[Nonviolenza] La nonviolenza contro il razzismo. 137



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LA NONVIOLENZA CONTRO IL RAZZISMO
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XX)
Numero 137 del 5 febbraio 2019

In questo numero:
1. Conferenza di presentazione dell'appello "Jan Palach e Jerry Prince" e della memoria "Ad adiuvandum"
2. Marco Grasso e Irene Novaro: Morte di Jerry, via all'inchiesta per istigazione al suicidio
3. "Alessandria news": Sulla morte di Prince Jerry indaga la Procura
4. One Billion Rising 2019: Partecipa con noi al flash mob mondiale di febbraio
5. Per sostenere il centro antiviolenza "Erinna"
6. Sostenere la Casa internazionale delle donne di Roma

1. L'ORA. CONFERENZA DI PRESENTAZIONE DELL'APPELLO "JAN PALACH E JERRY PRINCE" E DELLA MEMORIA "AD ADIUVANDUM"

La mattina di martedi' 5 febbraio 2019 a Viterbo presso la sede del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo si e' svolta una conferenza di presentazione dell'appello "Jan Palach e Jerry Prince" rivolto al Presidente della Repubblica, e della memoria "Ad adiuvandum" inviata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato (ambedue i documenti sono allegati in calce).
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Il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini (che negli anni Ottanta del secolo scorso coordino' per l'Italia la principale campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano, e che promosse il primo convegno nazionale di studi dedicato alla figura e all'opera di Primo Levi all'indomani della scomparsa del grande testimone della dignita' umana), ha illustrato i due testi e ricostruito il contesto e le ragioni da cui scaturiscono.
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La situazione e' quella di un paese democratico in cui tragicamente e' al potere un governo razzista e golpista che sta commettendo flagranti crimini contro l'umanita'.
Questo orrore - che si concretizza innanzitutto nella scellerata omissione di soccorso dei naufraghi nel Mediterraneo cui viene negato approdo in porto sicuro in Italia, ed in abominevoli persecuzioni razziste in palese violazione della carta costituzionale del nostro paese - deve essere contrastato da ogni persona di volonta' buona e da tutte le istituzioni democratiche italiane fedeli alla Costituzione della Repubblica e quindi rispettose dei diritti umani di tutti gli esseri umani; non solo: questo orrore deve essere contrastato da tutte le istituzioni internazionali di cui l'Italia fa parte, dall'Onu all'Unione Europea, che nelle loro Carte dichiarano il dovere di difendere la democrazia e i diritti umani.
Per questo da mesi la struttura nonviolenta viterbese ha adito varie magistrature italiane ed internazionali (e' di pochi giorni fa il significativo riscontro da parte della Procura della Corte penale internazionale di ricezione della denuncia) e si e' rivolta altresi' a varie istituzioni internazionali (significativi analoghi riscontri di ricezione degli esposti presentati il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" ha ricevuto nelle scorse settimane da organi sia dell'Unione Europea che del Consiglio d'Europa).
Ogni persona pensante sente e sa che le persecuzioni razziste sono un abominio; ogni persona pensante sente e sa che soccorrere persone in pericolo di morte e' un dovere inderogabile; ogni persona pensante sente e sa che il razzismo e' un crimine contro l'umanita'; che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'; che vi e' una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera; che salvare le vite e' il primo dovere; che la regola aurea dell'umana condotta e' che tu devi agire nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero verso di te; che occorre soccorrere, accogliere ed assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
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La lettera inviata al Presidente della Repubblica segnala la vicenda della tragica morte di Prince Jerry Igbinosa, che si e' tolto la vita gettandosi sotto un treno a Tortona dopo essere stato privato di protezione umanitaria per effetto del disumano ed incostituzionale "decreto sicurezza"; questa vicenda avrebbe dovuto risvegliare le coscienze di tutte le persone che vivono in Italia, invece a tutt'oggi non e' cosi'. Con la lettera si chiede al Presidente della Repubblica di intervenire.
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La memoria "ad adiuvandum" inviata al presidente ed a tutti i componenti della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, evidenzia come sia assolutamente doveroso che il Ministro dell'Interno sia processato per il reato imputatogli dalla magistratura.
E' infatti ignobile e grottesco il tentativo del Ministro dell'Interno di sottrarsi al processo: in altri tempi un ministro imputato per un cosi' grave reato si sarebbe immediatamente dimesso, si sarebbe dimesso l'intero governo. Ma il governo attuale, razzista e golpista, che disprezza e calpesta le vite umane e la legge fondamentale dello stato, disprezza e calpesta altresi' il fondamentale dovere morale e civile di rendere conto del proprio operato, disprezza e calpesta e finanche irride la separazione dei poteri e il controllo giurisdizionale esercitato dalla magistratura, e pretende impunita' per i crimini commessi.
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La conferenza si e' conclusa con un minuto di silenzio in ricordo di Prince Jerry Igbinosa e di tutte le vittime del razzismo, delle persecuzioni, delle guerre e delle dittature.
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Siano immediatamente revocate tutte le criminali e criminogene misure razziste imposte dal governo della disumanita'.
Si dimetta il governo razzista e golpista.
