[Nonviolenza] Opporsi allo sprofondamento nel baratro dell'apartheid



OPPORSI ALLO SPROFONDAMENTO NEL BARATRO DELL'APARTHEID

Le agenzie di stampa diffondono la notizia che il Presidente della Repubblica avrebbe firmato il cosiddetto "decreto sicurezza" imposto dal governo dell'estrema destra razzista e golpista, contestualmente inviando una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri nella quale sottolinea la necessita' che restino fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato, con particolar riferimento all'articolo 10 della Costituzione.
Il Presidente della Repubblica segnala cosi' la sua piena consapevolezza di quanto gravi ed inammissibili siano talune misure che quel decreto impone in flagrante violazione di fondamentali diritti umani.
Avremmo voluto - ed avevamo chiesto - che il Presidente della Repubblica negasse il suo avallo a quel decreto scellerato; cosi' non e' stato.
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Si ripete in Italia un crimine e una follia: il cosiddetto "decreto sicurezza" introduce infatti elementi di apartheid nell'ordinamento giuridico italiano, e si colloca in palese continuita' con la politica razzista del fascismo; costituisce un atto eversivo e una barbarie, una flagrante violazione dello stato di diritto, della democrazia, dei diritti umani di tutti gli esseri umani; fa strame non solo dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica italiana ma dei fondamenti stessi della civilta' giuridica, della civilta' tout court.
Ed e' ovviamente, tragicamente coerente con l'infame ideologia e propaganda razzista e con la concreta politica razzista e persecutrice attuata del governo anomico, autocratico ed eversivo dell'estrema destra razzista e golpista.
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Fin dal suo insediamento infatti il governo dell'estrema destra razzista e golpista sta commettendo gravissimi reati:
- impedendo che siano accolti e soccorsi nei porti italiani i superstiti di naufragi, cosi' commettendo il reato di omissione di soccorso;
- diffamando, aggredendo e sabotando i soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, cosi' ostacolando quei salvataggi ovvero favoreggiando de facto l'abbandono dei naufraghi alla morte;
- operando al fine di impedire che le vittime superstiti dei lager libici possano trovare salvezza in Europa, adoperandosi affinche' esse non riescano a lasciare la Libia e siano riconsegnate di fatto ai loro aguzzini;
- propagandando stereotipi razzisti ed istigando al disprezzo e all'odio razzista e religioso;
- minacciando schedature razziste in palese violazione della Costituzione;
- facendo l'apologia di azioni ed espressioni razziste, cosi' favoreggiandole e di fatto istigando al razzismo;
- sminuendo la gravita' di gravissimi fatti di violenza razzista, negando che di razzismo si tratti;
- giungendo fino ad atti configurabili come sequestro di persona, secondo l'ipotesi di reato formulata dalla magistratura a carico del Ministro dell'Interno - ed effettivo capo del governo - in relazione alla gravissima vicenda dei naufraghi soccorsi dalla nave della Guardia Costiera italiana "Diciotti" ai quali scandalosamente si nego' per giorni e giorni lo sbarco;
- e tutto cio' abusando delle pubbliche funzioni e dei pubblici poteri ad esso governo attribuiti, e violando la Costituzione della Repubblica italiana cui pure i ministri hanno giurato fedelta'.
A questa serie di orrori ora si aggiunge, con il cosiddetto "decreto sicurezza", l'introduzione di elementi di vero e proprio apartheid nel corpus legislativo, in flagrante violazione della democrazia, della civilta' giuridica, della dignita' umana.
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Ripetiamo ancora una volta che e' dovere di ogni persona sollecita della propria ed altrui umana dignita', sollecita del pubblico bene, opporsi a questo sciagurato tentativo di imporre in Italia un regime razzista; che e' dovere di ogni persona impegnarsi in difesa della legalita' che salva le vite e riconosce e tutela la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani; che e' dovere di ogni persona segnalare alle competenti magistrature questi flagranti delitti dal governo commessi, chiedendo che si avvii la necessaria e doverosa azione penale che questi crimini faccia cessare e condanni i ministri che li hanno commessi.
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Ripetiamo ancora una volta che ci verra' chiesto conto del nostro atteggiamento di fronte alla violenza razzista oggi dispiegata; ebbene, che ognuno di noi possa dire: non fui complice delle persecuzioni razziste, non fui complice dell'omissione di soccorso che condannava a morte innumerevoli innocenti, non fui complice del regime di segregazione e schiavismo che criminali poteri pretesero imporre nel nostro paese; non fui complice, mi opposi, mi adoperai in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, in difesa della Costituzione della Repubblica italiana, in difesa della democrazia, in difesa dello stato di diritto, in difesa della civilta', in difesa dell'umanita'.
Ad ogni persona rispettosa e sollecita della dignita' umana propria ed altrui chiediamo di impegnarsi per le dimissioni del governo delle persecuzioni razziste e dell'omissione di soccorso; chiediamo di impegnarsi a segnalare alle competenti magistrature la "notitia criminis" dei reati commessi dai ministri del governo della disumanita' affinche' essi siano processati e condannati secondo le leggi vigenti.
L'Italia e' una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile.
Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo (che in anni lontani coordino' per l'Italia la piu' rilevante campagna di solidarieta' con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano)

Viterbo, 4 ottobre 2018

Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com (segnaliamo che il Centro cura dal 2000 la pubblicazione del notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" cui e' possibile abbonarsi gratuitamente attraverso il sito www.peacelink.it)