[Nonviolenza] Voci e volti della nonviolenza. 960



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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XIX)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Numero 960 del 31 luglio 2018
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In questo numero:
1. Ma pensa un po'
2. "Riconoscimento di umanita' e mutuo soccorso". Un discorso tenuto a Viterbo il 13 luglio 2018

1. IL CUGINO DI SALVINO. MA PENSA UN PO'

Il governo razzista nega che in Italia ci sia il razzismo.
Ma pensa un po'.

2. REPETITA IUVANT. "RICONOSCIMENTO DI UMANITA' E MUTUO SOCCORSO". UN DISCORSO TENUTO A VITERBO IL 13 LUGLIO 2018
[Ricostruita a memoria qualche giorno dopo, questa e' una sintesi delle principali cose dette dal responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", Peppe Sini, parlando a braccio il 13 luglio 2018 presso la sede dell'Unione sindacale di base (Usb) di Viterbo in occasione dell'iniziativa di presentazione della "Federazione del sociale" da quell'organizzazione sindacale promossa (invitato a tenere una relazione sul concetto e le prassi del mutualismo nella storia del movimento operaio, come sempre l'urgenza di chiamare all'azione necessaria e urgente prevalse, e la relazione originariamente predisposta, dalla vasta documentazione e dall'accurata bibliografia, e dedicata alla memoria dell'antico maestro Gastone Manacorda, ancora una volta - come sovente accade - fu accantonata)]

1. Opporsi al governo delle persecuzioni razziste
Una cosa occorre innanzitutto dire in ogni incontro che in questi giorni si svolge tra persone senzienti e pensanti, tra persone dotate di una coscienza morale e civile: che occorre opporsi al governo delle persecuzioni razziste, che occorre agire per salvare le vite di chi muore nel Mediterraneo, di chi soffre e muore nei lager libici, di chi muore nella traversata del deserto, di chi subisce gli orrori provocati innanzitutto dalle scellerate politiche dei governi europei, dalla globalizzazione neoliberista, dal planetario apartheid, dal regime imperiale, coloniale e razzista che i poteri economici e politici dominanti impongono con la forza delle armi e del terrore all'umanita' intera.
Tutti vediamo che il governo italiano sta commettendo quattro crimini abominevoli:
- il crimine abominevole di negare soccorso ai naufraghi chiudendo i porti italiani alle navi che li traggono in salvo;
- il crimine abominevole di diffamare, minacciare, aggredire e sabotare i soccorritori che salvano vite umane in mare;
- il crimine abominevole di operare al fine di impedire agli esseri umani innocenti prigionieri nei lager libici di trovare salvezza fuggendo in Europa;
- il crimine abominevole di imporre un regime di persecuzioni razziste.
E chi non si oppone a questi abominevoli crimini ne diviene complice.
Per quattro scopi dobbiamo pertanto innanzitutto impegnare qui e adesso tutte le nostre forze:
I. le immediate dimissioni del governo della disumanita', delle persecuzioni razziste, dell'omissione di soccorso, della violazione della Costituzione;
II. che i ministri responsabili di criminali decisioni e politiche razziste siano processati e condannati secondo le leggi vigenti;
III. far cessare la strage nel Mediterraneo: e per questo occorre ottenere che finalmente si riconosca a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro: ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta';
IV. far cessare la schiavitu' e la segregazione in Italia: e per questo occorre innanzitutto ottenere che finalmente si riconosca il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese; il principio "una persona, un voto" e' il fondamento della democrazia e della civile convivenza.
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2. Restare umani
Siamo esseri umani: pensanti, fragili, perituri; e vedendo l'orrore che domina il mondo siamo chiamati a fare una scelta: possiamo scegliere di accettare, condividere e persino adorare la violenza dei poteri dominanti (il "tibi dabo" che l'avversario per antonomasia ti propone mentre digiuni nel deserto); oppure possiamo scegliere di difendere la dignita' nostra e dell'intera umanita', possiamo scegliere il punto di vista dell'umanita' e quindi di batterci per i diritti di tutti gli esseri umani.
