[Nonviolenza] Archivi. 346



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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XX)
Numero 346 del 3 novembre 2019

In questo numero:
1. Alcuni testi del mese di settembre 2019 (parte prima)
2. Finisca il tempo dei lupi
3. Manlio Cancogni
4. Alberto Maria Cirese
5. Marziano Guglielminetti
6. Victor Lebrun
7. François Mauriac
8. Nellie McClung
9. Arnaldo Momigliano
10. Jiri Orten
11. Teresa Sarti
12. Un esposto al Prefetto di Viterbo recante una notitia criminis concernente tre ministri
13. Anna Banti
14. John Bowlby
15. Luigi Cortesi
16. Viktor Frankl
17. Arrigo Guerci
18. Franz Neumann
19. Alberto Nirenstein
20. Ettore Pancini
21. Frederik Pohl
22. Clelia Romano Pellicano
23. Tullio Vinay
24. Serena
25. "Tullio Vinay, un giusto". Una commemorazione a Viterbo
26. Giorgina Arian Levi
27. Elio Chinol
28. Emilio Comba
29. Carlo Alberto dalla Chiesa ed Emanuela Setti Carraro
30. Fausto Gullo
31. Georg Hornstein
32. Viktor Nekrasov
33. Leandro Puccetti
34. Silvio Ravera
35. Jacqueline Risset
36. Gastone Rossi
37. Jean Rostand
38. Claudio Sabattini
39. Pierantonio Sandri
40. Piero Sraffa
41. Mario Tiengo
42. Stasimo I. Stanotte
43. Stasimo II. La gente che muore
44. Stasimo III. Imposture
45. Vent'anni di nonviolenza in cammino
46. In breve
47. Majida Boulila
48. Henri-Marie de Lubac
49. Niccolo' Gallo
50. Wolfhart Pannenberg
51. Ernst Friedrich Schumacher
52. Albert Schweitzer
53. Ronald Syme
54. Ricordando Albert Schweitzer
55. Il nuovo governo e noi. Un ragionamento in poche parole
56. Neerja  Bhanot
57. Emilio Cecchi
58. Ottavio Cecchi
59. Edoardo Cecere
60. Carlo M. Cipolla
61. Luigi Cipriani
62. Michele Arcangelo De Palo
63. Velso Mucci
64. Lewis Nkosi
65. Italo Pietra
66. Joan Puig Elias
67. Georg Solti
68. Madre Teresa di Calcutta
69. Jefferson Thomas
70. Angelo Vassallo
71. Tre tragedie, tre interventi, tre principi
72. La sinistra necessaria
73. Omero Dellistorti: Per non buscarmi il cancro
74. Omero Dellistorti: Come diventai ministro degli esteri
75. Omero Dellistorti: Come diventai un seviziatore professionale
76. Omero Dellistorti: A proposito di tatuaggi

1. MATERIALI. ALCUNI TESTI DEL MESE DI SETTEMBRE 2019 (PARTE PRIMA)

Riproponiamo qui alcuni testi apparsi sul nostro foglio nel mese di settembre 2019.

2. FINISCA IL TEMPO DEI LUPI

Tre ministri decaduti tengono in ostaggio decine di innocenti, impedendo loro di approdare in porto sicuro dopo esser sopravvissuti ai lager libici e al naufragio nel Mediterraneo.
Tre ministri decaduti violano protervi la prima regola dell'umanita': salvare le vite, soccorrere chi ha bisogno di aiuto.
Tre ministri decaduti abusano di un potere che non dovrebbero piu' avere e perseverano in un'azione criminale, persecutrice, razzista, barbara e disumana.
*
Intervenga il Presidente della Repubblica.
Intervengano le competenti magistrature.
Siano fatti sbarcare in salvo in Italia tutti i superstiti dei lager libici.
Siano fatti sbarcare in salvo in Italia tutti i naufraghi.
*
Torni l'Italia alla legalita' costituzionale, torni al diritto internazionale, torni alla civilta'.
Insorga nonviolentemente il popolo italiano per affermare la legalita' che salva le vite, per far cessare la strage degli innocenti nel mar Mediterraneo.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
*
Finisca il tempo dei lupi, cominci il tempo dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Chi salva una vita, salva il mondo.

3. MANLIO CANCOGNI

Il primo settembre 2015 moriva Manlio Cancogni, giornalista e scrittore.
Con gratitudine lo ricordiamo.

4. ALBERTO MARIA CIRESE

Il primo settembre 2011 moriva Alberto Maria Cirese, illustre antropologo.
Con gratitudine lo ricordiamo.

5. MARZIANO GUGLIELMINETTI

Il primo settembre 2006 moriva Marziano Guglielminetti, critico e storico della letteratura.
Con gratitudine lo ricordiamo.

6. VICTOR LEBRUN

Il primo settembre 1979 moriva Victor Lebrun, collaboratore di Tolstoj e divulgatore della sua opera nonviolenta.
Con gratitudine lo ricordiamo.

7. FRANCOIS MAURIAC

Il primo settembre 1970 moriva François Mauriac, scrittore.
Con gratitudine lo ricordiamo.

8. NELLIE MCCLUNG

Il primo settembre 1951 moriva Nellie McClung, scrittrice e militante femminista.
Con gratitudine la ricordiamo.

9. ARNALDO MOMIGLIANO

Il primo settembre 1987 moriva Arnaldo Momigliano, storico insigne.
Con gratitudine lo ricordiamo.

10. JIRI ORTEN

Il primo settembre 1941 moriva Jiri Orten, poeta.
Con gratitudine lo ricordiamo.

11. TERESA SARTI

Il primo settembre 2009 moriva Teresa Sarti, fondatrice di Emergency.
Con gratitudine la ricordiamo.

