Re: [forum_immoderato_degli_immoderati] post



Caro Di Monaco,
forse Lei non conosce l'analisi del voto del 2001, dove grande elettore di Berlusconi risultava la "casalinga di Voghera", cioè l'ignoranza e la disinformazione, e la soggiacenza televisiva, e con essa "l'operaio del Sud", in analoghe condizioni, che aveva consegnato a lui l'intera Sicilia e Puglia,tranne il seggio di Vendola. Ecco il voto libero e democratico che Lei esalta. E' il tipico voto populista, di peroniana memoria.
La libertà d'informazione è un fondamentale diritto d'informazione del cittadino, il quale detiene la "sovranità popolare" e deve in particolare esere informato sull'attività inquisitoria della magistratura e sull'andamento dei processi. Ciò che la legge-bavaglio vuole impedire.
La libertà della magistratura non c'entra niente con l'inquisizione; è semplicemente l'autonomia di uno dei tre poteri fondamentali esistemti in democrazia. Quest'autonomia deve restare intatta.
La Costituzione italiana è una delle più sagge, una delle migliori esistenti. Quando Berlusconi l'attacca lo fa per miseri interessi personali, i suoi processi ecc.; per le leggi inique che vorrebbe e che la Costituzione gl'impedisce. La Costituzione dev'essere il più possibile salvaguardata.
Si cerca d'impedire alla magggioranza di varare certe leggi? Sicuro, le leggi inique, il lodo Alfano, la legge bavaglio, a suo tempo quella che legalizzò il falso in bilancio ecc.
Quelli che all'estero riconoscono la vergognosa situazione italiana, le leggi inique berlusconiane, la persecuzione della magstratura ecc. cercano di chiarire che non l'Italia è così ma certi suoi politici perversi, cercano di salvare l'onore d'Italia.
Ho tentato di fare chiarezza su alcuni dei suoi sproloqui, caro Di Monaco. La inviterei a scrivere meno e riflettere meglio.
Un saluto fraterno da Arrigo Colombo
 
 
 
 

Gli antitaliani

20 giugno 2010

Anche questa bisogna che ce la diciamo. Ci sono italiani che offendono il nostro Paese e la nostra democrazia. I cittadini devono cominciare a prendere in considerazione una tale distinzione. Possono poi condividerla o meno, ma distinguere è necessario. Per capire.

Quando si ridicolizzano i risultati di un voto libero e democratico, ad esempio. Questo è offendere gli italiani, trattarli da carro bestiame, e si offende simultaneamente il nostro Paese.

Quando Bersani parla di modello plebiscitario vigente nel nostro Paese, tratta gli italiani da pecoroni. Se la stessa maggioranza l’avesse presa il Pd gli italiani si sarebbero trasformati in persone intelligenti.

Quando si sostiene che la libertà di stampa non deve avere limiti (nessuno annota che essa si è messa sotto le scarpe la deontologia professionale) e che essa può prevalere sul diritto alla privacy, si offendono gli italiani, perché ad essi si nega il diritto “inviolabile” sancito dall’art. 15 della Costituzione, e li si trasforma nei personaggi tragici di “1984”, il noto romanzo di George Orwell.

Quando si dice che la magistratura deve avere le mani libere, non facciamo che riproporre attraverso di essa i tempi dell’Inquisizione, allorché ogni uomo era in balia dell’arbitrio e della sopraffazione.

Quando Bersani dice che non vuole modificare la Costituzione, ma rinvigorirla e che essa è più avanti di noi, dice una corbelleria che non sta né in cielo né in terra. Queste le sue parole: “Dobbiamo darle nuovo vigore  affinché possa darci il meglio di quello che saremo. Siamo indietro noi, non la Costituzione”. È la rivendicazione idiota e castrante di una posizione immobilista. E quindi disfattista. I tempi attuali richiedono, infatti, una macchina più efficiente e veloce. Non un ferrovecchio. Quando si diffondono e si gridano tali sciocchezze si offendono gli italiani, che vengono trattati alla stregua di poveri idioti a cui si può raccontare qualunque panzana, e si offende l’Italia che si vuole tenere nella condizione permanente di vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro.

Coloro che predicano queste orribilità non amano gli italiani e non amano l’Italia. Sono antitaliani.

Quando si impedisce alla maggioranza di varare in tempi solleciti le leggi si è contro gli italiani e contro l’Italia. Le leggi devono essere approvate nel minor tempo possibile. Servono al Paese. Servono al motore Italia. Impedire una efficiente e tempestiva attività legislativa significa corrodere la democrazia. Rallentare, quando non addirittura fermare la macchina Italia. Impedire alla maggioranza liberamente eletta di governare è un atto eversivo.