Possiamo fare la scelta disumana di chi oggi governa secondo gli stessi infami criteri delle leggi razziste del 1938; oppure possiamo fare la scelta della solidarieta' concreta con tutte le oppresse e tutti gli oppressi, la scelta che ha fatto il nostro fratello e compagno Soumaila Sacko assassinato alcune settimane fa, e sono grato all'Usb di Viterbo di aver voluto subito promuovere quell'iniziativa in piazza delle erbe in cui lo abbiamo commemorato ponendoci all'ascolto e alla scuola della sua testimonianza. Tra pochi giorni ricorre il centenario della nascita di Nelson Mandela, e l'unico modo per essere degni di ricordarne la figura e' proseguirne la lotta: qui e adesso.
Tra molte altre iniziative, in questi giorni e' in corso un "digiuno di giustizia in solidarieta' con i migranti" che nelle intenzioni dei promotori vorrebbe contribuire a suscitare un impegno collettivo che riesca a salvare innumerevoli vite rovesciando le politiche razziste e assassine oggi dominanti nel nostro paese: partecipiamo, condividiamo, sosteniamo tutte le iniziative che si oppongono alla violenza razzista: il razzismo e' un crimine contro l'umanita'; ogni essere umano sa di avere il dovere di opporsi al razzismo.
Pensiamoli seriamente i nostri pensieri; comprendiamole profondamente le nostre parole.
Quando diciamo "condivisione" sia chiaro che significa mettere in comune i beni e il bene.
Quando diciamo "responsabilita'" sia chiaro che significa sia "rispondere a", sia "rispondere di": sentirci responsabili e rispondere con la nostra azione al grido di dolore dell'altra persona che chiede aiuto, opporci ad ogni oppressione, operare per il bene comune, inverando nell'agire la cruciale riflessione morale di Emmanuel Levinas.
Quando diciamo "mutuo soccorso" diciamo insieme che ogni persona ha diritto all'altrui aiuto e quindi che ogni persona ha il dovere di recare quell'aiuto; e diciamo che questo aiuto e' sempre mutuo, instaura una relazione di reciprocita', di condivisione, di riconoscimento, di eguaglianza di diritti nella infinita diversita' di situazioni e di caratteristche personali, costruisce un rapporto di cooperazione, di autocoscienza e di autoaiuto che l'intera umanita' comprende.
Quando ci diciamo "compagni" ricordiamo sempre cosa questa parola significhi: le persone che condividono il proprio pane con chi non ne ha; e chiediamoci sempre se lo stiamo facendo davvero.
Passiamo dall'io al noi, dall'egoismo alla solidarieta', dalla terrorizzata solitudine del "bellum omnium contra omnes" all'incontro e alla condivisione che instaura liberta', uguaglianza, fraternita' e sororita'; con le parole del mio antico maestro Franco Fortini: "dov'era il no faremo il si'".
E poiche' sappiamo di essere fallibili, e la coscienza della fallibilita' (e il concetto di "fallibilismo") e' uno straordinario strumento di salvaguardia e di orientamento conoscitivo e morale, in ogni nostra azione poniamoci il problema delle possibili conseguenze anche inintenzionali, seguiamo il principio di precauzione, il "principio responsabilita'" (Jonas); teniamo come stella polare il principio: tu non uccidere, tu salva le vite, tu opponiti a tutte le uccisioni, tu opponiti a tutte le violenze, tu opponiti ad ogni potere e ad ogni decisione che mette in pericolo, che minaccia, che lede e che nega la vita, la dignita', i diritti di ogni essere umano. Tu difendi l'umanita' e il mondo vivente.
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3. Una visione del mondo senza illusioni
Ricordo un'antica poesia di Hans Magnus Enzensberger in cui un verso recita: "Vige tra i lupi solidarieta'": gli oppressori, gli sfruttatori, i rapinatori, i mangiatori di esseri umani sono solidali tra loro: non e' necessario che anche le loro vittime siano solidali tra loro per difendersi?
Un verso di una poesia cinese diceva: "Come potrebbe esservi un ricco se non vi fossero migliaia di poveri?": non e' necessario che i poveri organizzino la loro lotta per contrastare la violenza dei ricchi?
Basta al padrone poggiare il suo indice sul tuo petto e attendere che la crescita dell'unghia ti perfori il cuore: non e' un crimine anche questo?