12. UN ESPOSTO AL PREFETTO DI VITERBO RECANTE UNA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE TRE MINISTRI

Al Prefetto di Viterbo
e per opportuna conoscenza al Presidente della Repubblica, alla Presidente del Senato ed al Presidente della Camera dei Deputati
e sempre per opportuna conoscenza alla Presidente del Tribunale di Viterbo
Egregio Prefetto di Viterbo,
i tre ministri, peraltro di un governo gia' caduto, che continuano ad impedire l'approdo in porto sicuro ai naufraghi salvati nel Mediterraneo da soccorritori volontari, negando questo approdo, e quindi impedendo che l'azione di soccorso trovi adeguato compimento, non violano le leggi oltre che la morale?
E lei, che e' un pubblico ufficiale, ricevendo questa "notitia criminis", questa segnalazione di una flagrante omissione di soccorso, non ha il dovere di richiedere l'intervento della magistratura?
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Cessi la strage degli innocenti nel Mediterraneo.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Auspicando un suo tempestivo intervento, voglia gradire distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Viterbo, primo settembre 2019

13. ANNA BANTI

Il 2 settembre 1985 moriva Anna Banti, scrittrice.
Con gratitudine la ricordiamo.

14. JOHN BOWLBY

Il 2 settembre 1990 moriva John Bowlby, medico, psicoanalista, autore di un'opera che tutti abbiamo letto.
Con gratitudine lo ricordiamo.

15. LUIGI CORTESI

Il 2 settembre 2009 moriva Luigi Cortesi, storico, militante del movimento operaio, pacifista ed ecologista.
Con gratitudine lo ricordiamo.

16. VIKTOR FRANKL

Il 2 settembre 1997 moriva Viktor Frankl, psichiatra, testimone della Shoah.
Con gratitudine lo ricordiamo.

17. ARRIGO GUERCI

Il 2 settembre 1944 moriva Arrigo Guerci, partigiano.
Con gratitudine lo ricordiamo.

18. FRANZ NEUMANN

Il 2 settembre 1954 moriva Franz Neumann, illustre intellettuale della scuola di Francoforte.
Con gratitudine lo ricordiamo.

19. ALBERTO NIRENSTEIN

Il 2 settembre 2007 moriva Alberto Nirenstein, combattente antifascista, testimone e storico della Shoah.
Con gratitudine lo ricordiamo.

20. ETTORE PANCINI

Il 2 settembre 1981 moriva Ettore Pancini, fisico e partigiano.
Con gratitudine lo ricordiamo.

21. FREDERIK POHL

Il 2 settembre 2013 moriva Frederik Pohl, scrittore di fantascienza.
Con gratitudine lo ricordiamo.

22. CLELIA ROMANO PELLICANO

Il 2 settembre 1923 moriva Clelia Romano Pellicano, scrittrice e militante femminista.
Con gratitudine la ricordiamo.

23. TULLIO VINAY

Il 2 settembre 1996 moriva Tullio Vinay, pastore, legislatore, uonmo di pace, testimone della nonviolenza, Giusto tra le nazioni.
Con gratitudine lo ricordiamo.

24. SERENA

E' deceduta il primo settembre la nostra amica e compagna di lotte Serena Della Mora.
Impegnata per la pace e i diritti umani di tutti gli esseri umani, della sua personale esperienza del dolore aveva fatto strumento di comprensione della sofferenza altrui e per la liberazione dell'umanita' intera era impegnata.
Sollecita sempre, era conforto e sprone delle persone amiche, figura dell'umanita' come realmente e' e come potrebbe, dovrebbe, vorrebbe essere.
Con gratitudine per i suoi doni, per la sua presenza, per la sua lotta nonviolenta per il bene comune, anche noi qui la ricordiamo.

25. "TULLIO VINAY, UN GIUSTO". UNA COMMEMORAZIONE A VITERBO

Ricorrendo l'anniversario della scomparsa di Tullio Vinay, lunedi' 2 settembre 2019 a Viterbo, presso la sede del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera", si e' svolta una commemorazione del grande testimone della nonviolenza, pastore valdese, senatore della sinistra indipendente, animatore di straordinarie esperienze di solidarieta' a Firenze, a Prali,a  Riesi, fondatore dell'esperienza di Agape, uomo di pace, Giusto tra le nazioni.
L'orazione commemorativa e' stata tenuta dal responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, che ha illustrato la figura, l'opera e il pensiero del grande costruttore di pace con viva commozione, rievocando anche con profonda gratitudine alcuni ricordi personali.
*
Tulio Vinay (La Spezia, 13 maggio 1909 - Roma, 2 settembre 1996), pastore valdese, amico della nonviolenza, "Giusto tra le nazioni" per aver salvato molte vite dalla Shoah, fondatore della sezione italiana del Movimento Internazionale della Riconciliazione, animatore di straordinarie esperienze di pace e di solidarieta' (Firenze, Agape, Riesi), parlamentare, una figura indimenticabile di costruttore di pace.
Tra le opere di Tullio Vinay: L'utopia del mondo nuovo. Scritti e discorsi al senato, Claudiana, Torino 1984; L'amore e' piu' grande. La storia di Agape e la nostra, Claudiana, Torino 1995, 2016; Speranze umane e speranza cristiana. Scritti religiosi e politici (1967-1983), Edizioni dell'Asino, Roma 2014.
Tra le opere su Tullio Vinay: Paola Vinay, Testimone d'amore. La vita e le opere di Tullio Vinay: testimonianze, scritti, ricordi personali, Claudiana, Torino 2009; un sintetico profilo scritto da Giuseppe Marasso e' in AA. VV., Le periferie della memoria. Profili di testimoni di pace, Anppia - Movimento Nonviolento, Torino-Verona 1999.
*
Nel ricordo e alla scuola di Tullio Vinay le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta condiviso la seguente denuncia:
"Tre ministri decaduti tengono in ostaggio decine di innocenti, impedendo loro di approdare in porto sicuro dopo esser sopravvissuti ai lager libici e al naufragio nel Mediterraneo.
Tre ministri decaduti violano protervi la prima regola dell'umanita': salvare le vite, soccorrere chi ha bisogno di aiuto.
Tre ministri decaduti abusano di un potere che non dovrebbero piu' avere e perseverano in un'azione criminale, persecutrice, razzista, barbara e disumana.
Intervenga il Presidente della Repubblica.
Intervengano le competenti magistrature.
Siano fatti sbarcare in salvo in Italia tutti i superstiti dei lager libici.
Siano fatti sbarcare in salvo in Italia tutti i naufraghi.
Torni l'Italia alla legalita' costituzionale, torni al diritto internazionale, torni alla civilta'.
Insorga nonviolentemente il popolo italiano per affermare la legalita' che salva le vite, per far cessare la strage degli innocenti nel mar Mediterraneo.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Finisca il tempo dei lupi, cominci il tempo dell'umanita'.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Chi salva una vita, salva il mondo".
*
Nel ricordo e alla scuola di Tullio Vinay le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta condiviso il seguente appello:
"Abrogare immediatamente tutte le infami e scellerate misure razziste imposte dal governo della disumanita'.
Soccorrere tutte le persone in pericolo, salvare tutte le vite.
Far cessare immediatamente tutte le persecuzioni, lo schiavismo e l'apartheid in Italia.
Tornare alla Costituzione repubblicana antifascista.
Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.
Riconoscere il diritto di voto, e tutti i diritti sociali, civili e politici, a tutte le persone che vivono nel nostro paese.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere".

