Re: Il discorso di Bush a San Pietroburgo



Si tratterà della IV guerra mondiale, per chè la III è
stata già combattuta ed ha portato alla sconfitta
dell'URSS e dei suoi alleati. La resa senza condizioni
è stata celebrata ufficialmente a bordo di una
portaerei americana al largo di Malta tra Bush senior
e Gorbaciov. L'URSS ha dovuto accettare lo
smembramento del suo territorio in decine di stati e
staterelli indipendenti, rinunciare al suo regime
sedicente comunista, a tutti i suoi simboli anche
esteriori, smantellare i Partiti Comunisti, consegnare
i brevetti militari ed i codici di sicurezza nucleari,
ridurre ad un decimo l'armamento convenzionale,
eliminare tutti gli appoggi internazionali a movimenti
esteri, accettare l'ingresso di capitali esteri,
introdurre il mercato capitalista: nemmeno la Germania
di Hitler ha dovuto subire condizioni così umilianti:
i morti di questa guerra apparentemente mai
combattuta: diecine di milioni ma vi risparmio
l'elenco!
--- Valentino R <semjase at tin.it> ha scritto: 

> Maurizio Blondet, 23/07/2006 
>  
> Ritrovata partnership con gli USA. Il vertice di
> Roma è stato deciso in America.
> 
> Per dare agli europoidi quello che gli europoidi
> vogliono, un bel dibattito, una bella «mediazione»
> di chiacchiere, un corridoio umanitario magari...
> Mentre si dà ad Israele quella settimana in più di
> cui ha detto di aver bisogno per finire il lavoro in
> Libano.
> Era stato già deciso. Dove? A San Pietroburgo.
> Lo ha rivelato un microfono aperto casualmente, che
> ha colto il colloquio fra Bush e Blair.
> Bush parlava come un gangster ubriaco; Blair lo
> imitava nell'eloquio, piegato servilmente in due per
> cogliere i biascicamenti del capo supremo.
> 
> 
> Varrebbe la pena, avessimo tempo, di tradurre
> l'intero colloquio, per vedere il grado di ignoranza
> e bassezza del comandante in capo mondiale.
> Basti riportarne i punti essenziali.
> Bush: «Che dici di Kofi? Pare strano. Non mi piace
> la sequenza: il suo atteggiamento è alla fin fine:
> cessate il fuoco e poi qualunque cosa succede.
> Capisci quel che dico?»
> Blair: «Yeah. No, penso. la cosa molto difficile è
> che non possiamo bloccare questo a meno che tu
> ottenga l'approvazione di questa presenza
> internazionale. So che voi ne avete parlato ma è la
> stessa cosa».
> Poi, frasi inaudibili. E' solo chiaro che parlano di
> Condoleezza Rice.
> Blair: «.vedi quanto la cosa è affidabile. Ma tu
> bisogna che lo faccia presto».
> Bush: «Yeah, lei [Condi] sta per andare. Condi va
> molto presto».
> Blair: «Ottimo, vedi, questo, questo, questo è tutto
> quel che conta. Se tu.capisci, ci vorrà qualche
> tempo per finirla. Ma almeno dà alla gente un.»
> Bush: «Un processo [un «processo di pace» da
> acquietare gli europei, come il precedente, ndr.]
> sono d'accordo. Le ho detto anche della tua
> offerta».
> Blair: «Beh, questo solo se. voglio dire, se lei ha.
> se le occorre che le si prepari il terreno.
> Ovviamente se lei esce allo scoperto bisogna che
> abbia successo, mentre io vado allo scoperto solo
> per parlare».
> Bush: «Capisci, l'ironia è che quello di cui loro
> hanno bisogno è di ottenere dalla Siria che ottenga
> da Hezbollah di smettere di fare questa merda, e
> finisce lì».
> Blair: «Chi, la Siria?».
> Bush: «Esatto».
> Blair: «Secondo me è tutto parte della stessa cosa,
> lui pensa che se il Libano esce bene [sic], se
> troviamo una soluzione in Israele e Palestina,
> l'Iraq va nella direzione giusta, e lui
> [inaudibile]. Questa è tutta la faccenda. E' lo
> stesso con l'Iran».
> Bush: «Quasi quasi dico a Kofi di telefonare ad
> Assad e far succedere qualcosa. Noi non accusiamo
> Israele. Non accusiamo il governo libanese.».
> 
> Non tutto è chiaro; ma una cosa sì: è già deciso che
> Condi Rice «vada molto presto».
> Prima in Medio Oriente e poi a Roma. 
> In questo vertice, prevedo, appariranno molti
> difensori del diritto di Israele di devastare i
> vicini. «Angela», dice Bush, la Merkel, ci riserverà
> delle sorprese.
> In compenso, ci sarà un bel «dibattito», come nei
> cineforum di sinistra.
> «Kofi» otterrà qualcosa: probabilmente, sanzioni
> ancor più dure per l'Iran.
> Quel che dirà la Rice è già noto: chiederà una
> «robusta» forza d'interposizione internazionale nel
> territorio del Libano meridionale per la sicurezza
> di Israele.