Viviamo in una societa' divisa in classi, in cui alcuni dominano ed altri sono oppressi: sarebbe l'ultima parola della storia? o non e' forse possibile - e necessario - pensare e realizzare una societa' in cui gli esseri umani cessino di nutrirsi delle carni di altri esseri umani? non e' forse possibile - e necessario - pensare e realizzare una societa' in cui gli esseri umani siano finalmente umani e siano di aiuto l'un l'altro, uniti - come proponeva il Leopardi rivoluzionario della "Ginestra" - in una relazione di aiuto reciproco e collettivo per opporsi al male e alla morte?
Secoli di lotte contro la violenza e la menzogna hanno smascherato i meccanismi strutturali dell'oppressione, dello sfruttamento, dell'alienazione (delle due alienazioni: quella che sottrae umanita' alle persone per produrre merci, e quella ad essa connessa che sottrae verita' e dignita' alle persone per meglio asservirle alle oppressive e narcotiche ideologie dominanti che sono le idee imposte dalle classi dominanti); se le persone oppresse e alienate - e in diversa misura ogni persona in questa societa' lo e' - non riconoscono la verita' del mondo e della propria condizione, se le persone sfruttate ed escluse e denegate non acquisiscono la piena coscienza della propria condizione, la coscienza di classe che fonda la lotta delle oppresse e degli oppressi, la coscienza che consente di assumere il punto di vista dell'umanita' nell'impegno di solidarieta' a cominciare dall'aiuto alla persona piu' sofferente e piu' fragile, piu' umiliata e offesa, piu' terrorizzata e in pericolo - se non si fa questa scelta di verita' e di solidarieta' con l'umanita' intera non vi sara' scampo per nessuno dalla catastrofe cui i poteri dominanti stanno portando quest'unico mondo vivente casa comune dell'umanita'.
Guardiamo in faccia la realta' e cogliamo le radici strutturali della situazione presente dell'umanita': se non vi fosse a gravare sull'umanita' e sul mondo questo regime imperialista, schiavista, colonialista, di sfruttamento, rapina e apartheid globale, ebbene, non ci sarebbero le migrazioni bibliche cui stiamo assistendo; e finche' perdurera' la rapina del Nord sul Sud del mondo, e il potere del capitale e delle armi plasmera' l'ordine mondiale in forma di "disordine costituito" (Mounier), non cesseranno le migrazioni bibliche: poiche' ogni essere umano che e' un essere umano che subisce nelle proprie carni e nei propri affetti questa ingiustizia, questa violenza, questa barbarie, si battera' come un leone, con tutte le proprie forze, per riuscire a sopravvivere e a far sopravvivere le persone che piu' ha care, per riuscire ad affermare la sua umanita' di contro a un potere che pretende ridurlo a cosa; e se nel luogo in cui e' nato non ha la possibilita' di una vita degna, fara' ogni sforzo per recare se' e chi piu' ama in un luogo in cui una degna vita possibile sia; e per estinguere questo insopprimibile, fondativo bisogno umano di vita, dignita', liberta' e solidarieta', al potere imperiale non restera' altro da fare che distruggere l'umanita' intera e l'intero mondo vivente: che e' quello che peraltro sta gia' facendo, essendo un modo di produzione, un modello di sviluppo e un regine di dominazione fondato sul criterio della massimizzazione del profitto, ovvero dell'illimitatezza dello sfruttamento in un mondo che e' invece limitato: flagrante contraddizione che disvela la consustanziale irrazionalita' e violenza e insostenibilita' del sistema economico - e quindi politico - dominante.
Ne era del resto prova flagrante ed orribile presagio l'accumulazione originaria del capitale che all'avvio dell'eta' moderna consenti' lo slancio delle classi dominanti europee alla brutale conquista e asservimento del mondo: con la conquista dell'America, la rapina delle risorse, il genocidio degli indios e la deportazione dall'Africa di forza-lavoro schiava per sostituire le popolazioni americane gia' schiavizzate una volta sterminate.
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4. Un ragionamento fondamentale
Questa la situazione che abbiamo di fronte.
Il nostro dovere e' chiaro: presane adeguata coscienza, occorre prendere parte alla lotta in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, per la liberazione dell'umanita' e la salvaguardia del mondo vivente, prima che i poteri dominanti umanita' e biosfera distruggano per sempre.
