settembre, è tempo di...




19.9.2006

Torno a scrivere dopo una pausa assolutamente dovuta: ho e sono stata
annegata dalle parole mie e altrui.
Non ho per due mesi più letto un giornale, un libro, un documento, ho
letto velocemente in rete le notizie e i commenti che seguivano. Come
intossicata. Mi sono riletta le ultime parole che scrivevo sul sito
Bellaciao, promettevo a me stessa di continuare la mia piccola
battaglia di resistenza scritta e vissuta.
Con altro spirito e con il solo intento di "comunicare" mi riaffaccio.
Di fatto come le giganti formiche con le ali piovute sulla terrazza e
sul paese dopo un recentissimo nubifragio, un pomeriggio di circa due
mesi fa è piovuta sulle nostre esistenze, mie e di una carissima amica
vicina a me Suzanne, l'urgenza di vivere di una ragazza viterbese di
24 anni A., vittima da anni di violenza.
Si sono aperte le porte delle nostre case, ha vissuto con noi e invaso
il nostro "risibile" tempo libero.Ho messo in moto tutte le forme e le
conoscenze che mi venivano alla mente: istituzioni, associazioni,
relazioni nel mio vissuto locale.E' stata ascoltata, compresa,
seguita, accompagnata, salutata.Sta imparando a camminare da sola.
Sono stata a Parigi, mncavo da due anni in Francia.Malgrado la fine di
agosto,faceva già fresco, è stato piacevole ritrovare lo spazio
dilatato di una città realmente vissuta da tutti. Ricordo solo con
disagio, una mattina in metro, due anziani cinesi alcolizzati,
guardare verso l'infinito ed emettere esclamazioni e pause allucinate
come oppiati.A Molfetta, ho visto pochi giorni fa il film "La stella
che non c'è": un'altra volta la Cina. Proprio ieri nei miei viaggetti
in treno leggevo su Metro che: "nove operaie sono morte nel sonno a
causa di un incendio divampato in una fabbrica di biancheria intima
alla periferia Sheniang. Si trovavano al primo piano, usato come
dormitorio."
Ripenso ai viaggi  in Cina di Ciampi e di Prodi: leggo e penso.
A volte la televisione trasmette buoni film, era il 17 settembre alle
21 e nonnamammafiglia si sono viste "Le chiavi di casa" di Amelio, lo
stesso della "Stella che non c'è", lo stesso uomo che ripensa e vive,
ciò che non ha vissuto prima se non inconsapevolmente: la delicatezza
del suo registro è alta.
La stessa Rai Wai è stata autorizzata a porre un'antenna di 180 metri
sul territorio della Tuscia, Blera è tra le più coinvolte.
Il centro storico di Capranica, il paese in cui vivo, attende una
molbilitazione per non naufragare in un silenzioso e mortifero degrado.
E' morta una scrittrice che ho letteralmente odiato, continua a
parlare e far parlare di sé il pontefice cattolico, provo disgusto per
le loro parole, da cui cerco di difendermi, evitandole come lampi che
bruciano.
Partono eserciti e delegazioni, via terra cielo e mare. Le scuole e le
università hanno riaperto i battenti. Qui mi dicono le donne giovani
che settembre è un mese disastroso per le spese scolastiche,
esattamente come vent?anni fa quando anch'io provavo gli stessi
bollori rabbiosi alla ricerca dell'usato.
Ci sono state le feste locali della sinistra, musica e mangiate, si
annunciano raduni nazionali di Forza Nuova qui tra i paesi dei monti
Cimini.
Ho saputo per strane coincidenze che è morto Vittorio Francione,
l'animatore del network in memoria di Adriano Olivetti, a marzo.Nella
mia furia di rispondere ed inoltrare, non ero stata attenta al suo
silenzio e mi rimane solo la sua ultima mail, con la foto di lui in
bicicletta insieme alla nipotina.
Il 7 e 8 ottobre ci sarà a Firenze l'incontro nazionale delle Donne in
Nero, desidero ascoltare-ci andrò.

Ogni giorno di questa estate ho scoperto che aspettando a scrivere,
correre, rispondere si vede un lato in più di questo mondo, come
corretta da occhiali multimediali.Rientro in rete, anche con
ListaSinistra che avevo abbandonato, per leggere, per voglia di vivere
e girare per le strade, che amo praticare realmente. La rete è anche
questo: sapere che niente del passato è andato perduto.
Le parole scritte carezzano e scuotono. E' iniziata la vendemmia, la
raccolta, la stagione autunnale.
Non abbiamo le mani vuote, forse sono troppo piene di ciò che non
serve e scivolano via i frutti più preziosi.

Doriana Goracci