VII rassegna di cinema per la pace



Gruppo Obiettori di Coscienza
Caritas diocesana di Prato
Associazione Eticonomia
Coordinamento dei soci delle province di Pistoia e Prato della Banca
Popolare Etica
Cinema Terminale
Gruppo di Prato e Firenze del Movimento Internazionale della Riconciliazione
/ Movimento Nonviolento

presentano


FORZA LAVORO
settima rassegna del cinema per la pace
dal 12 gennaio al 2 febbraio 2004 - inizio proiezioni ore 21
Cinema Terminale, via Carbonaia 31 - Prato
ingresso euro 2,50

PRESENTAZIONE

Nel dicembre del 1895 i fratelli Lumière collaudano la loro nuova
invenzione, il cinematografo, riprendendo gli operai mentre escono dalle
officine: è il primo film nella storia del cinema. Quello del lavoro è uno
dei temi più urgenti del nostro tempo ed il filo conduttore della settima
rassegna del cinema per la pace, al via lunedì 12 gennaio alle ore 21 al
cinema Terminale di Prato. Quest'anno il cineforum sposta l'attenzione
proprio sulle odierne conflittualità presenti nel mondo del lavoro, dove c'è
sempre più bisogno di una pace sociale autentica. I films tratteggiano uno
scenario in cui, dopo un secolo di lotte e di conquiste, il lavoro rischia
di non essere più un diritto ma una benevola concessione, da accettare a
qualunque condizione. Le quattro serate propongono una panoramica su quattro
aspetti legati al tema dell'occupazione: mobilitazione e lotta; prospettive;
migranti; nuove schiavitù. A seguire, un dibattito con ospiti speciali, per
proporre possibili soluzioni alle problematiche trattate nei lungometraggi
proiettati.

PROGRAMMA

12 gennaio
Norma Rae (USA 1979, 110')
di Martin Ritt
con Sally Field, Beau Bridges, Ron Leibman
Alabama, 1978. Norma Rae è operaia di un'azienda tessile dove lavorano quasi
tutti gli abitanti del paese da più generazioni. Il lavoro è duro,
l'ambiente della fabbrica malsano e assordante, la paga è scarsa e la
proprietà spadroneggia nella totale mancanza di diritti degli operai.
L'arrivo di Reuben, un sindacalista di New York intenzionato a creare anche
nel sud conservatore e bigotto il sindacato dei tessili, capovolge la
rassegnata passività delle maestranze in una sempre più convinta volontà di
lottare e di organizzarsi sino alla costituzione del sindacato all'interno
della fabbrica. Il film è valso a Sally Field l'Oscar come migliore attrice
protagonista.
A seguire dibattito con Jeffrey Ballinger, direttore di "Press for Change"

19 gennaio
I lunedì al sole (Los lunes al sol, Spagna 2002, 113')
di Fernando León De Aranoa
con Javier Bardem, Luis Tosar, José Ángel Egido
Per Santa, Rico e Lino la vita è una vacanza continua, ancorché forzata:
dopo aver lottato inutilmente contro la chiusura del cantiere navale (il
filmato degli scontri è vero, girato a Gijón in Galizia) ed aver firmato un
accordo che non li salverà dal licenziamento, passano le giornate nello
squallido bar gestito proprio da uno di quelli che ha fatto fallire lo
sciopero perché si è arreso. Drammatico, ma anche ironico e a tratti
divertente, il film ha vinto in Spagna il premio Goya ed è stato candidato
all'Oscar come miglior film straniero.
A seguire dibattito con don Alessandro Santoro, Comunità di base delle
Piagge

26 gennaio
Piccoli affari sporchi (Dirty pretty things, GB 2002, 107')
di Stephen Frears
con Chiwetel Ejiofor, Audrey Tautou, Sergi López
Okwe, medico nigeriano fuggito dal suo paese perché perseguitato politico e
arrivato a Londra clandestinamente, di giorno guida il taxi e di notte fa il
portiere in un albergo, teatro di oscuri traffici. Per risparmiare divide un
appartamento con la cameriera turca Senay (Audrey Tatou, la protagonista di
"Amèlie"), anche lei clandestina. Okwe e Senay: due dei tanti immigrati
clandestini, un sottobosco metropolitano che ha leggi spietate ma che sa
anche creare una rete di solidarietà; invisibili, ma essenziali per la vita
di una grande metropoli che si fermerebbe senza il contributo del loro
lavoro. Dal regista di "My beautiful laundrette" un insolito thriller di
impegno civile.
A seguire dibattito con Simone Faggi, Associazione Mediterranea

2 febbraio
Behind the labels - Dietro le etichette (USA 2001, 45')
di Tia Lessin
voce fuori campo di Susan Sarandon; musiche di Peter Gabriel
versione originale con sottotitoli in italiano
Adescate da false promesse e guidate dalla disperazione, migliaia di donne
cinesi e filippine pagano prezzi altissimi per andare a lavorare nelle
fabbriche di abbigliamento dell'isola di Saipan, nel Pacifico, l'unico
territorio degli Stati Uniti esente dalle leggi sul lavoro e
sull'immigrazione. I capi, che recano la scritta "Made in the USA", vengono
inviati negli Stati Uniti senza alcuna tassazione e al di fuori delle quote
di importazione per essere poi venduti con i marchi The Gap, J. Crew, Polo
ed altri. Attraverso immagini clandestine e testimonianze dei protagonisti,
il documentario mostra la drammatica realtà degli "sweatshops", dove turni
di quattordici ore, giornate di lavoro non pagate e licenziamenti arbitrari
sono la norma. Realizzato da Tia Lessin, produttrice del pluripremiato
"Bowling for Columbine" di Michael Moore, per la ONG statunitense Witness.
A seguire dibattito con Francuccio Gesualdi, Centro Nuovo Modello di
Sviluppo

Informazioni:
http://www.associazioni.prato.it/eticonomia/mondo/eventi/htm/cine2004.htm
e-mail: mir-mn.prato at nonviolenti.org, eticonomia at po-net.prato.it