Il nostro dovere e' chiaro: prendere il nostro posto nella lotta del movimento delle oppresse e degli oppressi contro la disumanita', per la liberazione comune, per la condivisione del bene e dei beni.
Per cosa lotta il movimento delle oppresse e degli oppressi?
Perche' ad ogni essere umano sia riconosciuto il diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Perche' la societa' sia fondata sui principi di liberta', uguaglianza, fraternita' e sororita'.
Perche' da ciascuno sia dato secondo le sue capacita' ed a ciascuno sia dato secondo i suoi bisogni.
Se decidiamo di collocarci nel movimento delle oppresse e degli oppressi in lotta per i diritti umani di tutti gli esseri umani, in lotta per la liberazione dell'umanita', in lotta per la difesa del mondo vivente minacciato di distruzione, se decidiamo di collocarci dal punto di vista dell'umanita', del bene comune dell'umanita' e del mondo vivente, ebbene, ne discendono alcune necessarie conseguenze che occorre enunciare in assoluta chiarezza.
La conseguenza che siamo antischiavisti (con buona pace dei torpidi e malvagi cattivi lettori dello Hegel della Fenomenologia dello spirito, le relazioni umane possono svolgersi non solo secondo la formula dominatore/dominato ma anche secondo criteri di cooperazione e di aiuto reciproco, di autentica condivisione e solidarieta').
La conseguenza che siamo antigerarchici ed antiautoritari (che non significa disconoscere l'autorevolezza delle opinioni delle persone sagge e generose, significa rifiutare di cristallizzare le persone in ruoli di potere e le idee in ideologie alienate e dogmi liberticidi).
La conseguenza che siamo disarmisti ed antimilitaristi (poiche' sempre e solo le armi e gli eserciti servono a uccidere gli esseri umani, e noi invece sosteniamo che il primo diritto di ogni essere umano e' il diritto di non essere ucciso).
La conseguenza che siamo internazionalisti (e quindi ci opponiamo a tutti i nazionalismi - oggi ridenominati "sovranismi" tanto e' turpe la storia dei nazionalismi alla luce dei mostruosi totalitarismi e delle apocalittiche guerre del "secolo breve"; diceva bene il dottor Johnson che "il patriottismo e' l'ultimo rifugio delle canaglie", e diceva bene Friedrich Duerrenmatt quando ricordava che "quando lo stato si prepara a uccidere, si fa chiamare patria").
La conseguenza che siamo antirazzisti (come Einstein in quel celebre aneddoto, noi sosteniamo che esiste una sola umanita').
La conseguenza che siamo antimaschilisti (il maschilismo essendo nella storia umana la prima radice e il primo paradigma di tutte le violenze e le oppressioni, ed ogni lotta di liberazione che non abbia alla sua base l'opposizione al maschilismo e' condannata alla sconfitta).
Per questo lotta il movimento delle oppresse e degli oppressi.
Per questo siamo impegnati per la messa in comune, la piena condivisione, del bene e dei beni.
Per questo siamo impegnati per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, di cui in quanto esseri umani siamo insieme parte e custodi.
E' tutto qui.
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5. Questo ha molte implicazioni per la nostra lotta
Questa scelta di difendere i diritti umani di tutti gli esseri umani, questa collocazione nel movimento dele oppresse e degli oppressi in lotta per la liberazione dell'umanita' intera e la difesa dell'intera biosfera, ha ulteriori decisive implicazioni. Rapidamente ne elenco alcune.
Far propria la regola aurea di ogni morale: agisci verso le altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Affermare nel nostro agire la piena coerenza tra mezzi e fini: disse una volta giustamente Herbert Marcuse che non e' affatto vero che i fini giustifichino i mezzi, e' vero il contrario: i mezzi pregiudicano i fini.
Il dovere esistenziale, morale e civile della parresia: dire la verita', testimoniare la verita', denunciando e resistendo alla violenza del potere che nega allo stesso tempo la verita', i diritti umani di tutti gli esseri umani, la dignita' del mondo vivente.
Quindi la scelta della nonviolenza, che e' la forma la piu' nitida e la piu' intransigente di lotta contro tutte le menzogne, contro tutte le oppressioni, contro tutte le violenze; la scelta che invera l'umanita' dell'umanita' nel vivo stesso della lotta di liberazione.
