[Nonviolenza] Per la Giornata internazionale dell'Africa



PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL'AFRICA

Il 25 maggio ricorre la Giornata internazionale dell'Africa, nell'anniversario della fondazione dell'Organizzazione per l'unita' africana nel 1963.
E' una ricorrenza importante, che convoca ogni persona di volonta' buona ed ogni istituzione democratica a una profonda riflessione, a un esame di coscienza, a un impegno concreto.
Tutto l'umanita' deve all'Africa: poiche' e' in Africa che l'umanita' ha avuto inizio e da li' si e' irradiata su tutto il pianeta. Siamo quindi tutte e tutti discendenti da africani.
Ma in una plurisecolare vicenda l'Africa e' stata selvaggiamente depredata e le popolazioni africane hanno subito violenze inaudite innanzitutto dall'imperialismo e dal colonialismo europei.
L'Africa e' ancor oggi un continente insieme ricchissimo e depredatissimo. Se le risorse africane fossero - come dovrebbero - nella disponibilita' dei popoli africani, e non dei poteri vampiri transnazionali e delle elites dittatoriali in combutta col neocolonialismo, in Africa non vi sarebbe ne' fame ne' violenza; le popolazioni africane vivrebbero nel benessere se i loro beni non fossero loro rapinati dalle gerarchie stragiste e dal totalitarismo globalizzato del Nord sul Sud del mondo come dai regimi e gruppi criminali e terroristici che ne riproducono a livello regionale la violenza onnicida.
Questa e' la verita': che le popolazioni africane subiscono fame e violenze inaudite perche' le ricchezze di tutte e di tutti sono rapinate dalla violenza armata e assassina di pochi oppressori che hanno i loro centri di comando nelle stanze blindate del nord del mondo, nei consigli d'amministrazione del capitale finanziario, nei gruppi sociali dominanti che hanno imposto senza esitare le catastrofi ed i genocidi al fine di incrementare il tasso di profitto; i gruppi di potere che schiavizzano e riducono a merce ed a scarto la stragrande maggioranza dell'umanita'; i gruppi di potere che stanno avvelenando, devastando e distruggendo l'intera biosfera.
Le persone che in Africa e in altri luoghi degli sterminati sud del mondo sono vittima di questo sistema di potere mafioso e nazista di dimensioni planetarie, per sfuggire a una cruda esistenza di orrori e a una celere morte di stenti, possono solo lottare - se e quando e fino a quanto e' umanamente possibile - ovvero fuggire per sopravvivere altrove. Raramente vi e' un'alternativa alla migrazione, che non e' un atto di resa ma di resistenza, come resistettero gli esuli che dovettero abbandonare l'Italia mentre il criminale regime razzista trionfava e si consolidava nell'indifferenza del resto del mondo: sovente l'emigrazione e' l'unico modo per restare in vita e per poter ancora aiutare i propri familiari, il proprio popolo e l'umanita' intera.
L'epocale fenomeno migratorio ha qui le sue radici.
Tutte le culture antiche lo sapevano, in questo tanto piu' civili di noi: in tutte esse l'ospite e' sacro; la persona che ha dovuto abbandonare la sua casa e viene chiedendo aiuto riceve aiuto, perche' essere umani e' questo: avere bisogno di aiuto e dare aiuto a chi ne ha bisogno. Chi rifiuta o minaccia od opprime il migrante dimentica la sua stessa umanita', da persona si fa bruto.
La Costituzione italiana, che sia benedetta, riconosce a tutti gli esseri umani tutti i diritti umani; stabilisce il dovere della repubblica di aiutare chiunque di aiuto ha bisogno; prevede il diritto d'asilo per chiunque nel proprio paese si vede negati i diritti che l'Italia invece riconosce. Si vede che chi scrisse la Costituzione ricordava ancora bene l'orrore del fascismo, del nazismo, della guerra; e sentiva il dovere morale e civile di stabilire per legge il dovere di salvare le vite, il dovere di non abbandonare nessuno negli artigli dell'oppressione, della sofferenza, della paura, della morte.
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L'Africa ci chiama, ci convoca a riconoscere la nostra umanita', i nostri doveri: e il primo dovere e' rispettare e salvare tutte le vite.
Nel secondo Novecento, dopo l'orrore del fascismo e delle due guerre mondiali, l'esperienza forse piu' luminosa dell'umanita' e' stata la lotta vittoriosa di Nelson Mandela, che dal capo estremo dell'Africa ha saputo essere voce e volto dell'umanita' intera affermando il diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignita', alla solidarieta', alla giustizia e alla liberta', alla responsabilita' per il bene comune, alla condivisa sobria felicita' possibile.