26. GIORGINA ARIAN LEVI

Il 3 settembre 2011 moriva Giorgina Arian Levi, storica e militante del movimento operaio.
Con gratitudine la ricordiamo.

27. ELIO CHINOL

Il 3 settembre 1996 moriva Elio Chinol, docente, saggista, traduttore.
Con gratitudine lo ricordiamo.

28. EMILIO COMBA

Il 3 settembre 1904 moriva Emilio Comba, pastore valdese e storico.
Con gratitudine lo ricordiamo.

29. CARLO ALBERTO DALLA CHIESA ED EMANUELA SETTI CARRARO

Il 3 settembre 1982 morivano Carlo Alberto dalla Chiesa ed Emanuela Setti Carraro, assassinati dalla mafia.
Con gratitudine li ricordiamo.

30. FAUSTO GULLO

Il 3 settembre 1974 moriva Fausto Gullo, militante del movimento operaio, antifascista, costituente, legislatore.
Con gratitudine lo ricordiamo.

31. GEORG HORNSTEIN

Il 3 settembre 1942 moriva Georg Hornstein, combattente antifascista, assassinato dai nazisti a Buchenwald.
Con gratitudine lo ricordiamo.

32. VIKTOR NEKRASOV

Il 3 settembre 1987 moriva Viktor Nekrasov, scrittore e dissidente.
Con gratitudine lo ricordiamo.

33. LEANDRO PUCCETTI

Il 3 settembre 1944 moriva Leandro Puccetti, partigiano, ucciso dai nemici dell'umanita'.
Con gratitudine lo ricordiamo.

34. SILVIO RAVERA

Il 3 settembre 2003 moriva Silvio Ravera, partigiano, prete, scrittore.
Con gratitudine lo ricordiamo.

35. JACQUELINE RISSET

Il 3 settembre 2014 moriva Jacqueline Risset, docente e critica letteraria, poetessa, saggista, traduttrice.
Con gratitudine la ricordiamo.

36. GASTONE ROSSI

Il 3 settembre 1944 moriva a sedici anni Gastone Rossi, partigiano, ucciso dai nemici dell'umanita'.
Con gratitudine lo ricordiamo.

37. JEAN ROSTAND

Il 3 settembre 1977 moriva Jean Rostand, scienziato e umanista.
Con gratitudine lo ricordiamo.

38. CLAUDIO SABATTINI

Il 3 settembre 2003 moriva Claudio Sabattini, militante del movimento operaio, dirigente sindacale.
Con gratitudine lo ricordiamo.

39. PIERANTONIO SANDRI

Il 3 settembre 1995 moriva Pierantonio Sandri, assassinato dalla mafia.
Con dolore che non si estingue lo ricordiamo.

40. PIERO SRAFFA

Il 3 settembre 1983 moriva Piero Sraffa, economista illustre.
Con gratitudine lo ricordiamo.

41. MARIO TIENGO

Il 3 settembre 2010 moriva Mario Tiengo, medico, scienziato, docente, particolarmente impegnato nella terapia del dolore.
Con gratitudine lo ricordiamo.

42. STASIMO I. STANOTTE

Stanotte l'ho passata all'ospedale
seduto al fianco di un mio vecchio amico
che sta lottando per vincere il male
i tubi nel braccio e nel naso
mi guarda negli occhi e sorride
mi sembra l'umanita' che resiste

Da un'altra stanza del reparto al buio
continua una voce di donna a gridare
aiuto aiuto aiuto

43. STASIMO II. LA GENTE CHE MUORE

I.

Aspettano l'estate d'autunno e' troppo triste
con le foglie che cadono col vento che le spazza
e le solleva in mulinelli con la polvere
e tutto e' polvere e puzza di piscio di gatto
allora preferiscono d'estate
e intasano le linee telefoniche
hai saputo che tizio hai sentito di caio
e sempronia e tulliola e lenegedanta'
e ogni volta senti lo scricchiolio
e non sai se del mondo o delle ossa

Scadono come le scatolette i barattoli
gl'incarti finiti nel fondo del frigorifero
scadono come si cade dalle scale
come la vita nei trattati di filosofia
dell'esistenza del secolo vigesimo
e tu resti con questo sapore di muffa
nella stanza che si svuota e si riempie
di tarme di ricordi e scarafaggi
di macchie sul muro di zanzare
troppo audaci anche per essere zanzare

Ogni cosa si trasforma in imbuti
in imbuti che danno su altri imbuti
in finestre senza monadi
senza menadi senza mandorle
in vincastri in incastri in lucchetti
ed orazioni funebri inventate
dopo un cicchetto e un cicchetto ancora
finche' la lingua si scioglie
mentre la carne che fu viva si fa cenere

Muoiono sempre a tradimento
a ufo a tricchetracche
non avvisano mai non dicono niente
oppure rompono le scatole per anni
e poi smettono di botto e allora si'
che ti rompono le scatole davvero
gaglioffi sarchiaponi sarpedonti
me li ricordo quando manipolavano serpenti
dipinti in locali piu' che equivoci
me li ricordo col frac e col cilindro
e poi di colpo morti a tradimento

Io li guardo da lontano io ci tengo
ad andare a tutti i funerali
nell'ultima fila mi piazzo
e dentro me stracanto canzonacce
la morte me ne frego a me la morte
mi fa un baffo per non dir di peggio
ed e' una cosa che riguarda gli altri
quando sara' il mio turno me ne frego
io smettero' di esserci e lei si trovera'
col solito pugno di mosche la babbea
ad avere paura della sua ombra
del suo ombrello con l'uncino col fosforo
delle tigri sognate la morte
stupida torpida divoratrice
di niente fatto di niente
che si crede di essere chissacchi'
ed e' solo la morte sola come un cane
senza scacchi senza cavaliere

La gente che muore e che mi offende
che muoia che precipiti nel niente
che colmi l'abisso del mio cuore
finche' il dolore e' troppo e allora anch'io

II.

