[Nonviolenza] Telegrammi. 3182



TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 3182 del 18 ottobre 2018
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XIX)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/

Sommario di questo numero:
1. Un appello ai parlamentari fedeli alla Costituzione della Repubblica italiana e quindi rispettosi dei diritti umani di tutti gli esseri umani
2. Approssimandosi l'anniversario della scomparsa di tre maestri: Aldo Capitini, Pier Carlo Masini, Alberto L'Abate
3. Movimento Nonviolento: Il 19 ottobre ricorre il cinquantesimo anniversario della morte di Aldo Capitini
4. Una minima selezione di testi di Aldo Capitini a cura del Movimento Nonviolento
5. Un appello per il 4 novembre: "Ogni vittima ha il volto di Abele"
6. Due provvedimenti indispensabili per far cessare le stragi nel Mediterraneo e la schiavitu' in Italia
7. L'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari
8. Ian Kiernan
9. Segnalazioni librarie
10. La "Carta" del Movimento Nonviolento
11. Per saperne di piu'

1. INIZIATIVE. UN APPELLO AI PARLAMENTARI FEDELI ALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E QUINDI RISPETTOSI DEI DIRITTI UMANI DI TUTTI GLI ESSERI UMANI

Ai senatori ed alle senatrici fedeli alla Costituzione
Alle deputate ed ai deputati fedeli alla Costituzione
Oggetto: un appello ai parlamentari fedeli alla Costituzione della Repubblica italiana e quindi rispettosi dei diritti umani di tutti gli esseri umani
Egregi senatori ed egregie senatrici,
egregie deputate ed egregi deputati,
sono anche a voi ben noti tre abominevoli fatti:
- il primo, che il governo italiano da mesi sta attuando una politica di omissione di soccorso nei confronti di naufraghi in pericolo di morte, e di sabotaggio dei soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, negando loro approdo in porti sicuri in Italia;
- il secondo, che esponenti di primario rilievo del governo italiano da anni conducono una forsennata propaganda xenofoba e di istigazione al razzismo;
- il terzo, che un recente decreto del governo italiano (cosiddetto "decreto sicurezza" del 24 settembre 2018) intende introdurre nell'ordinamento misure di discriminazione razzista - che sono state autorevolmente definite "apartheid giuridico" - palesemente incompatibili con la Costituzione della Repubblica Italiana, con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, con la Dichiarazione universale dei diritti umani, con lo stato di diritto, con la civilta' giuridica e il diritto internazionale.
*
E' dovere di ogni persona di retto sentire e di volonta' buona opporsi a una tale barbarie; tre cose occorre fare:
- impegnarsi per ottenere l'immediata cessazione di ogni atto criminale, persecutorio, razzista ed incostituzionale da parte del potere esecutivo;
- impegnarsi per ottenere le dimissioni del governo della disumanita';
- impegnarsi per ottenere che i ministri responsabili di crimini siano chiamati a risponderne nelle aule di giustizia secondo le leggi vigenti.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Il primo dovere di ogni essere umano, ed a maggior ragione di ogni umano istituto, e' salvare le vite in pericolo.
L'Italia e' una democrazia e uno stato di diritto.
*
Egregi senatori ed egregie senatrici,
egregie deputate ed egregi deputati,
vi formuliamo quindi tre richieste.
In primo luogo: chiediamo a voi, specificamente in quanto rappresentanti del popolo italiano, di condurre in parlamento, e di promuovere nel paese, un'opposizione adeguata ed efficace alla barbarie razzista e al governo della disumanita'; vi chiediamo di impegnarvi a difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, la legalita' che salva le vite, la Costituzione repubblicana presidio di liberta', uguaglianza di diritti, solidarieta'.
In secondo luogo: chiediamo a voi, specificamente in quanto potere legislativo dal cui voto di fiducia il governo dipende, di impegnarvi per ottenere le dimissioni del governo che perseguita degli esseri umani, che rifiuta di soccorrere chi e' in pericolo di morte, che istiga all'odio e alla violenza, che viola la Costituzione.
In terzo luogo: chiediamo a voi, specificamente in quanto pubblici ufficiali, di ottemperare a un preciso e ineludibile dovere: promuovere la necessaria azione giudiziaria segnalando alle competenti magistrature la "notitia criminis" che nelle prime righe di questa lettera abbiamo sommariamente riassunto.
Ringraziandovi per l'attenzione e confidando in un vostro persuaso, concreto e adeguato impegno, vogliate gradire distinti saluti.
Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 17 ottobre 2018

2. MEMORIA. APPROSSIMANDOSI L'ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI TRE MAESTRI: ALDO CAPITINI, PIER CARLO MASINI, ALBERTO L'ABATE

Il 19 ottobre anche a Viterbo
ricorderemo tre nostri fratelli
ricorderemo tre nostri maestri
ricorderemo tre nostri compagni
Aldo Capitini Pier Carlo Masini Alberto L'Abate

nemici dei regimi e dei capestri
amici di ogni oppresso e sofferente
che mai manchino all'umanita' persone
che come loro alla menzogna e all'oppressione
sappiano opporsi sempre.

