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Volantino d'intervento http://volantino.gq.nu - aggiornamenti

"Le corporations sono comprensibilmente desiderose di cooperare così
strettamente con i servizi d'intelligence o con la polizia".

E' questa l'affermazione finale della conferenza internazionale della
International Chambre of Commerce incentrata sulla cooperazione tra "
business and law enforcement" nella lotta contro le frodi commerciali su
web. Partecipa la comunità dei servizi di polizia internazionale: Raymond
E. Kendall, Segretario Generale dell'Interpol, David C. Veness, della
sezione Specialist Operations della New Scotland Yard e Michael Vatis,
Direttore del National Office for Infrastructure Protection del FBI.

Volantino vi spiega come operano, in un numero completamente dedicato alla
pirateria su mare e nel cyberspazio: 

:: FREE E-BOOK: Pirateria. Come si è combattuta e si combatte oggi.
http://space.tin.it/io/valtobel/crime.zip

:: Convegno a Bari. 6 aprile 2001: Autarchie Digitali. Diritti e Frontiere
dell'Audiovideo

:: ARTICOLI:

- Imprese e Polizie internazionali, unite contro la Pirateria

- La pirateria, alle origini dello spionaggio

:: DOCUMENTI:

5 maggio 2000, Budapest. Il Congresso Mondiale della Camera di Commercio
Internazionale si conclude con "The Budapest Business Declaration" che
rappresenta un vero manifesto della globalizzazione.

:: MEMORIE

Il dibattito sulla pirateria negli anni '60

:: BANANAS

I rapporti da servizi segreti e industria

:: RECENSITO

Gli 01, gli hackers che hanno clonato il sito web del Vaticano

Volantino d'intervento: http://volantino.gq.nu

Se vuoi mandare il tuo contributo o intervento a Volantino scrivi a:
int at volantino.gq.nu
 


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TAM TAM
 
:: Comunicato stampa da Osservatorio Permanente Italia - Albania di Brindisi


Strage di stato: non esageravamo

L'Osservatorio permanente Italia - Albania di Brindisi organizza per
mercoledì 28 marzo 2001, alle ore 18.00 al porto di Brindisi, nel IV°
anniversario dell'affondamento della KATER I RADES da parte della nave
militare italiana SIBILLA, la commemorazione delle 108 vittime con lancio
di fiori in mare.

Saranno presenti alcuni naufraghi della KATER I RADES che nella disgrazia
hanno perso mogli e figli.

Ricorderemo quella settimana di follia criminale, iniziata con la decisione
del governo italiano di utilizzare lo strumento del blocco navale bellico,
che portò come inevitabile e prevedibile conseguenza a quell'affondamento.

L'atteggiamento fanaticamente aggressivo della Marina Militare italiana
nasceva da decisioni politiche e conseguenti ordini militari; per questo
quella del "venerdì santo" è, a tutti gli effetti, una "strage di stato",
l'ennesima.

Il processo nei confronti dei comandanti delle navi albanese ed italiana,
che si svolge a Brindisi e la cui, importantissima, prossima udienza si
terrà il 29 marzo, dopo quattro anni sta entrando finalmente nel vivo.

Le dichiarazioni emerse fino ad oggi nell'istruzione dibattimentale
sembrano confermare i nostri sospetti e le nostre denunce di quattro anni
fa: si è trattato, per l'appunto, di una strage di stato, sia per le
ragioni su brevemente ricordate riguardante il blocco bellico sia, anche e
soprattutto, perché il comportamento successivo dei vertici della Marina
Militare ricorda terribilemente il "muro di gomma" eretto dall'Aeronautica
Militare dopo la strage di Ustica per impedire che si facesse verità e
giustizia sulla stessa strage.

Il nostro pensiero sarà rivolto a tutti i migranti morti nel Canale
l'Otranto, nuovo campo di sterminio per decine di dannati della terra a due
passi dalle nostre "splendide coste", per affermare ancora una volta che il
problema dell'immigrazione non è un problema di ordine pubblico ma
fondamentalmente un un problema di giustizia sociale, interna ed
internazionale.