E qui mi sovviene un'idea che lessi in un saggio di Natalia Ginzburg, che affermava che occorre insegnare e quindi praticare non le piccole ma le grandi virtu': non la prudenza, ma la generosita'; poiche' spesso le piccole virtu' sono nemiche delle grandi, e ad esempio in nome della prudenza si rinuncia talvolta a recare soccorso a chi di soccorso ha estremo ed urgente bisogno: e cosi' si diventa complici degli oppressori, degli assassini, dei divoratori di esseri umani. Che noi si sappia sempre preferire le grandi virtu' alle piccole; che noi si sappia sempre vedere la sofferenza altrui e non volgere altrove lo sguardo; che noi si sappia sempre preferire recare soccorso anziche' alzare le spalle e far finta di niente: la campana suona sempre per te.
Spesso ci chiediamo come fu possibile che tanti tacessero dinanzi ai crimini del nazismo: lo vediamo oggi quanto facile sia. Lo vediamo oggi quanto facile sia.
Occorre sapere che se non si difende e non si soccorre la persona piu' fragile, piu' bisognosa, piu' in pericolo, allora tutto e' perduto e prevalgono gli sfruttatori, gli schiavisti, gli aguzzini, i divoratori di esseri umani.
Occorre sapere che la liberta' e' una e indivisibile e che se tu non rechi aiuto a chi e' nella paura e nel bisogno, come potrai sperare che qualcuno rechi aiuto a te nell'ora in cui tu dovessi trovarti nella paura e nel bisogno? Torna alla mente quell'indimenticabile discorso del pastore antinazista Martin Niemoeller che cosi' descriveva la complicita' degli indifferenti con la violenza dei criminali assassini: "Quando vennero a perseguitare altri io non dissi niente... Ora vengono a perseguitare me, e non c'e' piu' nessuno a cui chiedere aiuto". Diceva Martin Luther King che piu' che le urla dei violenti lo spaventava il silenzio degli onesti.
Ci riguarda la sorte di ogni essere umano. Chi non ricorda che su una parete della scuola di Barbiana era scritto "I care"? "Mi sta a cuore, mi interessa, mi riguarda", e quindi: so che devo lottare, so che devo essere io - come tutti - ad oppormi alla violenza del potere disumano.
E torna alla mente la folgorante riflessione di Hannah Arendt sulla banalita' del male nel suo indimenticabile libro sul processo Eichmann, come della stessa autrice la riflessione sul male radicale e la preziosa riflessione consegnata a quel suo classico testo su Le origini del totalitarismo la cui lettura molto ci spiega della situazione odierna.
Norberto Bobbio in un suo aureo libretto spiego' una volta che la differenza tra destra e sinistra si compendia in questo: nell'opinione che gli esseri umani non siano eguali in diritti e quindi la sopraffazione sia lecita, e questa e' l'ideologia e la conseguente prassi di tutte le destre; o nella persuasione che tutti gli esseri umani abbiano uguali diritti, con il dovere di solidarieta' che ne discende, e questo e' il tratto caratteristico di ogni riflessione ed impegno politico di sinistra. Noi crediamo nell'eguaglianza di diritti, nella piena dignita' di tutti gli esseri umani. E sappiamo che se non ci si batte per questo, allora prevale la barbarie, prevale il fascismo, prevale l'annientamento dell'umanita'.
Sappiamo che non puoi chiedere agli altri di fare quello che tu non fai per pavidita'. Sappiamo che ogni persona senziente e pensante deve sentirsi responsabile di tutto.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi unitevi nella lotta per la comune liberazione.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Sii tu l'umanita' come dovrebbe essere.
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Allegato primo: Un digiuno di giustizia in solidarieta' con i migranti
A tutti gli uomini e le donne di buona volonta'
Martedi' 10 luglio 2018 alle ore 12 ci ritroviamo a Roma, in piazza San Pietro, per una giornata di digiuno. Da li' proseguiremo a Montecitorio per testimoniare con il digiuno contro le politiche migratorie di questo governo. E continueremo a digiunare per altri 10 giorni con un presidio davanti a Montecitorio dalle ore 8 alle 14.
