Re: acqua in brocca



Ciao a tutti,
entro nel merito per portare una mia opinine da profano...
... il problema della cistite non e' piu' probabile che sia causata dal calcare presente nell'acqua?
Non mi sembra un problema legato a batteri... magari ti basterebbe un dolcificatore per risolvere il problema...

Ciao,
Stefano.

www.naturalmentis.it



On 10/11/06, Enrico Gorini < enricogorini at libero.it> wrote:
Rispondo alla interessante testimonianza di Elisa (intervento in calce).
Il mio intervento era nell'ottica di un'azione nonviolenta diretta che
ognuno di noi può calare nel suo quotidiano sin da subito, senza attendere
(come al solito) che si muovano i pubblici poteri. Certo che mi piacerebbe
che lo Stato erogasse acqua buonissima in tutti i rubinetti italiani; ma a
parte il fatto che per questo occorrerà un lavoro forse di anni e
investimenti non indifferenti, rimane il fatto che, finchè c'è l'attuale
cultura consumista, rimarrà il condizionamento a consumare acqua in
bottiglia anzichè acqua di rubinetto, anche quando quest'ultima sarà pura e
di fonte montana.
Quello che voglio dire è che bisogna far diventare una cosa normale poter
entrare in un ristorante e chiedere "acqua in brocca": ci vogliono far
credere che è una cosa vergognosa, invece non lo è, io ho il diritto
sacrosanto di essere accontentato, anche se, di converso, devo pur
riconoscere al ristoratore un importo per il servizio, che però coprirà solo
il servizio, e non anche il costo della bottiglia di vetro, non richiesta e
non desiderata.
Questo principio lascia la libertà a chi, per gusto, consumismo o necessità
salutare, di potersi ordinare serenamente la sua brava bottiglia.   E' un
fatto prima di tutto di intelligenza e civiltà.
Non voglio disconoscere che magari tantissimi bevono acqua in bottiglia per
necessità, voglio solo dire che, quando esistono le condizioni per bere
acqua in brocca, si deve essere liberi di poterlo fare !
Enrico Gorini


> Caro Enrico,
> pur condividendo idealmente tutto quello che hai scritto, voglio
> raccontarti la mia storia.
> Vivo a Torino da alcuni anni, dopo aver vissuto per 18 anni in una
> città, Savona, in cui l'acqua di rubinetto è buonissima per 363 giorni
> l'anno (ogni tanto, a settembre, periodo di alluvioni, si trova un
> eccesso di cloro, ma basta lasciare l'acqua a decantare...)
> Arrivo a Torino e dopo alcuni anni di varie vicissitudini da studente,
> a fine 2003 decido che è l'ora di mettere in pratica le mie idee e
> quindi di non comprare l'acqua in bottiglia. Ho resistito da dicembre a
> giugno. A maggio ho cominciato ad avere una forma molto forte di
> cistite. Nonostante cure di ogni tipo, dalle pastiglie erboristiche
> alle medicine chimiche, antibiotici compresi, la cistite perdura. Il
> medico mi consiglia di bere tanta acqua, ma più bevo acqua e più la
> cistite aumenta. Ad agosto parto per le vacanze, ancora con la cistite,
> che con il passare dei giorni comincia a diminuire. A settembre,
> tornata a Torino, ricomincio tristemente a comprare l'acqua in
> bottiglia e finalmente la cistite mi passa definitivamente.
> Mi sono informata sui filtri. Purtroppo il filtro che è attualmente in
> commercio elimina il cloro ma non eventuali impurità batteriche, quindi
> non è adatto al caso di una città, come Torino, in cui l'acqua esce
> pura dall'acquedotto, ma evidentemente arriva imbevibile in molte case.
> Ritengo quindi ammirevole una campagna per avere il diritto all'acqua
> di rubinetto nei ristoranti, ma (dal momento che, personalmente, vado
> al ristorante non più di 10 volte l'anno) mi sembrerebbe più urgente
> chiedere di avere l'acqua DAVVERO potabile anche nelle grandi città e
> non solo nei comuni più piccoli.
> Che ne pensi/pensate?
> Ciao
> Elisa
>
>

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