Appello per la Birmania




Il presidente Vaclav Havel e l'arcivescovo
Desmond M. Tutu fanno appello al Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite per chiedere un
intervento immediato in Birmania

WASHINGTON--(BUSINESS WIRE)--20 settembre
2005--Vaclav Havel, ex presidente della
Repubblica Ceca e Desmond M. Tutu, Premio Nobel
per la pace e Arcivescovo emerito di Città del
Capo, hanno pubblicato oggi un'innovativa
relazione per fare appello per una nuova, urgente
iniziativa diplomatica multilaterale presso il
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per
portare dei cambiamenti in Birmania.

La relazione di 70 pagine stilata dallo studio
legale mondiale DLA Piper Rudnick Gray Cary,
paragona la situazione presente in Birmania a
quella di altri sette paesi in cui il Consiglio
di Sicurezza è già intervenuto in passato nei
conflitti interni a causa delle questioni
transnazionali coinvolte, inclusi Sierra Leone,
Afghanistan e Haiti, giungendo alla conclusione
che molti dei fattori che costringono
l'intervento del Consiglio di Sicurezza sono ben
peggiori in Birmania rispetto alle altre nazioni
in cui il Consiglio ha deciso di intervenire.

La relazione descrive lo stato di degrado che
creatosi in Birmania a seguito delle imposizioni
dell'attuale regime militare, il Consiglio
statale per lo sviluppo e la pace (SPDC). Nel
1990, l'allora regime militare consentì lo
svolgimento delle lezioni democratiche, ma
rifiutò di convalidare i risultati quando il
National League for Democracy (Lega nazionale per
la democrazia - NLD) ottenne oltre l'80% dei
seggi in parlamento. Il leader di NLD Aung San
Suu Kyi, da poco 60enne, è l'unico premio Nobel
per la pace ad essere ancora detenuto e che ha
trascorso molti dei suoi 16 anni di detenzione
agli arresti domiciliari.

"Per 15 anni il Governo della Birmania si è
rifiutato di implementare le direttive fornite
dalle Nazioni Unite e la situazione è andata
peggiorando", afferma il presidente Havel.
"Infatti, la situazione in Birmania è molto più
grave rispetto alle altre nazioni in cui il
Consiglio di Sicurezza negli ultimi anni ha
deciso di intervenire".

"Tranquille assemblee tra le nazioni tenute a
porte chiuse a New York non bastano più. Hanno
fallito", riferisce il vescovo Tutu. "È il
momento che il Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite agisca. Infatti, il limite è stato
ormai superato. Questa relazione mette
chiaramente in evidenza la necessità di un'azione
multilaterale. Se i governi vogliono discutere
sulla situazione della Birmania, i tempi sono
maturi e il luogo di incontro sarà il Consiglio
di Sicurezza".

È possibile scaricare la relazione completa al
sito www.dlapiper.com, con la quale si vuole dare
una valutazione obiettiva delle sfide più
importanti e sui problemi presenti in Birmania.

DLA Piper Rudnick Gray Cary LLP in breve

Fonte:
http://home.businesswire.com/portal/site/google/index.jsp?ndmViewId=news_vie
w&newsId=20050920005461&newsLang=it