Qualunque legge può essere modificata e migliorata. Ad esempio: anche quella che nascerà dall’approvazione del ddl sulle intercettazioni.
La si faccia entrare in funzione subito, prima della chiusura estiva del Parlamento.
Di essa c’è bisogno con urgenza. Abbiamo visto tutti che cosa è successo e succede se non si vara questa legge.
Dalla sua applicazione si potrà capire se le garanzie offerte dalla maggioranza hanno retto alla prova. Se non hanno retto, si corregga.
Intanto si è posto un argine ad una barbarie che ha colpito tanti innocenti.

Antitaliani sono anche coloro che godono nel rilasciare all’estero interviste che denigrano l’Italia e la fanno passare per ciò che non è: ossia uno Stato fascista e senza libertà. Abitato da un popolo pecorone e senza cervello. Costoro sono i peggiori nemici dell’Italia. I più subdoli, i più falsi. Disprezzando il voto degli italiani disprezzano gli italiani stessi nella loro vocazione democratica. Diventano degli infiltrati, delle spie in casa nostra. Dei propagatori di menzogne.

Il rispetto del risultato elettorale deve essere sacro per ogni vero democratico. Difenderlo anche all’estero, significa onorare l’Italia e il suo popolo. Onorare la democrazia.

Dunque, è tempo che gli italiani comincino a distinguere. Fare di ogni erba un fascio non è più tollerabile. Non si possono osannare nel nostro Paese coloro che dimostrano di non amarlo e che considerano il popolo un incidente di percorso, una categoria sottosviluppata, incapace di intendere e di volere.

L’Italia è un Paese che si governa ed è stata governata dall’inizio della Repubblica con le regole di una libera democrazia. Non può essere denigrata come un’Italia di pecoroni. Gli italiani sanno bene quello che fanno, e non è un caso che anche i peggiori sondaggi, come quelli commissionati dall’antiberlusconiano per eccellenza, il quotidiano Repubblica, puniscono l’opposizione e continuano a premiare il governo e la sua maggioranza.

Il governo ha un solo punto debole, e nei sondaggi è messo in rilievo: è troppo indeciso rispetto a quanto desiderano i cittadini. I quali vogliono la modernizzazione dello Stato, e quindi le riforme, anche quelle costituzionali. Sono irritati che Berlusconi si faccia stoppare da personaggi che ancora si nutrono della mentalità del vecchio regime, come Fini, D’Alema, Bersani. Capaci solo di tessere la tela di Penelope e di non lasciare che l’Italia faccia un solo passo in avanti. I cittadini ne hanno visti fin troppi nella prima Repubblica di giochetti come questi: di cuciture e scuciture, che non conducono a nulla. Ora vogliono che qualcuno forzi la barriera, costi quel che costi.

Siamo arrivati al paradosso che l’opposizione invoca l’incostituzionalità di ogni provvedimento avanzato dal governo, mostrando proprio con tali argomentazioni la farraginosità di una Carta che può essere chiamata pretestuosamente in causa per qualsiasi azione e in qualsiasi momento, impedendo la governabilità e quindi impedendo al Paese di muoversi.

Oggi la Carta costituzionale ha evidenziato i suoi limiti proprio nel momento in cui è stato dimostrato che tutti le possono tirare la giacca. Essa, con l’avanzare del tempo, è diventata una Carta immobilista, che ha palesato l’insieme dei lacci e dei lacciuoli che tessono la sua ragnatela conservatrice. Lasciarla così com’è è offendere la dignità di un Paese.

Difendiamoci dagli antitaliani, dunque. Prendendo da essi le distanze. Chi grida ai quattro venti (all’estero compreso) che l’Italia è un modello plebiscitario, dove regna la dittatura di un monarca assoluto (e si vede quanto Berlusconi è un monarca assoluto dai molti ostacoli che non riesce a superare), chi sbraita che non vuole modernizzare lo Stato attraverso una serie di riforme anche costituzionali, sia smascherato nelle sue menzogne e nella sua ipocrisia.

Ho letto con piacere la lettera che il vice presidente del Senato, Gaetano Quagliariello, ha inviato a Roberto Saviano in risposta alle sue accuse.

Ribattere colpo su colpo dovrà essere d’ora in avanti la difesa determinata e ostinata del nostro modello di democrazia. Aiutiamo Berlusconi e il governo a migliorare questo Stato. Nel Palazzo lo sappiamo attaccato dagli avversari e dai Boiardi. Lasciarlo solo a combattere è una scelta di codardia.

Bersani continua a prendere gli italiani per gonzi, malleabili alla doppiezza della sinistra. Facciamogli vedere che non è così.
Quel tempo, è tramontato.

Bartolomeo Di Monaco

(Pubblicato da Legno Storto)

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