no war, no bush



A tutti gli organi di informazione
A tutte le reti di movimento
A tutti quelli che si preparano a contestare Bush

NO WAR NO BUSH

In questi giorni si parla molto delle mobilitazioni contro la presenza di
Bush a Roma. La destra e Pisanu tirano fuori, per intero, la loro natura
forcaiola e repressiva, promettendo arresti e manganelli, dichiarando la
loro fedeltà senza condizioni a Bush e alla guerra preventiva e permanente.
Il centro-sinistra invece con foga e insistenza punta il dito sempre dalla
stessa parte: "la piazza sia tranquilla, docile e addomesticata" Non
bisogna fare nulla questo è il ritornello, si può manifestare ma niente di
più.
L’attenzione non è rivolta tanto al fatto che Bush è un criminale, che sta
uccidendo e torturando, che la guerra preventiva e suoi manovratori vanno
fermati. Energie e parole vengono spese per dire che scendere in piazza
serve a poco o che scendere in piazza è giusto, ma non è giusto esprimere
la propria indignazione, la propria rabbia nei confronti di una visita
tanto sgradita.
Chi dice queste cose evidentemente ha più a cuore i calcoli elettorali
piuttosto che l'autonomia dei movimenti e dei suoi percorsi. A noi
interessa l’autonomia dei movimenti, nella loro complessità, a noi
interessano i dati di espressione, di vita, e non semplicemente
l’amministrazione dell’esistente.
Per questo in primo luogo pronunciamo la nostra indignazione nei confronti
di chi, a sinistra e a destra, intende segmentare, marginalizzare e
criminalizzare articolazioni dello spazio politico delle e dei
disobbedienti o del movimento in generale e riteniamo che le parole di
“accusa preventiva” rivolte nei confronti dei fratelli e sorelle del
Nord-Est siano rivolte a noi tutti,nessuno escluso.
Per quanto riguarda l’ ordine del discorso secondo il quale “non deve
accadere nulla” diciamo senza ammiccamenti che noi riteniamo giusto
contestare Bush, riteniamo vitale il conflitto per i movimenti e per quelle
istanze di democrazia assoluta, contro la guerra globale, per le quali da
sempre ci battiamo.
Il problema semmai è non rassegnarsi all'idea che "l'altro mondo
possibile"ci venga donato dal cielo e fare in modo che il conflitto
necessario sia costituente di nuova società. Ci sembra difficile non
vedere, nella volontà di contestare realmente e non solo in termini di
opinione Bush, una dimensione costituente, dalla parte dell’ umanità.
Per questo lanciamo un appello a tutte e tutti coloro che hanno
attraversato i movimenti di questi anni a produrre nella giornata del 4
giugno forme di insubordinazione, di disobbedienza,azioni dirette contro la
visita dell'Imperatore e del Signore della guerra.

STOP BUSH
disertare la guerra globale permanente

Disobbedienti


Da Campobasso partirà un pullman per la manifestazione del 4 giugno alle
ore ore 8,30 dal piazzale del vecchio romagnoli. Per info:
disobbedientimolise at libero.it - 333.6734740