Non accettarlo
tu salva le vite

Non accettarlo
tu contrasta la morte

Non accettarlo
anche se e' il solo vero

Resta vivo tieni acceso il fuoco
nel buio del deserto resta sveglio
nel tuo turno di guardia
passa la borraccia frangi e dividi il pane
di' due parole di calore di conforto
foss'anche solo un fantasma che passa
fossi anche solo un fantasma tu
tieni acceso il fuoco e resta sveglio

44. STASIMO III. IMPOSTURE

I.

Quello che si mette la maschera afferra il martello e

Quello che getta la maschera afferra la scimitarra e

Quello che gli affari sono affari e la polverina  e' solo polverina

Quello che se non lo facessi io lo farebbe qualcun altro

Quello che ha letto Prevert e quello che non sa di averlo letto

Quello che allora tricolora e fa strage di naufraghi nel Mediterraneo

E quello che guarda e pensa se ci sia modo di cavarci
qualche picciolo qualche prebenda
che la vecchiaia si avvicina

II.

Finalmente piove
e tutta la polvere tutta la muffa tutto il sangue versato dilava

Finalmente piove
e finisce l'estate piu' calda del secolo
presto cominceranno i saldi

Finalmente piove e la pioggia ti sgretola
e finalmente scoli via la fai finita
di cianciare che e' la sola cosa che sai fare

Piove ruggine e acido
piove mastice e parole
piove rabbia scabbia peste
frammenti di vetro e di specchi
di fole

La pioggia spegne tutte le candele
si resta al buio al freddo alla paura
e presto sul piazzale dell'appello

III.

Se anche conoscessi tutte le lingue del mondo
ma non provassi pieta' di quei miseri

Se anche avessi sacchi e sacchi di pepite d'oro
ma non ti ubriacassi mai con loro

Se anche vestissi di fustagno e di perle
e di stivali d'acciaio lucente

Se anche pensassi i pensieri che solo Prometeo
dopo mill'anni si decise a pensare
col fegato in fiamme

Non avessi mai visto un orologio
non avessi mai camminato sulle acque
non sapessi cosa ti attende

IV.

Solo la paura e le parole nient'altro
il mondo? un quadro di Magritte
la gente? un niente chiassoso che slitta sul niente
la storia? poche storie per favore
solo le parole per contrastare la paura
la paura del nient'altro

V.

Quale voce qui parla?
Perche' non la riconosco?
Perche' mi sembra di conoscerla di ricordarla?
Perche' questa radura senza bosco?

45. VENT'ANNI DI NONVIOLENZA IN CAMMINO

Nell'agosto 2000 iniziavamo le pubblicazioni di questo notiziario telematico quotidiano.
Dapprima solo per accompagnare la preparazione della marcia Perugia-Assisi di quell'anno.
Poi proseguimmo. E con qualche pausa - di giorni o settimane - dovuta a guasti tecnici, e con una pausa di alcuni mesi in un anno di grande fatica, siamo ancora qui.
Tra la prima serie con la testata "La nonviolenza e' in cammino", la seconda serie delle "Notizie minime della nonviolenza in cammino" e questa attuale dei "Telegrammi della nonviolenza in cammino", abbiamo pubblicato migliaia e migliaia di numeri, cui si sono aggiunti i vari supplementi tematici.
E' servito a qualcosa? Serve tuttora a qualcosa? Ce lo chiediamo sovente.
*
Molte cose sono cambiate in questo lasso di tempo. Le forme della comunicazione in primo luogo.
Molte cose sono peggiorate in modo e misura tali che anche degli inveterati pessimisti come noi ne sono, ne siamo, restati sgomenti.
Molto e' quindi da fare per contrastare l'orrore, ed e' una buona ragione per non sottrarsi ai propri doveri di animali razionali, di esseri umani.
Tra questi doveri puo' esserci anche continuare a redigere questo foglio? Chissa'. Serve esso a qualcosa o a qualcuno? Chissa'.
E comunque: questo notiziario e' una cosa malvagia, o in qualche modo giova al male? Non crediamo, o perlomeno speriamo di no.
*
Neminem laedere.
De omnibus disputandum.
Nihil humani a me alienum puto.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; per la liberazione dell'umanita' intera; per la difesa di quest'unico mondo vivente unica casa comune dell'umanita'.
La nonviolenza e' in cammino.

46. IN BREVE

Allineiamo alcuni fatti.
1. La frattura tra le due forze politiche razziste e totalitarie.
2. La caduta del governo responsabile di crimini contro l'umanita' e di attentato contro la Costituzione.
3. L'ormai probabile formazione di un nuovo governo in cui sara' presente una sola forza politica razzista e totalitaria in alleanza con alcune forze politiche - il Pd, Leu - non fasciste.
4. La possibilita' che siano finamente revocate le piu' scellerate e mostruose misure razziste imposte dal precedente governo.
5. La prospettiva che le due forze politiche razziste e totalitarie, una volta separate, siano fagocitate l'una dai redivivi berlusconiani e l'altra dai redivivi renziani.
6. L'urgenza di intensificare l'impegno in difesa della Costituzione repubblicana, dello stato di diritto, della democrazia, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Allineiamo alcuni compiti.
1. La lotta contro il razzismo, per la democrazia planetaria e i diritti umani di tutti gli esseri umani.
2. La lotta contro la distruzione della biosfera.
3. La lotta contro il modo di produzione intrinsecamente schiavista e onnidistruttivo.
4. La lotta per la pace e il disarmo.
5. La lotta contro il maschilismo, prima radice e primo paradigma di ogni violenza e oppressione.
6. La lotta contro la barbarie dilagante veicolata da tecnologie - e forme di comunicazione ed organizzazione sociale - intrinsecamente tendenzialmente totalitarie, deresponsabilizzanti, disumananti.
*
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.

47. MAJIDA BOULILA

Il 4 settembre 1952 moriva Majida Boulila, militante anticolonialista e per i diritti delle donne.
Con gratitudine la ricordiamo.