Siano processati e condannati secondo le leggi vigenti i ministri responsabili di crimini contro l'umanita'.
L'Italia e' una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e' il primo dovere.
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Allegato primo. "Jan Palach e Jerry Prince. Una lettera al Presidente della Repubblica"
Egregio Presidente della Repubblica,
alcuni giorni fa, il 28 gennaio 2019, un giovane di origine nigeriana, laureato in chimica, da anni in Italia, impegnato nella solidarieta', stimato ed amato da quanti lo conoscevano e lavoravano con lui, per effetto dello scellerato "decreto sicurezza" ha perso la protezione umanitaria e per questo ha deciso di togliersi la vita gettandosi sotto un treno.
Si chiamava Jerry Prince.
La sua tragica morte mi ha immediatamente ricordato quella di Jan Palach.
Come Jan Palach si tolse la vita per denunciare una brutale, disumana violenza e risvegliare le coscienze, cosi' anche la morte di Jerry Prince denuncia una brutale, disumana violenza e deve risvegliare le coscienze.
La violenza della brutale occupazione militare in Cecoslovacchia per stroncare il socialismo dal volto umano promosso da Dubcek, la violenza del disumano regime razzista in Italia che sta commettendo crimini abominevoli come l'omissione di soccorso dei naufraghi, come la persecuzione di persone del tutto innocenti, come l'imposizione di un regime di apartheid.
La violenza subita dalle popolazioni oppresse da occupazioni militari e regimi totalitari e' la stessa violenza subita dalle popolazioni oppresse dal razzismo, come dal colonialismo e dallo schiavismo.
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Egregio Presidente della Repubblica,
la morte di Jan Palach commosse il mondo intero.
Invece la morte di Jerry Prince ha ottenuto solo qualche trafiletto in cronaca, e ad eccezione di pochi amici, di poche persone di volonta' buona, una settimana dopo e' gia' stata pressoche' dimenticata.
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Egregio Presidente della Repubblica,
il 27 gennaio a Viterbo, la citta' in cui vivo, dinanzi a quella che fu la loro abitazione e dinanzi alle pietre d'inciampo che le ricordano, ho commemorato le vittime viterbesi della Shoah.
Ed in quella occasione ho svolto questo semplice ragionamento: ricordare le vittime significa ascoltare la loro richiesta di aiuto, ma poiche' quelle vittime sono state uccise molti anni fa e quindi non possiamo piu' aiutarle personalmente, ascoltare la loro richiesta di aiuto significa soccorrere oggi e qui le persone che oggi e qui sono perseguitate, le persone che oggi e qui sono in pericolo di morte, le persone che oggi e qui hanno urgente bisogno del nostro aiuto.
Le persone come i superstiti dei lager libici che cercano salvezza in Italia e che il governo italiano vuol respingere nei lager.
Le persone che muoiono nel Mediterraneo perche' il governo italiano non solo non vuole soccorrerle accogliendole in porto sicuro ma addirittura, mostruosamente, si adopera per sabotare i soccorritori volontari che salvano vite innocenti.
Le persone che in Italia subiscono condizioni di schiavitu'.
Le persone che in Italia subiscono le persecuzioni razziste imposte dal governo anche attraverso lo scellerato, incostituzionale, criminale e criminogeno "decreto sicurezza".
Le persone come Jerry Prince.
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Egregio Presidente della Repubblica,
la morte di Jerry Prince dovrebbe farci insorgere tutti per contrastare la violenza razzista del governo italiano; la violenza razzista e golpista del governo italiano; la violenza razzista e golpista e assassina del governo italiano: poiche' chiunque capisce che la morte di Jerry Prince e' conseguenza diretta dell'incostituzionale "decreto sicurezza", cosi' come la morte di Jan Palach era conseguenza diretta dell'invasione militare della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia.
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Egregio Presidente della Repubblica,
scrivo queste parole tra le lacrime.
Le persone di coscienza si chiedono spesso cosa avrebbero fatto se fossero vissute nella Germania hitleriana. Io credo che dovrebbero, che dovremmo chiederci cosa stiamo facendo oggi qui, mentre degli esseri umani innocenti vengono lasciati morire in mare senza soccorso, mentre degli esseri umani innocenti vengono respinti verso i lager libici, mentre degli esseri umani innocenti subiscono le abominevoli persecuzioni razziste imposte dal governo italiano.
E' oggi, e' qui, che dobbiamo contrastare la violenza razzista, che dobbiamo opporci al nazismo che torna.
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Egregio Presidente della Repubblica,
il governo italiano sta commettendo abominevoli crimini contro l'umanita'.
Chiunque lo vede.
Mi permetta di riassumerli ancora una volta con le stesse parole con cui questi crimini ho gia' segnalato alle competenti magistrature italiane ed internazionali.
I. il governo italiano da mesi e tuttora commette l'abominevole delitto di omissione di soccorso nei confronti di naufraghi in pericolo di morte, e di sabotaggio dei soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, negando loro approdo in porti sicuri in Italia;
II. addirittura nelle circostanze in cui il soccorso sia agevolmente effettuabile ed effettuato, il governo italiano giunge all'orrore di esprimersi e di operare affinche' i superstiti siano respinti in Libia, dove essi tornerebbero con tutta probabilita' ad essere vittime di segregazione in lager, schiavitu', torture e costante pericolo di morte; e non e' chi non veda come con tale agire il governo italiano si renda e si riveli pertanto effettuale complice delle mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani, effettuale complice della riduzione in schiavitu' delle loro vittime, effettuale complice delle violenze e torture loro inflitte;