Le politiche sociali, nate in seguito alle lotte di questi anni, degli
internazionalisti e degli stessi migranti, e che hanno portato alla
regolarizzazione di molte situazioni di clandestinità, sono ancora
insufficienti.

Mancano vere e dignitose politiche di accoglienza e di cooperazione
internazionale e la necessità dell'apertura di stabili e consistenti canali
legali d'ingresso stenta ad affermarsi nella considerazione e nella
proposta politica di governanti e parlamentari, di centro - destra ma anche
di centro - sinistra.

C'è ancora molto da fare ed il ricordo di questa gente morta nel tentativo
di trovare una vita migliore, per sé e per i suoi figli, ci deve spingere a
rafforzare il nostro impegno internazionalista per realizzare una società
dove gli unici stranieri siano gli oppressori ed i loro servi, di ogni
razza e colore.

Brindisi, 23 marzo 2001

Osservatorio Permanente Italia - Albania di Brindisi
 


:: Da ALTRABARI
 
Numerosi erano tra i manifestanti di Napoli i compagni e le compagne di
Bari, appartenenti a varie strutture e gruppi o presenti a titolo personale.

Da questa constatazione é nata l'idea di costruire nella nostra città un
coordinamento no-global più ampio ed attivo che abbia la capacità di
costruire indipendentemente ed autonomamente sul territorio le prossime
scadenze Anti-Global.

Pensiamo di svolgere un lavoro, ad esempio in preparazione del G8 del 22
luglio a Genova, di analisi ed iniziativa che renda accessibile a tutti i
temi in discussione e gli assi di contestazione, cercando di uscire da
sloganismi e faicilonerie e dagli sterili "dibattiti" su chi sono i buoni
ed i cattivi del "popolo di Seattle".

Una prima riunione si é già svolta la settimana scorsa per preparare le
iniziative di sostegno e solidarietà nei confronti di Giuseppe, in
occasione della quale ci siamo dati appuntamento per giovedì 29 marzo alle
16,00 presso l'aula della lista studentesca Liberamente (ed eventualmente
in aula 6) al secondo piano dell'Ateneo.

Tutte le realtà sono invitate a contribuire a questo sforzo comune e
collettivo.
 



:: Dal Comitato Euskadi Bari/Bariko Euskadi Batzordea
 
IN DIFESA DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE

Gli ultimi tre anni hanno visto all'interno dello Stato Spagnolo una serie
impressionante di provvedimenti repressivi degni dell'epoca di Franco,
quali l'arresto della Mesa Nacional di Herri Batasuna, la chiusura del
quotidiano basco Egin e della radio Egin Irratia, l'arresto di giornalisti
e di membri delle associazioni per la diffusione della lingua basca e dei
gruppi che praticano la disobbedienza civile; tutte operazioni di
imbavagliamento delle opposizioni fatte passare per retate contro ETA. Gli
ultimi due episodi però, l'allontanamento del direttore di una TV spagnola
'colpevole' di aver mandato in onda un documento su Euskal Herria in cui si
dava spazio anche alle opinioni delle realtà indipendentiste, e l'arresto
del direttore della rivista basca Ardi Beltza Pepe Rei, autore di
un'inchiesta che ha svelato i legami occulti tra i mezzi dell'informazione
e i vari potentati economico-politici, segnano un punto di non ritorno.
Riteniamo che arrestare delle persone semplicemente per aver scritto o
diffuso idee diverse da quelle del nazionalismo spagnolo del PP o del PSOE
sia un grave attacco alla libertà di espressione, tanto più in
considerazione del fatto che negli stessi giorni noti torturatori e
responsabili della 'guerra sporca' contro l'indipendentismo basco vengono
generosamente indultati e decorati. Riteniamo che tali misure siano
vergognose per qualsiasi paese voglia dirsi civile e democratico. 
Nico Perrone, Professore di Storia dell'America presso
l'Università di Bari,

Pasquale Voza, Professore di Letteratura Italiana
presso l'Università di Bari,

Isidoro Mortellaro, Professore di Storia delle
Istituzioni Politiche presso l'Università di Bari.