Fwd: I a proposito di Avaaz



Mi è stato segnalato questo articolo della Sinistra Svizzera che analizza in lungo e in largo Avaaz.
Buona lettura!
Davide

-------- Messaggio originale --------
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http://www.sinistra.ch/?p=1627


  Sostenere il governo USA senza saperlo: il grave esempio di “Avaaz”
  <http://www.sinistra.ch/?p=1627>


– 18 FEBBRAIO 2012
L’associazione non governativa “Avaaz” sta spopolando su internet e nei
circoli della sinistraliberal occidentale in nome della difesa dei
diritti umani. Pochi conoscono però chi si cela dietro questa
organizzazione che di umanitario ha solo l’apparenza e che è stata
creata per “coprire a sinistra” gli interessi geopolitici ed economici
dei poteri forti occidentali, soprattutto americani. La tattica è molto
semplice: si promuovono decina se non centinaia di petizioni su temi
umanitari, democratici, anti-corruzione che trovano immediato consenso
fra il pubblico di sentimenti progressisti (ad esempio la lotta contro
la censura su internet oppure il riconoscimento della Palestina). Fra di
essi vi sono anche attacchi ai governi occidentali e contro lo
strapotere delle banche, così da convincere questo pubblico particolare
della bontà della ONG. Fra tutti questi temi – che poi non sortiranno in
gran parte comunque nessun risultato – si inseriscono invece questioni
strategiche per i padroni nascosti di “Avaaz” (governi, multinazionali,
eserciti) che così potranno più facilmente superare la diffidenza da
parte della popolazione genericamente di “sinistra”, che non sospetterà
mai che dietro a questi presunti critici degli USA è nascosto proprio il
Partito Democratico del presidente Obama e dell’ex-presidente Cliton,
attraverso l’organizzazione “MoveOn” che sta alla base di “Avaaz”, e che
ha ricevuto un finanziamento di 1,46 millioni di dollari da George Soros
per utilizzarla nella battaglia elettorale contro il Partito Repubblicano.
Una ONG schierata coi potenti
“Avaaz” è infatti una ONG creata da Ricken Patel, personaggio
politicamente ben schierato a destra che gode del sostegno finanziario
del patron della multinazionale informatica “Microsoft” Bill Gates e
della Fondazione Rockefeller (il cui ruolo a favore dei governi
americani è ben spiegato in quest’altro articolo
<http://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmp5a13.htm>). Non è tutto:
“Avaaz” collabora strettamente con la famosa Fondazione Soros, una
struttura vicina all’attuale governo statunitense e ai suoi servizi
segreti che viene utilizzata per organizzare disordini e golpi nei paesi
che in qualche modo non ubbidiscono ai diktat di Washington oppure che
non autorizzano le grandi aziende occidentali a entrare nel loro mercato
nazionale. Non a caso la Cina, che dispone di un mercato ancora
fortemente controllato dallo Stato, è una delle vittime preferite di
Soros e della ONG di cui stiamo parlando. Naturalmente “Avaaz” non parla
di “libertà economica mancante” ma attacca la Cina in altro modo, ad
esempio strumentalizzando la questione della pena di morte o del
separatismo feudale del Dalai Lama in Tibet. Secondo altre fonti dietro
“Avaaz” vi sarebbero mandanti di ben più alta caratura come si evince ad
esempio da Indymedia Barcellona
<http://barcelona.indymedia.org/newswire/display/418173/index.php>,
dalla discussione interna a PeaceLink
<http://cafedehumanite.blogspot.com/2011/10/soros-dietro-avaaz-organizzazione.html>,
oppure da questo blog molto dettagliato
<http://ateaysublevada.over-blog.es/article-del-porque-no-me-sumo-a-las-campa-as-de-avaaz-92379397.html>.
Proponiamo ora alcuni dei tanti esempi che rendono perlomeno poco
credibile “Avaaz” per chi, come la nostra redazione, si dichiara di
sinistra.
Avaaz truffa gli ecologisti
<http://www.sinistra.ch/wp-content/uploads/2012/02/bolivia.jpg>A fine
2011 dichiarazioni, articoli, lettere circolano su Internet chiedendo la
fine della “distruzione dell’Amazzonia”: “Avaaz” si tinge insomma di
verde per ingannare gli attivisti ecologisti che mai si sognerebbero di
sostenere i veri mandanti della campagna. 
 L’obiettivo che queste
iniziative si pongono, infatti, non è certo quello di colpire le
corporazioni transnazionali o i potenti governi filo-americani che le
appoggiano, ma il governo popolare del primo presidente indigeno della
Bolivia, Evo Morales. Al centro del dibattito c’è la controversa
proposta di Morales di costruire un’autostrada attraverso il Territorio
Indigeno del Parco Nazionale Isidoro Sécure (TIPNIS).