III. come anche i Sindaci di importanti Comuni italiani e i Presidenti di importanti Regioni italiane hanno evidenziato, il cosiddetto "decreto sicurezza" imposto dal governo italiano reca misure di persecuzione razzista nei confronti di persone del tutto innocenti, misure palesemente in contrasto sia con la Costituzione della Repubblica Italiana, sia con il diritto internazionale, sia con la Dichiarazione universale dei diritti umani; tale decreto e' stato autorevolmente definito "disumano, criminale e criminogeno" e tale da configurare elementi di "apartheid";
IV. l'effettivo "dominus" del governo italiano ed i suoi caudatari persistono in una delirante e scellerata propaganda che costituisce flagrante istigazione all'odio razzista e apologia del delitto di omissione di soccorso;
V. nel commettere e per commettere i crimini razzisti il governo non solo viola convenzioni internazionali dall'Italia sottoscritte, non solo viola leggi ordinarie dello Stato, ma viola la stessa Costituzione della Repubblica Italiana cui tutti i ministri hanno giurato fedelta' all'atto di assumere il loro incarico.
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Egregio Presidente della Repubblica,
lei e' certamente una persona di coscienza: molte sue parole e molti suoi gesti lo dimostrano.
Lei vede cosa sta accadendo.
Intervenga.
Lei ha il potere e il dovere di chiamare il Paese ad aprire gli occhi: la prego di farlo.
Lei e' il primo magistrato del nostro paese: la prego di esercitare, nelle forme previste dalla Costituzione, questa sua funzione in difesa delle vite umane in pericolo.
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Egregio Presidente della Repubblica,
ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
L'Italia e' una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile.
La nostra Costituzione ci impegna a rispettare e difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani (art. 2) e a dare asilo ad ogni persona a cui "sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana" (art. 10).
Salvare le vite e' il primo dovere.
Nel ricordo delle vittime della Shoah, nel ricordo di Jan Palach, nel ricordo di Jerry Prince, nel ricordo di tutte le vittime di tutte le oppressioni, la prego di far sentire la sua voce per contrastare i crimini razzisti, i crimini contro l'umanita', che il governo italiano sta commettendo.
La morte di Jerry Prince risvegli il nostro popolo, faccia risorgere la legalita' che salva le vite, illumini le nostre coscienze, ci persuada tutti all'impegno per contrastare e sconfiggere la criminale violenza razzista.
Augurandole ogni bene, voglia credermi il suo sincero amico
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 4 febbraio 2019
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Allegato secondo. "Una lettera ad adiuvandum alla Giunta competente per le autorizzazioni a procedere del Senato della Repubblica"
Al Presidente della Giunta competente per le autorizzazioni a procedere (scilicet: la Giunta per le elezioni e le immunita' parlamentari) del Senato della Repubblica
a tutti i componenti della stessa
Oggetto: Ad adiuvandum in relazione alla domanda di autorizzazione a procedere in giudizio ai sensi dell'art. 96 della Costituzione nei confronti del senatore Matteo Salvini nella sua qualita' di Ministro dell'interno pro tempore, per i reati di cui all'articolo 605, commi primo, secondo, numero 2, e terzo del codice penale (sequestro di persona aggravato).
Egregio presidente,
Egregie senatrici ed egregi senatori,
ci sia consentito mettervi a disposizione alcune considerazioni relative all'oggetto di questa missiva.
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1. I termini della questione de facto
Non vi e' dubbio che per volonta' del governo italiano ad alcuni naufraghi soccorsi da una nave italiana fu per giorni impedito l'approdo in porto sicuro e che essi furono trattenuti contro la loro volonta' a bordo della nave, configurando cosi' il reato previsto e punito dall'art. 605 del codice penale.
Ne' vi e' dubbio che tale reato sia stato commesso come parte di una piu' ampia azione criminosa esplicitamente razzista dispiegata dal governo italiano in danno di naufraghi, profughi e migranti in fuga da guerre e dittature, fame e disastri ambientali, riduzione in schiavitu' e lager.
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2. I termini della questione de jure
Fortunatamente l'art. 96 della Costituzione e' chiarissimo: esso recita che "Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale".
Ed e' chiarissimo l'art. 9, n. 3, della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1, che esplicita come l'assemblea della Camera competente (in questo caso il Senato) possa "negare l'autorizzazione a procedere ove reputi, con valutazione insindacabile, che l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di Governo".
Orbene: nel sequestrare i naufraghi trattenendoli contro la loro volonta' sulla nave "Diciotti", il governo - e per esso il Ministro dell'Interno che con tutta evidenza opera come effettuale dominus dell'esecutivo - ha "agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico"? Evidentemente no.
Interesse dello Stato costituzionalmente rilevante e' l'esatto opposto di quanto dal governo commesso: ai sensi degli artt. 2 e 10 della Costituzione (e delle convenzioni internazionali dall'Italia sottoscritte - e richiamate dall'autorita' giudiziaria nella richiesta di autorizzazione a procedere) occorreva che i naufraghi fossero immediatamente sbarcati nel porto sicuro presso cui la nave soccorritrice li aveva trasportati.
E preminente interesse pubblico e' ancora una volta l'esatto opposto di quanto dal governo commesso: primario interesse pubblico e' rispettare i diritti umani, rispettare le leggi, non omettere di soccorrere.
