I: BOMBE SUL PASSATO



Una piccola goccia nel mare per riflettere se procedere ancora su quella
strada che ci sta conducendo sempre più a diventare "massa informe e
indifferenziata, buona solo per produrre e consumare, senza identità e
senza memoria", ma per ben riflettere anche sul fatto che chi vuole la PACE
ha da impegnarsi ancor più pervicacemente per non perseguire "più solo gli
scopi per cui la guerra è stata scatenata." Associazione Partenia
http://utenti.tripod.it/partenia




BOMBE SUL PASSATO
 (articolo del prof. Galimberti e lettera del prof. S.Emmanuele pubblicati
da La Repubblica "D" del 29.3.03)

Scrive Martin Heidegger:
"La domanda che ci chiede quando ci sarà finalmente pace non può trovare
risposta, non perchè la durata della guera sia imprevedibile, ma perchè la
guerra è diventata una sottospecie dell'usura della terra che viene
continuata nel tempo di pace."

"Cosa avverrà dopo l'Oriente?
Truman aveva destinato la prima bomba atomica a Osaka, l'antica Naniwa, la
Firenze del Giappone.Per fortuna gli aviatori la conoscevano, si sono
ribellati e la sventura del delitto più inumano della storia si è abbattuto
su Hiroshima e Nagasaki. Osaka sorge sulle rive del fiume Yodo, che l'
attraversa con più di 1400 canali. Nell'ultimo conflitto ha subito massicci
bombardamenti. Nella mente ritorna sempre lo scempio di Dresda. Nel caso in
cui il conflitto iracheno si dovesse avverare e non prevalesse la saggezza
e la coscienza culturale, come è avvenuto  nell'anomalo insipiente passato,
bombardare antichi siti archeologici come Eriddu, Ur, Uruk, Larsa,Lagsh,
Nippur, Kish, Babilonia, Sippar, Assur, Ninive (le mappe sono dense dei
segni che indicano i siti e distinguono le varie dinastie regali , per cui
non è possibile nominare tutte le città del passato), equivarrebbe a
bombardare Luxor in Egitto, il Vaticano a Roma, simboli della cultura
dell'umanità. La paura è che, dopo l'Oriente, il pensiero degli
amministratori Usa possa rivolgersi all'Europa; la lotta per i mercati
orientali è infinita, si è insinuata negli animi e genera l'avversione per
l'America che oggi preoccupa i governanti europei. Le basi aeree, nei vari
Paesi europei, come in Italia e in Spagna, sono rendite perpetue da poter
usare senza chiedere permesso a nessuno. Mari, città mesopotamica, II
millennio a.C., scoperta per caso nel 1933, ha dato 20 mila testi
cuneiformi, tra i quali quelli sul "profetiamo". Se qualcuno avesse
bombardato la collinetta che la ricopriva prima della scoperta, oggi gli
studiosi non avrebbero potuto stabilire rapporti tra il profetiamo biblico
e il profetiamo letterario di Mari. Sarebbe bene che le prime pagine dei
giornali, in questi giorni di agonia spirituale, fossero ricoperte di mappe
archeologiche dell'Iraq, chiare, distinte, dense di segni, corredate di
brevi articoli indicativi sui disastri spirituali verso cui l'umanità sta
per indirizzarsi. Gli uomini di cultura dovrebbero opporsi a questo
disastro storico, un vero delitto, contro le origini della nostra civiltà,
contro l'intera umanità, la quale potrebbe trovare pace, risalendo al
pensiero che le ha generato la coscienza nei termini moderni." Prof.
Salvatore Emmanuele emmanuele11 at interfree.it

Quando questa lettera verrà pubblicata la guerra sarà forse già stata
scatenata e molti dei siti archeologici che lei cita saranno stati
danneggiati o non ci saranno semplicemente più. L'Iraq infattiè un'immensa
area archeologica, in minima parte dissepolta, da cui sono pervenuti i
testi che hanno dato origine alla nostra civiltà, prima di essere filtrata
dal pensiero greco. Ogni metro quadrato dei deserti iracheni può nascondere
mattonelle cuneiformi, quando non intere biblioteche (come qualle di Mari,
Ebla, Ninive, Sippar) che non saranno risparmiate dalle bombe
"intelligenti"  degli angloamericani, a cui non interessa la memoria del
passato, ma solo i profitti del presente e del futuro. Questa cancellazione
della storia è quanto di più spaventoso possa accadere all'umanità che,
quando viene sradicata dal suo passato, diventa massa informe e
indifferenziata, buona solo per produrre e consumare, senza identità e
senza memoria. Ma questo non è solo l'effetto della guerra. La guerra, se
mai, è a sua volta l'effetto della mentalità occidentale che guarda la
terra non come dimora degli uomini, non come radicamento di tradizioni, non
come dispiegamento di identità e differenze, ma come pura materia prima da
utilizzare, come vuole ormai l'avvenuta riduzione delle possibilità del
nostro pensiero a puro e semplice calcolo, regolato dal solo criterio
dell'utilità, che conduce, oltre all'uso della terra, alla sua usura. Per
questo. come scrive Heidegger, "la differenza tra guerra e pace diventa
caduca" perchè la guerra non è che il momento violento per raggiungere gli
obbiettivi che incessantemente si perseguonno in tempi di pace. Obbiettivi
che noi occidentali ben conosciamo quando guardiamo la terra solo come
"fondo a disposizione", per mantenere i nostri privilegi e assicurare i
nostri interessi. Arte, cultura, bellezze archeologiche, memorie
dell'antichità, se non rientrano nella categoria dell'utilità, sono valori
sbiaditi che non sclfiscono il pensiero occidentale ridotto a calcolo, sia
in pace che in guerra. Il suo invito "agli uomini di cultura ad opporsi a
questo disastro storico", lei al pari di me, sa che è inefficace. Il
pensiero che pensa è inaccessibile alle menti che funzionano solo con il
pensiero che calcola. E siccome il pensiero che calcola è comune sia a chi
ci governa sia a chi è governato, agli uomini di cultura non resta che
tentare di aprire qualche spiraglio, qualche fessura a questo chiuso e
arroccato pensiero, tipico di noi occidentali, affinchè il tempo di pace
che seguirà alla guerra non persegua più solo gli scopi per cui la guerra è
stata scatenata.




(chi desidera essere depennato dalla ML abbia la cortesia di comunicarlo
firmandosi. grazie
Associazione Partenia http://utenti.tripod.it/partenia)