Fw: COMUNICATO STAMPA



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Sent: Thursday, March 10, 2005 3:10 PM
Subject: COMUNICATO STAMPA


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COMUNICATO STAMPA
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TORTURA: 45 SENATORI UNIONE AL GOVERNO,
"INTRODURRE IL REATO NEL NOSTRO CODICE".

"Sono 16 anni che l'Italia dovrebbe approvare una specifica legge".


Porre tra le priorità di fine legislatura l'introduzione del reato di
tortura nel nostro codice penale e procedere alla ratifica del Protocollo
opzionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1988.
E' quanto chiedono al governo 45 senatori dell'Unione, che hanno rivolto al
Presidente del Consiglio e ai ministri della Giustizia e degli Esteri
un'interrogazione parlamentare, di cui sono primi firmatari Nuccio Iovene,
Daria Bonfietti e Leopoldo Di Girolamo (Ds), Tino Bedin (Margherita), Tana
de Zulueta e Francesco Martone (Verdi).
"L'Italia dovrebbe approvare ormai da 16 anni una specifica legge contro la
tortura, anche per ottemperare ai propri obblighi internazionali, derivanti
soprattutto dalla ratifica dell'apposita Convenzione delle Nazioni Unite
del 1988 - scrivono i senatori nell'interrogazione - Tale inadempienza del
nostro paese non è passata inosservata negli organismi intergovernativi,
tanto da essere stigmatizzata negli anni dal Comitato delle Nazioni Unite
sui diritti umani, dal Comitato dell'Onu contro la tortura e da quello sui
diritti del fanciullo e dal Comitato europeo per la prevenzione della
tortura.
Nei prossimi mesi il nostro Paese sarà chiamato a rendere conto
dell'attuazione del diritto internazionale in materia di diritti umani
davanti ai citati comitati dell'Onu - sottolineano i senatori -  e rischia
di farlo ancora una volta senza aver introdotto il reato di tortura nel
codice penale e senza aver ratificato il protocollo opzionale della
Convenzione contro la tortura. Spiace notare come il governo non abbia
inteso porre l'impegno contro la tortura, in Italia e nel mondo, tra le sue
priorità. L'esame degli 8 progetti di legge, presentati tra Camera e Senato
e sottoscritti da tutti i gruppi parlamentari, iniziato a Montecitorio il
18 aprile 2002, è stato infatti caratterizzato da tempi inspiegabilmente
lunghi e da inaccettabili tentativi di introdurre una definizione di
tortura più restrittiva di quella internazionale".


Roma, 10 marzo 2005