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3. La pretesa di impunita'
Che il Ministro dell'Interno pretenda una sorta di impunita' per il suo operato quale che esso sia, dimostra ad un tempo la sua grottesca ignoranza delle piu' elementari nozioni di diritto e la sua tracotante aspirazione ad imporre la sua volonta' quasi fosse legibus solutus. Ma in uno stato di diritto, in una democrazia, nessuno e' al di sopra delle leggi. La pretesa assolutistica del Ministro dell'Interno va quindi respinta.
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4. L'ignobile sofisma
Pretende il Ministro dell'Interno di sostituire al rispetto delle leggi il suo arbitrio, argomentando che disponendo della fiducia di una maggioranza parlamentare il governo e' ipso facto legittimato a qualunque scempiaggine o scelleratezza. Anche a commettere abominevoli delitti? Evidentemente no.
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5. La spudorata menzogna
Quando il Ministro dell'Interno sostiene di star semplicemente realizzando il suo programma di governo, dimentica che se tale programma consiste di crimini, tali crimini vanno giudicati e perseguiti dall'autorita' giudiziaria.
Quando il Ministro dell'Interno sostiene di star realizzando il cosiddetto "contratto di governo" tra due partiti politici, dimentica che esso non e' al di sopra delle leggi, e che se implica la commissione di crimini, tali crimini vanno giudicati e perseguiti dall'autorita' giudiziaria.
Quando il Ministro dell'Interno sostiene di realizzare la volonta' dell'intero popolo italiano, mente sapendo di mentire. Il popolo italiano non ha mai delegato il Ministro a commettere reati.
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6. La palese correita'
Nel tentativo di soccorrere il Ministro dell'Interno, altri ministri - quello delle Infrastrutture e lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri -, hanno dichiarato la loro corresponsabilita' nella decisione per cui e' richiesta l'autorizzazione a procedere per l'ipotesi di reato di sequestro di persona. Tali dichiarazioni ovviamente non possono costituire una sorta di assoluzione, per lo stesso motivo per cui se un criminale ha dei complici non per questo il reato commesso cessa di essere reato.
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7. Non solum, sed etiam
Occorrera' infine pur dire quel che e' sotto gli occhi di tutti e che solo una stupefacente cecita' puo' negare.
Ovvero che il Ministro dell'Interno, e con essolui l'intero governo italiano, da mesi sta attuando una politica razzista, che si concretizza nella reiterata commissione di reati fin mostruosi.
E valga il vero.
Come e' stato gia' piu' volte segnalato alle magistrature italiane ed internazionali variamente competenti:
"I. il governo italiano da mesi e tuttora commette l'abominevole delitto di omissione di soccorso nei confronti di naufraghi in pericolo di morte, e di sabotaggio dei soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, negando loro approdo in porti sicuri in Italia;
II. addirittura nelle circostanze in cui il soccorso sia agevolmente effettuabile ed effettuato, il governo italiano giunge all'orrore di esprimersi e di operare affinche' i superstiti siano respinti in Libia, dove essi tornerebbero con tutta probabilita' ad essere vittime di segregazione in lager, schiavitu', torture e costante pericolo di morte; e non e' chi non veda come con tale agire il governo italiano si renda e si riveli pertanto effettuale complice delle mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani, effettuale complice della riduzione in schiavitu' delle loro vittime, effettuale complice delle violenze e torture loro inflitte;
III. come anche i Sindaci di importanti Comuni italiani e i Presidenti di importanti Regioni italiane hanno evidenziato, il cosiddetto "decreto sicurezza" imposto dal governo italiano reca misure di persecuzione razzista nei confronti di persone del tutto innocenti, misure palesemente in contrasto sia con la Costituzione della Repubblica Italiana, sia con il diritto internazionale, sia con la Dichiarazione universale dei diritti umani; tale decreto e' stato autorevolmente definito "disumano, criminale e criminogeno" e tale da configurare elementi di "apartheid";
IV. l'effettivo "dominus" del governo italiano ed i suoi caudatari persistono in una delirante e scellerata propaganda che costituisce flagrante istigazione all'odio razzista e apologia del delitto di omissione di soccorso;
V. nel commettere e per commettere i crimini razzisti il governo non solo viola convenzioni internazionali dall'Italia sottoscritte, non solo viola leggi ordinarie dello Stato, ma viola la stessa Costituzione della Repubblica Italiana cui tutti i ministri hanno giurato fedelta' all'atto di assumere il loro incarico".
Sovvengono ad interpretare cio' che sta avvenendo oggi in Italia alcune indimenticabili analisi di Ernst Fraenkel ne Il doppio stato, di Hannah Arendt ne Le origini del totalitarismo e ne La banalita' del male, di Primo Levi ne I sommersi e i salvati, di Zygmunt Bauman in Modernita' e Olocausto, di Tzvetan Todorov in Memoria del male, tentazione del bene, di Nelson Mandela in Lungo cammino verso la liberta'.
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Egregio presidente della Giunta,
Egregie senatrici ed egregi senatori componenti della stessa,
vi ringraziamo per l'attenzione ed auspichiamo che il vostro giudizio nella vicenda de quo sia illuminato dalla ragione e dalla coscienza.
Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
L'Italia e' una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile.
Vogliate gradire distinti saluti ed auguri di buon lavoro.
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 2 febbraio 2019

