Andiamo a votare, per cambiare l'Europa



in Olanda il Partito per la Liberta' del deputato di estrema destra Geert Wilders ha conquistato il 16,7% dei voti diventando così il secondo partito olandese dietro ai cristiano-democratici. Occorre evitare che il vento xenofobo e nazionalista spazzi via l'Europa multietnica, antirazzista, sociale, democratica e aperta al resto del mondo. Quindi votare alle elezioni europee non è solo un nostro diritto ma è anche un nostro dovere.

Nicola Vallinoto

Andiamo a votare, per cambiare l'Europa

5 giugno 2009 - Francesco Ferrero (Union of European Federalists)

Il Parlamento europeo è importante, e lo è anche il nostro voto

Molti cittadini pensano che i deputati europei trascorrano il proprio mandato partecipando a cocktail e ricevimenti, ma non è così. Il Parlamento europeo ha acquisito nuovi poteri ad ogni modifica dei Trattati, tanto che oggi ha il potere di codecisione legislativa su quasi tutte le materie, e influenza con le proprie decisioni oltre il 70% delle leggi che vengono adottate in Italia e negli altri paesi europei, le quali non sono altro che trasposizioni di norme decise in Europa.

Negli ultimi cinque anni il PE ha prodotto più di 1.200 leggi su materie come protezione dei consumatori, riduzione delle emissioni di anidride carbonica, tariffe più basse per la telefonia mobile, protezione dalle sostanze chimiche nocive, sviluppo del mercato interno dei servizi.

Contro ogni logica, l'aumento dei poteri del PE è stato però accompagnato da una diminuzione dell'affluenza alle urne, un trend che continua in ogni elezione dal 1979 ad oggi: perché? Un recente sondaggio dell'Eurobarometro afferma che la ragione principale per cui gli elettori scelgono di non votare è perché sentono che il loro voto (ed il Parlamento stesso) non ha influenza. Ma il Parlamento europeo ha molta influenza. Allora perché questa percezione?

Perché non possiamo eleggere il nostro Governo?

In tutto il mondo, il principale potere dei parlamenti è quello di dare (e togliere) la fiducia al governo e di controllare quest'ultimo. Secondo i trattati anche il Parlamento europeo è l'organo dell'Unione europea che ha il potere di dare e togliere la fiducia alla Commissione, ma poiché il Presidente della Commissione viene scelto sulla base di un compromesso tra i governi, con la complicità dei partiti europei, le elezioni europee, diversamente dalle elezioni nazionali, non influiscono sulla scelta dell'esecutivo europeo, la Commissione.

Se entrerà in vigore il Trattato di Lisbona il Consiglio dovrà tener conto del risultato delle elezioni europee nel nominare il Presidente della Commissione, ma in teoria già oggi, con i trattati vigenti, la maggioranza del PE potrebbe respingere il candidato dei governi, e quindi, di fatto, scegliere il Presidente della Commissione.

Pertanto, se ogni partito europeo avesse proposto ai cittadini un proprio candidato, e soprattutto se lo avesse fatto il PSE, che ha un gran numero di voti, gli elettori avrebbero avuto una vera possibilità di scegliere, e il Parlamento avrebbe guadagnato maggior potere, e con esso la democrazia europea. Ma ancora una volta c'è il sospetto che i partiti e i governi si siano accordati circa l'attribuzione delle cariche di vertice dell'Unione europea prima che i cittadini abbiano votato, supportando la rielezione del conservatore Barroso alla Presidenza della Commissione: questa non è democrazia!

Perché le elezioni europee si giocano sui problemi nazionali?

Dappertutto osserviamo lo stesso problema: i partiti nazionali concentrano la campagna elettorale europea su temi di politica nazionale. Invece, per legittimare le istituzioni europee, e non ingannare i cittadini, i partiti politici dovrebbero assicurarsi che la campagna elettorale europea venisse combattuta sulle scelte di politica europea.

Forse una riforma delle elezioni europee, con la creazione di liste transnazionali, e la possibilità di scegliere tra candidati di tutti i paesi europei, aiuterebbe ad ottenere un dibattito transnazionale sui temi europei. La proposta di riforma del meccanismo elettorale predisposta da Andrew Duff, Presidente dell'Unione Europea dei Federalisti, suggerisce che una parte dei parlamentari europei siano eletti con questo meccanismo dal 2014. Che sia un passo verso la creazione di autentici partiti europei?

Andiamo a votare, per cambiare l'Europa!

La democrazia, i diritti, le sfide globali come la crisi economica, la sicurezza energetica e il riscaldamento globale necessitano di un'Europa più forte e di soluzioni transnazionali. Per questo abbiamo bisogno di un Parlamento europeo forte, funzionante, e dotato di piena legittimità.

Con il nostro voto, possiamo chiedere che il Parlamento europeo abbia il potere di designare un Governo europeo in grado di rispondere alle sfide in campo economico, ecologico e sociale e capace di parlare con una sola voce in politica estera, e che gli eletti si adoperino, nel nuovo Parlamento europeo, per trasformare l’Unione europea in una Federazione, che inizialmente potrebbe essere composta anche da un’avanguardia di Stati.

Il 6 e il 7 giugno andiamo quindi a votare, per cambiare l'Europa.

Note:

Il Movimento Federalista Europeo, sezione italiana dell'Unione europea dei federalisti, ha fatto circolare una richiesta di impegno ai candidati al Parlamento europeo
http://www.mfe.it/doc/2009/impegno-per-elezioni-europee-del-2009.rtf

L'elenco delle adesioni aggiornato al 4 giugno 2009 è il seguente:
http://www.mfe.it/doc/2009/adesioni-dei-candidati.rtf