L'Africa ci parla, ci interroga, ci indica i nostri comuni doveri, e primo fra tutti il dovere di condividere il bene ed i beni fra tutti gli esseri umani, tutti ugualmente appartenenti all'unica umana famiglia, tutti ugualmente abitanti di quest'unico mondo vivente che e' l'unica casa comune dell'umanita' intera.
Che fare, dunque?
Far cessare le guerre e le stragi, in Africa come ovunque. E per far cessare le guerre e le stragi occorre il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti. L'Italia cessi di rifornire di armi chi ogni giorno in Africa commette stragi. L'Italia cessi di favoreggiare regimi criminali e terroristi. Ogni persona ha il diritto e il dovere di opporsi al male, ogni persona deve impegnarsi per la democrazia e i diritti umani.
Difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, in Africa come ovunque. E per difendere i diritti umani occorre far cessare tutte le dittature, la schiavitu', il razzismo, il maschilismo. E' possibile solo con il disarmo, con la cooperazione pacifica, con gli aiuti umanitari, con la solidarieta' internazionale, con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Difendere l'Africa e l'intero mondo vivente dalla devastazione, dalla spoliazione, dalla desertificazione. Il tempo e' poco, e il cambiamento necessario ed urgente deve essere profondo: occorre uscire dalla struttura, dall'ideologia e dalla prassi fondate sulla massimizzazione del profitto dei piu' avidi, sul consumismo illimitato, sul disprezzo per l'altra persona, per gli altri esseri viventi e per la vita nel suo insieme, ed a questo sistema mortifero opporre l'umana convivenza, la pratica del dono, la cura reciproca, il bene comune. Occorre contrastare il male facendo il bene. Occorre sconfiggere la violenza con la nonviolenza.
Siamo una sola umanita'. E' quindi dovere di ogni persona e di ogni umano istituto soccorrere, accogliere e assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Siamo una sola umanita'. Dobbiamo vivere in pace, nel rispetto e nell'aiuto reciproco.
Siamo una sola umanita'. Occorre abolire la guerra e tutte le uccisioni, il razzismo e tutte le persecuzioni, il maschilismo e tutte le oppressioni.
Nessun essere umano sia piu' schiavo. Nessun essere umano sia piu' abbandonato alla fame, alla paura, al dolore e alla morte.
Occorre porsi alla scuola di Nelson Mandela.
Occorre porsi alla scuola di Wangari Maathai.
Occorre porsi alla scuola di Soumaila Sacko.
Occorre porsi alla scuola di tutte le donne e di tutti gli uomini che ci indicano la via del bene, della condivisione, della lotta contro tutte le menzogne e le oppressioni.
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In Italia oggi vige di fatto un illegale regime di apartheid, in cui poteri mafiosi e razzisti tengono in schiavitu' innumerevoli vittime innocenti.
In Italia oggi vige di fatto un illegale regime di apartheid, in cui milioni di persone oneste, gentili e generose sono private di fondamentali diritti.
In Italia oggi vige di fatto un illegale regime di apartheid, con il persistere finanche di scellerate antileggi hitleriane che violano la Costituzione, il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali, come ad esempio le ripugnanti misure razziste contenute nei due cosiddetti "decreti sicurezza della razza" imposti dallo sciagurato governo caduto un anno fa.
Cosa si attende a tornare alla legalita' che salva le vite?
Cosa si attende a tornare al rispetto della Costituzione repubblicana?
Cosa si attende a tornare alla dignita' e alla civilta'?
Cosa si attende a tornare umani?
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Che la Giornata internazionale dell'Africa ci ispiri i buoni pensieri e le opere buone.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione dell'umanita' intera e per la salvezza non solo della civilta' umana ma anche di quest'unico mondo vivente di cui siamo insieme parte e custodi.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.
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Allego in calce a queste righe una breve riflessione "contro mafie ed apartheid" di un paio di giorni fa e un invito a "due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia", invito che da molti anni vado ripetendo.