2. INFORMAZIONE. MARCO GRASSO E IRENE NOVARO: MORTE DI JERRY, VIA ALL'INCHIESTA PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO
[Dal sito del quotidiano "Il secolo XIX" di Genova (www.ilsecoloxix.it) riprendiamo il seguente articolo del 5 febbraio 2019]

Genova - E' diventato un'inchiesta giudiziaria il caso di Prince Jerry Igbinosa, un fascicolo con un'ipotesi precisa: istigazione al suicidio. Studente nigeriano di biochimica, a 25 anni Prince Jerry ha deciso di mettere fine alla sua vita gettandosi sotto a un treno alla stazione di Tortona.
La spiegazione e' racchiusa in un ultimo messaggio inviato al portavoce della Comunita' di Sant'Egidio di Genova (citta' in cui era stato a lungo ospitato dalla comunita' Migrantes di Coronata), un sms ora acquisito dalla Procura di Tortona: dopo due anni in Italia il giovane non ha retto al rigetto della richiesta di permesso umanitario.
La svolta e' arrivata negli ultimi giorni. Le indagini sono in mano alla polizia ferroviaria di Tortona, coordinata dal sostituto procuratore Andrea Rinaldi. Gli inquirenti stanno analizzando il telefonino della vittima e il materiale contenuto nello zainetto che aveva con se'. Cosa faceva da quelle parti Prince Jerry? I poliziotti hanno anche acquisito le immagini delle telecamere della stazione, per definire la dinamica. Dal telefono cellulare sono stati estratti gli ultimi messaggi, uno dei quali letto durante i funerali da don Giacomo Martino, braccio destro dell'arcivescovo Angelo Bagnasco e direttore dell'ufficio Migrantes: "Scusami Sergio - scrive rivolto a uno dei volontari che lo aveva aiutato e seguito in questi mesi - anche se ci sono persone che hanno qualcosa contro di me, chiedo scusa a tutti".
L'articolo integrale puo' essere letto sull'edizione cartacea o sull'edicola digitale del sito www.ilsecoloxix.it