48. HENRI-MARIE DE LUBAC

Il 4 settembre 1991 moriva Henri-Marie de Lubac, teologo.
Con gratitudine lo ricordiamo.

49. NICCOLO' GALLO

Il 4 settembre 1971 moriva Niccolo' Gallo, critico letterario e militante del movimento operaio.
Con gratitudine lo ricordiamo.

50. WOLFHART PANNENBERG

Il 4 settembre 2014 moriva Wolfhart Pannenberg, teologo.
Con gratitudine lo ricordiamo.

51. ERNST FRIEDRICH SCHUMACHER

Il 4 settembre 1977 moriva Ernst Friedrich Schumacher, economista, autore di un libro, Piccolo e' bello, che tutti abbiamo letto.
Con gratitudine lo ricordiamo.

52. ALBERT SCHWEITZER

Il 4 settembre 1965 moriva Albert Schweitzer, amico dell'umanita'.
Con gratitudine lo ricordiamo.

53. RONALD SYME

Il 4 settembre 1989 moriva Ronald Syme, storico illustre.
Con gratitudine lo ricordiamo.

54. RICORDANDO ALBERT SCHWEITZER

Ricorrendo l'anniversario della scomparsa di Albert Schweitzer, il 4 settembre 2019 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" si e' svolta una commemorazione del grande amico dell'umanita', commemorazione che e' stata altresi' occasione per riflettere sui compiti dell'ora delle persone amiche della nonviolenza, con particolar riferimento alla situazione internazionale ed alla situazione italiana attuale.
Il discorso commemorativo e' stato tenuto dal responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, che ha rievocato la figura, l'azione, le opere e il pensiero dell'indimenticabile filantropo, e che proprio alla luce della riflessione, dell'azione, della testimonianza di Schweitzer, ha proposto alcune piste d'impegnativa riflessione sulla e nella situazione presente.
*
Una minima notizia su Albert Schweitzer
Albert Schweitzer, nato a Kaysersberg il 14 gennaio 1875, insigne filantropo, e' stato filosofo e teologo, pastore evangelico, organista, illustre studioso di Bach, medico a Lambarene' nell'ospedale da lui stesso fondato nella foresta africana, promotore dell'impegno contro le armi atomiche; ha pubblicato opere di teologia, filosofia e musicologia; premio Nobel per la pace nel 1952; e' scomparso a Lambarene' il 4 settembre 1965.
*
Una riflessione sull'oggi
Ricordare Albert Schweitzer significa porsi alla sua scuola, proseguirne la trama di ragionamenti, proseguirne l'opera nonviolenta per il bene comune dell'umanita'.
E cosi' questa commemorazione e' intrinsecamente un'occasione di riflessione e di esame di coscienza su noi stessi e sui nostri compiti attuali.
*
1. I compiti dell'ora
Dopo un "annus horribilis", di infame omissione di soccorso e di persecuzioni scellerate, e' finalmente caduto il governo razzista e golpista; ma e' caduto non grazie alla lotta antirazzista del popolo italiano, ne' grazie all'intervento della magistratura o delle istituzioni democratiche internazionali contro i crimini mostruosi da quel governo commessi, bensi' soltanto per i conflitti interni alle due forze politiche razziste e totalitarie che lo componevano, e piu' particolarmente perche' dopo un anno di insaziabile saccheggio del pubblico erario le mirabolanti promesse di abolizione delle tasse e di regalie generalizzate si scontravano con la necessita' di una legge finanziaria che quelle menzogne avrebbe smascherato. E tuttavia, anche se solo per risse intestine tra predoni, il governo razzista e golpista e' finalmente caduto. E questo e' comunque un bene.
Ora occorre avviare una transizione che porti di nuovo alla democrazia e alla legalita' costituzionale, ed a tal fine occorre:
I. abrogare immediatamente tutte le infami e scellerate misure razziste imposte dal governo della disumanita';
II. soccorrere tutte le persone in pericolo, salvare tutte le vite;
III. far cessare immediatamente tutte le persecuzioni, lo schiavismo e l'apartheid in Italia;
IV. tornare al pieno rispetto della Costituzione repubblicana antifascista;
V. riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro;
VI. riconoscere il diritto di voto, e tutti i diritti sociali, civili e politici, a tutte le persone che vivono nel nostro paese;
VI. non dimenticare mai che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta';
VII. non dimenticare mai che salvare le vite e' il primo dovere.
*
2. Una contraddizione in termini
Nel nuovo governo permangono personaggi - lo stesso presidente del consiglio - che hanno fatto parte del governo razzista e golpista ora caduto, e che in quanto tali sono corresponsabili dei crimini contro l'umanita' e dell'attentato contro la Costituzione, i delitti piu' colossali da quel governo commessi.
E' bene che le competenti magistrature intervengano, e che questi personaggi siano al piu' presto esclusi per sempre non solo dall'esecutivo, ma anche da tutti i pubblici uffici.
Chiunque capisce che la transizione da un regime razzista e golpista alla democrazia e al ripristino della legalita' costituzionale non e' cosa che avvenga in laboratorio, ma nel vivo di conflitti e contraddizioni, e finanche tra ambiguita', confusioni ed incertezze. Fu cosi' anche alla caduta del fascismo, con il mantenimento nelle loro posizioni di potere di tanta parte dei funzionari del regime; ma chiunque capisce anche che almeno i gerarchi del regime, almeno i responsabili primi delle persecuzioni e delle omissioni di soccorso, devono essere allontanati per sempre dal governo della cosa pubblica.
E quindi vi e' qui una contraddizione che non ci stancheremo di segnalare.
Come non ci stancheremo di ricordare e denunciare e contrastare l'orrore dei lager libici e la strage degli innocenti nel Mediterraneo che tuttora continuano; come non ci stancheremo di ricordare e denunciare e contrastare il regime di segregazione e di schiavitu' in Italia che tuttora continua.
Lo ripetiamo ancora, e ancora: sia riconosciuto a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro; sia riconosciuto il diritto di voto, e tutti i diritti sociali, civili e politici, a tutte le persone che vivono nel nostro paese.
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3. "L'autobiografia della nazione"
L'orribile vicenda di quest'ultimo anno ha confermato che il fascismo e' un rischio immanente alla societa' italiana; che e' - per usare ancora una volta la formula gobettiana - "l'autobiografia della nazione": e quindi l'impegno antifascista non e' un'esperienza del passato da consegnare alla storia una volta per tutte, ma un dovere costante di ogni persona di volonta' buona: ieri, oggi, domani.
Non solo: se il fascismo - il razzismo, il totalitarismo - puo' tornare in una societa' cosi' meticcia come quella italiana, che fin dall'antichita' e' frutto dell'incontro e della convivenza di cosi' tanti popoli e culture e che reca nel suo patrimonio monumentale le tracce meravigliose di questa ricchezza di esperienze culturali e civili, a maggior ragione esso e' un rischio per l'umanita' intera, poiche' in ogni luogo del mondo il fascismo puo' nuovamente irrompere nella storia a far scempio dell'umanita', ed oggi con risorse distruttive di gran lunga maggiori, immensamente, sciaguratamente maggiori, di quelle di cui disponevano Mussolini e Hitler.
Ne discende che l'impegno antifascista, il riconoscimento dell'umanita' di tutti gli esseri umani, la civilta' come universale benevolenza e cura per il bene comune, costituiscono il primo dovere di ogni persona e di ogni umano istituto. Chiamiamo nonviolenza questa piena consapevolezza; la nonviolenza e' l'antifascismo concreto e coerente, persuaso e adeguato, nitido e intransigente, dell'epoca presente, del tempo scaturito dagli orrori di Auschwitz e di Hiroshima, dell'umanita' vivente ed avvenire.
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4. L'umanita' e la tecnica
Le nuove tecnologie possono essere utilizzate a fini di solidarieta' e di liberazione, ma recano anche rischi impliciti di totalitarismo: la presunzione che il sapere (l'apprendimento, il linguaggio, il ragionamento, la comunicazione e la deliberazione) possano esser delegati alle macchine e non essere invece impegno diuturno degli esseri umani; col conseguente delirio di onnipotenza, l'adorazione della tecnologia come feticcio, la deresponsabilizzazione e l'autoinflitto degrado intellettuale, morale e civile.
I piu' grandi pensatori e le piu' grandi pensatrici del Novecento, da Guenther Anders a Bertrand Russell, da Martin Buber a Emmanuel Levinas, da Rosa Luxemburg a Franca Ongaro Basaglia, da Simone Weil a Hannah Arendt, ci hanno chiarito quanto grande e irreversibile sia il pericolo e messo in guardia dal cadere in una barbarie tecnologicamente avanzata e proprio per questo ancor piu' ferina.
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5. "Le tre verita' di Hiroshima"
E in questo mondo interconnesso e periclitante sull'orlo dell'abisso, ripetiamo ancora una volta quelle "tre verita' di Hiroshima" che l'indimenticabile padre Balducci argomento' con rigore logico e persuasione morale ineguagliabili: che il genere umano ha un unico destino di vita o di morte; che ormai l'imperativo morale della pace e' arrivato a coincidere con l'istinto di conservazione; che la guerra e' uscita per sempre dalla sfera della razionalita'.
Ripetiamo ancora una volta con padre Balducci che e' necessario essere un'umanita' planetaria, l'orizzonte della cui responsabilita' coincide con l'intero mondo vivente; che e' necessaria la scelta della nonviolenza.
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6. Ergo
E quindi riproponiamoci ancora una volta i doveri piu' urgenti, i doveri irrinunciabili:
a) la lotta contro il razzismo, per la democrazia planetaria e i diritti umani di tutti gli esseri umani;
b) la lotta contro la distruzione della biosfera;
c) la lotta contro il modo di produzione intrinsecamente schiavista e onnidistruttivo;
d) la lotta per la pace e il disarmo;
e) la lotta contro il maschilismo, prima radice e primo paradigma di ogni violenza e oppressione;
f) la lotta per la condivisione della conoscenza e dei beni, per la condivisione della responsabilita' e della solidarieta'; contro la barbarie dilagante veicolata da tecnologie - e forme di comunicazione ed organizzazione sociale - intrinsecamente tendenzialmente totalitarie, asservitrici, deresponsabilizzanti, disumananti.
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7. Hic et nunc, quid agendum
Alla scuola di Albert Schweitzer rinnoviamo l'impegno in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
Alla scuola di Albert Schweitzer rinnoviamo l'impegno per la liberazione comune dell'umanita'.
Alla scuola di Albert Schweitzer rinnoviamo l'impegno per la salvaguardia di quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
Sii tu il buon samaritano.
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.
Chi salva una vita salva il mondo.