> Anzi, sarà lo stesso premier libanese Seniora a
> chiederlo, a implorarlo.
> Che può fare?
> Il suo Paese è distrutto dalle fondamenta: da
> Israele.
> Lui è sconfitto, e deve accusare non i devastatori,
> ma Hezbollah, Siria, Iran.
> Così sarà riconosciuto come «democratico». 
> E noi abboccheremo, è un «impegno per la pace» a cui
> D'Alema si è già detto pronto, come per
> l'Afghanistan. 
> E come già fu prontissimo per il Kossovo.
> Ciò vuol dire che i nostri soldati, insieme a
> britannici, francesi e tedeschi, si troveranno lì
> nel centro del tritacarne.
> Qui non è come a Nassiria.
> Non si è in contatto con bande e cani sciolti.
> 
> 
> Qui, si è a contatto con il secondo o terzo esercito
> del mondo, per di più sperimentatissimo in
> operazioni «false flag».
> Se saremo ammazzati da «Hezbollah» del Mossad, non
> potremo nemmeno denunciarlo.
> Qui, il nostro nemico sarà il nostro «alleato»,
> indicato come tale dal vertice di Roma: la missione
> consiste nel liquidare gli Hezbollah.
> Dovremo versare tutto il sangue necessario, come
> vittime, per trascinarci  là dove finora, nonostante
> l'Iraq, non sono riusciti: nella terza guerra
> mondiale.
> Naturalmente, per questa nuova «missione», è
> assicurato anche il voto di Berlusconi.
> Verso la terza guerra mondiale con ampio voto
> bipartisan.
> La terza guerra mondiale non è un'esagerazione mia.
> È Newt Gingrich, già speaker della camera bassa
> americana, leader della «nuova destra
> filo-giudaica», a dire da settimane in tutte le sedi
> che questo è l'inizio della «terza guerra mondiale».
> Il 16 luglio, alla NBC, dice che «bisogna aiutare il
> governo libanese ad avere la potenza per eliminare
> Hezbollah come forza militare» (questo dovranno fare
> i nostri soldati europei).
> Un giorno prima, durante una campagna per raccolta
> di fondi ai repubblicani, Gingrich dice: «Questa è
> la terza guerra mondiale. Israele non lascerà il
> Libano meridionale finchè c'è un singolo missile lì.
> Io andrei e farei pulizia di tutti, annuncerei che
> ogni aereo iraniano che tenti di portare missili per
> rifornirli [gli Hezbollah] sarà abbattuto.
> Quest'idea che è una guerra unilaterale è una
> cazzata».
> 
> 
> Naturalmente tutti i giornalisti noachici si sono
> precipitati a ripetere il concetto:
> «E' la terza guerra mondiale», ha detto Bill
> O'Reilly della Fox News.
> «Dobbiamo combattere la terza guerra mondiale»,
> gioisce Glenn Baer della CNBC, «l'apocalisse è
> imminente».
> Quanto agli italiani, basta rileggere Magdi Allam,
> Massimo Introvigne, Galli della Loggia,
> Vittorio Parsi su Avvenire (Israele ha diritto a
> difendersi): notevole al proposito anche Sandro
> Magister: questo vaticanista, che dicono assai
> vicino a Ruini, lancia una circostanziata accusa di
> «antisemitismo» contro papa Ratzinger, come ha già
> fatto del resto Socci.
> I cristianisti sono disposti a obbedire al Papa
> finchè è filo-giudeo, non oltre.
> E anche questo è un attacco preventivo, la
> preparazione del terreno (come dice Blair)
> attraverso l'intimidazione.
> Ed è solo l'inizio.
> Quella che adombra Magister, benissimo informato, è
> una rivolta dei giudaizzanti clericali contro
> Benedetto, se il Papa non tace, se non riconosce il
> diritto di Israele a difendersi devastando gli altri
> popoli.
> Ma la cosa non finirà con lo stupro in Libano, anche
> questo l'ha detto chiaro Gingrich.
> In un articolo a sua firma sul Guardian del 21
> luglio: ecco il progetto, che ripeteranno in coro i
> Magdi Allam & C.: «Il mondo civile si trova al bivio
> tra vittoria e disfatta», esordisce Gingrich.
> Dice lo stesso Massimo Introvigne: è Roma contro
> Cartagine.
> 
> 
> «La lunga strada verso la vittoria comincia col
> mondo libero che aiuta la democrazia (3) libanese a
> battere gli Hezbollah, espellendo le guardie
> rivoluzionarie iraniane e tutti i diecimila missili
> e più [sic] puntati contro Israele.
> Il cessate il fuoco invocato dallo sconsiderato
> appello del G-8 farebbe l'opposto. Consentirebbe ai
> terroristi di riorganizzarsi.La natura della
> minaccia ha l'Iran come epicentro [ecco il bersaglio
> grosso] ed è al fondo ideologica. Questa ala
> ideologica dell'Islam è incompatibile con la civiltà
> moderna. E benchè non connessi operativamente, gli
> eventi delle ultime sette settimane vedono gli
> sforzi congiunti per debellare l'Occidente e i suoi
> valori. Questa è la terza guerra mondiale, non può
> avere altro nome». 