Per adesioni al digiuno e partecipazione scrivere a questa email: digiunodigiustizia at hotmail.com
"Avete mai pianto, quando avete visto affondare un barcone di migranti?", cosi' Papa Francesco ci interpellava durante la messa da lui celebrata a Lampedusa per le 33.000 vittime accertate (secondo il giornale inglese "Guardian" che ne ha pubblicato i nomi) perite nel Mediterraneo per le politiche restrittive della "Fortezza Europa".
E' il naufragio dei migranti, dei poveri, dei disperati, ma e' anche il naufragio dell'Europa, e dei suoi ideali di essere la "patria dei diritti umani". La Carta dell'Unione Europea afferma: "La dignita' umana e' inviolabile. Essa deve essere rispettata".
E' un crimine contro l'umanita', un'umanita' impoverita e disperata, perpetrato dall'opulenta Europa che rifiuta chi bussa alla sua porta.
Un rifiuto che e' diventato ancora piu' brutale con lo scorso vertice dell'Unione Europea in cui i capi di governo hanno deciso una politica di non accoglienza. Anche l'Italia decide ora di non accogliere, di chiudere i porti alle navi delle Organizzazioni non governative ed affida invece tale compito alla Guardia Costiera libica, che se salvera' i migranti, li riportera' nell'inferno che e' la Libia. Perfino la Commissione Europea ha detto: "Non riportate i profughi in Libia, li' ci sono condizioni inumane".
Per questo stiamo di nuovo assistendo a continui naufragi. L'Onu parla di oltre mille morti in questi mesi.
Papa Francesco ha fatto sue le parole dell'arcivescovo Ieronymos di Grecia pronunciate nel campo profughi di Lesbo: "Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi, e' in grado di riconoscere immediatamente la bancarotta dell'umanita'".
E' il sangue degli impoveriti, degli ultimi, che interpella tutti noi, in particolare noi cristiani che saremo giudicati su: "Ero straniero... e non mi avete accolto". Noi chiediamo a tutti i credenti di reagire, di gridare il proprio dissenso davanti a queste politiche disumane.
Noi proponiamo un piccolo segno visibile, pubblico: un digiuno a staffetta con un presidio davanti al Parlamento italiano per dire che non possiamo accettare questa politica delle porte chiuse che provoca la morte nel deserto e nel Mediterraneo di migliaia di migranti.
"Il digiuno che voglio - dice il profeta Isaia in nome di Dio - non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo senza trascurare i tuoi parenti?".
padre Alex Zanotelli, a nome dei missionari comboniani
mons. Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta
don Alessandro Santoro, a nome della Comunita' delle Piagge di Firenze
suor Rita Giaretta, Casa Ruth, Caserta
padre Giorgio Ghezzi, religioso sacramentino
"La Comunita' del Sacro Convento aderisce e partecipa nella preghiera" e' quanto riferisce padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi.
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Allegato secondo: Al Presidente della Repubblica: una segnalazione e un quesito
Al Presidente della Repubblica italiana
Oggetto: una segnalazione e un quesito
Egregio Presidente della Repubblica,
credo che lei come ogni persona ragionevole sia indignato e crucciato per quanto sta accadendo in questi giorni: un ministro che annuncia una schedatura razzista palesemente incostituzionale; il governo italiano che rifiuta di accogliere i superstiti di naufragi e scatena una campagna di aggressione contro i soccorritori; ministri della Repubblica diuturnamente impegnati in una ripugnante, criminale, ossessiva propaganda di menzogne, di diffamazioni e di odio razzista.
Come tante altre persone (la reale maggioranza del popolo italiano, poiche' il governo dell'estrema destra razzista ha si' a suo sostegno la maggioranza effettiva dei seggi in Parlamento, ma non ha affatto la maggioranza reale dei voti di chi vive in Italia) anch'io la prego di intervenire, nelle forme e nei modi previsti dall'ordinamento, in difesa di tante vite innocenti in grave pericolo, in difesa della legalita' e della democrazia, in difesa della Costituzione della Repubblica di cui e' supremo garante.
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Egregio Presidente della Repubblica,
mi permetta inoltre di porle il seguente quesito.
Tra i ministri che alcune settimane fa hanno giurato nelle sue mani fedelta' alla Costituzione della Repubblica ve ne sono alcuni che nella loro propaganda e nel loro programma avevano gia' precedentemente esplicitamente annunciato la volonta' di realizzare persecuzioni razziste e religiose in evidente, flagrante violazione della Costituzione.
