Casarini e un gruppo di pacifisti italiani a Ramallah. Arrestati i No global di Bové



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 Un nuovo gruppo di ventiquattro attivisti italiani, tra cui Luca Casarini,
ha rotto l'accerchiamento dell'esercito israeliano ed è entrato a Ramallah
dove è tuttora in vigore il corpifuoco. Lo rende in un comunicato
l'associazione Ya Basta. Del gruppo fanno parte anche quattordici
Disobbedienti di Roma. Tra i nomi indicati Valerio Porcelli di Roma, Luca
Casarini e Marco Rigamo di Padova, Domenico Mucignat di Bologna dei
Disobbedienti, Raffaella Bolini dell'Arci, Francesco Caruso della Rete No
Global di Napoli, Sirio Conte dell'Assopace, Tano D'Amico. «Non ce ne
andremo fino a quando non arriverà una forza di interposizione
internazionale a protezione della popolazione palestinese e del Presidente
Arafat», ha dichiarato Luca Casarini, portavoce dei Disobbedienti.
Un'altra trentina di pacifisti italiani si sta organizzando a Ramallah per
proteggere le strutture mediche dei palestinesi dagli attacchi degli
israeliani. A questo scopo alcuni di loro hanno deciso di accompagnare le
ambulanze. Medici palestinesi hanno denunciato nei giorni scorsi che gli
israeliani non permettono la circolazione delle ambulanze e alcuni feriti
rischiano di morire dissanguati.
Il militante No-global francese José Bové ed altre dieci persone arrestate
ieri dalle forze armate israeliane a Ramallah, in Cisgiordania, sono stati
trasferiti oggi ad un commissariato di polizia in attesa di essere espulsi.
Lo ha annunciato la polizia israeliana. Bové e gli altri arrestati sono
stati trasferiti al commissariato di Givat Zeev, colonia al nord di
Gerusalemme, dove sono imprigionati con le catene ai piedi secondo alcuni
testimoni, e «saranno espulsi per aver violato la legge israeliana
penetrando in una zona militare chiusa», ha detto un portavoce della
polizia, Hagit Rapoport. Gli arrestati avevano abbandonato ieri il quartier
generale del leader palestinese Yasser Arafat, circondato dalle truppe
israeliane ed erano stai arrestati ore dopo.
Nello

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