 Quest’ultimo,
che copre una superficie di più di 1 milione di ettari di foresta, ha
ottenuto lo statuto di territorio indigeno dal governo di Evo Morales
nel 2009. Circa 2’000 persone vivono in 64 comunità all’interno del
TIPNIS.

 Il 15 agosto, rappresentanti di tali comunità hanno iniziato
una marcia verso la capitale, La Paz, per protestare contro il piano
dell’autostrada.

 Sono subito partite petizioni internazionali da
parte, naturalmente, di “Avaaz” che solidarizzando con gli indigeni,
condannano il governo boliviano per avere indebolito i diritti
indigeni.

 La gente del TIPNIS ha preoccupazioni legittime sull’impatto
dell’autostrada. 

Disgraziatamente, però, la campagna di “Avaaz”
strumentalizza queste preoccupazioni per indebolire politicamente
Morales, il cui sentimento ostile al capitalismo americano non piace ai
padroni di “Avaaz”. Con una lettera aperta firmata da più di 60 gruppi
ecologisti, in maggioranza però fuori dalla Bolivia, “Avaaz” distorce i
fatti e con una retorica progressista afferma “che le imprese straniere
si spartiscano l’Amazzonia… e si scatenerà una febbre depredatrice su
una delle selve più importanti del mondo”. Ma non menziona il fatto che
la distruzione ha già luogo nell’area e che proprio il governo di
Morales sta promuovendo una legge per aggiungere nuove norme protettive
del parco nazionale. 

La legge proposta comminerebbe pene detentive tra
i 10 e i 20 anni di carcere per insediamenti illegali, la coltivazione
della coca o il taglio degli alberi nel parco nazionale.

