESTO IMPEDIREMO LO SFRATTO DEL 6 FEBBRAIO DELLA COOP. EUGHENIA : PER
VINCERE QUESTA VERTENZA E FARE PIU' FORTI LE LOTTE E LE RIVENDICAZIONI DI
TUTTI I CONTADINI ITALIANI.

TUTTE E TUTTI A CASTIGLIONCELLO BANDINI IL 6 FEBBRAIO 
(Antonio 3486561171 - coop. Eugenia 0564 993475)







Cooperativa Eughenìa:
il tentativo di sfratto del 16 gennaio 2004
Appello della Cooperativa Eughenia



Cari amici e compagni,
nonostante tutta la solidarietà espressa finora non solo da voi che
condividete le nostre scelte di vita e il nostro progetto, ma del
territorio, dalle amministrazioni locali, dalle associazioni sindacali,
ambientaliste, dal social forum e addirittura fuori dai confini nazionali,
un giudice piccolo piccolo, di un tribunale piccolo piccolo, al servizio di
un grande potere finora indiscusso, ha deciso di cancellare i nostri
diritti sfidando non solo l'intera opinione pubblica, ma anche le stesse
regole della giurisprudenza.
Venerdì 16 gennaio alle ore 8,30 di mattina l'ufficiale giudiziario,
accompagnato dai carabinieri verrà ad eseguire lo sfratto della nostra
Cooperativa dall'azienda che abbiamo condotto con fatica e con amore per 5
anni, portando mezzo mondo a conoscenza di un luogo abbandonato dagli
uomini e da dio, attraverso un progetto ambizioso ma possibile, frutto del
contributo di tutti quelli che si sono fatti contagiare.
Il giudice che ha ordinato lo sfratto, in veste di giudice monocratico è lo
stesso che fu relatore del collegio della sezione specializzata agraria nel
giudizio di primo grado e si è inventato che "il contratto d'affitto è
simulato e perciò nullo perchè strumentale all'acquisto", come se noi non
avessimo mai abitato o lavorato l'azienda e come se la strumentalità
rappresentasse un reato e non un consolidamento del nostro diritto.
La Corte d'Appello, poi, pur non accogliendo la nostra richiesta di durata
quindicennale dell'affitto, aveva rigettato la tesi della simulazione e
della nullità, sostenendo che il contratto era valido a tutti gli effetti
per tre anni e che non poteva essere eseguito uno sfratto fino al giudizio
della Cassazione.
I proprietari invece intraprendono un giudizio parallelo e illegittimo
nuovamente presso il tribunale amico di Grosseto; il solito giudice
riafferma che il titolo è nullo, stracciando le decisioni della Corte
d'Appello e, anticipando il giudizio della Cassazione, sostiene che
"probabilmente" anch'essa non lo riconoscerà e ordina lo sfratto come
misura cautelare.
Tutte queste cose le abbiamo contestate in un reclamo al Collegio del
Tribunale presieduto dal presidente stesso, che ha confermato punto per
punto sia il teorema che le decisioni precedenti.
Poi comincia la causa di merito e anche questa viene affidata
scandalosamente allo stesso giudice, il quale forte del consenso ricevuto
dal tribunale, ha deciso addirittura di sospendere la causa fino al
giudizio della Cassazione, ma tiene in vita lo sfratto.
Significa che fino a quella data, che può essere tra due mesi o tra due
anni, non solo dobbiamo uscire dall'azienda, ma anche essere privati di
ogni strumento di difesa giuridico.
Non sappiamo se esistono precedenti di abusi simili, ma pensiamo che questo
sia sufficientemente grave per farne una battaglia di civiltà.
Siamo coscienti del fatto che, essendo la nostra lotta per il diritto alla
terra diventata un simbolo, la reazione non solo dei proprietari, ma
dell'intero apparato legato alla speculazione fondiaria e immobiliare è
diventata rabbiosa e senza regole.
Da soli non potremo mai farcela. Abbiamo più che mai bisogno della
solidarietà e della mobilitazione di tutti voi.
Vi aspettiamo venerdì 16 alle 8,30 a Castiglioncello Bandini.
p. Cooperativa Eughenìa 
Antonio Di Palma


COMUNICATO STAMPA

Da 5 anni la Cooperativa Agricola "Eughenìa" conduce un progetto di
valorizzazione dell'azienda agricola di Castiglioncello Bandini, in comune
di Cinigiano e dell'omonimo borgo in via di progressivo spopolamento (sono
rimasti 100 abitanti) con il sostegno del territorio e delle
Amministrazioni locali.

La Cooperativa è stata immessa nel possesso dell'azienda con un contratto
di affitto triennale e un compromesso di compravendita che prevedeva
l'intervento dell'ISMEA (ex Cassa formazione proprietà contadina).

Ma la società proprietaria, utilizzando un ritardo dell'erogazione del
finanziamento già deliberato, ha chiesto il rilascio dell'azienda e un
progressivo rilancio del prezzo fino al triplo della cifra pattuita.

La Cooperativa per tutelare gli investimenti già profusi, i posti di lavoro
dei soci e dei dipendenti, gli animali allevati e i miglioramenti apportati
all'azienda, ha intrapreso un'azione legale volta al riconoscimento della
natura agraria dell'affitto e alla sua durata quindicennale, in merito alla
quale pende il giudizio in Cassazione.

In seguito a una mozione di sostegno alla Cooperativa votata all'unanimità
dal Consiglio Regionale della Toscana, la presidenza della Giunta Regionale
ha costituito un tavolo di lavoro, ancora attivo, per addivenire a una
soluzione transattiva, con il coinvolgimento di altri partners che
permetterebbero di offrire un prezzo maggiorato ma equo.

Ciononostante la società proprietaria ha intrapreso un'azione di sfratto
con procedura d'urgenza e il tribunale di Grosseto, disattendendo la
sentenza della Corte d'Appello e anticipando il giudizio della Cassazione
ha imposto il rilascio dell'azienda il 16 gennaio, sospendendo inoltre il
giudizio di merito fino alla Cassazione e sottraendo nel frattempo alla
Cooperativa ogni strumento di difesa giuridico.

Per questi motivi il 16 la Cooperativa fa appello alla solidarietà e alla
mobilitazione, e indice per le ore 10.00 a Castiglioncello Bandini una
conferenza stampa per lanciare una campagna di denuncia contro questo abuso.

Cinigiano 14 / 01/ 04

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