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

Viterbo, 24 maggio 2020

Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" che e' possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it

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Allegato primo: Contro mafie ed apartheid

Nessuno e' libero finche' qualcuno e' schiavo
Nelle campagne italiane da anni si sta riproducendo un regime di schiavitu' e di segregazione, di effettuale apartheid, governato dittatorialmente dai poteri mafiosi, dall'economia illegale, dal caporalato, con la complicita' di pubblici amministratori e pubblici funzionari razzisti e conniventi, con la complicita' di chi governa il paese e delle disumane antileggi hitleriane imposte e mantenute da governi ipso facto violatori della dignita' umana.
E' una tragedia ormai pluridecennale: l'aveva gia' fatta emergere drammaticamente nel 1989 l'atroce omicidio di Jerry Essan Masslo, fuggito dal Sudafrica dell'apartheid per poi morire assassinato in Italia, a Villa Literno.
E troppe altre morti si sono susseguite da allora nel nostro paese, una strage infinita causata da schiavitu' e razzismo, nelle campagne e non solo.
Quando finira' questo scandalo, quando finira' questa vergogna?
Cosa diranno di noi gli storici futuri quando dovranno constatare che a settantacinque anni dalla sconfitta del nazifascismo in Italia continuavano schiavitu' e razzismo?
La lotta contro schiavitu' e razzismo, cosi' come la lotta contro il potere mafioso, ci riguarda tutte e tutti.
La liberta' e' una e indivisibile, nessuno e' libero finche' qualcuno e' schiavo.
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Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'
Occorre quindi regolarizzare immediatamente lo status giuridico e la condizione amministrativa di tutte le persone che si trovano in Italia, a tutte riconoscendo immediatamente tutti i diritti sociali, civili, politici, tutti i diritti umani inerenti a tutti gli esseri umani.
Occorre abrogare immediatamente tutte le folli e scellerate misure razziste ed incostituzionali imposte da governi ebbri e criminali, a cominciare dai due cosiddetti "decreti sicurezza".
Occorre che l'Italia torni alla civilta', al rispetto della legalita' che salva le vite, al rispetto del diritto internazionale, al rispetto della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.
Se non si riconoscono tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani presenti nel nostro paese, cio' significa che chi governa l'Italia continua a violare la stessa Costituzione della Repubblica italiana, che e' la legge a fondamento di tutte le altre leggi italiane, la legge che e' il cuore pulsante del nostro ordinamento giuridico, del nostro sistema istituzionale, della nostra civile convivenza.
Se non si riconoscono tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani presenti nel nostro paese, cio' significa che chi governa l'Italia continua ad imporre un regime razzista e schiavista incompatibile con lo stato di diritto, incompatibile con la democrazia, incompatibile con la civilta' giuridica e con la dignita' umana.
Se non si riconoscono tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani presenti nel nostro paese, cio' significa che chi governa l'Italia e' un criminale e un complice di criminali.
Si torni quindi al rispetto rigoroso e intransigente della Costituzione repubblicana che riconosce e difende i diritti umani di tutti gli esseri umani, che fa obbligo alle istituzioni di recare aiuto a chi di aiuto ha bisogno, che riconosce il diritto d'asilo a tutte le persone che nel loro paese d'origine non hanno i diritti che la Costituzione garantisce ai cittadini italiani.
Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.
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"Una persona, un voto"