Questi stessi ministri, una volta ottenuta la fiducia del Parlamento, hanno subito iniziato a mettere in pratica quanto avevano precedentemente pubblicamente e reiteratamente annunciato dando evidente esecuzione al dichiarato disegno criminoso.
Questi stessi ministri in queste poche settimane hanno gia' commesso flagranti reati ed hanno ripetutamente annunciato l'intenzione di commetterne degli altri in esplicita violazione della Costituzione.
Il quesito che le pongo e' il seguente: poiche' all'atto di giurare fedelta' alla Costituzione questi signori avevano gia' manifestato l'intenzione di violarla, cio' non e' motivo di invalidita' del giuramento reso?
E non implica quindi che il governo attuale, perlomeno nelle persone di alcuni suoi ministri (che peraltro di esso effettualmente sono, ancor piu' che magna pars, maestri e donni), sia in carica illegittimamente?
E non e' necessario che ai ministri rivelatisi ab origine palesemente spergiuri, mendaci, fraudolenti e quindi traditori dell'impegno giurato nelle sue mani siano imposte immediate dimissioni e nei loro confronti si avvii un procedimento giudiziario ai sensi delle leggi vigenti?
Le pongo questo quesito in tutta la sua gravita', con vivissima preoccupazione per l'operato delittuoso e fin disumano del governo e segnatamente di alcuni ministri che non fanno mistero di essere gli effettuali padroni dell'esecutivo nonche' i caporioni dell'estrema destra razzista.
Ringraziandola per l'attenzione ed augurandole ogni bene,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 30 giugno 2018
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Allegato terzo: "Sicut lex obligat". Una seconda lettera aperta ad alcuni pubblici ufficiali che segnala gravi reati
Al Prefetto di Viterbo
al Questore di Viterbo
al Presidente del Tribunale di Viterbo
e per conoscenza:
al Presidente della Repubblica
alla Presidente del Senato della Repubblica
al Presidente della Camera dei Deputati
Oggetto: una seconda lettera aperta al Prefetto, al Questore ed al Presidente del Tribunale di Viterbo recante la segnalazione di gravi reati commessi e annunciati da personaggi che hanno responsabilita' di governo
Egregio Prefetto,
egregio Questore,
egregio Presidente del Tribunale,
vi scrivo nuovamente, facendo seguito alla mia precedente lettera aperta a voi medesimi indirizzata il 21 giugno 2018, che ad ogni buon fine allego in calce alla presente.
E vi scrivo per segnalarvi quanto segue:
I. che il ministro dell'Interno persiste tuttora, come da anni, in dichiarazioni che si configurano come una propaganda che istiga all'odio razziale, reato previsto e punito dalle leggi vigenti;
II. che lo stesso ministro dell'Interno persiste nel dichiarare la volonta' di procedere ad azioni contro i beni e i diritti delle persone rom, e finanche ad una loro schedatura etnica nonostante che autorevolissime personalita' istituzionali lo abbiano reso edotto che tale misura e' palesemente incostituzionale;
III. che il governo in almeno due specifiche circostanze ha rifiutato di accogliere nei porti italiani imbarcazioni che ospitavano naufraghi soccorsi in mare, con tale rifiuto violando fondamentali norme morali e giuridiche universalmente riconosciute;
IV. che il governo ha condotto nei giorni scorsi una vera e propria campagna di diffamazione, minaccia e aggressione nei confronti di organizzazioni non governative che stanno salvando vite umane in mare: con questa immorale e brutale campagna ostacolando la loro attivita' di salvataggio, e quindi mettendo ancor piu' in pericolo le vite di numerosi innocenti a rischio di naufragio nel Mediterraneo che le organizzazioni non governative si sforzano di trarre in salvo;
V. che non solo nella propaganda delle forze politiche che lo compongono, ma finanche nel suo dichiarato programma di governo, l'attuale esecutivo annuncia e prevede iniziative che si configurano come vere e proprie violazioni dei diritti umani, atti di omissione di soccorso, atti di persecuzione razzista, atti di persecuzione religiosa, flagranti violazioni di norme di legge vigenti e finanche della Costituzione della Repubblica italiana.