3. MEMORIA. MOVIMENTO NONVIOLENTO: IL 19 OTTOBRE RICORRE IL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI ALDO CAPITINI
[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it) riceviamo e diffondiamo.
Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il piu' grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Tra le opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' ancora quella a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori, Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoche' integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); ma notevole ed oggi imprescindibile e' anche la recente antologia degli scritti a cura di Mario Martini, Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004, 2007; delle singole opere capitiniane sono state recentemente ripubblicate: Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989, Edizioni dell'asino, Roma 2009; Elementi di un'esperienza religiosa, Cappelli, Bologna 1990; Colloquio corale, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2005; L'atto di educare, Armando Editore, Roma 2010; cfr. inoltre la raccolta di scritti autobiografici Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; La religione dell'educazione, La Meridiana, Molfetta 2008; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta at sis.it, sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non piu' reperibili in libreria (tra cui Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Piu' recente e' la pubblicazione di alcuni carteggi particolarmente rilevanti: Aldo Capitini, Walter Binni, Lettere 1931-1968, Carocci, Roma 2007; Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008; Aldo Capitini, Guido Calogero, Lettere 1936-1968, Carocci, Roma 2009. Tra le opere su Aldo Capitini: a) per la bibliografia: Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Bibliografia di scritti su Aldo Capitini, a cura di Laura Zazzerini, Volumnia Editrice, Perugia 2007; Caterina Foppa Pedretti, Bibliografia primaria e secondaria di Aldo Capitini, Vita e Pensiero, Milano 2007; segnaliamo anche che la gia' citata bibliografia essenziale degli scritti di Aldo Capitini pubblicati dal 1926 al 1973, a cura di Aldo Stella, pubblicata in Il messaggio di Aldo Capitini, cit., abbiamo recentemente ripubblicato in "Coi piedi per terra" n. 298 del 20 luglio 2010; b) per la critica e la documentazione: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realta' liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Mario Martini (a cura di), Aldo Capitini libero religioso rivoluzionario nonviolento. Atti del Convegno, Comune di Perugia - Fondazione Aldo Capitini, Perugia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Gian Biagio Furiozzi (a cura di), Aldo Capitini tra socialismo e liberalismo, Franco Angeli, Milano 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Maurizio Cavicchi, Aldo Capitini. Un itinerario di vita e di pensiero, Lacaita, Manduria 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; Alarico Mariani Marini, Eligio Resta, Marciare per la pace. Il mondo nonviolento di Aldo Capitini, Plus, Pisa 2007; Maura Caracciolo, Aldo Capitini e Giorgio La Pira. Profeti di pace sul sentiero di Isaia, Milella, Lecce 2008; Mario Martini, Franca Bolotti (a cura di), Capitini incontra i giovani, Morlacchi, Perugia 2009; Giuseppe Moscati (a cura di), Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle giovani generazioni, Levante, Bari 2010; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; e Amoreno Martellini, Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell'Italia del Novecento, Donzelli, Roma 2006; c) per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato ed i volumi bibliografici segnalati sopra]

