Re: [Disarmo] crescita e sviluppo,o si scatenerà l'inferno?



Beh, nel servizio c’è un’inesattezza importante. Trieste non è (quasi) mai stata un grande porto italiano, ma austriaco. L’Italia anzi soffriva sempre la forza sua emporiale, dovuta all’amplissimo retroterra austroungarico e al regime di porto franco internazionale, mantenuto nel dopoguerra col Trattato di pace, che è il vero motivo per il quale i cinesi ne sono interessati, oltre alla posizione geografica.

Ma c’è di più per l’interesse di una lista disarmo: qui le potenze vincitrici hanno costruito un “mostro” giuridico (per loro) inserendo nel trattato di pace del ‘47 precedente alla Nato e all’Unione europea, la costituzione di un Territorio libero quale Stato demilitarizzato e neutrale iscritto alle Nazioni unite. Era la prima grande crisi internazionale insieme a Berlino ... ed è stata esorcizzata dopo la crisi fra Jugoslavia e Unione sovietica del ‘48, con l’affido alla Nato della protezione militare del Territorio e la restituzione al governo italiano di mezzo Tlt - la sola città di Trieste - per l’amministrazione civile.

Alessandro Capuzzo

Il 5 aprile 2018 alle 19.24 Luigi Guasco <disarmo at peacelink.it> ha scritto:

Dubito che gli yankee,con tutto quello che stanno combinando nel mondo per impedire ogni alternativa (hanno cominciato proprio dai balcani)lascino fare indisturbati.



Trieste spera nella Nuova via della Seta

05/04/2018   by stefano citrigno

Per Trieste la Nuova via della Seta è una sfida di 1.400 miliardi di euro. Con potenziali e dirompenti ricadute nel mondo del lavoro. Ma solo l’arte della politica ci dirà se Trieste vincerà o meno la sfida che potrebbe consegnarle quel futuro aureo che da troppo tempo sogna.

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