MA CHE FA FO?



Succede nella vita, di nascere incendiario e morire pompiere, secondo
l’adagio che tutti i rivoluzionari muoiono a vent’anni, anche quando non
muoiono.
E’ successo anche al nostro Dario Fo che nel pieno del declino fisico e
mentale, mentre sull’autostrada del Sole filosofeggiava con Ambra sui
Massimi Sistemi, si e’ visto recapitare un aureo messaggio: “ Hai vinto
il Nobel” e li’ per li’ lui si credeva che fosse il Nobel per la
chimica, visto che come gli antichi Alchimisti, era riuscito
sapientemente a trasformare in Oro i testi teatrali di Rame. E invece
no, memori di alcune sublimi composizioni giovanili, quali “La luna e’
una lampadina / che galleggia come un limun/ e mi sun chi suta al
balcun/ che me fa mal i pee’ o Nina…” quei giocherelloni dell’Accademia
di Svezia gli avevano dato il massimo riconoscimento nientemeno che in
letteratura dando la stura a una seconda giovinezza del Dario nazionale,
Dio l’abbia in gloria, che ha ritrovato fiato per le sue gag, non
accorgendosi che quello che poteva dire come giullare, adesso, come
Nobel assumeva un sapore sinistro. Ma lui imperterrito ha continuato ad
esibirsi nelle sue “improvvisazioni di Gramelot” che sono
improvvisazioni quando le improvvisi, se invece le ripeti immutabili per
anni, secondo me, sono diventati testi teatrali, e aggiungo, un po’
obsoleti, tanto che fa piu’ ridere il suo clone Bisio quando fa Fo
piuttosto che Fo quando tenta di rifare se stesso.
Lo dimostra un episodio avvenuto recentemente durante una
“improvvisazione” all’Universita’ di Cagliari.
Qui il nostro eroe si e’ esibito in un repertorio che faceva il suo
effetto trent’anni fa alla Palazzina Liberty quando chiedeva al
pubblico: “Chi siete, da dove venite?” e giu’ una improvvisazione sulle
radici, sulle origini, sulla identita’ regionale da salvare, monologo
che terminava puntualmente con canti di protesta sudamericana, o col
famoso: “Procurade ‘e modernare barones ‘sa tirannia” con applausi a
scroscio.
Ma i tempi sono cambiati e queste argomentazioni che potevano essere la
bandiera dell’anarchia degli anni sessanta, adesso sono argomenti da
Haider, Berlusconi, Alleanza Nazionale che contrappone le radici etniche
all’idea europea smanazzata dalle sinistre.
Ecco che e’ partita una violenta contestazione nei confronti di Fo, che
stordito ha dovuto prendere atto che e' ora di cambiare il proprio
repertorio. Ma sara’ dura.
Te lo immagini Dario Fo che canta: “Faceva il palo nella banda del
Berlusca?”


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       Aldo Vincent
  "IL GRILLO SPARLANTE"
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