55. IL NUOVO GOVERNO E NOI. UN RAGIONAMENTO IN POCHE PAROLE

Il nuovo governo e' composto per meta' di adepti di un partito razzista e totalitario (incluso lo stesso presidente del Consiglio dei ministri), e per l'altra meta' di persone perlomeno democratiche e civili.
La speranza e' che la parte democratica e civile riesca a sconfiggere la barbarie della parte sua alleata, ed a ripristinare la legalita' costituzionale.
Il primo, e decisivo, banco di prova sara' l'abrogazione delle scellerate misure razziste imposte nell'ultimo anno dal governo della disumanita' caduto da qualche settimana e nominalmente guidato (il vero dominus essendo stato il "fascistissimo" ministro plenipotenziario) dal medesimo inquilino di palazzo Chigi del nuovo governo. Senza l'immediata abrogazione di quelle misure infami e scellerate, la barbarie razzista, il regime di apartheid e schiavitu', le persecuzioni di innocenti e l'omissione di soccorso proseguiranno, proseguira' la strage degli innocenti nel Mediterraneo, e proseguira' da parte del nuovo governo la commissione di crimini contro l'umanita' e l'attentato contro la Costituzione che hanno caratterizzato il governo precedente. Cosi' non sia.
Anche noi vogliamo sperare che la parte non razzista e non totalitaria del nuovo governo prevalga sulla parte fascista.
E, da parte nostra, continueremo a denunciare il razzismo e il fascismo, e continueremo quindi ad impegnarci per i seguenti immediati, irrinunciabili obiettivi:
- abrogare immediatamente tutte le infami e scellerate misure razziste imposte dal governo della disumanita';
- soccorrere tutte le persone in pericolo, salvare tutte le vite;
- far cessare immediatamente tutte le persecuzioni, lo schiavismo e l'apartheid in Italia;
- tornare alla Costituzione repubblicana antifascista;
- riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro;
- riconoscere il diritto di voto, e tutti i diritti sociali, civili e politici, a tutte le persone che vivono nel nostro paese;
- allontanare per sempre dal governo della cosa pubblica i responsabili di crimini contro l'umanita';
- che i responsabili di crimini contro l'umanita' e di attentato contro la Costituzione siano chiamati a rispondere dei loro delitti nei tribunali della Repubblica.
Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.