E ci si decida finalmente a riconoscere che chi vive in un luogo e' in quel luogo che deve poter esercitare tutti i suoi umani diritti, e' in quel luogo che deve poter vivere una vita degna, nel rispetto e nell'aiuto reciproco: e che quindi ogni persona deve avere anche il diritto di partecipare democraticamente alle decisioni pubbliche che la sua stessa vita riguardano: "una persona, un voto" e' da sempre il motto e la bandiera della democrazia.
In Italia ancor oggi a milioni e milioni di persone che vivono stabilmente qui e perlopiu' da molti anni, che danno un contributo fondamentale all'economia e alla vita civile, i cui figli hanno studiato e studiano nelle scuole italiane e sono gia' parte dell'Italia di domani come i loro genitori sono gia' parte dell'Italia di oggi, ebbene, a questi milioni e milioni di persone oneste e generose sono ancora assurdamente, scelleratamente negati quei diritti e quella dignita' per il cui universale riconoscimento i martiri della Resistenza diedero la vita; quei diritti e quella dignita' che sono l'umanita' dell'umanita'; quei diritti e quella dignita' che sono il concreto fondamento, la sostanza stessa della repubblica democratica ed antifascista.
E' un dolore immenso e indicibile dover riconoscere che in Italia l'orrore e l'infamia del razzismo, e l'orrore e l'infamia del potere mafioso, ancora non siano stati sconfitti.
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Le braccianti e i braccianti che ci hanno salvato la vita
Questi mesi di epidemia hanno messo a nudo una volta di piu' la fragilita' intrinseca e il bisogno di mutuo soccorso che caratterizzano ogni umana esistenza, ogni umana comunita', l'intera umana famiglia.
In questi mesi di epidemia se la catastrofe e'stata contenuta e' stato anche e soprattutto grazie alle braccianti e ai braccianti che hanno garantito l'approvvigionamento delle nostre mense, che ci hanno sfamato con il loro lavoro, sovente rischiando la loro vita, sovente subendo abusi indicibili.
Al contrario delle ripugnanti menzogne della retorica razzista, la verita' e' che le braccianti e i braccianti ci hanno salvato la vita.
Il minimo che si possa fare e' riconoscere questa verita', e far cessare quegli abusi.
Il minimo che si possa fare e' riconoscere loro tutti i diritti inerenti ad ogni essere umano.
Il minimo che si possa fare e' far cessare la schiavitu', il caporalato, la dittatura mafiosa nelle campagne e non solo.
Il minimo che si possa fare e' riconoscere a questi nostri fratelli e a queste nostre sorelle la liberta', l'eguaglianza, la solidarieta' che ad ogni essere umano e' dovuta.
Il minimo che si possa fare e' compiere questo atto di riconoscimento, e di riconoscenza.
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L'ora della verita'
Siamo una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.
Il nostro primo dovere di esseri umani e' salvare le vite: soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Ogni essere umano e' un essere umano, e in quanto tale ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Siano immediatamente abrogate tutte le obbrobriose misure razziste ed incostituzionali imposte da governanti perversi e disumani.
Sia immediatamente finalmente legiferato il pieno riconoscimento di tutti i diritti sociali, civili e politici a tutte le persone che si trovano in Italia.
S'inveri la volonta' della Resistenza, la verita' della repubblica costituzionale, la sostanza dello stato di diritto, il cuore della democrazia, il valore umano e l'umana giustizia cui e' ordinata ogni legittima umana istituzione.
Si contrasti la mafia e l'apartheid.

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Allegato secondo: Due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.
Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

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