3. INFORMAZIONE. "ALESSANDRIA NEWS": SULLA MORTE DI PRINCE JERRY INDAGA LA PROCURA
[Dal sito del quotidiano "Alessandria News" (www.alessandrianews.it) riprendiamo il seguente articolo del 5 febbraio 2019 dal titolo "Sulla morte di Prince Jerry indaga la Procura" e il sommario "La Procura della Repubblica di Alessandria ha aperto un fascicolo, per ora a carico di ignoti, per fare chiarezza sulla morte del giovane di nazionalita' nigeriana travolto da un treno a Tortona. Funerali partecipati a Genova mentre sui social si registrano ancora commenti razzisti e ignobili"]

Cronaca - Riposa a Coronata, sulle alture di Genova, il giovane di 25 anni di nazionalita' nigeriana, Prince Jerry, rimasto travolto da un treno nella stazione di Tortona, lunedi' 28 gennaio. E' stato sepolto venerdi' scorso, dopo i funerali celebrati nella chiesa dell'Annunziata a Genova da don Giacomo Martino, responsabile della comunita' Migrantes dove Prince era inserito.
Era arrivato dalla Nigeria, con una laurea in tasca, con la speranza di un futuro migliore. "Abbiamo molto da farci perdonare per il nostro cuore malato e chiuso", ha detto il parroco durante l'omelia. Ad ascoltare quelle parole c'erano centinaia di persone, quell'Italia che vuole credere in un diverso modello di accoglienza (e di sviluppo).
Ma c'e' anche un'Italia che, invece, ancora riversa odio anche sui morti.
Mentre don Giacomo invitava, attraverso la storia di Prince, a "considerare il prossimo come nostro fratello", poiche' la stessa storia di quel ragazzo gentile e studioso che si e' arreso "suggerisce alle orecchie e al cuore di chi ha paura, di non avere piu' paura", i leoni da tastiera, gli "odiatori" scrivevano frasi del tipo "ha fatto bene ad ammazzarsi", oppure "uno in meno".
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria ha comunque aperto un fascicolo sulla morte del giovane. Per ora e' a carico di ignoti, non ci sono nomi sul registro degli indagati. L'ipotesi e' di istigazione al suicidio, l'unica percorribile. Se non si troveranno pero' elementi di prova, il fascicolo sara' chiuso e Prince Jerry sara' ufficialmente morto suicida, gettandosi sotto un treno perche' non vedeva piu' un futuro per se in questa terra. Gli era stato negato il permesso di soggiorno, aveva fatto ricorso ma gli era forse gia' finita la speranza.