 Avaaz questo
non lo dice, ma trasmette l’idea alla sinistra e agli ecologisti che
Morales (che è di sinistra e pure ecologista) non vada sostenuto. Al
resto ci penseranno poi i “dissidenti” interni alla Bolivia.
Dalla Bolivia all’Iran: il caso Sakineh
A fine 2010 parte un appello mediatico globale che chiede di salvare
dalla condanna a morte per lapidazione una donna iraniana, Sakineh
Ashtiani. In quello stesso periodo l’Iran era il nemico numero uno
dell’amministrazione Obama, si stava preparando una possibile guerra e
occorreva che l’opinione pubblica avesse un’immagine demoniaca del
paese. Ecco allora che “Avaaz” entra in gioco e inventa il caso Sakineh,
subito dato in pasto ai giornalisti occidentali (sì, perché i giornalsti
latinoamericani e orientali, invece, hanno evitato questa figuraccia
andando a verificare le informazioni!). Sakineh sarebbe condannata alla
“lapidazione” perché “adultera”. In realtà si verrà a sapere che Sakineh
è stata condannata per aver assassinato il marito, non per averlo
tradito; e in ogni caso la lapidazione nel codice penale iraniano non
esiste più da decenni. Queste confutazioni sono state documentate non
solo da siti di approfondimento come quello di “Come Don Chisciotte
<http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7459&mode=thread&order=0&thold=0>“,
ma ha suscitato qualche dubbio infine anche ai giornalisti dei
quotidiani italiani come “La Stampa
<http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=305&ID_articolo=22&ID_sezione=693>”.
Insomma “Avaaz” ha strumentalizzato politicamente questa vicenda e
pochissimi media occidentali, dopo aver demonizzato l’Ira, raccontando
notizie non verificate, hanno però avuto l’etica professionale di
scusarsi e di rettificare, cosa che peraltro non ha fatto nemmeno l’ONG
stessa, a dimostrazione che non si è trattato di un errore in buona fede.
Pacifisti che preparano la guerra
<http://www.sinistra.ch/wp-content/uploads/2012/02/avvaz-libia1.jpg>Di
recente di fronte alle rivolte di alcune tribù feudali contro il governo
della Libia Popolare, “Avaaz” – sempre con la scusa dei diritti umani –
ha sostenuto e diffuso la rivendicazione di una “Non-Fly-Zone” contro la
Libia, la quale altro non era che il primo passo per l’invasione
militare del paese nordafricano da parte delle truppe della NATO che,
con bombardamenti a tappeto, hanno ucciso migliaia di civili e hanno
permesso ai rivoltosi di assumere il controllo del Paese e di uccidere
Muammar Gheddafi. Una scelta duramente condannata, ad esempio, dal
gruppo anti-militarista di Alicante (leggi
<http://www.grupotortuga.com/Carta-de-denuncia-contra-Avaaz>). Va
ricordato che oggi in Libia il governo “democratico” sostenuto da
“Avaaz” e dalle diplomazie occidentali è di carattere liberista (vedi
filmato <http://www.youtube.com/watch?v=KOSLCihNd6g>), ha riabilitato
non solo la figura del dittatore fascista Benito Mussolini, ma ha pure
definito quale “periodo fiorente” l’epoca in cui il fascismo italiano
aveva colonizzato e saccheggiato la Libia. Sul fronte dei diritti umani,
inoltre, la Libia odierna si caratterizza per violenza di vario genere
spesso di tipo razziale contro i neri accusati di essere tutti
“mercenari al soldo di Gheddafi”, come documentato dai video pubblicati
dal sito di “Fortresse Europe
<http://fortresseurope.blogspot.com/search/label/Rivoluzionari%20e%20razzisti%3F%20I%20video>“.
Stranamente, però, “Avaaz” ora della Libia non si occupa più,
evidentemente ha raggiunto il suo vero scopo.
Esportare la democrazia e rubare il petrolio
<http://www.sinistra.ch/wp-content/uploads/2012/02/siria_petrolio.png>“Normalizzata”
la situazione libica al volere delle multinazionali occidentali, ora
“Avaaz” si è spostata su altri fronti: anzitutto inventare notizie false
su quanto accade in Siria. Secondo l’ONG il governo siriano guidato dal
presidente Assad (e composto – guarda caso – da socialisti e comunisti
particolarmente invisi a Washington e a Bruxelles) starebbe massacrando
la popolazione civile e la starebbe opprimendo. Una falsità smentita non
solo dallo stesso ex-cancelliere statunitense Henry Kissinger che anzi
ha espresso stupore (e rammarico) per il fatto che il popolo siriano sia
fortemente schierato a favore di Assad, ma anche da altre fonti, come il
sito d’inchiesta indipendente “Informare per resistere
<http://www.informarexresistere.fr/2012/02/16/siria-ecco-le-dettagliate-prove-di-tutte-le-menzogne-della-nato-2/#axzz1mglhVHcv>”
e come la Federazione Sindacale Mondiale, la quale parla di diritti
sociali a favore dei lavoratori molto avanzati grazie al governo siriano
che cerca di frenare il capitalismo europeo ed americano. “Avaaz” queste
cose non le dice, così come non dice che i ribelli siriani hanno già
promesso petrolio gratis alla Francia se invaderà il paese come abbiamo
scritto qualche mese fa su questo stesso sito
<http://www.sinistra.ch/?p=1218>. Al contrario, “Avaaz” impropriamente
si fa passare per paladina dei diritti umani, quando i suoi promotori
non sono affatto dei benefattori. Il lavoro di “Avaaz” in Siria è molto
pericoloso poiché qualora si scatenasse una guerra dell’Unione Europea,
di Israele e degli USA contro questo paese mediorientale, molto
probabilmente la Cina e la Russia dichiarerebbero guerra per impedire
agli occidentali di colonizzare il bacino mediorientale e asiatico.
Ognuno, soprattutto chi si dichiara a favore della pace e dei diritti
umani, dovrebbe operare non per riscaldare gli animi, ma per
disinnescare l’odio fra i popoli. Invece in una situazione esplosiva
come questa “Avaaz” ha il compito ideologico di far passare come una
lotta per la democrazia e la libertà nella mente dei cittadini dei paesi
occidentali e nella sinistra europea e americana, così che non si
mobiliti contro la guerra.