56. NEERJA  BHANOT

Il 5 settembre 1986 moriva Neerja Bhanot, assistente di volo, assassinata durante un dirottamento dopo esser riuscita a salvare molte vite umane.
Con gratitudine la ricordiamo.

57. EMILIO CECCHI

Il 5 settembre 1966 moriva Emilio Cecchi, critico e saggista.
Con gratitudine lo ricordiamo.

58. OTTAVIO CECCHI

Il 5 settembre 2005 moriva Ottavio Cecchi, militante del movimento operaio, resistente, giornalista e scrittore.
Con gratitudine lo ricordiamo.

59. EDOARDO CECERE

Il 5 settembre 1944 moriva Edoardo Cecere, partigiano, assassinato dai nemici dell'umanita'.
Con gratitudine lo ricordiamo.

60. CARLO M. CIPOLLA

Il 5 settembre 2000 moriva Carlo M. Cipolla, storico dell'economia.
Con gratitudine lo ricordiamo.

61. LUIGI CIPRIANI

Il 5 settembre 1992 moriva Luigi Cipriani, militante del movimento operaio.
Con gratitudine lo ricordiamo.

62. MICHELE ARCANGELO DE PALO

Il 5 settembre 1944 moriva Michele Arcangelo De Palo, partigiano, ucciso dai nemici dell'umanita'.
Con gratitudine lo ricordiamo.

63. VELSO MUCCI

Il 5 settembre 1964 moriva Velso Mucci, scrittore e militante del movimento operaio.
Con gratitudine lo ricordiamo.

64. LEWIS NKOSI

Il 5 settembre 2010 moriva Lewis Nkosi, scrittore e militante antirazzista.
Con gratitudine lo ricordiamo.

65. ITALO PIETRA

Il 5 settembre 1991 moriva Italo Pietra, comandante partigiano, giornalista e saggista.
Con gratitudine lo ricordiamo.

66. JOAN PUIG ELIAS

Il 5 settembre 1972 moriva Joan Puig Elias, educatore, militante anarchico, resistente antifascista.
Con gratitudine lo ricordiamo.

67. GEORG SOLTI

Il 5 settembre 1997 moriva Georg Solti, illustre direttore d'orchestra.
Con gratitudine lo ricordiamo.

68. MADRE TERESA DI CALCUTTA

Il 5 settembre 1997 moriva madre Teresa di Calcutta, religiosa, soccorritrice dei piu' fragili ed oppressi.
Con gratitudine la ricordiamo.

69. JEFFERSON THOMAS

Il 5 settembre 2010 moriva Jefferson Thomas, militante antirazzista, uno dei "Little Rock Nine".
Con gratitudine lo ricordiamo.

70. ANGELO VASSALLO

Il 5 settembre 2010 moriva Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, assassinato dalla camorra.
Con gratitudine lo ricordiamo.

71. TRE TRAGEDIE, TRE INTERVENTI, TRE PRINCIPI

Tre tragedie
La strage degli innocenti nel Mediterraneo.
I lager libici.
La schiavitu' in Italia.
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Tre interventi
Primo: soccorrere tutti i naufraghi, e non solo: consentire a tutte - tutte - le persone di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro. Cosi' annientando il lucrosissimo mercato criminale dei trafficanti di esseri umani.
Secondo: liberare e portare in salvo in Italia tutti i prigionieri dei lager libici: se necessario pagando sia al governo di Tripoli, sia al generale Haftar, un compenso affinche' non lo impediscano, ma anzi cooperino a tal fine.
Terzo: riconoscere subito a tutte le persone che vivono in Italia tutti i diritti sociali, civili, politici, a partire dal diritto di voto. Abolire il cosiddetto "reato di clandestinita'" riconoscendo che chiunque si trovi in Italia deve avere tutti i diritti e i doveri di ogni altra persona. Far valere su tutto il territorio italiano i diritti di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Liberare l'Italia dalla schiavitu'.
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Tre principi
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e' il primo dovere.

72. LA SINISTRA NECESSARIA

Femminista, ecologista, socialista e libertaria, nonviolenta.