4. INIZIATIVE. ONE BILLION RISING 2019: PARTECIPA CON NOI AL FLASH MOB MONDIALE DI FEBBRAIO
[Da "One Billion Rising" (per contatti: obritalia at gmail.com) riceviamo e diffondiamo]

Buongiorno,
vi scriviamo perche' anche quest'anno One Billion Rising vuole far sentire la propria voce contro la violenza. A febbraio, in particolare nella settimana di San Valentino, saremo insieme nelle strade, nelle piazze, nei teatri, nelle scuole d'Italia e del mondo per manifestare contro ogni violenza e discriminazione, con ogni espressione artistica: danza, musica, teatro, lettura, proiezioni, ecc.
Un evento mondiale che si svolge in 200 paesi del pianeta, mobilitando un miliardo di persone unite nell'affermare una cultura del rispetto e della solidarieta'. Il messaggio One Billion Rising 2019 e' proprio quello dell'importanza della liberta' della donna e della solidarieta' come linfa vitale per una rivoluzione pacifica e arma contro ogni violenza.
Per questo vi chiediamo di partecipare a One Billion Rising 2019 con un evento, un momento di incontro da organizzare nella vostra citta', diffondendo la notizia e coinvolgendo piu' persone possibili. Poiche' il 14 febbraio 2019 sara' giovedi', gli eventi potranno essere organizzati anche nei giorni precedenti e successivi.
Per facilitare l'organizzazione dell'evento vi inviamo alcune semplici indicazioni da seguire:
- Iscrizione al sito per segnalare il tuo evento: clicca su http://bit.ly/Registra_il_tuo_evento_sulla_pagina_internazionale_OBR e invita altre associazioni, gruppi, persone a partecipare... piu' siamo, meglio e'!
- I nostri riferimenti: vi chiediamo di seguirci sui social, condividere i contenuti e invitare i propri contatti a fare lo stesso, cosi' da diffondere anche li' il nostro messaggio. Inviateci foto, video dell'organizzazione e dell'evento.
Sito ufficiale https://www.onebillionrising.org
Facebook https://www.facebook. com/obritalia
Instagram https://www.instagram.com/onebillionrisingitalia/
Twitter @OBRItalia
Email obritalia at gmail.com
Hashtag ufficiali: #1billionrising  #RiseInSolidarity #UntilTheViolenceStops #RiseResistUnite
Loghi ufficiali, asset social, materiali utili che potete scaricare cliccando sul link qui sotto:
loghi 2019: https://www.dropbox.com/sh/6ebtx2vct0t5oid/AADPJpor0N-MGZTcbwFu1rk7a?dl=0
FB foto profilo/cover social: https://www.dropbox.com/sh/3rxoz8cuh2jgela/AABtBFbX7VA0nHFE4PGBm39ra?dl=0
Si puo' organizzare un flash mob durante l'evento del 14 febbraio o nei giorni vicini, seguendo la canzone Break the chain e il tutorial ufficiale http://youtu.be/_U5C ZfPydVA o creando una nuova coreografia. L'evento One Billion Rising puo' essere caratterizzato da performance artistiche di ogni genere e da momenti di lettura. In particolare per omaggiare i 20 anni de I Monologhi della Vagina di Eve Ensler, opera diventata con i Vday il manifesto delle rivoluzione femminile in atto, vi invitiamo a leggere qualche brano dell'opera durante l'evento.
Per quanto riguarda le autorizzazioni, bisogna affiggere un avviso pubblico di ripresa video nei luoghi in cui viene organizzata la manifestazione e, se si vogliono riprendere e/o intervistare le persone presenti, suggeriamo di chiedere loro di firmare una liberatoria cosi' da poter usare i video sui siti web, social e per eventuali montaggi.
Ai seguenti link puoi scaricare:
- Autorizzazione riprese, liberatorie per l'utilizzo delle riprese di persone; https://www.dropbox.com/s/sdz6mpxhx98j460/OBR2018_autorizzazioneriprese%2C%20libaratoria.pdf?dl=0
- Avviso pubblico riprese: https://www.dropbox.com/s/ycugbl8da54j7fn/OBR_avvisopubblicoripresa.pdf?dl=0
- Autorizzazione copyright per utilizzo materiali e brani musicali OBR: https://www.dropbox.com/s/phlmrra0tmayoiu/OBR%20Copyright%20Authorization%202018.pdf?dl=0 (a breve vi invieremo la versione 2019)
Per quanto riguarda le letture, oltre a I Monologhi della Vagina di seguito troverete, come suggerimento:
- alcuni testi della fondatrice di One Billion Rising, Eve Ensler
"L'Ufficio della schiavitu' sessuale" http://bit.ly/ufficio_della_schiavitu_sessuale
"L'insurrezione" http://bit.ly /insurrezione
"La mia rivoluzione" http://bit.ly/la_mia_rivoluzione
"Preghiera di un uomo" http://bit.ly/preghiera_di_un_uomo
"Fino a quando" http://bit.ly/fino_a_quando
"E poi saltavamo" http://bit.ly/e_poi_saltavamo
- la traduzione del brano musicale "Break the chain" credits Tena Clark - Musiche Tena Clark/Tim Heintz di M. G. Di Rienzo:
http://bit.ly/traduzione_testo_BreakTheChain
- qui se volete potete trovare altre idee:
https://www.onebillionrising.org
Per dichiarare l'adesione e ricevere maggiori informazioni potete scriverci al seguente indirizzo: obritalia at gmail.com
Grazie per tutto quello che potrete fare! #RiseInSolidarity
Un abbraccio
One Billion Rising