Egregio Prefetto,
egregio Questore,
egregio Presidente del Tribunale,
con la presente lettera aperta vi si segnala tutto quanto precede, e che palesemente costituisce "notitia criminis", affinche' in quanto pubblici ufficiali procediate (sicut lex obligat) a promuovere la necessaria azione giudiziaria per far cessare la commissione di reati e punirne ai sensi di legge i responsabili.
L'Italia e' una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile: salvare le vite e' il primo dovere.
Augurandovi ogni bene,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 29 giugno 2018
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Allegato: testo della lettera del 21 giugno 2018
Al Prefetto di Viterbo
al Questore di Viterbo
al Presidente del Tribunale di Viterbo
e per conoscenza:
al Presidente della Repubblica
alla Presidente del Senato della Repubblica
al Presidente della Camera dei Deputati
Oggetto: una lettera aperta al Prefetto, al Questore ed al Presidente del Tribunale di Viterbo recante la segnalazione di gravi reati commessi e annunciati dal ministro dell'Interno che oggi sara' a Viterbo, reati tali per cui lo stesso dovrebbe dimettersi immediatamente dal suo incarico e nei suoi confronti dovrebbe essere avviata un'azione giudiziaria ai sensi delle leggi vigenti.
Egregio Prefetto,
egregio Questore,
egregio Presidente del Tribunale,
i mezzi d'informazione annunciano che oggi il ministro dell'Interno pro tempore sara' a Viterbo per un'iniziativa di propaganda elettorale.
Segnalo a voi, autorevoli pubblici ufficiali, la seguente notitia criminis.
Il ministro dell'Interno ha commesso gravi reati ed altri ha annunciato di volerne commettere; essi sono:
1. istigazione all'odio razziale attraverso una pluriennale campagna di propaganda razzista;
2. omissione di soccorso avendo proibito l'approdo nei porti italiani di una nave che recava naufraghi raccolti in mare in operazioni coordinate dalla Guardia costiera italiana;
3. intenzione di effettuare una schedatura etnica dei rom e sinti presenti in Italia, misura la cui flagrante incostituzionalita' e' stata dichiarata dallo stesso presidente del Consiglio dei ministri di cui il ministro dell'Interno e' magna pars ed effettuale dominus;
4. enunciazione della volonta' di effettuare atti di umiliazione, vessazione e persecuzione razzista e religiosa, come esplicitato in reiterate dichiarazioni e nello stesso programma di governo.
Egregio Prefetto,
egregio Questore,
egregio Presidente del Tribunale,
poiche' il nostro e' un paese civile, uno stato di diritto, un ordinamento giuridico democratico, il ministro dell'Interno che cosi' caratterizza la sua azione di governo, in palese conflitto con i valori e i principi della Costituzione della Repubblica italiana, in palese conflitto con le norme di legge in Italia vigenti, ha il dovere di dimettersi immediatamente; e tutti i pubblici ufficiali cui giunge la notitia criminis contenuta in questa lettera aperta hanno il dovere di promuovere un'azione giudiziaria nei suoi confronti.
Augurandovi ogni bene,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 21 giugno 2018
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Allegato quarto: Dodici semplici pensieri in un giorno di digiuno
E' un disumano crimine non soccorrere i naufraghi.
E' un disumano crimine calpestare e abbandonare alla sofferenza e alla morte esseri umani innocenti che chiedono aiuto.
E' un disumano crimine imporre un regime di persecuzioni razziste.
E' un disumano crimine provocare, profittare e godere dell'altrui dolore.
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Il governo italiano commette un mostruoso crimine negando soccorso ai naufraghi chiudendo i porti italiani alle navi che li traggono in salvo.
Il governo italiano commette un mostruoso crimine diffamando, minacciando, aggredendo e sabotando i soccorritori che salvano vite umane in mare.
Il governo italiano commette un mostruoso crimine operando al fine di impedire agli esseri umani innocenti prigionieri nei lager libici di trovare salvezza fuggendo in Europa.
Il governo italiano commette un mostruoso crimine imponendo un regime di persecuzioni razziste.
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Si dimetta il governo della barbarie razzista, il governo dell'abominevole omissione di soccorso, il governo delle scellerate persecuzioni.
Siano processati i ministri responsabili di crimini inumani.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Salvare le vite e' il primo dovere.

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VOCI E VOLTI DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino" (anno XIX)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt at gmail.com, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Numero 960 del 31 luglio 2018
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