> Sforzi congiunti?
> Gingrich li spiega:
> «Un'alleanza terroristica di Iran, Siria,
> Hamas-Hezbollah ha scatenato la guerra a Israele;
> sette bombe a Bombay hanno ucciso oltre 200 persone
> [ora sappiamo chi le ha messe]; la Corea del Nord ha
> lanciato sette missili, compreso uno
> intercontinentale capace di colpire la costa degli
> USA; sette americani hanno dichiarato fedeltà ad Al
> Qaeda in un video [devono essere i sette negretti
> della società «Mare di David»]; un complotto per
> mettere bombe nei tunnel e nel metrò di New York [il
> complotto annunciato dal sindaco ebreo Bloomberg, e
> smentito dall'FBI]; 18 canadesi arrestati con più
> esplosivo di quello usato nell'attentato di Oklahima
> City. Aggiungete tutte le città dove precedenti
> attentati hanno avuto luogo, e vedete che non si può
> più negare l'esistenza di una campagna mondiale di
> terrore».
> 
> Gingrich cita senza vergogna atti di terrorismo
> puramente mediatici, o false flag, già smentiti o
> rivelatisi gonfiati, e collega fatti senza rapporto
> tra loro in una teoria del complotto assoluta.
> Dunque i complotti esistono, dopotutto: Corea del
> Nord, Hamas e Iran sono tutti in combutta.
> Ciò ci consente di dargli ragione: è in corso una
> campagna globale di terrore, strategia della
> tensione - e voi lettori sapete chi la guida.
> Attenzione alle «città dove sono avvenuti precedenti
> attentati», Madrid, Londra: c'è la stessa  mano, ce
> lo dice Gingrich.
> Ed è una minaccia coperta.
> Ora, attenti a Roma, il Papa ha bisogno di una
> lezione.
> Ma continuiamo a citare la chiamata alle armi:
> «Nel conflitto in corso, il mondo libero deve
> levarsi pronto a sostenere il governo democratico
> del Libano a imporre la sua autorità sui suoi
> confini meridionali. Questo proverà la volontà del
> mondo civile di tramutare questo malvagio attacco a
> una democrazia [l'attacco alla democrazia libanese
> non lo sta facendo Israele? No, questo no],
> nell'opportunità di una vittoria storica dei
> terroristi e dei loro sponsor di Stato. In questa
> guerra di civiltà, nervi saldi e concentrazione sul
> fine ci consentiranno di strappare la vittoria
> decisiva». 
> 
> 
> Sentito il linguaggio?
> Qui parla il Quarto Reich.
> Ed indica le due fasi: primo, mandare i soldatini
> europei a farsi massacrare dagli israeliani (pardon,
> «Hezbollah») sui confini del Libano; secondo,
> attaccare l'Iran e la Siria, Stati-sponsor del
> terrorismo globale.
> Occorreranno armi atomiche, inevitabile.
> Solo così Israele sarà sicuro.
> Questo è il progetto.
> Questo uscirà da vertice di Roma.
> È già scritto tutto.
> Benvenuti nella terza guerra mondiale.
> 
> Maurizio Blondet
> 
> 
> 
>
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> Note
> 1) «This is why secretary Rice has called for an
> international conference in Rome with some of the
> key players in the region and the international
> community in order to discuss and hopefully reach an
> agreement on what such political underpinnings of a
> cease-fire might be», dice la AP del 22 luglio. E'
> stata la Rice a volere il vertice di Roma. Non pare
> che sia D'Alema, né che «l'Italia conti davvero». 
> 2) Sul sito «Globalresearch» del professor
> Chossudovsky troverete il «complete transcript of
> Bush-Blair exchange at G-8 summit», 20 luglio
> 2006.La sua lettura è in qualche modo esilarante,
> ancorchè spaventosa. Bush chiede al premier cinese
> quanto ci mette il suo volo «per tornare a casa» e
> si stupisce della risposta: otto ore. «Quanto ci
> metto io. Eppure questo è il tuo vicinato», dice
> Bush. Ignora che San Pietroburgo è in Europa,
> affacciata sul Baltico, e Pechino all'altra
> estremità dell'Asia. Grande competenza geopolitica. 
> 3) Veramente, gli americo-israeliani hanno tentato
> di creare in Libano una «democrazia» secondo i loro
> progetti: la «rivoluzione dei cedri», pagata dalla
> CIA come le rivoluzioni colorate di Georgia e
> Ucraina, e con lo stesso scopo: arruolare tutte le
> «neo-democrazie» nella terza guerra mondiale per
> Sion. Non ci sono riusciti. Da quel momento, il
> destino del Libano è stato segnato. Vedi al
> proposito  Matthew Kalman, «Israel set war plan more
> than a year ago», San Francisco Gate, 21 luglio
> 2006.
> 
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