5. REPETITA IUVANT. PER SOSTENERE IL CENTRO ANTIVIOLENZA "ERINNA"
[L'associazione e centro antiviolenza "Erinna" e' un luogo di comunicazione, solidarieta' e iniziativa tra donne per far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza fisica e psichica e lo stupro, reati specifici contro la persona perche' ledono l'inviolabilita' del corpo femminile (art. 1 dello Statuto). Fa progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi delle operatrici e di quanti/e, per ruolo professionale e/o istituzionale, vengono a contatto con il fenomeno della violenza. E' un luogo di elaborazione culturale sul genere femminile, di organizzazione di seminari, gruppi di studio, eventi e di interventi nelle scuole. Offre una struttura di riferimento alle donne in stato di disagio per cause di violenze e/o maltrattamenti in famiglia. Erinna e' un'associazione di donne contro la violenza alle donne. Ha come scopo principale la lotta alla violenza di genere per costruire cultura e spazi di liberta' per le donne. Il centro mette a disposizione: segreteria attiva 24 ore su 24; colloqui; consulenza legale e possibilita' di assistenza legale in gratuito patrocinio; attivita' culturali, formazione e percorsi di autodeterminazione. La violenza contro le donne e' ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali e le donne che si impegnano perche' in Italia e in ogni Paese la violenza venga sconfitta lo fanno nella convinzione che le donne rappresentano una grande risorsa sociale allorquando vengono rispettati i loro diritti e la loro dignita': solo i Paesi che combattono la violenza contro le donne figurano di diritto tra le societa' piu' avanzate. L'intento e' di fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignita' e saggezza. Una donna che conosca il valore della differenza di genere e operi in solidarieta' con altre donne. La solidarieta' fra donne e' fondamentale per contrastare la violenza]

Per sostenere il centro antiviolenza delle donne di Viterbo "Erinna" i contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042.
O anche attraverso vaglia postale a "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo.
Per contattare direttamente il Centro antiviolenza "Erinna": tel. 0761342056, e-mail: e.rinna at yahoo.it, onebillionrisingviterbo at gmail.com, facebook: associazioneerinna1998
Per destinare al Centro antiviolenza "Erinna" il 5 per mille inserire nell'apposito riquadro del modello per la dichiarazione dei redditi il seguente codice fiscale: 90058120560.

6. APPELLI. SOSTENERE LA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE DI ROMA

L'esperienza della "Casa internazionale delle donne" di Roma e' da decenni di importanza fondamentale per tutte le donne e gli uomini di volonta' buona.
In questo momento la "Casa internazionale delle donne" ha urgente bisogno di un particolare sostegno.
Per informazioni e contatti: siti: www.lacasasiamotutte.it, www.casainternazionaledelledonne.org, e-mail: info at casainternazionaledelledonne.org

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LA NONVIOLENZA CONTRO IL RAZZISMO
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XX)
Numero 137 del 5 febbraio 2019
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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