73. RACCONTI CRUDELI DELLA CITTA' DOLENTE. OMERO DELLISTORTI: PER NON BUSCARMI IL CANCRO

Lo faccio a fini terapeutici, ecco perche'. L'ho letto su una rivista, una volta che ero dal dentista, o dall'avvocato, che ne so.
Su quella rivista c'era un professorone con la fotografia a tutta pagina col camice bianco e tutto e la didascalia, e l'intervista che non l'ho letta tutta perche' era troppo lunga. E a farla breve 'sto professorone tedesco, o americano, o milanese, che ne so, diceva che era tutta colpa delle repressioni, che la gente si ammalava per questo, perche' si reprimeva. Io poi sono sempre stato contro la repressione, prima ancora di sapere che c'era una ragione scientifica, cioe' scientifica di carattere medico, non solo per via del materialismo storico che da giovane ero comunista pure io, non se l'immaginava, eh? Lo so che non se l'immaginava, e invece ero comunista pure io, da giovane. Poi dopo l'ho capito che erano tutte fesserie, la gente sono lupi e il pesce grosso mangia il pesce piccolo ed e' sempre stato cosi' e allora io che sono il principe dei fessi che mi piace fare il pesce piccolo? Neanche per idea, a me mi piace fare il pesce grosso, il pescecane, il lupo mi piace fare. Pero' non e' che mi dispiace che da giovane ero comunista, eh, sono cose da giovani, quando si e' insieme idealisti e materialisti, ma che glielo dico a fare a lei, che se e' stato giovane da mo' che se lo e' scordato. Con quella trippa, con quella faccia. Se poi e' stato giovane, che magari era questurino gia' allora, eh? Ho ragione, eh? Magari e' comunista adesso, eh?
Insomma, 'sto professorone, che bisognerebbe proprio dargli il Premio Nobel, il Premio Oscar, quello che e', che ne so io, che magari glielo hanno pure dato, e' possibile tutto, lo danno a certa gente, diceva che uno non si doveva reprimere, senno' ti viene il cancro. Sissignore, il cancro ti viene. E io il cancro non me lo voglio far venire. Manco per sogno. Me ne frego io, io penso alla salute, la salute e' la prima cosa.
C'entra, c'entra: e' una cosa psicosomatica, che vuol dire che l'essere umano non e' solo un pupazzo di ciccia, ma ci ha anche lo spirito, che sarebbe il cervello e il sistema nervoso, il pensiero, le emozioni e tutta quell'officina li' con tutti quei pezzi che da fuori non si vedono ma ci stanno, solo che sono troppo piccoli per essere visti, apposta si chiamano atomi, e questa e' scienza, mica ciappole. Ma lei che ne sa, che fa 'sto lavoro che non dico di che e' fatto per parlare con rispetto, pero' glielo leggo negli occhi - io sono pure un po' stroligo, gioco a poker - e negli occhi le leggo che lei si' e no guarda la televisione e se fa le parole crociate e' grasso che cola e scommetto che non ne ha mai finita una. Non dico per offendere, eh, dico cosi' perche' bisogna dire sempre la verita', uno non si deve reprimere, che ti piglia il cancro se ti reprimi.
Allora, dove eravamo? Ah si', a fini terapeutici, l'ho fatto. E' il diritto alla salute, bene costituzionalmente protetto. Lo sa che e' la Costituzione? E' la legge delle leggi, che se una legge va contro la Costituzione allora e' incostituzionale e non vale un soldo bucato. La Costituzione dice che ci ho il diritto alla salute, cioe' di non ammalarmi. E io applico la Costituzione della Repubblica Italiana tutto con le iniziali maiuscole, che e' una gran legge dico io e c'e' gente che ci e' morta per sconfiggere il fascismo e darci la Repubblica e la Costituzione, che io allora dico giu' il cappello, giu' il cappello porca miseria.
E adesso, sor coso, senta bene che le dico, io le dico che la diffido; sissignore, la diffido formalmente: perche' se lei intigna a volermi incriminare per la mia lotta contro il cancro io mi appello alla Corte Costituzionale, ad Annesti Internesciona, alla Nato e all'Oemme e esse, che lei neppure sa che sia, ci scommetto sopra pure il rolex e le brache ci scommetto, che ne so io. Le faccio passare un guaio, vedi tu se non ti faccio passare un guaio.
Che pero' siccome sono uno di buon cuore facciamo cosi': quello che c'e' nel borsone facciamo mezzo per uno, e ti do' pure 'sto saccone dell'immondizia per metterci dentro la parte tua, buio com'e' tu non mi hai visto che sei arrivato che io ero gia' fuggito chissa' dove nel cuore della notte tenebrosa, fai contenta tua moglie una volta tanto che gli porti 'sto ben di dio oppure lo rivendi prima che tanto ce lo sai pure tu chi se lo compra a occhi e becco chiusi, e ognuno per la sua strada. Conto fino a tre e scegli. E fatti furbo. E pensa alla salute pensa, zuccone.

74. RACCONTI CRUDELI DELLA CITTA' DOLENTE. OMERO DELLISTORTI: COME DIVENTAI MINISTRO DEGLI ESTERI

Ma no, meglio non scriverlo.
Dovesse capitare sotto gli occhi della mamma.

75. RACCONTI CRUDELI DELLA CITTA' DOLENTE. OMERO DELLISTORTI: COME DIVENTAI UN SEVIZIATORE PROFESSIONALE

Fin da giovane avrei voluto fare qualcosa, avrei voluto diventare qualcuno.
Dopo aver fatto il segretario di partito, il ministro dell'interno, le dirette feisbucche, eccetera eccetera, la vita non aveva piu' sorprese, non trovavo piu' gusto in niente. Come i Rollisto'.
Fu un periodo di tristezza, di nausea, di nostalgia. Passavo le giornate a guardare la televisione e in televisione io non c'ero mai. Una noia mortale. E poi non mi telefonava nessuno mentre invece prima ci avevo otto telefonini e otto persone che reggevano i telefonini e rispondevano per me piu' un nono che col telefonino mi riprendeva in tempo reale per i social.
Di colpo ero solo, come Robbinzo Cruso. E senza neppure Venerdi' (bella battuta, no?). Mi cercava solo la magistratura, che pussa via.
Allora, siccome sono uno che non molla, mi inventai questo mestiere, che da' grandi soddisfazioni. E ci ho una clientela di prima scelta e i soldi adesso mi escono dalle orecchie, che volendo potrei pure pagare quel debituccio li' del partito che pero' non lo pago per una questione di principio, sono una persona di principi io, e lo dico da ministro emerito, da papa' e da seviziatore professionale. Mi avete visto su Iutubbe? Forte, eh? E e' tutto vero, il sangue e tutto.

76. RACCONTI CRUDELI DELLA CITTA' DOLENTE. OMERO DELLISTORTI: A PROPOSITO DI TATUAGGI

A proposito di tatuaggi, ai miei tempi i tatuaggi significavano qualcosa, un dolore e un giuramento. Odoravano del sangue che era stato versato e di quello che sarebbe stato versato a tempo debito.
E chi aveva un tatuaggio era stato in galera o su una nave, che era peggio della galera (che poi la galera all'inizio era proprio una nave), e conosceva la frusta e la promiscuita', e quando si vestiva il primo indumento era il coltello, e le infezioni.
Adesso nulla significa piu' niente, si riempiono la pelle di schifezze le brave ragazze di buona famiglia per andare in discoteca travestite da Rocky Horror, e i ragazzini che copiano i calciatori che copiano i cartoni animati, che non ce n'e' uno che abbia mai visto la fame o la morte in faccia. Che buffonata.
E' per questo che mi apposto fuori dai locali notturni e quando escono da soli una botta col tubo di piombo, li tiro su nel pick-up e via, li porto in cantina, li lego come si deve e gli racconto la storia di Marsia prima di passare alla parte sperimentale.
Che si deve fare per non annoiarsi quando si vive soli e si ha una certa eta'. E si cerca di dare un senso al mondo, o almeno alla vita.

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ARCHIVI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XX)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com
Numero 346 del 3 novembre 2019
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