vivere a Vicenza, Thea ri-scrive



Ci siamo conosciute in rete con Thea, lei mi ha raccontato che dai primi
dello scorso novembre scriveva al sindaco, non le ha mai risposto. Poi vi
è
arrivata la sua lettera, l'ho girata era la signora che raccontava come
si
trasforma una città...lei e le sue due amiche non è che non hanno nulla da
fare, ma amano la cultura, la loro città Vicenza, non amano per niente la
guerra e tantomeno il disprezzo per i beni collettivi, e allora prendono
spunto dai testi e dalle musiche che amano di più, discutono fra loro,
fanno
turni in piazza e scrivono, continuano a scrivere a "loro", ma ora
leggiamo
anche noi.
Doriana Goracci
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Si, è proprio così. Sembra una favola eppure non lo è. Ora la grande
finanza di muove così. Io ti do questo se tu mi dai quello. Io ti concedo
i
miei favori se tu mi concedi i tuoi..e noi qui a Vicenza sappiam bene
aggrazziarci le volontà altrui e farci ben volere.
Vicenza, una città unica nel suo genere. No, miei cari lettori, non
stiamo parlando dei beni dell'Unesco, non stiamo parlando di ville
Palladiane, di antichi viali alberati progettati e studiati dal nostro
Andrea, non facciamo riferimento al Canova, al Tiepolo, agli affreschi che
han saputo sopravivvere a tante guerre. Insomma, per essere
chiari...stiamo
parlando di economia.
Se costruite la base..ma solamente se la costruite, noi vi daremo una
sede universitaria...Americana s'intende. Privata e molto costosa (tra le
righe) il cui diploma di laurea probabilmente non verrà nemmeno
riconosciuto
dalle istituzioni italiane pertanto equivalerà ad un foglia di carta
bianca!
(sempre tra le righe)
E così, con questa promessa, si sono aggrazziati le associazioni degli
Industriali, delle Piccole e Medie Imprese..dei figlio di coloro che
all'università privata ci potranno andare...mentre chi conserva i soldi
di
anni di duro lavoro ed i sogni di una vita...i figli di costoro potranno
continuare a scegliere tra i più rinomati atenei nella storia della
cultura;
Padova e la Ca'Foscari di Venezia, per aggiungere Verona, Trento,
Bologna,
Ferrara, Mantova dove lauree specialitsiche permettono di accedere a
professioni che nell'immaginario collettivo forse nemmeno potremmo
pensare!
Insomma, la presenza delle nostre università con tanto di storia viene
sminuita e tradita dal potere dei soldi?
E se a Vicenza ampliassimo gli atenei di Padova (con facoltà
scientifiche) e Verona (con facoltà umanistiche) e gli appartamenti sfitti
che i cittadini di Vicenza attendono poter affittare ai soldati della 173a
Brigata invece gli affittassero agli studenti universitari? E se un via
vai
di giovani aumentasse l'uso dei trasporti pubblici incentivando le nostre
aziende a migliorare i loro servizi (riducendo l'uso delle auto) magari
anche procurando nuovi posti di lavoro? E se i negozi del centro
rivolgessero la loro attenzione a migliaia di giovani studenti
universitari
incuriositi dalla vita, gioviali e sereni? E se le nostre biblioteche
riempissero le loro aule di lettura? E se questi nuovi atenei avessero
necessità di professori e professoresse, lettori e lettrici, personale
amministrativo, segretarie, assistenti, personale adetto alle pulizie e
magari anche cuochi, camerieri e quant'altro per una ottima mensa
universitaria? Quanti posti di lavoro porterebbero? E se gli atenei di
Padova e Verona occuppassero antichi palazzi del centro per farli tornare
a
vivere? E se i nostri studenti potessero laurearsi entro i tre anni e
portassero nuove professioni e nuovi intenti alla cittadina? E se
potessimo
veramente chiamare Vicenza Città d'Arte e di Cultura?
E se molti più giovani fossero così incentivati ad andare all'università
avendola vicino a casa anzichè dover aggravare sul bilancio famigliare
magari per trasferirsi altrove per studiare? E se le nostre famiglie
fossero
un punto di riferimento per tutto questo? Se nascessero nuove associazioni
per assistere allo studio? Nuovi circoli culturali? Se portassimo
concerti a
Vicenza, spettacoli teatrali, attori ed attrici di fama internazionale e
riuscissimo a riempire tutti quegli spazi che solitamente vengono poco
utilizzati? E se incentivassimo gli atenei a scambi culturali con altre
università Europee o extra-europee ed i nostri studenti potessero
viaggiare
all'estero e Vicenza potesse ospitare studenti stranieri e magari anche
le
loro famiglie?
Non pensate che il volto di Vicenza potrebbe veramente cambiare...in un
volto di PACE anzichè di GUERRA? Non pensate che lo sforzo sarebbe
veramente
minimo rispetto alla base militare più grande d'Europa? E non pensate che
l'economia Vicentina tornerebbe a fiorire?
E se riuscissimo a realizzare questo sogno insieme?
Pensateci miei cari concittadini, e pensate a quello che potrebbe voler
dire per il futuro....non solo dei nostri figli ma anche dei nostri
nipoti!
Cordialmente,
Thea Valentina Gardellin)