In occasione del 19 ottobre, cinquantesimo anniversario della morte di Aldo Capitini, il Movimento Nonviolento invita tutti i gruppi e le persone amiche della nonviolenza, a realizzare anche semplici iniziative (una lettura, l'esposizione della bandiera della nonviolenza, una presenza in piazza, ecc.) di memoria e rinnovo dell'impegno nonviolento.
*
Aldo Capitini (1899-1968), filosofo della nonviolenza, ideatore della Marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli Perugia-Assisi, fondatore del Movimento Nonviolento.
L'apparente inattualita' del pensiero di Capitini, antifascista durante il fascismo, antiautoritario al tempo dell'autoritarismo, eretico per la chiesa del potere, politico senza tessera contro la peggiore partitocrazia, profeta nonviolento che voleva smilitarizzare e unire oriente e occidente, ci appare oggi, cinquant'anni dopo la sua morte, come il piu' attuale e lungimirante interprete di quella necessaria rivoluzione nonviolenta di cui oggi sentiamo il bisogno per fermare il declino politico, morale, culturale nel quale il paese sta precipitando.
Cristiano senza chiesa e socialista senza partito, subi' il torto di essere scomunicato dal cattolicesimo ed escluso dalla Costituente proprio perche' mantenne le sue posizioni di coscienza. Ora comprendiamo quanto lungimirante era il suo pensiero per rinnovare religione e politica.
Capitini ha fondato il Movimento Nonviolento, per svecchiare e superare il dirigismo dei partiti di massa, ponendo il movimento per la pace al centro dell'agenda politica. Ha visto nei giovani l'elemento nuovo che puo' diventare protagonista di un vero cambiamento. Ha lavorato per il rinnovamento della scuola, da istituzione totale a fucina di liberta' di ricerca e pensiero. Ha trovato in don Lorenzo Milani l'interlocutore giusto per una nuova scuola, coso' come anni prima aveva individuato in Danilo Dolci l'esemplare artefice del lavoro sociale per il riscatto degli ultimi.
Capitini ha formato intere generazioni di giovani all'antifascismo durante gli anni '30 e '40, e poi altre generazioni all'esercizio della democrazia, con i Centri di orientamento sociale, dal '45 in poi.
Capitini e' stato un maestro, la sua missione principale era proprio quella educativa per le nuove generazioni. Il suo era un insegnamento critico, voleva educare alla liberta', alla consapevolezza, alla ricerca, alla lotta per un futuro migliore, voleva creare le condizioni di conoscenza perchè poi ognuno potesse crearsi una coscienza liberata: la maieutica della nonviolenza. Il potere lo considerava un "cattivo maestro" perche' la sua scuola sfornava discepoli critici e non cittadini obbedienti: era la scuola dell'obiezione di coscienza. Dunque era un buonissimo maestro.
Il peggior torto sarebbe quello di imbalsamare Capitini in un santino. Se vogliamo essere fedeli al suo pensiero profetico dobbiamo dimostrare oggi la capacita' della nonviolenza italiana di contrastare il potere attuale con una nuova rivoluzione culturale. Le tante iniziative che si terranno in Italia per la memoria di questo grande apostolo della nonviolenza, siano momenti attivi di rinnovo dell'impegno nonviolento. Il Movimento Nonviolento e' lo strumento ancora attuale per incanalare tanta energia di reale cambiamento verso il "potere di tutti".

4. MATERIALI. UNA MINIMA SELEZIONE DI TESTI DI ALDO CAPITINI A CURA DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
[Dal Movimento Nonviolento (per contatti: www.nonviolenti.org e www.azionenonviolenta.it) riceviamo e diffondiamo]

