Nessuna ambiguità sulla Resistenza e sul 25 aprile. No a fascisti e sionisti





 
Nessuna ambiguità sulla Resistenza e sul 25 aprile
I fascisti e i sionisti stiano al loro posto e non strumentalizzino la storia
 
Ecco il testo diffuso dai sionisti in piazza il 25 aprile a Roma e giustamente contestato dagli antifascisti solidali con la Palestina. Vedere per credere!!
 
25 aprile festa della liberazione
Ricordiamo la brigata ebraica: contributo del sionismo alla liberazione dell'Italia dal nazifascismo
 
Celebrare la liberazione dell'Italia dalla dittatura nazifascista significa anche ricordare il contributo dato dal sionismo. Movimento che non solo ha emancipato il popolo ebraico dalla condizione di sottomissione e persecuzione in cui si trovava in Europa, al quale ha ridato una patria in cui vivere nel diritto e nella libertà, lo stato di Israele, ma che ha inviato i propri figli a combattere contro le armate tedesche sul suolo italiano.
 
Più di 9ooo ebrei hanno combattuto in Italia contro il nazifascismo. Oltre 5000 facevano pate della "Brigata Ebraica", formata per lo più da volontari ebrei palestinesi fra cui molti di loro già operavano nel "Palestine Regiment", presente fin dal 1941 in Palestina allora sotto mandato britannico. Ma solo nel settembre 1944, in seguito alla pressione dl movimento sionista il governo inglese autorizzò, nell'ambito dell'ottava armata, la nascita della jewish brigade, che combattè sotto il segno distintivo del magen David, la stella celeste a sei punte su fondo bianco che costituirà la bandiera del futuro stato di Israele. La brigata partì da Alessandria d'Egitto, sbarcò a Taranto e risalì la penisola lungo il versante adriatico, fino al tarvisio, per poi continuare a operare oltrefrontiera fino al 1946. Il contributo di quei volontari sionisti fu determinante, rendendosi protagonisti prima dello sfondamento, nel marzo del 1945, della linea gotica nella vallata del Senio, e quindi della liberazione della Romagna fino a Bologna.
 
In un periodo che pur vedeva il governo inglese contrastare l'emigrazione ebraica in Palestina, la scelta del movimento sionista di schierarsi senza indugio dalla parte della libertà e della democrazia costituì il fondamento ideale e concreto che permise, dopo pochi anni, la nascita dello stato di Israele apprvata dalle Nazioni Unite.
 
La memoria della Brigata ebraica nell'ambito della commemorazione del 25 aprile è per noi l'occasione per esprimere sostegno alle donne e agli uomini che, nel mondo, lottano per far prevalere i principi di libertà e democrazia e per rinnovare la nostra solidarietà allo stato di Israele, unica società democratica del medio Oriente, la cui esistenza continau a essere messa in discussione dagli stessi disegni totalitari che opprimono i popoli dell'intera regione.
 
Associazione Romana Amici d'Israele
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Ed ecco la nota diffusa dall'on Fiamma Nirenstein sul 25 aprile. Un esempio di odio verso "comunisti e palestinesi". Perchè, dunque, solo noi dovremmo portare rispetto verso costoro?
 
"Esprimo tutta la mia solidarietà alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini che è stata contesta con fischi e lancio di uova oggial corteo a Porta San Paolo per l'anniversario della Liberazione.
Plaudo inoltre al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti per essersi rifiutato di prendere la parola perché ciò era stato negato alla Polverini.
Voglio anche ringraziare il presidente nazionale dell'Anpi, Massimo Rendina e Ernesto Nassi, segretario provinciale dell'Anpi Roma, per aver ribadito la necessità di ricorrere all'unità e al rispetto nelle celebrazioni per la Liberazione e per aver ricordato il contributo della Brigata Ebraica alla liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
La Brigata, infatti, è stata a sua volta contestata con attacchi al corteo che ne sventolava lo stemma insieme a bandiere d'Israele, nonché ad Alberto Tancredi, presidente dell'Associazione romana Amici d'Israele, salito sul palco per prendere la parola.
E' del tutto sconcertante assistere ad atteggiamenti di tale aggressività da parte di gente che ancora osa sventolare bandiere con falce e martello e soprattutto bandiere palestinesi nel giorno della Liberazione, quando si sa che il Gran Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, passava in rivista le truppe naziste insieme al suo alleato Hitler".
Fiamma Nirenstein
 
Lo abbiamo detto e lo riaffermiamo: non accetteremo mai strumentalizzazioni e ambiguità di fascisti e sionisti sulla Resistenza e sul 25 aprile!! Le bandiere rosse e quelle palestinesi hanno diritto di esserci, quelle dell'oppressione sionista no!
 
su questi temi vedi anche due interventi su:
 
il Forum Palestina