Israele/Libano: Amnesty International, "cessate il fuoco immediato"



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COMUNICATO STAMPA
CS86-2006

ISRAELE/LIBANO: AMNESTY INTERNATIONAL, 'CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO'

Il devastante attacco di due giorni fa a Cana rende evidente la necessita'
di un immediato cessate il fuoco. Secondo Amnesty International, entrambe
le parti coinvolte nel conflitto mostrano un profondo disprezzo per il
diritto umanitario e i civili stanno pagando il prezzo dei crimini di
guerra che vengono compiuti in maniera diffusa.

'Considerata la sprezzante negazione dei fondamentali principi umanitari
esibita da entrambe le parti, solo un immediato, pieno ed efficace cessate
il fuoco potra' proteggere i civili coinvolti nel conflitto'  - ha
dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International. 'E'
davvero vergognoso che i governi che hanno influenza su Israele e su
Hezbollah e che potrebbero contribuire a far cessare questa crisi,
continuino a dare priorita' a interessi politici e militari, piuttosto che
a salvare la vita di civili innocenti'.

Amnesty International chiede alla comunita' internazionale di negoziare
urgentemente un cessate il fuoco immediato ed efficace e di indire una
riunione delle Alte parti contraenti delle Convenzioni di Ginevra, per
garantire che attacchi come quello di Cana siano sottoposti a un'indagine
imparziale e indipendente e che coloro che sono sospettati di crimini di
guerra siano portati di fronte alla giustizia.

I ricercatori di Amnesty International in Libano, giunti a Cana poco dopo
l'attacco, hanno visto i soccorritori estrarre dalle macerie corpi privi
di vita di bambini e scavare freneticamente per trovare superstiti. Un
sopravvissuto, Mohamed Qasem Shalhoub, incontrato da Amnesty International
all'ospedale di Tiro, che nell'attacco ha perso la moglie, la madre e
cinque figli di eta' compresa tra 2 e 11 anni, ha dichiarato che dei 17
bambini che dormivano accanto a lui, in una stanza del seminterrato del
palazzo colpito, ne e' sopravvissuto solo uno. Una donna rimasta illesa,
che ha perso la sorella e il fratello, ha detto che la sua famiglia si era
rifugiata nel palazzo da 10 giorni e che usciva durante il giorno per
lavare i panni: la loro presenza doveva essere stata notata dagli aerei
spia dell'aviazione israeliana che sorvolavano regolarmente la zona.

'Le richieste alle parti in conflitto di rispettare le leggi di guerra e
proteggere i civili sono rimaste lettera morta. Israele sta compiendo
attacchi sproporzionati e mirati contro i civili e gli operatori
umanitari, mentre Hezbollah continua a lanciare razzi contro i centri
abitati israeliani' - ha accusato Khan.

Le autorita' israeliane hanno affermato che a Cana Hezbollah ha
volutamente usato i civili come 'scudi umani'. Il diritto internazionale
umanitario vieta espressamente il ricorso alla tattica degli 'scudi umani'
per impedire un attacco contro obiettivi militari. Le stesse norme
precisano, tuttavia, che anche se una delle parti si ripara dietro i
civili, questo abuso non 'esonera le parti in conflitto dai loro obblighi
legali rispetto alla popolazione civile'.

Le notizie secondo cui Israele ha preavvisato tutti i civili residenti a
sud del fiume Litani, chiedendo loro di allontanarsi dall'area, dimostrano
quanto il concetto del 'preavviso efficace' venga distorto. Una procedura
del genere, che riguarda 400.000 persone, puo' solo seminare il panico tra
la popolazione anziche' favorirne l'incolumita'. Molti temono che un
attacco lungo la strada sia piu' probabile. Altri semplicemente non sono
in grado di lasciare la propria terra. In diversi casi in cui Israele
aveva preavvisato la popolazione di alcuni villaggi e citta' del Libano
meridionale, la sua aviazione ha successivamente colpito le persone che
cercavano di fuggire. Inoltre, gli incessanti attacchi israeliani contro
ponti e strade rendono estremamente difficile per la popolazione civile
del Libano meridionale fuggire a nord dopo un preavviso israeliano.

Secondo il diritto consuetudinario, lanciare intenzionalmente un attacco
sproporzionato o indiscriminato, o dirigere volutamente attacchi contro la
popolazione civile od obiettivi civili, costituisce un crimine di guerra.

'Il concetto di 'zona di libero fuoco' (*) e' incompatibile col diritto
umanitario. L'attacco di Cana e' sintomatico del modo in cui il conflitto
e' stato condotto fino a oggi e indica o che Israele non sta prendendo le
necessarie precauzioni per risparmiare vite civili o che ha lanciato
intenzionalmente un attacco sproporzionato contro i civili' - ha concluso
Khan.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 1 agosto 2006

(*) nella terminologia militare, si intende come una zona in cui,
trascorso del tempo da un preavviso, chiunque vi si trovi viene
considerato ostile e dunque un obiettivo legittimo.

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it


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