Definizione della nonviolenza
La nonviolenza che cos'e'? Sentiamo questa definizione: un'apertura affettuosa all'esistenza, alla liberta', allo sviluppo di ogni essere. [...] Se la nonviolenza e' definita cosi', e' evidente che si stabilisce immediatamente una distinzione tra cio' che e' macchina, motore, e cio' che e' essere vivente. Uno dei vantaggi che porta l'interesse per la nonviolenza e' di mettere in primo piano assoluto la presenza e la compresenza degli esseri viventi. Non c'e' bisogno di dire che la nonviolenza e' positiva e che il termine e' superficialmente negativo, che la nonviolenza e' attiva. I veri nonviolenti esplicano una continua, intensa attivita', quasi si direbbe per rimediare all'assenza di mezzi violenti che possano imporre la propria posizione. Non c'e' bisogno anche di dire che e' lottatrice, si potrebbero citare persone, affermazioni, per cui si vede che la nonviolenza ha bisogno di coraggio. Dice Gandhi: "io parlo di nonviolenza a chi e' pronto a morire". Bisogna anche dire che la nonviolenza e' creativa, cioe' non e' stata tutta realizzata, anzi in confronto ad altri campi, ad altre attivita' e altri atteggiamenti, si puo' dire che ancora e' stata poco sviluppata. Per esempio, come metodo di lotta di grandi moltitudini, voi sapete, che e' recente. E' da pochi decenni che e' cominciato. Essa anche e' inesauribile ed e' inattuabile tutta perfettamente. Per cui nessuno dira' a se' o agli altri "io sono un nonviolento", ma potra' dire "sono un amico della nonviolenza".
*
L'aggiunta della compresenza
La legge della compresenza e' lo sviluppo del meglio, l'accrescersi del valore, non in una dialettica di mors tua vita mea, ma in un incremento: la compresenza e' eterna perche' crescente. Per questo la nascita di un nuovo essere e' un atto della compresenza, che cosi' si svolge ancor piu' verso il meglio, verso ulteriori creazioni. La compresenza ha gioia di essere in piu', e ognuno puo' portare nella compresenza un suo contributo prezioso, singolo. Mentre vediamo che gli esseri vivono e spariscono, il mondo della compresenza concresce per ogni nascita e per lo svolgersi dei valori: cosi' non accresce la sua "forza", ma la sua "gioia" di essere insieme, e questa e' la forza della compresenza. Sicche', mentre nella realta' della vita, intesa come potenza, si e' dato rilievo ad una legge di dialettica, di svolgimento attraverso contrasti, portando indebitamente questa osservazione in tutti i campi e facendone "legge della realta'"; dalla compresenza viene l'indicazione di un'altra legge, che e' di incremento per aggiunta, legge che e' per la nascita che non prende il posto di nessuna morte.
*
Invito alla Rivoluzione nonviolenta
La nostra rivoluzione e' totale, perche' vuole una totale liberazione di ogni angolo e aspetto e struttura della realta' e della societa' dal dolore, dalla morte, dal male morale e sociale; la nostra rivoluzione e' corale, perche' la facciamo in nome non di un gruppo, ma di tutti, e avendo tutti nel nostro intimo (come parenti, come compagni) anche quelli che ci stanno contro (ma possono cambiare), ed anche i morti, che sono uniti a noi e ci aiutano; la rivoluzione che vogliamo e' aperta, perché fa e tenta tutte le trasformazioni che vede e puo', ma, sapendo che non ha le forze per liberare totalmente dal dolore, dalla morte, dal male morale e sociale, ha la speranza e l'apertura, che se noi cominciamo bene, con mezzi eguali al fine e puri come il fine, il resto ci sara' aggiunto dal futuro, dalla storia, da Dio. Noi diamo la nostra buona fede, amorevolezza e apertura; e il futuro, la storia, Dio, aggiungeranno il completamento totale della liberazione: ci troveremo in una realta' liberata.
*
Un impegno da rinnovare
E' chiaro che bisogna arrivare a moltitudini che rifiutino la guerra, che blocchino con le tecniche nonviolente il potere che voglia imporre la guerra. L'Europa ha sofferto per non aver avuto queste moltitudini di dissidenza assoluta, per es. riguardo al potere dei fascisti e dei nazisti.
L'omnicrazia deve prendere corpo anche in questo modo: nella capacita' di impedire dal basso le oppressioni e gli sfruttamenti: ma questa capacita' delle moltitudini ha il suo collaudo nel rifiuto della guerra, intimando un altro corso alla storia del mondo.

5. INIZIATIVE. UN APPELLO PER IL 4 NOVEMBRE: "OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE"

Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".
Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.
Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.
Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.
Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.
Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.
Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.
A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.
Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.
Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

6. REPETITA IUVANT. DUE PROVVEDIMENTI INDISPENSABILI PER FAR CESSARE LE STRAGI NEL MEDITERRANEO E LA SCHIAVITU' IN ITALIA

Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.
Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.

7. REPETITA IUVANT. L'ITALIA SOTTOSCRIVA E RATIFICHI IL TRATTATO ONU PER LA PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI

L'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017.
Salvare le vite e' il primo dovere.

8. LUTTI. IAN KIERNAN

E' deceduto Ian Kiernan, che fondo' l'iniziativa "Puliamo il mondo".
Con gratitudine lo ricordiamo.

9. SEGNALAZIONI LIBRARIE

Letture
- Epicuro, Pagine scelte e commentate, Rcs, Milano 2017, pp. 192, euro 6,90. A cura di Roberto Radice.
*
Riletture
- Cicerone, L'oratore, Mondadori, Milano 1968, 1999, pp. XVI + 192. A cura di Giannicola Barone, testo latino a fronte.
- Cicerone, Bruto, Mondadori, Milano 1996, pp. 320. A cura di Enrica Malcovati, testo latino a fronte.
- Cicerone, Dell'oratore, Rcs, Milano 1994, pp. 760. Con un saggio introduttivo di Emanuele Narducci, testo latino a fronte.
*
Riedizioni
- Khaled Hosseini, E l'eco rispose, Piemme, Milano 2013, Mondadori, Milano 2018, pp. 480.
- Ricardo Piglia, Solo per Ida Brown, Feltrinelli, Milano, Gedi, Roma 2018, pp. 256, euro 7,90 (in supplemento al quotidiano "La Repubblica" e ad altre testate).
- Frank Westerman, Ararat, Iperborea, Milano 2009, Rcs, Milano 2018, pp. 272, euro 8,90 (in supplemento al "Corriere della sera").

10. DOCUMENTI. LA "CARTA" DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono:
1. l'opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

11. PER SAPERNE DI PIU'

Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org; per contatti: azionenonviolenta at sis.it
Tutti i fascicoli de "La nonviolenza e' in cammino" dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 3182 del 18 ottobre 2018
Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza (anno XIX)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com , sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
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